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Il Grande Giorno9 giugno 201318 giorni ancora.

Milena 15/03/2009
All’attenzione della Redazione di milocca.wordpress.com
Desidero comunicare di avere preso ogni iniziatiava per fare pulire l’abitato del comune compito questo che, come tutti sanno, dipende direttamente dall’Ato ambiente Cl1.
Mi complimento con i Cuba Libera per l’impegno che mettono per il rispetto dell’ambiente.Ritengo che l’Ato interverrà prima dell’arrivo della delegazione degli amici di Aix-les-Bains.
Loro e qualsiasi cittadino che tiene a migliorare l’ambiente del nostro comune mi troveranno sempre disponibile e pronto a realizzare il fattibile.
Li ringrazio e porgo a tutti i migliori saluti.
Rag. Giuseppe Buttaci assessore comunale
VOGLIO FAR CONOSCERE IL PENSIERO DI SETHI SUL VOSTRO BLOG. HA RAGIONE O ESAGERA?
Scritto da SETHI il 16/03/2009 14:50
Ma che sta succedendo a Milena? Quell’amministrazione a cui ho dato il voto e che ha ricevuto il consenso della maggioranza dei milocchesi oggi pende dalle labbra di chi gestisce un blog! Un’ amministrazione i cui membri non fanno altro che obbeddire senza alcuna dignità agli ordini che gli vengono impariti di volta in volta “via internet” senza mai dare spazio a quella gente che ha messo in discussione la propria appartenenza politica permettendo così la loro ascesa. Assessori, consiglieri, e anche lei signor Sindaco aprite le orecchie e ascoltate chi ha creduto in voi e nel vostro futuro operato. Non continuate a deluderci più di quanto avete fatto sino ad oggi. E se questo spazio me lo permette lasciatemi dire…..Sindaco,assessori, consiglieri ringraziate chi ha lottato per voi e non rincorrete, ringraziando a testa bassa, chi oggi vuol far di voi degli zimbelli!
Dopo aver fatto presente a chi si è occupato di creare il sito in questione, circa la totale assenza d informazioni in merito a quelle che sono le specialità tipiche del luogo, ossia nello specifico l’ormai famoso nonchè prelibato “pane scanato” o comuemente noto “pani caddiatu”, mi rendo conto dispiaciuta che non è cambiato nulla contunua a mancare la cultura della tradizione… Se posso permettermi da esterna ritengo per voi una opportunità irrinunciabile quella di poter accostare l’immagine di Milena ad un prodotto tanto particolare quanto genuino.
PER CHI NON LA PENSA COME ME: IO SONO STATA IN COMA 62 GG E ANCORA OGGI E SONO PASSATI TRE ANNI E TRE MESI DAL MIO COMA HO DIFFICOLTA’ A CAMMINARE.SONO STANCA E TANTE VOLTE HO RIMPIANTO LA MORTE.MI FANNO PENSARE TUTTE QUELLE PERSONE CHE NON SANNO ASSOLUTAMENTE DI COSA PARLANO, IO HO PERSO 5 MESI DELLA MIA VITA E 5 ANNI PER IL RECUPERO. CHE VITA E’ IL COMA ? VE LO SPIEGO, AVERE UN TUBO INFILATO NELLA PANCIA CHE MI ALIMENTAVA, NON RICORDARSI ASSOLUTAMENTE NIENTE, DI PRIMA E DOPO L’ACCADUTO, ANCHE LE PERSONE DELLA MIA FAMIGLIA.PER CHI NON LA PENSA COME ME …NON E’ VITA.
Aggiungo che se fossi stata in coma per piu’ di 62 giorni mio padre sapeva che avrebbe dovuto staccare la spina.ho fatto testamento e se dovesse ricapitarmi a causa di un incidente uno stato di coma solo il mio compagno e i miei genitori sapranno cosa fare.
Troppo tempo è passato dal terremoto di L’Aquila e dalle iniziative lodevoli a favore dei terremotati. Si può conoscere quanto hanno raccolto il comune e la scuola o è un segreto? Dispiace che si chiede aiuto alla cittadinanza ma non si riferisce come è giusto quanti soldi Milena ha dato per la gente dell’Abruzzo.
vorrei segnalare questo video sperando che molti utenti di questo blog possono vedere http://www.youtube.com/watch?v=6pEZZ43E1gc
In riferimento all’articolo “Tradito lo spirito di Luparelli” mi piacerebbe che il fratello Salvatore Luparelli facesse sapere attraverso questo blog come la pensa sull’iniziativa voluta e promossa dal sindaco Vitellaro di svincolare i lotti, approvata con pochi voti dal consiglio comunale e da pochi assessori della giunta.
E cosa ne pensa pure del fatto che il sindaco promotore di questa importante iniziativa non è stato presente nè in consiglio comunale nè in giunta.
Grazie
S.V.
Già che ci siamo su Luparelli sarei curioso di conoscere il parere del Comitato Culturale dei Quattro Saggi, non si proprio se sia chiami così ma è quello composto dai presidi Pellitteri, Vitellaro, Tona e il professore Mancuso. Loro che sono uomini di cultura e anche esperti di politica cosa hanno suggerito o suggeriranno al loro sindaco a proposito della piazza da togliere a Garibaldi e dedicare a Luparelli? Spero che il sindaco prima di decidere chieda il loro parere per scritto in nome della trasparenza e nel rispetto della storia e della politica del nostro paese. Non ci faremo prendere in giro.
LETTERA APERTA AL SEGRETARIO DEI COMUNISTI DI MILENA
Caro Salvatore Ferlisi,
l’amministrazione del cambiamento che abbiamo sostenuto con convinzione rischia di tradire le attese dei cittadini di Milena a causa di una gestione della cosa pubblica che non appare imparziale, ma legata ad una concezione arcaica della politica.
Dopo un inizio esaltante (villa day, campo day) e la generosità espressa con la rinuncia all’indennità di carica che ha visto il tuo partito con il vice-sindaco artefice di questa azione meritoria, nonostante qualche pentimento dell’ultima ora, l’amministrazione Vitellaro si è impantanata in una politica che rischia di apparire, ed essere, superficiale e familista: la vicenda del difensore civico è solo uno dei tanti esempi che si possono fare, ma che più di ogni altro rende l’idea.
Un’amministrazione davvero imparziale cerca di dare a tutti i cittadini le stesse opportunità, le stesse occasioni, senza privilegi per qualcuno in particolare, come un “buon padre di famiglia”.
Invece, nella vicenda della nomina del difensore civico l’opportunità era solo per uno, scoppiato lo “scandalo” a nessun altro è stata data l’opportunità di essere nominato e la carica rimane vacante.
Mi chiedo con quale animo i giovani professionisti che hanno presentato le loro legittime istanze attendano un segno di ravvedimento. E chiedo: si vuol continuare così? Si pensa al messaggio educativo che viene fuori da questa vicenda? E proprio quello che si vuole? Oppure, di chi è la colpa?
Forse la colpa è del presidente del Consiglio comunale, che non mette all’ordine del giorno il punto e non adempie ad un suo preciso dovere?
Forse la colpa è del Sindaco, che non sente il dovere morale di intervenire e chiudere la faccenda?
Forse la colpa è dei singoli consiglieri comunali che non sentono il dovere di essere fedeli al loro ruolo?
O forse la colpa è di ognuno di noi che così attenti alle nostre piccole cose non comprendiamo “i segni” di una politica che perde, a tutti i livelli, la sua autorevolezza?
Alfonso Paolino Cipolla
Italia dei Valori – Milena
buonasera, ho appena letto il vostro caso forse il mio e’ peggiore”SCANDALOSO”
sono la presidentessa di una societa’ sportiva di calcio 2° categoria il quale prima ho fatto l’iscrizione con tanto di autorizzazione a poter usufruire dell’impianto sportivo (bene pubblico per di piu’ donato dopo un sisma)firmata dal sindaco e avvenuta l’iscrizione mi ha chiuso con catena e lucchetto lo stesso ‘impianto sportivo. il perche’ non lo so e un mese che porto i giocatori ad allenarsi in un campetto vicino a pagamento………..vi sembra una cosa corretta,un bell’esempio da primo cittadino “padre di famiglia”, il brutto e che domenica comincia la molise cup e io non ho un campo dove poter disputare il campionato!!!!!!!!!!rischi di perdere le partite a tovolino una dopo l’altra!!!!!il brutto e’ che sono sola (tolto i 3 soci) e sono DONNA!!!
vi ringrazio anticipatamente se potete darmi qualche consiglio .
grazie per la cortese attenzione.
Sono in ferie a Milena dai primi di agosto e non ho mai visto lavare i cassonetti in compenso ho visto decine di topi belli cresciuti e cani sparpagliare immondizia attorno. Mi dicono i miei vicini che ora non dobbiamo lamentarci con il comune che non ci entra più. Io non credo che il sindaco e l’assessore delegato non possono fare niente, quanto meno costringere questa l’ato a fare il suo dovere se no perchè paghiamo un servizio che fa schifo e pure un pericolo per l’ambiente e la salute?
http://www.youtube.com/watch?v=8I54mlK0kVw
Molte volte non ci pensiamo, ma da chi guida dipendono molte più vite di quante ne possiamo immaginare. Voletevi e vogliate bene. Guidate con prudenza. —————–ci sono molte vite in gioco ……………………chi ha le moto e si sente macho senza casco lo riveda per 10 volte questo video ,chi usa il telefono in auto allora lo riveda per 10000mila volte questo video
Contro rivoluzione a Milena:
IL PALCO TORNA IN PIAZZA!
Dopo pochi giorni che era sceso dal centro della piazza per stare tra la gente, in strada, il palco delle feste è tornato al centro della piazza, in alto.
I bene informati sostengono che il palco era “stuffu” di stare all’angolo e che spasimava per tornare dove è sempre stato da sempre.
L’amministrazione del cambiamento ci aveva provato a farlo diventare un poco più popolare, ma non ci sono riusciti: il “vero cambiamento” non sempre è ben compreso.
Sarà quello del palco il primo segnale di un ritorno al passato?
Si vedrà.
Intanto, “quelli dell’IDV” pare siano intenzionati a sostenere una battaglia per il “difensore civico che non c’è” chiamando direttamente in campo anche il sindaco, che pare che manca.
I bene informati sostengono che a settembre, di ritorno dalla ferie, sarà lanciata una “sfida” e messa in mora l’amministrazione inadempiente.
Insomma, dopo la primavera del cambiamento e il cando dell’estate si prepara un autunno molto piovoso, politicamente sparlando.
«Gli immigrati sono esseri umani. Per chi suona la campana.»
Siamo ridotti- ed è gravissimo – a dover ricordare che gli immigrati sono esseri umani.
La perversione etica del Governo Berlusconi – accanto e a monte della sistematica mortificazione di valori e di diritti – sta modificando e violando elementari regole di convivenza civile.
Il pubblico si fa privato e il privato si confonde e sfrutta il pubblico, i mezzi e i voli di Stato vengono usati per il trasporto di escort e compagni di merenda a festini e party di ogni genere e colore; il diritto al lavoro è considerato favore e merce e il lavoratore è ridotto a macchina da alimentare con razioni di pane e droga televisiva; per il riconoscimento di diritti e per la soddisfazione di bisogni i cittadini non devono più rispondere alla domanda “chi sei? che sai ? che sai fare ? “, ma alla domanda “a chi appartieni ?”;il diritto alla eguaglianza è considerato – per legge !-una eventualità in danno di chi non è, non ha casta; il diritto di informare e di essere informati è sepolto da una montagna di veline, quelle da intrattenimento e quelle usate per mettere il bavaglio alla libera informazione; la libertà di mercato viene sottomessa a dilaganti conflitti di interesse e il diritto di impresa soffocato da “troppo Stato nel mercato” e da “troppo mercato nello Stato”; il diritto alla sicurezza è divenuto uno spot e la sicurezza viene affidata in appalto a ronde private, mentre le forze dell’ordine sono costrette ad operare con strutture inadeguate e con continui tagli di personale e risorse.
In questo panorama,gli immigrati divengono una fastidiosa presenza, indicati – tutti coloro che risiedono in Italia – come un pericolo da contrastare e – tutti coloro che cercano di immigrare – come nemici da respingere con ogni mezzo.
Distruggendo antiche sensibilità e convenzioni internazionali, diviene “normale” registrare la indifferenza da parte di naviganti e pescatori nel Mediterraneo nei riguardi di “carrette” cariche di disperati.
Questo Governo ha affidato in appalto alla Libia – in cambio di enormi appalti assegnati, arbitrariamente e senza alcuna regola obiettiva – la gestione di veri e propri campi di concentramento, nei quali tradurre con la forza- come fossero merce – esseri umani non necessariamente libici e non necessariamente provenienti da porti libici.
L’Unione Europea, le Nazioni Unite, le Associazioni internazionali che si occupano di diritti e di immigrazione, autorità morali e religiose, intellettuali e giornalisti di tutto il mondo nei confronti di Silvio Berlusconi non hanno alcun fatto personale nè sono parte di congiure come- nel suo delirio di onnipotenza/onnipresenza -ritiene il premier.
La realtà internazionale interpreta ed esprime ciò che è diffusa consapevolezza da parte di milioni di italiani liberi (ai quali Italia dei Valori da voce e sostegno):le scelte del Governo Berlusconi in tema di immigrazione sono la cartina al tornasole, il termometro di un sistema che si fa regime.
Tutte le dittature gettano la maschera, svelano le proprie nefandezze quando si occupano degli ultimi, degli emarginati, dei diversi.
E’ accaduto così con il nazismo, con il fascismo, con lo stalinismo, con i regimi dittatoriali di tutta la storia e di tutto il mondo.
Ogni dittatura ha bisogno di avere una categoria, una razza,una fede, una classe di esseri umani da elevare a simbolo e a monito per la mortificazione dei diritti di tutti , anche di chi non appartiene a quella categoria, a quella razza, a quella fede, a quella classe.
Nessuno si illuda.
Qualcuno cerca di distrarre la attenzione ricordando che le scelte riguardano gli immigrati e che, pertanto, chi non è immigrato non ha nulla di che preoccuparsi.
No. Non è così.
La campana a morte non suona soltanto per i diritti umani degli immigrati,; essa suona per tutti e per ciascuno, per i diritti di ogni essere umano.
Leoluca Orlando
Milocca e “le sorprese della politica”
In politica il “paradosso di Milocca” è conosciuto grazie alla novella di Luigi Pirandello, Le soprese della scienza, che il drammaturgo agrigentino scrisse in merito alla vicenda dei consigli comunali di Milocca che duravano interminabili ore e nei quali non si deliberava mai niente, in attesa di nuove “scoperte della scienza” e il paese rimaneva senz’acqua, senza strade e senza luce.
Bene. Quel paese oggi si chiama Milena, è pieno di strade e non manca la luce, ma pare che qualche vecchia abitudine non sia cambiata, nonostante sia cambiato il nome.
La vicenda che si racconta forse Pirandello la introdurrebbe così: “Vi ricordate di Milocca, beato paese,… guardato dai suoi sapientissimi amministratori? Ebbene, ne ho saputa una nuova e ve la voglio raccontare, anche a costo che vi debba sembrare inverosimile. Ma come volete fare, se no, a conoscere le cose vere?”
Dunque ho saputo che a Milocca… il Consiglio comunale doveva nominare il difensore civico e non avendo fiducia nelle leggi, tra i tanti laureati ed avvocati che avevano fatto domanda, volevano eleggere, su indicazione del sindaco, un geometra, l’unico che tra i tanti che avevano fatto domanda laureato ed avvocato non era.
A Milocca forse avranno pensato che se il difensore non è avvocato può difendere meglio i cittadini, non avendo la testa piena di leggi sbagliate e ci vuole perciò proprio un difensore che non ha la laurea.
Forse gli amministratori di Milocca vedono male le leggi, ne diffidano, le stimano pericolose e pensano che affidare le difese del paese ad un avvocato sia una pazzia.
Così avrà pensato, ad esempio, il presidente del Consiglio municipale che è avvocato e così forse avrà anche pensato un consigliere, pure lui avvocato, che di legge quindi se ne intendono, che ha chiesto al presidente di rinviare la nomina dopo varie votazioni andate a vuoto.
Così è quasi un anno che non potendo eleggere un geometra come difensore civico, in Consiglio comunale hanno preferito non eleggere alcun avvocato per difendere i cittadini del paese. E Milocca che era entrata nella storia della letteratura perché senz’acqua e senza strade e senza luce, a causa dei suoi sapientissimi amministratori, ora che queste cose ormai le ha (anche se l’acqua in estate arriva ogni quattro giorni è ed dichiarata potabile, ma la AUSL consiglia di non berla!) è rimasta senza difensore ed i cittadini continuano ad aspettare.
Il lettore però non si meravigli e non si faccia trarre in inganno.
In effetti in questa vicenda più che la solita sfiducia nelle leggi e negli avvocati sembra che abbia avuto buon gioco la circostanza che il merito è valore ormai dimenticato e pare che non ci sia miglior merito di un amico che conta.
E forse hanno ragione loro, i Milocchesi.
Saluti affettuosissimi a tutti i nostri Amici e “Concittadini” milocchesi da parte del Mar. Cairone e famiglia dall’alta Toscana (Casola in Lunigiana – MS).
Giulia e Martina mandano un abbraccio particolare a tutti i loro compagni e compagne di scuola e di danza ed anche alle loro insegnanti.
Milena sempre nei nostri cuori.
P.S. un pensiero speciale per due persone eccezionali.-
un caro saluto a voi.
Un affettuoso saluto da parte mia e della mia famiglia . Auguro a tutti voi tanto bene e spero che durante le vacanze estive ci verrete a trovare. Un forte abbraccio per Martina da parte di Tommaso .
E’ con tristezza che si annuncia la scomparsa dal web dei “Comunisti Italiani di Milena”.
Il tempo, per loro, è scaduto.
Una prece. Non fiori ma opere di bene comune.
Ma siamo sicuri che entro tre giorni o al massimo una settimana risusciteranno.
Nell’attesa, si despensa dalle visite del web.
Dove è finito il mio grande Kennna?
Oggi ho visto una immagine terribile e credo sia opportuno parlarne.
Ho visto un servizio al telegiornale dove si facevano vedere le grate sui vetri di bus che trasportavano immigrati clandestini.
Questi uomini vengono trasportati come reclusi solo perchè hanno il torto di essere poveri e nati qualche chilometro più a sud di dove sono nato io.
Scoperti da solerti vigili urbani rispettosi di leggi inumane, questi “cittadini del mondo” nel mondo “civile” non sono accettati, ma arrestati, cacciati, “deportati” in paesi “amici” (come la Libia) per poi forse morire di stenti in in carcere.
La storia si ripete.
La nostra società ha perso ” memoria” e “umanità”.
“Se questo è un uomo” dobbiamo rileggerlo.
«Gli immigrati sono esseri umani. Per chi suona la campana.»
Siamo ridotti- ed è gravissimo – a dover ricordare che gli immigrati sono esseri umani.
La perversione etica del Governo Berlusconi – accanto e a monte della sistematica mortificazione di valori e di diritti – sta modificando e violando elementari regole di convivenza civile.
Il pubblico si fa privato e il privato si confonde e sfrutta il pubblico, i mezzi e i voli di Stato vengono usati per il trasporto di escort e compagni di merenda a festini e party di ogni genere e colore; il diritto al lavoro è considerato favore e merce e il lavoratore è ridotto a macchina da alimentare con razioni di pane e droga televisiva; per il riconoscimento di diritti e per la soddisfazione di bisogni i cittadini non devono più rispondere alla domanda “chi sei? che sai ? che sai fare ? “, ma alla domanda “a chi appartieni ?”;il diritto alla eguaglianza è considerato – per legge !-una eventualità in danno di chi non è, non ha casta; il diritto di informare e di essere informati è sepolto da una montagna di veline, quelle da intrattenimento e quelle usate per mettere il bavaglio alla libera informazione; la libertà di mercato viene sottomessa a dilaganti conflitti di interesse e il diritto di impresa soffocato da “troppo Stato nel mercato” e da “troppo mercato nello Stato”; il diritto alla sicurezza è divenuto uno spot e la sicurezza viene affidata in appalto a ronde private, mentre le forze dell’ordine sono costrette ad operare con strutture inadeguate e con continui tagli di personale e risorse.
In questo panorama,gli immigrati divengono una fastidiosa presenza, indicati – tutti coloro che risiedono in Italia – come un pericolo da contrastare e – tutti coloro che cercano di immigrare – come nemici da respingere con ogni mezzo.
Distruggendo antiche sensibilità e convenzioni internazionali, diviene “normale” registrare la indifferenza da parte di naviganti e pescatori nel Mediterraneo nei riguardi di “carrette” cariche di disperati.
Questo Governo ha affidato in appalto alla Libia – in cambio di enormi appalti assegnati, arbitrariamente e senza alcuna regola obiettiva – la gestione di veri e propri campi di concentramento, nei quali tradurre con la forza- come fossero merce – esseri umani non necessariamente libici e non necessariamente provenienti da porti libici.
L’Unione Europea, le Nazioni Unite, le Associazioni internazionali che si occupano di diritti e di immigrazione, autorità morali e religiose, intellettuali e giornalisti di tutto il mondo nei confronti di Silvio Berlusconi non hanno alcun fatto personale nè sono parte di congiure come- nel suo delirio di onnipotenza/onnipresenza -ritiene il premier.
La realtà internazionale interpreta ed esprime ciò che è diffusa consapevolezza da parte di milioni di italiani liberi (ai quali Italia dei Valori da voce e sostegno):le scelte del Governo Berlusconi in tema di immigrazione sono la cartina al tornasole, il termometro di un sistema che si fa regime.
Tutte le dittature gettano la maschera, svelano le proprie nefandezze quando si occupano degli ultimi, degli emarginati, dei diversi.
E’ accaduto così con il nazismo, con il fascismo, con lo stalinismo, con i regimi dittatoriali di tutta la storia e di tutto il mondo.
Ogni dittatura ha bisogno di avere una categoria, una razza,una fede, una classe di esseri umani da elevare a simbolo e a monito per la mortificazione dei diritti di tutti , anche di chi non appartiene a quella categoria, a quella razza, a quella fede, a quella classe.
Nessuno si illuda.
Qualcuno cerca di distrarre la attenzione ricordando che le scelte riguardano gli immigrati e che, pertanto, chi non è immigrato non ha nulla di che preoccuparsi.
No. Non è così.
La campana a morte non suona soltanto per i diritti umani degli immigrati,; essa suona per tutti e per ciascuno, per i diritti di ogni essere umano.
Leoluca Orlando
Nel blog manca tanto kenna, E’ ammalato? speriamo di no e che torni a scrivere le sue belle riflessioni. Un saluto e un invito a farsi rivedere su MML.
Lo scrivo tanto per scrivere l’indirizzo di questa mia scritta al Sindaco e all’Assessore alla Trasparenza ma ritengo più importante che sul vostro blog passino la mia idea e il mio messaggio. Non li attaccherò con male parole non ne sono capace ma vorrei che questi signori leggendo la mia richiesta provassero un pò di compassione verso noi cittadini. Scrivo vedendo che nessuno si muove per raccogliere soldi per i nostri amici di Messina travolti dalle frane e questo mi fa pensare quanto ci amiamo tra di noi siciliani ma vedo che anche gli italiani non ci amano tanto se paragoniamo la nostra disgrazia al terremoto dell’Abruzzo.
Allora ricordo che la chiesa il comune e la scuola si attivarono e raccolsero aiuti. Approfitto di questa occasione per pregare il sindaco e l’assessore di mettere per scritto quanto raccolse il comune. Non è pensabile non è giustificabile che dopo più di un anno non se ne sa niente. La chiesa di Milena diede una lezione di moralità e trasparenza affiggendo nel portone la fotocopia dei vaglia postali trasmessi e la cifra raccolta. La scuola ci impiegò oltre un anno. Il comune continua a fare orecchio da mercante, no nessuna mala parola, ma la preghiera umilissima di dirlo finalmente alla cittadinanza quanto si raccolse in piazza. Ero presente e donai quel giorno ora mi accorgo che servì tutto per propaganda e pubblicità, farsi le foto e basta? Noi che abbiamo dato non contiamo niente e non abbiamo il diritto di conoscere quanto si è raccolto? Chiudo con una considerazione. Visti i risultati e per evitare fotografie e passerelle, rivolgo un appello a donare tutto alla chiesa, a quella cattolica ma anche a quella evangelica. Niente politici questa volta. Meno male che ci sono le chiese nel nostro paese dove c’è serietà e trasparenza. Grazie per l’attenzione e vi saluto con affetto.
Un’ultima cosa. L’altro giorno uno diceva che il sito del comune non è raggiungibile. Lo confermo anche io è da almeno quattro giorni. Strano veramente, coapita spesso ma solo al sito del comune perchè agli altri siti di Milena e paesi vicini non capita mai. Mah. A proposito quando riapre, si pubblichi quanto si è raccolto per i terremotati dell’Abruzzo e non se ne parli più, lo vuole la trasparenza, lo vuole la buona creanza, lo vuole la gente.
Anche oggi l sito comune di milena è bloccato ma dico io è solo questo quì che si blocca sempre? Ora diranno che è per migliorarlo vedremo se è vero o se c’è qualche cosa che ci vogliono nascondere. Anche io mi rivolgo all’assesore alla trasparenza che è vicesindaco ma a me mi inyteressa come assessore della cultura per invitarlo a mantenere la parola che doveva pubblicare sul sito del comune le poesie che hanno partecipato al premio bene pubbilcasse almeno quelle che hanno vinto farebbe cosa gradita. Sono stufo di vedere foto e foto ma nessuna poesia e dire che il premio era proprio per queste se noi popolo non le leggiamo come possiamo partecipare alla grande iniziativa?
per l’amministratore
ha commesso un errore nella pubblicazione degli articoli i camaleontici e via quel crocifisso invertendo gli autori
Per i cubalibera. Andate a vedere che c’è un’altra discarica abusiva vicino l’isola ecologica al villaggio cavour. E’ uno schifo.
Per milocca.word.press.com con la preghiera di diffusione.
Dall’articolo 2399 del codice civile.
“CAUSE D’INELEGGIBILITA’ E DI DECADENZA DEL COLLEGIO SINDACALE”
Non possono essere eletti alla carica di sindaco e, se eletti, decadono dall’ufficio:
a) coloro che si trovano nelle condizioni previste dall’articolo 2382;
b) il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori della società…”
E queste regole valgono anche per i revisori degli enti.
Allora la domanda sorge spontanea: come mai il sindaco di Sommatino, Salvatore Gattuso, non si è dimesso prima della nomina dell’affine entro il terzo grado (nipote), Claudio Cipolla, a revisore dei conti dell’ato idrico?
Sono loro a conoscenza della norma?
Lo sanno che dovranno rifare la nomina perchè l’elezione di Claudio Cipolla è nulla fin dalla sua origine?
Si suggerisce di provvedere per evitare di perdere tempo e soldi.
Gli amici
CROCIFISSO RINNEGATO
Da sempre l’Uomo ha avuto bisogno di distinguere il BENE ed il MALE per poter regolare la convivenza di ogni comunità.
Poi le religioni , tutte , hanno “ codificato “ le loro diverse concezioni.
In una visione sintetica , la Ns. religione cattolica , ormai da millenni ha rappresentato
nel Crocifisso il BENE , nel Diavolo il MALE
.
Ebbene oggi ,di colpo e per legge (!), corpi estranei al senso morale , scorie velenose del mondo occidentale che vorrebbero ( dopo aver seminato tanto danno , ormai con visibilissimi germogli ) dettare regole a tutti su tutto , OSANO imporre l’abolizione dei nostri simboli cristiani , minacciando la ns.intera Civilta’,magari premiando la droga ,l’omosessualita’,stili di vita rovinosi sopratutto per la Gioventù, l’ immigrazione clandestina etc ,con tutto cio’ che ne deriva.
Lo stesso ricorso che il ns.Governo promette di fare ,sarebbe già una piccola soddisfazione per quei disfattisti burocrati della C.E. e del tutto inutile perche’ lo stesso Governo non vorra’ rispetterà l’imposizione peraltro già bocciata dall’intera volontà del popolo Italiano.
Finalmente anche per gl’ingenui è caduta la maschera di chi trama contro l’Occidente e ,nel nome della famigerata “Globalizzazione”, vorrebbe rendere il mondo un’indistinta ed esplosiva poltiglia.
Già nelle formalità della procedura per lo Statuto d’Europa si potrebbero riscontrare irregolarità ed omissioni (anche dei ns.governi precedenti) ,infatti se occorreva l’unanimità (mancata per via delle “quinte colonne” ) per introdurre il riferimento alle “radici cristiane” europee (quindi Cattoliche,Ortodosse etc. nel rispetto reciproco con ogni altra religione) ,per l’equazione logica di reciprocità, l’unanimità doveva valere anche per l’accettazione del disegno che ometteva tale riferimento !
E poi in conclusione se non sono queste le radici millenarie che hanno ispirato ai valori della carita’ e della solidarietà umana il Cristianesimo ,allora si sancisca che c’ispiriamo al Paganesimo e da ora in poi ogni simbolo,richiamo o riferimento sia capovolto: dai nomi di battesimo (ma questo termine derivato dal rituale religioso non varrà più) il cui 99% discende da nomi di Apostoli e Santi (come Benedetto-persino il Papa !- Cristiano,Giuseppe,Pietro….,che sarà piu’ prudente ribattezzare,pardon “riconvertire”,in Mustafà,Abdullà od in Numeri,Codici …); alla toponomastica,ai cimiteri od alle Chiese, che quasi quasi sarebbe meglio radere al suolo per far le cose migliori.
Finora abbiamo tergiversato “troppo correttamente” senza dare segnali fermi ed incrollabili sul mancato subdolo riferimento alle ns.radici Cristiane nello statuto della Comunità Europea , ma ora suggerisco di non dare neanche conto in alcuna sede politica , legale etc.vorrebbe a questa disposizione vessatoria ,impertinente ed arrogante , anzi ,a questa accozzaglia di cosidetti “illuminati progressisti” che ,al contrario di quanto si autodefiniscono , in nome del laicismo ( non laicità !), vorrebbero riaffermare l’oscurantismo e la regressione barbarica della ns. Civiltà , lanciamo in coro con Fede ed orgoglio la ns.sfida con un laconico messaggio:
ANDATE DIRETTAMENTE AL DIAVOLO !!!
Il termine “Diavolo” che, se anche avulso dalla loro formazione atea in quanto non credenti nei valori del Bene o del Male , sono convinto che capiranno lo stesso . E’ solo ciò che meritano !
leonida-laconico
Ero piccolo e mi raccontò il fatto mio padre quando i carabinieri fecero la sorpresa dentro il partito della democrazia mentre giocavano alla zicchinetta spinti dalle mogli arrabbiate perchè i mariti si giocavano tutto. Ora questa poesia di Peppe Binnacchiu mi pare che così lo chiamavano è stupenda, un quadro. Volevo commentarla ma non è possibile. Perchè? Se è possibile aggiustate l’errore perchè non è giusto limitare i commenti. Buon Anno a tutti voi.
“Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede.”
Così sarà ricordato questa sera su Rai Tre alle ore 23.00 Pier Santi Mattarella, il presidente della Regione Sicilia ucciso dalla mafia.
E’ bene, ogni tanto, ricordare i “testimoni” della lotta per la liberazione dalle mafie.
MILENA, ZONA ARTIGIANALE: CAMBIARE QUELLO CHE E’ GIUSTO CAMBIARE
In merito alla vicenda della zona artigianale, alcuni cittadini hanno creduto che la stessa non andava fatta dove è stata fatta, e le ragioni sono state espresse da tanti.
Ma, dopo che sono stati già realizzati gli espropri, gli sbancamenti, i muri di contenimento, la strada e la rete di illuminazione, – dopo tutto – cosa è più ragionevole fare? Abbandonare tutto o valorizzare il sito con il meno impatto e nel modo più giusto possibile?
Ciò detto, l’Italia dei Valori ritiene che sia stato un errore non aver modificato il bando predisposto dalla vecchia amministrazione, che appare contraddittorio e incoerente in alcuni punti, incerto e arbitrario in altri, ed inoltre perché si rischia di premiare chi già ha di proprietà la “casa” e la “bottega”a danno di chi non ha.
Noi crediamo sia necessario cambiare e chiediamo un ravvedimento sollecitando l’amministrazione comunale e tutte le forze politiche, di maggioranza e di minoranza, a rivedere i criteri di assegnazione dei lotti per “dare di più a chi meno ha”, modificando il bando.
Noi crediamo che la politica e un’amministrazione attenta alle regioni dell’equità hanno il dovere di correggere gli errori del passato.
Alfonso Paolino Cipolla
Italia dei Valori – Milena
Ma Quello (non quelli) dell’I.d.V. perchè queste cose non le scrive o le dice direttamente e di persona al suo migliore sindaco che ha votato e fatto votare (77 volte 7?)? . Ha voglia questo professore della politica di intestardirsi a dire al popolo (che evidentemente reputa bue) di non essere un pentito! Ma come si deve definire altrimenti e meglio un grosso personaggio politico che non riesce a comunicare con il suo sindaco e la sua maggioranza? e a farsi ascoltare? e ad incidere nella doverosa applicazione del programma elettorale?!
Sì Quello dell’I.d.V. ci propina che le sue azioni (battute continuamente sui tamburi della stampa e dei siti internet) servono a stimolare e a migliorare la bella politica locale e altre balle simili… La verità invece è meno bella, non lo ascoltano nemmeno i suoi parrocchiani e questo è un segno “meno” nel bilancio del consulente. Il negativo della fotografia di una personale sconfitta che riproduce la faccia di un vero perdente. Ma chi l’avrebbe detto che avrebbe fatto questa fine triste Quello di I.d.V. che solo un anno e mezzo saliva e scendeva dai palchi e faceva vincere (gli altri)!
“Grosso personaggio politico” Chi? Io?
Io non sono un grosso personaggio politico, ma solo grosso, purtroppo.
E di questo sì che mi dovrei pentire.
Io ho un solo voto, non 77, ma l’IdV a Milena ha 77 sostenitori che si spera possona moltiplicarsi per 7.
Gli amministratori che ho votato non mi ascoltano?
Beh, pazienza! Alla fine si tireranno le somme.
Sconfitto?
Sinceramente, ad oggi, non credo di aver perso, e questo forse fa rabbia agli altri.
Sono salito e sceso dai palchi per far vincere gli altri?
Sì. Ed è stata una vera gioia.
E, poi, meglio salire, comiziare e far vincere che salire, comiziare e far perdere.
O no?!
Quello dell’IdV
intanto caro quello dell’idv sei uno sconfitto nato. Non hai semplicemente capito che ti usano e poi ti buttano come carta igienica usata e sai dove si butta la carta igienica usata.
scusa purtroppo sei un perdente nato
GIUSTIZIA – PROCESSO BREVE
Esempio di eversione e di terrorismo istituzionale, di fronte a cui l’Italia dei valori continuerà a svolgere la propria resistenza istituzionale.
Siamo alla diciannovesima ancora una legge ad personam: una legge, quella approvata ieri dal Senato, per consentire al premier di difendersi dal processo e non, come diritto dovere di ogni cittadino, di difendersi nel processo.
Adesso, spetta alla Camera dei Deputati, al Presidente della Repubblica, alla Corte Costituzionale, ciascuno per la propria competenza, il compito di impedire che si consumi un atto di stravolgimento eversivo dell’equilibrio tra poteri e funzioni dello Stato, e un ennesimo atto di palese violazione della carta costituzionale. Ove questa legge venisse approvata, finirà per essere violata ancora una volta l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, con la configurazione di norme processuali e condizioni di punibilità arbitrariamente differenziate, e finirebbero per essere disattesi il diritto alle verità delle vittime dei reati; verranno inoltre prescritte decine di migliaia di processi penali e anche azioni di responsabilità per danno erariale di politici e pubblici funzionari, come potranno altresì prescriversi anche processi di omicidi aggravati, mafia e terrorismo…-
La retroattività della norma è, inoltre, un abito su misura per l’immunità di Silvio Berlusconi, e con lui delle centinaia di imputati per reati gravissimi (Mills, Mediaset, Cirio, ma anche processi per errori sanitari); alla Camera spetta ora il compito di bloccare questa legge vergogna; e ove la legge venisse approvata, al Capo dello Stato e alla Corte Costituzionale di valutare l’effetto destabilizzante e le macroscopiche illegittimità costituzionali.
In un ordinamento costituzionale e democratico ognuno deve fare la propria parte e il nostro partito continuerà alla Camera dei Deputati a fare la propria, e svolgerà con intransigenza il compito di forza di opposizione e di difesa dei principi di responsabilità e di eguaglianza di tutti i cittadini, indipendenza e autonomia della magistratura, di affermazione di una cultura della legalità, da contrapporre alla cultura dell’illegalità e dell’impunità dei criminali.
Di fronte a un esempio emblematico di eversione e di terrorismo istituzionale, l’Italia dei valori continuerà a svolgere la propria resistenza istituzionale.
Leoluca Orlando
Dopo la condanna in primo grado a più di nove anni per Mercello Dell’Utri, parlamentare del PDL e co-fondatore con Berlusconi di Forza Italia, oggi arriva la notizia che un altro parlametare siciliano, Salvatore Cuffaro, vicesegretario nazionale dell’UdC, è stato condannato per aver favorito i mafiosi.
Politicamente pensiamoci!
Alfonso Paolino Cipolla
Italia dei Valori – Milena
Propongo di fare un articolo con i commenti alla puntata di Anno Zero di ieri sera che ne pensate?
Io dico la mia. Il giudice Tona andando oltre le belle parole che ha detto mi ha trasmesso serenità, ha detto cose forti e anche critiche senza offendere. Il giudice piemontese non ricordo il suo nome non ha trasmesso equilibrio e serenità quando ha inutilmente polemizzato con l’avvocato Ghedini. Ecco volevo dire che un giudice come lo vedo io deve sembrare oltre che essere serio e equlibrato, come il nostro concittadino.
Raccolgo l’invito e dico che mi è piaciuto quel ragazzo nipote del giudice Chinnici che faceva capire i grandisssimi rischi che corre il giudice Tona e la sua famiglia e coloro che operano per la legalità e contro la mafia, mi è piaciuto dicevo che la sua aspirazione è entrare nei carabinieri e tornare da comandante per arrestare i mafiosi. Qualcosa sta cambiando in Sicilia e nella nostra provincia. Avanti così.
Trascrizione intervento di Giovanbattista Tona all’inaugurazione dell’anno giudiziario, 30-01-10 Corte d’Appello di Caltanissetta.
Intervento del dottor Giovanbattista Tona, presidente della Giunta distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati.
“Signor Presidente, signor Procuratore Generale,
i Magistrati di Caltanissetta hanno convintamente aderito alle indicazioni della Giunta Esecutiva Centrale dell’A.N.M., presentandosi oggi in toga e con la Costituzione in mano per manifestare il loro attaccamento alla Giurisdizione e alla Carta fondamentale. Abbiamo manifestato il nostro dissenso e il nostro disagio durante l’intervento del Rappresentante del Ministro. Adesso leggerò il documento che, in tutta Italia, tutti i Presidenti dell’A.N.M. stanno leggendo, in tutte le Corti d’Appello d’Italia:
leggi tutto
Le vere riforme della giustizia sono quelle che servono a rendere più celere la definizione dei giudizi e che offrono ai cittadini e alle imprese tempi ragionevoli per la risoluzione delle controversie. Abbiamo chiesto una ragionata revisione delle circoscrizioni giudiziarie, la riforma delle procedure che elimini formalismi inutili, quelli che consentono soltanto alla parte che ha interesse al prolungamento del processo la possibilità di abusare di diritti e facoltà.
Abbiamo chiesto di semplificare i riti del settore civile e rivedere il sistema delle impugnazioni.
Abbiamo chiesto la depenalizzazione dei reati minori e l’introduzione di pene alternative al carcere.
Abbiamo chiesto investimenti sul personale amministrativo, che consentano la riqualificazione e nuove assunzioni.
Abbiamo chiesto investimenti effettivi sull’innovazione informatica, risorse e mezzi adeguati alla gravità della situazione.
E su questi temi l’A.N.M. si è sempre impegnata e non finirà mai di fornire il proprio contributo.
Assistiamo da anni alla produzione di leggi irrazionali prive di coerenza sistematica, pensate esclusivamente con riferimento a singole vicende giudiziarie e che hanno finito per mettere in ginocchio la giustizia in questo Paese. Occorre trovare una via d’uscita a questa situazione!
Il numero dei processi che si chiudono con la prescrizione è balzato all’impressionante cifra di 170.000 l’anno, con la legge cosiddetta ‘ex Cirielli’, ma questo risultato è nulla rispetto a ciò che succederebbe se diventasse legge la proposta che introduce, in aggiunta alla prescrizione, termini brevi per l’estinzione del processo: una riforma che ridurrebbe il processo penale a una tragica farsa.
Rispettiamo l’autonomia del Parlamento ma è nostro dovere segnalare alla politica gli effetti e le ricadute che singoli provvedimenti legislativi possono avere sul sistema. Sentiamo pertanto il dovere di dire che se dovessero essere approvate anche la riforma delle intercettazioni e quella del processo penale, in discussione al Parlamento, verrebbero meno le possibilità di contrasto efficace nei confronti di ogni forma di criminalità.
Non intendiamo assuefarci ad un costume politico che ha reso pratica quotidiana l’insulto e il dileggio: ogni giorno siamo costretti ad ascoltare invettive e aggressioni nei confronti dei magistrati. ‘Cloaca’, ‘cancro’, ‘metastasi’, ‘disturbati mentali’, ‘plotoni di esecuzione’, queste sono solo alcune delle espressioni utilizzate da esponenti politici di primo piano nei confronti della Magistratura. I magistrati non sono parti in conflitto, né lo cercano, non si contrappongono a nessuno: per questo diciamo basta alle aggressioni e chiediamo a tutti coloro che hanno responsabilità istituzionali di contribuire a riportare il confronto entro termini di correttezza.
Agli insulti e alle invettive si è aggiunta una campagna mediatica, condotta da taluni organi di stampa contro i magistrati, una campagna che si alimenta di dati e informazioni false e che dipinge i magistrati come fannulloni, strapagati, unici responsabili del dissesto del sistema giudiziario.
L’A.N.M. ha pubblicato e diffuso, anche stamattina, i dati ufficiali del rapporto della Commissione Europea, che smentiscono in maniera obbiettiva queste menzogne.
Terminata questa lettura, signor Presidente, non possiamo sottacere il fatto che questo Anno Giudiziario si apre a Caltanissetta in maniera del tutto nuova rispetto al passato: la diffusione di notizie riguardo a progetti di attentato in danno di magistrati di questo Distretto ha suscitato una reazione di solidarietà enorme e senza precedenti.
Siamo stati abituati, in questi anni, ad essere oggetto, non tanto di critica, ma proprio di dileggio e di attacco frontale. Orbene, la vicinanza e l’affetto di tante persone del nostro territorio non solo ci fa scudo delle minacce della criminalità organizzata ma neutralizza ogni capacità offensiva degli insulti che provengono dai mass media e dalla politica.
Il signor Ministro, in qualche salotto televisivo, ha rimproverato i Magistrati di considerare l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario come una loro festa, mentre invece è la festa di tutti i cittadini. Quello che avete visto accadere stamattina dimostra che invece, a Caltanissetta, l’apertura dell’Anno Giudiziario è la festa dei cittadini, di quei cittadini che mostrano il loro attaccamento alla Costituzione al pari di noi, e che vogliono stare vicini a noi, consapevoli di quanto sia difficile il nostro ruolo. Hanno dimostrato, spontaneamente, di capire i rischi che corriamo quando facciamo il nostro lavoro, e di volere a tutti i costi che noi, questo lavoro, lo continuiamo a fare, con abnegazione, con serenità, ma anche con tutti i mezzi necessari. Hanno riconosciuto lo spirito di servizio che ci anima. Hanno riconosciuto la nostra buona volontà, la nostra buona fede, hanno dimostrato di avere senso dello Stato, e lo vogliono riconoscere, il senso dello Stato, nell’attività che ogni giorno facciamo. Ci invogliano ad avere sempre il senso dello Stato!
Non ci vogliono meri burocrati ma appassionati ricercatori della Verità, attentamente rispettosi delle persone che giudichiamo. Hanno mostrato il volto di una Sicilia nuova, consapevole e matura, reattiva e orgogliosa, una terra dove le cose possono cambiare purché ci si impegni, ogni giorno, ciascuno nel fare il proprio dovere.
A nome dei Magistrati nisseni, in questa occasione, signor Presidente, io vorrei dire a tutti i cittadini del Distretto: a noi non interessano le polemiche quotidiane sulla giustizia, ci hanno stancato! Girano attorno a questioni che passano sopra le nostre teste, e qui a Caltanissetta i magistrati sono da tempo abituati a lavorare e a fare conto sulla propria buona volontà e sulla loro passione.
Aspettiamo ancora una riforma, una, che porti qualche concreta agevolazione al nostro lavoro quotidiano, qua, in questo territorio. E quelle che vediamo all’orizzonte, diciamolo, non ci danno alcuna speranza!
Al Ministro chiedemmo, a novembre scorso, di aiutarci affinché non ci scoraggiassimo, e chiedemmo carta per stampare i provvedimenti, cancellieri per depositarli e fare i successivi adempimenti, autovetture per spostarci, interventi per incentivare i magistrati a rimanere in queste sedi, o a venirci a lavorare.
Abbiamo atteso, ma nel frattempo non siamo stati con le mani in mano, e abbiamo dato fondo alla nostra passione e al nostro spirito di servizio, che oggi i cittadini hanno saputo riconoscere.
E’ per questo che possiamo fare a meno dell’incoraggiamento della politica e delle altre amministrazioni. Ma a queste, alla politica e alle altre amministrazioni, oggi possiamo dire che anche loro devono farsi riconoscere dai cittadini come loro servitori!
Noi ci siamo fatti riconoscere lavorando ogni giorno nei nostri uffici, e offrendo la nostra disponibilità per ogni occasione di dialogo con la comunità locale: siamo stati nelle scuole, ci siamo incontrati con le associazioni, abbiamo condiviso iniziative di vario tipo con le migliori espressioni della nostra comunità: abbiamo offerto in maniera capillare il nostro contributo di esperienza e di competenza con umiltà, laddove ci è stato richiesto. Questo percorso di vicinanza ci ha arricchito come uomini e come magistrati, e molto ha giovato anche al nostro lavoro di ogni giorno.
Oggi si è tradotto in una convinta ed affettuosa vicinanza di tutti coloro che si offrono, idealmente, come nostra scorta. Qui siamo tutti consapevoli di cosa significa il contrasto alla criminalità organizzata, perché ce ne occupiamo ogni giorno, con tutti i rischi che ne conseguono. E sappiamo che la mafia non la può sconfiggere un governo, non la può sconfiggere qualche legge, non la possono sconfiggere alcuni magistrati o un drappello di forze dell’ordine. Per giungere a questo risultato ci vuole un impegno serio, collettivo, in cui ognuno faccia la sua parte, con profondo senso di responsabilità, in cui ognuno sia messo in condizione di fare la sua parte, fino in fondo!
E tra quelli che per primi devono essere messi in condizione di fare la loro parte ci sono ovviamente gli investigatori, i magistrati, il personale giudiziario, gli avvocati.
L’indifferenza al problema, le dichiarazioni antimafia di facciata, i comportamenti superficiali e contraddittori della classe dirigente, la continua delegittimazione della Magistratura non possono che impedire un efficace contrasto alla mafia, ad onta dei propositi di sconfiggerla definitivamente, magari entro un termine… fissato per decreto.
Signor Presidente, l’anno scorso conclusi il mio intervento assicurandole che i Magistrati del Distretto, che io oggi rappresento, avrebbero continuato con impegno a lavorare e a servire lo Stato, qualsiasi cosa sarebbe accaduta sul fronte delle riforme, qualsiasi cosa sarebbe accaduta sul fronte delle tensioni istituzionali, degli attacchi politici e mediatici, alla nostra categoria.
Posso dire che abbiamo mantenuto la promessa! E quest’anno posso chiamare a testimone i cittadini piuttosto che le statistiche!
Frattanto, lo sappiamo, il dibattito nazionale resterà impegnato sulle questioni riguardanti i rapporti tra politica e giustizia, sulle riforme paventate o deliberate che siano; nel frattempo le organizzazioni criminali cercheranno di organizzarsi e di colpire, e noi, conseguentemente, dovremo seguire le nostre indagini, celebrare i nostri processi: quelli che siamo, con i mezzi che abbiamo, pochi come siamo.
Però questo è il nostro impegno, signor Presidente, questo è il nostro impegno: a Roma discuteranno, ma noi faremo tutto il possibile perché Sagunto non sia espugnata.
Grazie
CIANCIMINO CONFERMA QUANTO GIA’ A TUTTI E’ NOTO
Le dichiarazioni rese, in un processo in corso sui rapporti e trattative mafia-istituzioni, da Massimo Ciancimino sono al centro di polemiche che rischiano di creare grande confusione.
Tre diversi aspetti vanno sottolineati e separatamente analizzati:
1. Il figlio di Vito Ciancimino, esponente politico condannato per mafia e personaggio certamente protagonista e conoscitore di fatti e misfatti della mafia, cita fatti, presenta atti ed esprime valutazioni che spetta alla Magistratura accertare, sanzionando ogni eventuale ipotesi di reato. L’importanza di tale accertamento è straordinaria perché riferita a terribili stragi e alle relazioni concrete fra politica e mafia, e alla trattativa Stato-Mafia sulle quali è non tollerabile il tentativo di porre ostacoli all’accertamento di ogni responsabilità, a qualsiasi livello istituzionale.
2. Esponenti di Forza Italia sono stati imputati in processi per mafia; taluni già condannati; il sen. Marcello Dell’Utri, considerato il Cofondatore del Partito, in particolare, è stato già condannato per reati di mafia con sentenza ancora non definitiva.
Anche in questo caso occorre attendere – senza frapporre ostacoli – che i processi abbiano la loro conclusione.
3. Il terzo aspetto è riferito a valutazioni politiche.
Dato incontrovertibile è che sin dal suo nascere Forza Italia si è presentata come un partito in polemica con l’operato della magistratura, alla quale non sono mai state risparmiate attacchi e insulti; come il partito dei condoni, delle sanatorie, delle leggi di impunità.
Un soggetto politico siffatto, a prescindere da responsabilità penali, è certamente ed esattamente quello che piace e serve a quanti violano le leggi e provano “fastidio” per legalità e giustizia.
E la mafia certamente prova “fastidio” assai forte per legalità e giustizia.
La mafia, ieri come oggi, non ha bisogno di politici che facciano i pali o che commettano omicidi: i pali ed i killer la mafia sa dove trovarli, li trova, di regola, fuori dalla politica.
La mafia, ieri come oggi, ha bisogno di presenza nelle istituzioni che aggrediscono e ostacolano il lavoro della magistratura e compromettono i principi di responsabilità e legalità.
Sotto questo aspetto Massimo Ciancimimo conferma quanto già a tutti è noto.
Leoluca Orlando
Leoluca Orlando e Quelli dell’IdV non leggono i giornali!
Il loro Ciancimino ( loro perchè e fino a quando le sue dichiarazioni sono convenienti per attaccare Berlusconi, ma invero molti IdV avevano già diffidato da quelle esternazioni, eccezion fatta per gli accanitissimi Di Pietro e capetti di paese ) ha già ritrattato le sue dichiarazioni.
Ieri!
Lo riporta oggi la stampa libera. Dice dunque il Ciancimino a un direttore di giornale:
“Tra Berlusconi e la mafia non c’è stato alcun collegamento diretto, forse qualcuno attorno a lui ha avuto contatti, ma lui no”.
Come la mettiamo ora accanitissimi, valorosi italiani DOC? (Di Pietro-Orlando-Cipolla)
Circola sempre di più la voce che hanno denunciato milocca.wordpress è vero?
Messaggio dei magistrati di Caltanissetta per il sit-in di solidarieta’ ai colleghi di Palermo
13 febbraio 2010
Riportiamo di seguito il messaggio di saluto che il dott. Giovanbattista Tona Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Caltanissetta, ha inviato a nome suo e di tutti i colleghi degli uffici giudiziari nisseni in occasione del sit-in di solidarietà ai magistrati di Palermo svoltosi sabato 13 febbraio 2010 davanti al palazzo di Giustizia del capoluogo siciliano.
***********************************
Vi prego di portare il saluto mio e di tutti i colleghi che operano a Caltanissetta a coloro che parteciperanno alla manifestazione che si svolgerà a Palermo domani 13 febbraio, per continuare a dare voce a questo grande sentimento di partecipazione e di cittadinanza che, a partire dal sit-in spontaneo di Caltanissetta del 23 gennaio, ha preso il nome di “scorta civica” e si ripromette di contagiare tutta l’Italia.
Vi siamo grati per tutto ciò che state facendo per dimostrare ai magistrati che non sono soli dinanzi ai rischi di ritorsione e di vendetta da parte della criminalità organizzata. State offrendo un conforto a giudici e pubblici ministeri ma soprattutto state rendendo un servizio al Paese che, in questo modo, mostra di sé l’immagine pulita di chi non accetta la violenza, l’illegalità e la prevaricazione.
Siamo idealmente vicini a voi e ai nostri colleghi minacciati a Palermo; e saremo insieme a voi idealmente vicini ai magistrati minacciati nel resto della Sicilia, in Calabria e via via nelle altre parti del territorio nazionale dove l’arroganza criminale cerca di prendere il sopravvento.
Caltanissetta, 12 gennaio 2010
Giovanbattista Tona
Perchè voi di MML non parlate di cose importanti che stanno nascoste nel comune ma tutti ne parlano?
Si dice in giro anche che vi hanno querelati, non ne parlate perchè avete la coda di paglia?
Mi state deludendo. Se non siete uguali agli altri dovete parlare o vi piace parlare e sparlare sempre sugli altri?
Si parla pure di una lettera pesante mandata al sindaco dal presidente del consiglio comunale ma voi non ne parlate.
Non mi piace il vostro silenzio. So che non pubblicate questa lettera ma mi basta avervela scritta.
Per favore non deludetemi, MML deve essere sempre libera non a convenienza, altrimenti chiudete il blog o togliete la parola libera
Ho vissuto momenti di grande apprensione ieri sera. Per oltre un’ora ho provato a collegarmi al mio sito preferito ma non mi è stato possibile.
Ho pensato subito a quelli che in questi giorni avevano detto che vogliono oscurare il blog e mi è venuta tanta rabbia dentro. Oscurare perchè, perchè informate raccontate i fatti e ci date un motivo di essere vivi e liberi? Ero pronto a raccogliere le firme.
Poi per fortuna alzatomi per andare in wc ho provato a collegarmi e ci sono riuscito. Che piacere ho provato e ho scoperto di essere troppo legato a voi di MML.
Ma cosa è successo ieri notte? Vi hanno oscurati?
BERLUSCONI CORRUTTORE DI STATO
L’attacco di Berlusconi nei confronti dei magistrati è gravissimo e senza precedenti. Il Capo dello Stato, in qualità di Presidente del Consiglio superiore della magistratura, intervenga:siamo al colpo di Stato ad opera di un politico corruttore a capo di una banda di lestofanti e di rappresentanti nelle istituzioni di mafia, camorra e ‘ndrangheta.” Lo afferma in una nota il portavoce dell’Italia dei Valori, on. Luca Orlando. “Non è più tollerabile questo continuo insulto contro i magistrati che hanno solo la colpa di fare il loro dovere. A questo punto non resta che rivolgerci al garante della Costituzione e dell’equilibrio dei poteri affinché intervenga per difendere la magistratura.
In altri Paesi Premier si sarebbe già dimesso
Delegittimare giudici è disegno piduista
“Basta attacchi eversivi ai giudici. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è ormai un pericolo per la nostra democrazia. Lo confermano anche i preoccupati allarmi lanciati dal Consiglio superiore della magistratura. E’ ora di dire basta: sono anni che il premier offende e delegittima la magistratura con attacchi eversivi. In uno Stato democratico non esiste che il potere sia in mano ad un solo organo, o peggio ancora, ad una persona fisica”. Lo afferma in una nota il portavoce dell’Italia dei Valori, on Leoluca Orlando commentando il documento approvato dal Consiglio superiore della magistratura.“In uno Stato democratico – continua Orlando – il bilanciamento e l’equilibrio dei poteri misura il grado di democrazia di un Paese. Berlusconi pretende di sottomettere alla sua persona e ai suoi interessi il sistema costituzionale. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: questa è l’unica dittatura possibile del terzo millennio in un Paese che fa parte della Comunità europea. Questo governo è la versione moderna ed aggiornata delle peggiori dittature fasciste del secolo scorso”.“In qualsiasi altro Paese – aggiunge Orlando – per molto meno il Presidente del Consiglio sarebbe stato costretto alle dimissioni. In Italia, invece, Berlusconi non solo non si reca di fronte al proprio giudice naturale per farsi processare, come prevede la Costituzione per tutti i cittadini, ma pretende di essere ‘più uguale degli altri’, facendosi confezionare leggi ad hoc che imbavagliano giudici e giornalisti”.“Noi dell’Italia dei Valori – conclude l’esponente dipietrista – il 12 marzo saremo in piazza con la Cgil accanto ai disoccupati e ai precari abbandonati da questo governo, ed il 13 saremo alla manifestazione di Roma, per gridare al Paese la nostra indignazione per il decreto ‘salva lista’, le altre leggi ad personam e il bavaglio all’informazione perpetrati da questo governo che sta seguendo alla lettera il piano piduista di Licio Gelli”.
perchè non fate un articolo sul possibile nome che prenderà il posto di buttaci in giunta?
una sorta di totoassessori
circolano già i primi nomi?
che novità abbiamo?
o il sindaco se la tirerà dietro per tanti e tanti mesi comeha fatto per il difensore civico e lapiazza luparelli?
grazie
SI RIPORTA L’INTERVISTA AL PROCURATORE AGGIUNTO DI REGGIO CALABRIA NICOLA GRATTERI PER LA GRAVITA’ DELLE SUE RIFLESSIONI CHE CI DEVONO FAR RIFLETTERE TUTTI
“Il mercato del lavoro lo determina la mafia”.
Nicola Gratteri“La prova che attualmente la mafia è ancora più forte rispetto a prima è che ora sono i politici che vanno a chiedere i voti ai mafiosi, e non il contrario. Il mafioso non ha più interesse a rivolgersi ad un politico perché regolamenta la vita, il respiro, il battito cardiaco del Paese”.
Si rimane sconcertati sentendo le parole del Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, uno dei magistrati più esposti nella lotta alla ‘ndrangheta. L’autore de “La Malapianta”, scritto con Antonio Nicaso, giornalista specializzato in temi legati alla ’ndrangheta, lascia poco spazio alle speranze: la mafia conquisterà sempre più spazio. Sempre che lo Stato non decida di affrontare seriamente la sfida.
Recentemente è stata approvata alla Camera dei Deputati il disegno di legge Lazzati. Il Ddl dovrebbe limitare la contaminazione mafiosa dalla procedura elettiva dei candidati in elezioni locali e nazionali, punendo ogni atto di propaganda elettorale da parte dei pregiudicati e punendo anche chi ne ha ricevuto gli illeciti benefici. Crede che sia un passo in avanti nella lotta contro la mafia?
Punisce chi fa propaganda elettorale e l’eletto o l’eleggendo che è mafioso chi lo punisce? È un passo in avanti, però rispetto alla gravità del fenomeno mafioso è troppo poco. La ‘ndrangheta oggi è molto più arrogante rispetto a 15 anni fa, primo perché è più ricca e poi perché i vari governi, che si sono succeduti negli ultimi anni, non hanno creato un sistema giudiziario proporzionato e proporzionale alla realtà criminale. Man mano che sono passati i decenni, i figli degli ‘ndranghetisti sono andati all’università e oggi sono medici, ingegneri, avvocati che occupano i quadri della pubblica amministrazione. È quindi molto più difficile, non dico sconfiggere, ma “arginare” il fenomeno mafia.
Lei afferma quindi che il problema non è più come sconfiggere la mafia, ma come arginarla?
Sì. Con le leggi e gli uomini di oggi non si può nemmeno più arginare la mafia. In Calabria, attualmente, abbiamo una ‘ndrangheta talmente forte da determinare le scelte economiche della Regione stessa, da condurre l’economia, da decidere posti di lavoro. Paradossalmente, mentre in altri luoghi il lavoro rende liberi, in Calabria è l’opposto, il lavoro rende schiavi perché il mercato del lavoro lo determina la mafia. Quando si parla di voto di scambio non deve intendersi come un ottenere voti in cambio di denaro, così come prevede l’art. 416-ter del codice penale, ma di un posto di lavoro, di un appalto, di una fornitura, comunque di rapporti economici.
Ma com’è possibile riscontrare oggettivamente il voto di scambio?
Soprattutto attraverso le intercettazioni telefoniche.
Restendo in tema, come giudica la nuova legge sulle intercettazioni telefoniche?
E’ una disgrazia, una rovina. L’intercettazione telefonica è il mezzo più economico e garantista che esista. Consente di poter acquisire prove che sono inoppugnabili e dove non c’è margine di discrezionalità. E’ la voce degli indagati che forma la prova. E non è vero che le intercettazioni costano molto. Intercettare un telefono in un giorno costa 12 euro più iva, per un pedinamento ci voglio 2000-3000 euro al giorno.
Ma ritiene che ci sia un abuso delle intercettazioni?
No, un abuso no. Intanto, quando diamo una valutazione sul troppo o sul poco dobbiamo farlo considerando diversi parametri. Vent’anni fa per ogni cinque mila persone c’era un telefono. Oggi per ogni persona ci sono quasi due telefoni. Le faccio un esempio. Sto facendo un’indagine su un traffico di droga; gli indagati cambiano scheda telefonica ogni due giorni, quindi io, ovviamente, ogni due giorni devo allacciare un nuovo numero. Alla fine, dopo due anni di indagini, mi ritrovo che 50 persone indagate hanno utilizzato oltre 10 mila numeri di telefono. Dovendo fare una statistica, se sono in buona fede scriverò che ho intercettato 50 persone, se sono in malafede dirò di aver intercettato 10 mila telefoni e, quindi, nel pensare comune questo dato si assocerà a10 mila persone intercettate. Non dimentichiamo che affinchè un giudice possa emettere un decreto di intercettazione è necessario che ci siano i presupposti normativi. E poi, mi creda, non abbiamo il tempo e gli uomini per indagare su tutti quelli che noi riteniamo essere mafiosi o delinquenti o ‘ndranghetisti, si figuri se perdiamo tempo ad intercettare gente che non ci interessa.
La parte di modifica che mi trova d’accordo con la legge sulle intercettazioni è quella inerente alla pubblicazione sulla stampa della vita privata delle persone che addirittura non sono indagate. Qui io darei una limitazione. Aggiungo, infine, che oggi è possibile, con la stessa tecnologia con cui si intercetta, stabilire il minuto e il secondo in cui “l’infedele” ha tolto dal computer l’intercettazione per darla ai giornalisti.
L’attuale governo sta conducendo una reale lotta contro la mafia?
Finora ha fatto due cose buone. Innanzitutto ha abolito il patteggiamento in appello che era scandaloso. Consentiva che il pubblico ministero d’udienza in appello e l’avvocato concordassero la pena. Cioè scendessero, ad esempio, da 25 anni a 7 anni e in cambio il giudice d’appello non scriveva la sentenza. Questo è stato creato per deflazionare il carico in appello. Nella realtà è stato un grande regalo alle mafie. In secondo luogo ha fatto delle modifiche in materie di misure di prevenzione ed oggi è più facile sequestrare e confiscare i beni. Per il resto non ho visto grandi cambiamenti tali da creare un’inversione di rotta nella lotta alle mafie.
Quali sono i provvedimenti più urgenti che andrebbero adottati?
Intanto cercare di far stare i delinquenti in carcere il più possibile, poi abolire il rito abbreviato che è un altro regalo alla mafia. In quest’ultimo caso la norma dice: “Se vuoi essere giudicato allo stato degli atti ti faccio uno sconto di un terzo di pena”. È ovvio che se c’è la prova schiacciante che sono mafiosi, tutti gli indagati chiederanno all’udienza preliminare di essere giudicati con rito abbreviato, ottenendo così uno sconto di un terzo della pena. E non è vero che in questo modo non si intasano i tribunali, perché se anche uno solo degli imputati decidesse di non essere giudicato con il rito abbreviato si dovrebbe passare al dibattimento. E dov’è il risparmio? Io in dibattimento dovrò portare lo stesso 50, 70 testimoni per dimostrare che il tizio è un mafioso; i testimoni, a loro volta, per dimostrare che il soggetto è associato, mi parleranno anche degli altri imputati che sono stati giudicati con il rito abbreviato.
Qual è il suo pensiero a proposito della Commissione parlamentare Antimafia?
Io ritengo che sulle mafie ormai si sappia tutto. Penso che il compito del parlamentare o del politico sia più quello di creare norme per arginare il fenomeno mafioso che quello di fare indagini. Ci sono già tanti mezzi, modi, organismi che portano informazione a livello centrale. La Commissione ha senso se, ad esempio, dopo essere venuta in Calabria ed essersi fatta un’idea della pervasività della ‘ndrangheta, approva, dopo una settimana, 10 giorni, una legge che modifica 10- 15 articoli del codice di procedura penale. In questo caso avrebbe un senso, altrimenti sono organismi che rispetto ai costi producono poco.
Il caso Di Girolamo, il senatore coinvolto nell’inchiesta sul riciclaggio, è solo l’ultimo di una serie che rivela quanto è forte l’abuso di potere e la collusione dei politici con esponenti della mafia, spesso della ‘ndrangheta. Come mai stanno venendo alla luce solo ora?
Non stanno venendo alla luce solo ora. Semplicemente, grazie soprattutto alle intercettazioni telefoniche, è più facile che vengano a galla. Si commettono più reati con il mezzo del telefono. Non è che prima non accadevano. Il punto è che oggi sono venuti meno diversi freni inibitori. C’è una caduta della morale, dell’etica, c’è una forte caduta del senso dello Stato, c’è arroganza. Tutte queste cose messe insieme li portano ad essere meno accorti, meno attenti.
Come ha fatto la ‘ndrangheta a raggiungere una tale pervasività a livello mondiale?
Perché ha i soldi. Con i soldi che ha fatto con il traffico di cocaina ormai sta comprando tutto ciò che è in vendita, soprattutto in questo periodo di piena crisi economica e crisi di liquidità. La ‘ndrangheta è presente dove c’è da gestire potere e denaro. Molti uomini della ‘ndrangheta stanno entrando in società con imprese apparentemente pulite proprio perché queste ultime sono in crisi.
In Calabria il problema maggiore è la ‘ndrangheta o la cultura mafiosa, la mafiosità dei comportamenti?
Sono due problemi complementari. Se il sistema giudiziario fosse forte, noi riusciremmo ad arginare di molto il fenomeno mafioso. Di conseguenza l’atteggiamento, la mafiosità del cittadino non mafioso, ma che comunque si muove nella zona grigia, si adeguerebbe alla nuova stagione, al nuovo andazzo.
I media offrono una visione corretta del fenomeno mafia, nello specifico della ‘ndrangheta?
Purtroppo non c’è un giornalismo di inchiesta perché i giornali non danno ai giornalisti i soldi per fare le inchieste. Spesso si fermano alle veline, al comunicato stampa. Però devo dire che complessivamente, con tutte le difficoltà del mondo, vedo giovani giornalisti corretti che cercano di descrivere quello che vedono, che sono meno ossequiosi al potere rispetto ai giornalisti già affermati. Penso, quindi, che per quanto riguarda il fenomeno mafia ci sia una stampa attenta.
Quali sono gli scenari futuri? È utopia credere che la ‘ndrangheta faccia un passo indietro?
Assolutamente sì. La ‘ndrangheta sarà sempre più ricca.
di Silvia Iachetta
COMUNE DI MILENA
CONVOCAZIONE CONSIGLIO COMUNALE
IL SINDACO
AVVISA
Che il Consiglio Comunale è stato convocato in seduta ordinaria pubblica per il giorno 16 MARZO 2010 alle ore 17,30 per trattare il seguente argomento: “Promozione e tutela della legalità e del contrasto del fenomeno mafioso: interventi, discussione e iniziative”.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare al Consiglio che si terrà presso la Biblioteca – Sala Conferenze “Falcone – Borsellino” sita in Via G. Verdi.
MILENA, 10 Marzo 2010
Il Sindaco
(Dr. Giuseppe Vitellaro)
(dal sito del Comune di Milena)
LE ISTITUZIONI LOCALI DIANO IL BUON ESEMPIO
Il prossimo 16 marzo gli amministratori comunali di Milena in consiglio comunale affronteranno il tema della “promozione e tutela della legalità e del contrasto del fenomeno mafioso: interventi, discussione e iniziative”.
Visto che il consiglio non è aperto agli interventi del pubblico e che non si potrà intervenire in quella sede, si è pensato di riprendere qualcosa già scritto in passato, ma che si ritiene ancora attuale, e che si lascia alla discussione pubblica, nella consapevolezza che il tema è solo “sfiorato”.
L’Italia dei Valori di Milena si associa a quanti credono che dalla gestione dei piccoli comuni debba passare un segnale netto di una cultura concreta della legalità, della trasparenza, della “lotta al privilegio, al favore… perché il clientelismo è l’anticamera della mafia”, il suo bacino culturale.
Nel clientelismo, infatti, il politico favorisce qualcuno a lui vicino familiarmente e/o politicamente, sapendo di contare sulla “fedeltà” politica del suo favorito (esattamente la logica del clan!) e questi accetta di buon grado in cambio di un posto di lavoro, di una bella parcella, della carriera o comunque di qualche vantaggio.
E così facendo si cade nel “privilegio”, si perde la dimensione della cittadinanza, della consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri, e ci si rende complici e sudditi: qualcuno guadagna qualcosa, ma alla fine – più o meno inconsapevolmente – si perde tutti l’esercizio della libertà democratica.
Nei piccoli comuni la politica tutela davvero la legalità nella misura in cui è capace di rendere effettiva la trasparenza amministrativa e concreta l’imparzialità dell’agire politico.
E’ questo il buon esempio che si chiede alla politica, e che non sempre, anche a Milena, si scorge.
La lotta alla violenza criminale nei piccoli comuni come Milena passa anche dalla capacità che hanno le istituzioni di rompere con i vecchi metodi clientelari e fare il proprio dovere di servire la comunità agendo con correttezza politica e con imparzialità, altrimenti si rischia di non comprendere la realtà, sottovalutare la gravità dei fenomeni, e di agire da “mafiosi involontari” e sostenere culturalmente le mafie.
Alfonso Paolino Cipolla
Italia dei Valori – Milena
Vista l’unicità del tema che sarà trattato dal consiglio comunale di Milena il 16 marzo 2010,
si chiede al presidente Tona di attivare, se ancora fattibile, un collegamento telematico e poter vedere dal sito milocca.wordpress.com la diretta del Consiglio.
Sarebbe una bella, piccola, rivoluzione.
Lo faccia, presidente.
Salve, avrei bisogno di due, tre foto su “il lupo e l’agnello”,
“l’uva e la volpe”, “il corvo e la volpe”
Posso prenderle sul vostro sito citando naturalmente la fonte?
Grazie
Pietro Russo
CHIEDO A MILOCCA:
SE GENTILMENTE MI SPIEGA COME FUNZIONA IL CONTATORE DELLE VISITE, PERCHE’ HO NATATO CHE AD OGNI CLIC NELLE VARIE PAGINE DEL SITO LE VISITE DI OGGI AUMENTANO IN MODO ANOMALO( AUMENTINO DI 3-4)…NON CAPISCO IL FUNZIONAMENTO???
UN SALUTO SICURI DI UNA VOSTR RISPOSTA
I PEZZI MANCANTI
Viaggio nei misteri della mafia
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Sabato 20 Marzo 2010 alle ore 18 presso l’Auditorium della Parrocchia San Pietro traversa Piazza Giovanni XXIII di Caltanissetta si terrà una assemblea cittadina sui temi del contrasto all’illegalità e alla mafia promossa dal Comitato “Scorta Civica”.
- Un cronista di Palermo racconta quali sono i pezzi che mancano per raggiungere la verità su una lunga stagione di sangue, affari e trattative.
- I cittadini di Caltanissetta si interrogano su quali pezzi mancano alla società civile per emanciparsi definitivamente dai condizionamenti mafiosi.
Interverranno:
- Salvo Palazzolo (giornalista de “La Repubblica” e autore del libro “i pezzi mancanti”
- Giovanbattista Tona (GIP del tribunale di Caltanissetta)
e molti altri.
Durante l’incontro l’attore Salvo Piparo interpreterà “L’inventario delle prove scomparse”.
Berlusconi se ne faccia una ragione la legge è uguale per tutti.
A marzo già 23 attacchi a giudici, arriverà a record di 31?
“Il comportamento di Berlusconi è eversivo.
Siamo stufi di questi continui attacchi alla magistratura. Secondo il capo del governo i giudici sono bravi a fare il loro mestiere solo se arrestano i membri dell’opposizione”. Lo afferma in una nota il portavoce dell’Italia deiValori, on Leoluca Orlando, commentando le dichiarazioni delPresidente del Consiglio.
“Il presidente del Consiglio se ne faccia una ragione – chiosa Orlando- la legge è uguale per tutti: nessuno è ‘più uguale degli altri’. Comprendiamo la difficoltà del Premier che, non avendo nessun argomento per convincere gli italiani a votarlo, insulta tutti i giorni le istituzioni, i magistrati, i giornalisti dalla schiena dritta e i membri dell’opposizione”.
“Chiediamo l’intervento degli organi posti a tutela e a garanzia delle istituzioni democratiche – chiude l’esponente dipietrista – perché ciò che sta compiendo il Premier è un vero e proprio attentato alla Costituzione.
Siamo al 23 di marzo ed oggi c’è stato il ventitreesimo attacco ai magistrati di questo mese. D’ora in poi saremo curiosi di vedere se Berlusconi arriva a totalizzare, nel corrente mese, il record 31 attacchi alla magistratura.
Berlusconi, gli attacchi alle toghe ormai patologici
“Ieri, 24 marzo, è arrivato il ventiquattresimo attacco alla magistratura da parte del Premier.
Patologici ormai sono e appaiono i comportamenti di Berlusconi e non quelli dei magistrati.
L’ordine giudiziario, fra mille difficoltà, ostacoli e mancanze di mezzi, cerca di affermare,ogni giorno, il principio della “legge uguale per tutti.
Non commentiamo le posizioni del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, garante della Carta e presidente del Consiglio superiore della magistratura. Registriamo il fatto che sia intervenuto, al momento opportuno, perché occorre evitare questo sfregio alla Costituzione e ripristinare l’onorabilità delle toghe denigrate giornalmente dal Presidente del Consiglio”.
Lo afferma in una nota il portavoce dell’Italia dei Valori, on Leoluca Orlando.
“Come recita la Costituzione – aggiunge Orlando – la magistratura è soggetta soltanto alla legge ma, il Presidente del Consiglio, la vorrebbe assoggettata a se stesso.
E’ in pericolo il principio stesso della legge fondamentale scritta dai nostri padri costituenti, la rigida separazione dei poteri che differenzia le democrazie dalle dittature.
Noi dell’Italia dei Valori ci batteremo in piazza, in Parlamento e in tutte le altre sedi opportune per frenare questo disegno eversivo del piduista Berlusconi e dei suoi amici”.
Nel sito del Comune di Milena si è letto un avviso datato 10/03/2010 per la
SELEZIONE DI OPERAI QUALIFICATI MURATORI DA UTILIZZARE NEI CANTIERI DI LAVORO
L’Italia dei Valori di Milena ritiene che in questi casi, che offrono occasioni di lavoro, per dare la giusta trasparenza non sia sufficiente internet o l’albo comunale, ma sia necessario usare anche il buon vecchio manifesto appeso presso i locali pubblici, per garantire la massima diffusione della notizia.
Si auspica che l’amministrazione comunale provveda.
QUANDO CI SONO OPPORTUNITA’ DI LAVORO SI DEVONO UTILIZZARE TUTTI GLI STRUMENTI POSSIBILI PER GARANTIRE LA MASSIMA TRASPARENZA POSSIBILE.
Alfonso P. Cipolla
Italia dei Valori – Milena
Perché non c’è nulla della notizia relative alle indagini su Lombardo Raffaele e fratello?
RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE…
Ancora una volta, per l’ennesima volta, una maggioranza parlamentare asservita al suo padrone ha approvato una vergognosa legge che serve solo al padrone e che mortifica il principio dell’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
In Italia, oggi, le leggi possono essere uguali per tutti tranne che per UNO.
Ancora una volta, per l’ennessima volta, gli interessi particolari del potente prevalgono sugli interessi generali.
In Italia, oggi, si assiste all’ennesima legge che promuove la costruzione di un diritto della disuguaglianza: debole con i forti, forte con i deboli, e inumano con gli ultimi.
Ancora una volta, per l’ennesima volta, la Costituzione viene mortificata da una legge che tutti sanno essere incostituzione, illegale immorale.
E ancora una volta, l’Italia dei Valori promuoverà un referendum e chiederà ai cittadini di fermare con la loro firma l’ennesima legge vergogna.
Alfonso P. Cipolla
Italia dei Valori – Milena
IL CORAGGIO DI SCEGLIERE
In merito alla vicenda della nomina del nuovo assessore, a seguito le dimissioni del rag. Buttaci presentate il 5 marzo 2010, come rappresentante dell’Italia dei Valori di Milena si ritiene opportuno intervenire pubblicamente per esprimere qualche considerazione che, si spera, possa essere utile a chi guida l’amministrazione comunale di Milena.
E si interviene perché la scelta di non scegliere, a distanza ormai di più di un mese, non appare una scelta di buon senso.
Si è consapevoli che il non scegliere può anche essere un modo per nascondere un dissidio insanabile tra le forze politiche, ma questo dissidio non può pagarlo la cittadinanza.
Il sindaco ha il dovere di assumersi le responsabilità della scelta, perché in politica, come nella vita, la presenza è valenza e questa amministrazione, oggi, non si può permettere il lusso di essere assente.
Per non parlare di altro, si fa solo l’esempio del settore agricolo, oggi in crisi, che esige impegno e richiede, anche alla politica locale, tempo e intelligenza non residuale o occasionale.
Si chiede al sindaco di Milena, ad esempio, se lui e la sua amministrazione, oggi, in coscienza, questa continuità e costanza d’impegno per il settore agricolo la riescono a garantire.
E questo è solo uno dei tanti esempi.
Per questo, anche per questo, l’Italia dei Valori di Milena chiede all’amministrazione comunale ed al suo sindaco di agire, di scegliere, e di non perdere tempo, per rispetto dei cittadini e della loro legittima istanza ad avere un’amministrazione presente e qualificata.
E ci si permette di scriver queste modeste considerazioni non per chissà quali mire personali, ma per il semplice motivo che in tempi di crisi, come quelli che stiamo vivendo, la politica esige un supplemento di impegno e di partecipazione e non inutili tatticismi e assurde pretese.
Alfonso Paolino Cipolla
Italia dei Valori – Milena
E’ morta la signora CORDARO CALOGERA madre della dottoressa INGRASCI’ CONCETTA.
Esprimo le piu’ sentite condoglianze.
MILENA, A DUE ANNI DALLE ELEZIONI
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Sono passati già quasi due anni dalle elezioni che hanno portato Peppuccio Vitellaro a capo dell’amministrazione comunale e si reputa questo tempo sufficiente per fare un primo resoconto dell’azione politica amministrativa.
E lo si farà soffermando l’attenzione sul “modus operandi”, sul modo in cui si opera, sullo stile di guida di questa amministrazione più che sui risultati, che ad oggi non possono che essere parziali.
Peppuccio Vitellaro due anni fa si era candidato a sindaco forte del suo consenso personale e forte anche del sostegno di alcune forze politiche (il Partito dei Comunisti italiani, Forza Italia, Movimento per l’autonomia e Italia dei Valori) che hanno auspicato il cambiamento.
A meno di due anni dal voto, la componente Forza Italia (ora PDL) ha lasciato la Giunta, si è divisa al suo interno, ed in consiglio si è distaccata dalla maggioranza.
In questi due anni abbiamo assistito a fenomeni nuovi di impegno civico (?) collettivo (i vari villa, campo di calcio e cimitero day) o anche solo individuale; si è mantenuto fede all’impegno di rinunciare alle indennità di carica; si è apprezzato l’impegno di pubblicare, prima ancora che diventasse obbligo di legge, tutti gli atti amministrativi e metterli a disposizione dei cittadini con un semplice click; si è mantenuto complessivamente pulito il paese; rese maggiormente fruibili le strutture sportive e si sono garantiti i servizi socio-assistenziali a livelli accettabili.
Durante questi due anni abbiamo assistito anche a scelte contraddittorie e poco esaltanti, si citano: la mancata nomina di un assessore proposto agli elettori; la vicenda della intitolazione, prima, e revoca, di fatto, dopo, della piazza a Giuseppe Luparelli; la frettolosa nomina di qualche parente come “saggio”; la tardiva nomina del difensore civico, dopo la triste vicenda di nepotismo; la mancata attribuzione delle deleghe al bilancio e all’agricoltura, a tutt’oggi.
Insomma, una sintesi e miscuglio di varie cose, positive e negative, ma che permettono di intravedere un stile di amministrare che si potrebbe definire di tipo “paternalista-liberale”.
Il sindaco Vitellaro, in effetti, ha adottato un atteggiamento benevolo; si comporta come un padre di famiglia che lascia fare, lascia passare, e che concede, ma il suo agire politico non contempla, di fatto, vera collegialità, al più qualche delega a persone di stretta fiducia. Ed in pratica una rete informale, di parenti, compari e di amici di compari, gestisce in assenza del sindaco il disbrigo delle pratiche giornaliere.
Questo modo di fare lo si può valutare compiutamente prestando attenzione non solo agli atteggiamenti insipienti delle varie “comparse” che entrano ed escono dal municipio, ma anche per l’atteggiamento di sciatteria verso gli organi formali lasciati vacanti per parecchi mesi (perché disprezzati o ritenuti inutili?) o che seppur formalmente esistenti, di fatto, realmente, quasi sempre assenti.
Come leggere questo lassismo?
Al di là della risposta che si vorrà dare a questa domanda, se questa breve analisi è vera e corretta e se questo stile continuerà ad imporsi, è possibile fare qualche previsione: è probabile che tanti altri in futuro si stancheranno e si allontaneranno da questo modo di amministrare che sarà anche popolare, ma che alla lunga svuoterà di fatto l’idea della politica come cosa pubblica; la politica inevitabilmente rimarrà ancella di privati appetiti; si vanificherà l’impegno di tanti per il cambiamento e per un ideale di politica capace di includere consenso e partecipazione (di tutti, non di pochi intimi); ed è anche probabile che non ci sarà spazio per la politica delle idee, ma si imporrà la politica trasversale del favore, anche esso trasversale.
“Cambiare -allora e ancora- si deve”, come recitava lo slogan elettorale.
Alfonso Paolino Cipolla
Italia dei Valori – Milena
P.S.: questa nota è stata scritta prima dell’incendio della scorsa notte e viene diffusa perché non sarà un evento delinquenziale a condizionare il diritto ad un sano, normale e pubblico dibattito politico.
Domenica, 9 maggio: In ricordo – P.Impastato martire della libertà d’informazione
“L’impegno civile e il sacrificio di Peppino Impastato sono pietre miliari nel cammino di costruzione di una cultura della legalità”. Lo afferma in una nota l’on. Leoluca Orlando, portavoce nazionale dell’Italia dei Valori, in occasione del trentaduesimo anniversario dall’assassinio di Peppino Impastato.
“Una cultura della legalità – prosegue Orlando – che é applicazione della legge ma anche riconoscimento dei diritti di libertà e di eguaglianza”. “Per anni esponenti infedeli delle istituzioni hanno ostacolato che emergesse la verità e che venisse fatta giustizia su un omicidio consumato in un territorio difficile e in un tempo nel quale a molti tornava comodo affermare che ‘la mafia non esiste’ e molti altri si rassegnavano alla convinzione tutta mafiosa che la mafia é invincibile”.
“La mafia va combattuta senza se e senza ma e devono essere forniti alla magistratura gli indispensabili strumenti per farlo”.
“La mafia va combattuta altresì – conclude Orlando – stroncando nel modo più intransigente possibile ogni collegamento tra cosa nostra e le istituzioni politiche, economiche e religiose.
Per questo occorre garantire una piena libertà d’informazione, uno degli impegni più forti di Peppino Impastato. Martire ed eroe caduto sul fronte per la difesa della legalità che è al tempo stesso difesa della libertà d’informazione”.
Il Re e’ nudo – Letta Rasputin da terzo millennio
Il tempo è stato galantuomo e ci ha consentito di svelare i farabutti. Noi dell’ Italia dei Valori, dopo aver ripetutamente gridato “il re è nudo”, dopo essere stati ripetutamente oscurati, insultati e messi ai margini per le nostre denunce, adesso assistiamo al crescere di coloro che cominciano a pensare che “ il re è veramente nudo”.
Molti di costoro, che adesso sono con noi, sono gli stessi che hanno, in un recente passato, coperto, e auspicato, oscuramenti , insulti ed emarginazioni ai nostri danni. Perché il re è nudo ? Chi è il re ? Il re è Berlusconi ? Sì, ma non solo. Berlusconi nudo è stato circondato, aiutato ed imitato da tanti altri , piccoli e grandi, re nudi. In cosa consiste la nudità? La nudità consiste nella sistematica demolizione della legalità, della cultura della legalità e, con essa, di ogni principio etico. Tutto ciò attraverso una sistematica demolizione coperta da frequentazioni di comodo e anche da contaminazioni di ogni genere, che non hanno risparmiato nessuno. Neanche autorità ecclesiastiche.
Il Lodo Alfano, le minacce e gli insulti ai magistrati, la violazione sistematica del principio costituzionale che la legge è eguale per tutti, il legittimo impedimento, la difesa della casta dai processi, il sistematico rifiuto della casta di difendersi nei processi, la depenalizzazione del falso in bilancio, il patto di impunità con corrotti e mafiosi attraverso il c.d. scudo fiscale, l’immissione nel libero mercato di patrimoni confiscati alle mafie, i tagli alle spese di funzionamento delle forze dell’ordine e della magistratura, l’abbreviazione “su misura” dei termini di prescrizione, il processo breve, l’abolizione delle intercettazioni, il sistema Bertolaso-Protezione civile, le ispezioni a carico dei magistrati che esercitano l’obbligatoria dell’azione penale. Sono tutte dichiarazioni, proposte di legge che stanno costruendo una dilagante cultura dell’illegalità.
E non ho fatto, ancora, riferimento al conflitto di interesse che, da prerogativa di Berlusconi, sta divenendo cultura nazionale, finendo, in larga misura, con il soppiantare la “ vecchia,tradizionale tangente”. L’eliminazione di procedure di gara, tanto per cessione di aziende come lìAlitalia ad un gruppo di imprenditori amici di Berlusconi, quanto per il conferimento di appalti miliardari, la discrezionale attribuzione di un incarico o di un appalto ad una moglie, ad un cognato o all’impresa di un figlio, in assenza di una disciplina in materia di conflitto di interesse, sono spesso difficilmente configurabili come reati ma, in termini etici sostanziali, sono vere e proprie tangenti, “moderne e da terzo millennio”.
E l’elenco dei re nudi è ormai impressionante: Berlusconi, Previti, Dell’Utri, Fitto, Cosentino, Scajola, Bertolaso, Bondi, Di Girolamo, Lunardi, Verdini. Solo per citare alcuni nomi tra i più noti . Trattasi di casi eclatanti , per accertati comportamenti e accertate frequentazioni, e ciò a prescindere da pur pesantissime imputazioni in sede penale.
E Gianni Letta ? Due convinzioni personali : Gianni Letta è un re nudo, come e più di altri. Sin tanto che non verrà smascherato questo “Rasputin” da terzo millennio, l’indignazione degli italiani resterà annegata in una tazza di tè nei salotti incolti e corrotti.
Leoluca Orlando
Scuola di formazione etico-politica “G. Falcone”
di Palermo
e
“Percorsi di Cittadinanza”
di Milena
(con la collaborazione dell’Assessorato alla legalità del comune di Milena)
Invitano alla presentazione del libro “C’era una volta l’intercettazione” di Antonio Ingroia.
Alla presentazione del libro, oltre all’autore, Antonio Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo, interverranno anche l’avvocato Sergio Iacona ed il giudice Giovanbattista Tona.
L’appuntamento è a Milena per mercoledì 16 giugno alle 18.45, presso la biblioteca comunale, sala Falcone-Borsellino.
INCONTRO CON ANTONIO INGROIA
Milena – Biblioteca comunale, sala Falcone Borsellino – mercoledì 16 giugno 2010 18.30
Presentazione del libro
“C’ERA UNA VOLTA L’INTERCETTAZIONE” di Antonio Ingroia
Con “C’era una volta l’intercettazione – La giustizia e le bufale della politica” l’autore del libro ci svela i possibili rischi che la proposta di legge sulle intercettazioni, se approvata, potrà recare alle indagini per contrastare i reati, anche quelli di mafia, e di come anche il diritto dei cittadini ad essere informati (per deliberare) può subire un grande danno.
Alla presentazione del libro, a discutere criticamente con l’autore, il magistrato Antonio Ingroia, ci saranno l’avvocato Sergio Iacona e il giudice Giovanbattista Tona che in un ideale processo al libro e alla proposta di legge sulle intercettazioni chiameranno a testimoniare anche i cittadini ed i giornalisti.
L’incontro è co-organizzato dalla “Scuola di formazione etico-politica ‘G. Falcone’ ” di Palermo e dal gruppo “Percorsi di cittadinanza” di Milena.
LA VERITA’ SU POLITICA MAFIA E AFFARI
‘Il tappo è saltato! Oggi, come non mai, i cittadini italiani hanno il diritto di sapere fino in fondo la verità sui rapporti tra politica, affari e mafia.
I cittadini italiani hanno il diritto di sapere chi e quanti, dentro lo Stato e nella politica, con e oltre Marcello dell’Utri, hanno condizionato, e tentano ancora oggi di condizionare, la vita politica del nostro Paese’. Commenta cosí il portavoce nazionale dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando, la condanna di Marcello Dell’Utri.
‘L’Italia – aggiunge Orlando – non sarà mai un Paese libero e democratico fino a quando non verranno fatte verità e giustizia sulle stragi, sull’uso perverso dei partiti da parte della mafia e della mafia da parte dei partiti.
Ripetiamo ancora una volta ‘basta’ a uno Stato che assume troppe volte il volto della mafia e a una mafia che assume troppe volte il volto dello Stato’.
LA POLITICA CHE MANCA, LA POLITICA CHE NON CAMBIA
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I fatti: 5 MARZO 2010, si dimette l’assessore Buttaci; 5 LUGLIO 2010, l’assessorato rimane vacante.
Quattro mesi fa, il sindaco Vitellaro faceva sapere ai giornali che avrebbe sentito le forze politiche che lo avevano sostenuto ed avrebbe nominato il nuovo assessore.
Dopo quattro mesi, il sindaco ad oggi non ha nominato alcuno e manco ha sentito il dovere di dire ai cittadini se mai nominerà qualcuno e secondo quali criteri.
L’Italia dei Valori di Milena si rammarica per questa scelta di non scegliere e di non comunicare con i cittadini.
C’è rammarico, sì, perchè questo modo di agire è sintomatico di come il sindaco Vitellaro concepisca il suo rapporto con la cittadinanza, a cui, secondo lui, a quanto pare, non è tenuto a dare spiegazioni; e si inquadra in perfetta corrispondenza con logiche che non sono di cambiamento, ma di regresso.
Possibile che dopo quattro mesi il sindaco Vitellaro non senta il dovere di dire e fare qualcosa?
Questo comportamento è offensivo.
La politica è davvero democratica quando è capace di includere e fare partecipi delle scelte quanti più cittadini possibili, non solo i parenti, i compari e gli amici stretti.
Forse il sindaco di Milena si illude che forte del suo consenso personale a lui è concesso quello che ad altri non è consentito?
Forse il sindaco di Milena si illude di far “coprire” le sue assenze dai suoi parenti e dai suoi compari a scapito di chi istituzionalmente è a ciò proposto?
La gestione della cosa pubblica, signor sindaco, non è un affare di famiglia, più o meno allargata.
E di scelte di questo tipo, purtroppo, pare che l’amministrazione Vitellaro sia avvezza, abituata.
Forse vuol abituare in ciò anche i cittadini?
Si illude!
Questo modo di concepire la politica è arcaico; è da logica del clan, da familismo più o meno amorale che mortifica la politica del cambiamento che tanti cittadini di Milena avevano auspicato.
Signor Sindaco,
cambi, la cosa pubblica si gestisce come un buon padre di famiglia, ma non è una cosa della famiglia.
Si ravveda, se ancora può.
Alfonso Paolino Cipolla
Italia dei Valori – Milena
Questo blog è dei migliori in assoluto che ho visto. Come si fa per collaborare?
Voglio confermare che anche dalle mie parti non si pretendono certificati per attività non competitive.
Mi domando pervhè mai le amministrazioni s’inventano sempre più documenti forse che contsno sul fstto che per non pagare i certificati molte famiglie rinunciano?
CULTURA MAFIOSA E DELL’UTRI PENSIERO
“Non rispondete alle domande dei giudici ”
“Mangano è un eroe”, (…il suo eroe).
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Dell’Utri Marcello , condannato in secondo grado per reati di mafia , piuttosto che difendersi nei processi , sta scrivendo un volume di cultura mafiosa.
Con disprezzo e strafottenza per le azioni penali in corso , Dell’Utri Marcello pontifica e rappresenta il popolo ( quello di cultura mafiosa ? ).
Stiamo parlando del Senatore Marcello Dell’Utri ( sì, il condannato per mafia è Senatore ! ).
Dell’Utri Marcello , cofondatorte di Forza Italia con Berlusconi Silvio , pluriinquisito e plurisalvato da leggi ad personam , proposte dal proprio legale avvocato e deputato , Ghidini, rimane al suo posto e ricorda che lo stalliere di cavalli e riferimento di mafiosi , Mangano Vittorio , è un eroe.
Sì , il Sen.Marcello Dell’Utri ha detto, e più volte ripetuto , che lo stalliere condannato Mangano Vittorio è…. un eroe.
Un messaggio da tipica cultura mafiosa .
Mangano Vittorio era un eroe, perchè non ha fornito ai magistrati elementi contro i suoi amici , Berlusconi Silvio e Dell’Utri Marcello , appunto.
Tranquilli mafiosi e collusi ! …..anche Dell’Utri Marcello condivide la subcultura mafiosa e considera chi difende gli ” amici ” un eroe.
Tranquilli mafiosi e collusi….anche Dell’Utri Marcello non parlerà , anzi non ha parlato , aspirando ad essere considerato anche lui eroe.
E, a conferma che , secondo la subcultura usata dalla mafia , un vero uomo non parla ; convocato il 27 luglio 2010 da imputato a rispondere dei suoi rapporti con cricca e P3. il senatore Dell’Utri si e’ avvalso della facoltà di non rispondere.
Ogni imputato può avvalersi della facoltà di non rispondere.
Anche l’imputato Dell’Utri Marcello , già condannato in altro processo per mafia in corso , può avvalersi della facoltà di non rispondere.
Ma l’intellettuale Dell’Utri ( beati monoculi in regno coecorum ) non soltanto si avvale del suo diritto di imputato della facoltà di non rispondere , ma manda un tipico messaggio omertoso e di cultura mafiosa : invita gli imputati a seguire il suo esempio e a non rispondere alle domande dei magistrati.
Ce ne è abbastanza per proporre di diffondere nelle scuole , che vogliono conoscere la cultura mafiosa e difendersi da essa, il pensiero del professionista e intellettuale ,legato alla mafia ( per sentenza di appello ) Dell’Utri Marcello, che è la stessa persona di Marcello Dell’Utri , senatore e cofondatore di Forza Italia , insieme con il pluriimputato e plurisalvato da leggi ad personam , Berlusconi Silvio.
Berlusconi Silvio rimane al suo posto istituzionale , di capo del governo.
Dell’Utri Marcello rimane al suo posto istituzionale, di Senatore della Repubblica.
La mafia rischia , così continuando , di apparire di avere il volto dello Stato, e lo Stato , così continuando , rischia di apparire di avere il volto della mafia.
Leoluca Orlando
I take my hat off to the author of this article. Well done.
Voglio segnalare che questa mattina ho visto con i miei occhi gli operai comunali che aiutati da un piccolo mezzo di una ditta paesana pulivano le erbacce da san Calogero al bivio di Masaniello. Mi pare una cosa buona che va segnalata se non siete di parte.
Non è possinile che andiano al mercato del martedì e non si può usare il marciapiedi perchè occupato da ogni tipo di materiali. Non ci pare cosa giusta. Perchè dpbbiamo camminare con i sacchetti in mezzo alla strada con il pericolo delle macchine. Al nord una cosa come questa è impensabile. Invitiamo l’amministrazione comunale faccia qualccosa.
Ieri sera ho cenato nel vostro bel paese. Saranno state le 11 quando ritornavo a casa e nei pressi dopo il Bougainville ho visto un’altra auto con i 4 fari lampeggianti accesi per pericolo. Un pericolo per la circolazione perchè si era rotto un grosso tubo della condotta dell’acqua. Impossibile descrivere a parole il danno dico solo che sembrava una frana. Sono passato a stento e spero che mentre vi scrivo hanno aggiustato tutto ma vi dico che si sarà perduta tanta acqua da servire un paese.
Cara MML ho notato che ultimamente state facendo passare post insignificanti e maleducati. Protesto. Meglio come prima. Lasciamo fuori dal nostro salotto casinisti e analfabeti. Grazie
Quelli che spiano nascosti dietro gli alberi nella notte.
E’ vero siamo alcuni amici diventati per caso, comari che sparlano e sparlano e cercano le informazioni.
Attenti che siamo dietro tutti gli angoli a vedere e ascoltare tutto quello che fate.
Giorno 22 settembre 2010, verso le ore 20,00, facendo il mio solito giro ammazza tempo per le vie del paese, nei pressi del bunker politico della famiglia del sindaco di Milena, – robba liuzza – ho visto un grande numero di macchine parcheggiate vicino al luogo degli incontri semi o clandestini del gruppo consiliare dei fedelissimi del sindaco .
Ho guardato le macchine e le targhe, ho chiamato un mio amico esperto di auto e delle targhe, e abbiamo intuito che in quella sede si stava facendo un summit carbonaro, massonico, dei servizi segreti o qualcosa di simile.
Dalle macchine e dalle targhe abbiamo capito subito che vi era in corso un summit di maggioranza.
Ma, perché gli eletti non si riuniscono nelle sedi istituzionali senza dare nell’occhio se non hanno niente da nascondere ?
Confesso ci siamo nascosti e li abbiamo visti uscire dopo le 21.00.
C’erano tutti i consiglieri – armata brancaleone – i non eletti, tranne quello trombato, gli assessori tutti, e sua maestà – Vitellvano – , li abbiamo visti uscire uno dopo l’altro !
Sono usciti per primi il cons. Ferlisi ed il fido scudiero, insieme all’altro Ferlisi il macellaio fermo in lista di attesa, chissà che cosa ! Poi Carlino e poi tutti gli altri !
Non ‘cera la megadirigente, signora e padrona delle sorti di questa dissolta maggioranza e non abbiamo visto nemmeno insalaco.
Loro non sapevano che noi stavamo controllando .
Chissà cosa è successo, approfittando dell’ingenuità di alcuni, della megalomania di altri, e della stupidità, forse di tutti, con telefonate fatte da amici, con domande fatte da altri, a loro insaputa siamo venuti a conoscenza di queste storie, ch facciamo conoscere a tutti.
Sembra che la stroncatura della carriera al ministro degli esteri milocchese, sia stato condiviso da tutti i presenti, non solo dai zodiani, che sembrava toccassero il cielo per la felicità.
Ma la notizia più clamorosa riguarda l’assessore di prossima nomina.
Il sindaco sembra abbia detto che nominerà la signora, per ora innominabile, ma coniuge di un noto venditore, nonché cognata di un altro consigliere comunale, e crediamo di non ricordare male, forse vice presidente del consiglio comunale ( ancora ? ) di Milena e consigliere delegato a terre di collina ( esiste ancora ? ) per la maggioranza, tanto per restare nella tradizione che tutto va fatto in famiglia e per far piacere al potente dottore dei monti d’ori, ora che è illuminato tutte le mattine dalla luce divina proveniente dall’alto del potere dei poteri.
Tengono a precisare gli informati fortunati presenti, che sarà un incarico limitato a sei mesi, 180 giorni non uno in più e non uno in meno !
Pare che qualcuno ha chiesto la nomina dei consiglieri non eletti.
Si dice ancora, che andranno tutti, in pellegrinaggio ad implorare il perdono e la grazia a sua divinità, la signora dei monti sicani, affinchè con le sue manine, dia nuovo vigore ed energia alla flaccida maggioranza, che non sembra potercela fare più, e porre fine al suo esilio.
Questo è quello che il servizio segreto organizzato sul campo, ( in senso materiale ) una sera e qualche giorno dopo siamo riusciti a scoprire, affermando che possiamo stare certi e sicuri che la prima parte è assolutamente vera perché li abbiamo visti uno ad uno, la seconda parte, riguardante il contenuto, certamente potrebbe sorgere qualche dubbio, ma crediamo che sia tutto vero ed autentico e che le cose siano andate proprio cosi !
Spiare si deve ! A Milena è diventato un fatto di democrazia !
Milena invasa da venditori ambulanti maschi e femmine penso abusivi che importunano e sono veramente seccanti per vendere calzette.
Non mi spavento perchè vendono ma perchè possono guardare le nostre case e poi venire a fare danno. E le donne cosa vendono?
Con questo blog voglio sapere se questi forestieri sono stati identificati dai vigili e dai carabinieri e in caso sono irregolari perchè gli permettono di vendere merce che può essere rubata.
Via Nazionale (anni 60 )
Vaju a la chiazza
E viju chi si dici
Adasciu, adasciu
Scinnu pi la cruci
C’è u viddranu ncapu u mulu
Veni già di la tinuta
Chini i virtuli e visazzi
Tira la ritina e saluta
Canta forti a là so zita
Ca si voli accasari
Ora di surdatu vinni
E si vulissi sistimari
Lu carrettu cu lu issu
Veni già di la carcara
Ncapu u sceccu,li canciddri
China d’acqua la quartara
Lu capraru ,cu li capruzzi,
Vinni latti e lu misura.
Mungi a manu,cu la scuma
Callu,callu ti lu duna.
Cu trinciatu,cu sicarri,
Cu cartini e cu cirina
La privativa di la Cruci
Prestu rapi la matina
Cartullini ,busta e carta
A cu è luntanu mannu
Ora c’è l’emigrazioni,
Ncuntinenti sinni vannu
Scanza chianci all’antarinu
Porta cannili,ugliu e sciuri
La cruci vasa di Patri Jachinu
Si rivulgi a lu signuri
Lu me figliu è carzaratu
Ma nnuccenti cuamu Dia
Furu l’amici scillarati
A purtarlu a mala via
Nà testa pi lì corna appinnuta
Cu lu velu di la zita è cummigliata
La sansizzeddra priparata minuta
A caddruzzeddra cu la raffia attaccata
Scanna e vinni a chiliari
Lu vucciri,purci e vuteddra
Stirru e muschi lu fannu annirbari
Di sancunazzu inghi li vudeddra
Lu Tedescu ncarta pasta
Cafè, zuccaru e lu risu
Tradenti,vinni, criva e quati ranni
Macari la ncrita vinni a pisu
Senza Nasu du Naduri
Ncarca chiova cu martiddru
Cu li tavuli pripara
Un tabbutu picciliddru
Lu vardiddraru fuddra la seddra
Cu lu cuario e cu la paglia
Cusi e inghi la vardeddra
Cu u trincettu u spacu taglia
Un cartilluni di pubblicità
nni fa videri bummi e granati
Senza vrazza e senza gammi
Curusi muarti nterra sfraciddrati
Manu all’uricchia e vuci ntunata
La Callarara nforma lu paisi
Ca l’acqua è scarsa e avà mancari
Pi deci jorna sa và piniari
Casi di issu, strata ncatramata
Quattru lampadini sblavituti
Attaccati a li mura li braccetti
Lusciu unni fannu mancu s’addrumati
Sucu d’astrattu, patati e cunigliu
Di pani callu e guasteddra cu l’agliu
Di milinciani vuddruti nni l’acitu
Di sieru e ricotta cu lu quagliu
Di piannuli di pira sistemati
Di trizzi d’agliu barcuna adurnati
Li beddre grasti di basalicò
Mezzu la strata gaddrini e cocò
Cani sciugliuti senza patruni
Annusanu lu strattu nni la tila
Nà criata davanti lu purtuni
Lava li robbi lurdi nni la pila
S’annaca e và a la missa la picciotta
La borsa nova e stritta la scarpina
S’alliscia la falletta di la festa
Ncapu li spaddri porta la sciallina
Accumpagnata è di la vicina
Siddru è di maritari e signurina
Si nveci lu zitaggiu è cunfirmatu
Apprissu avi tuttu l’apparintatu
S’assicutanu gridannu
Li carusi sfacinnati
Fannu nà caciara ranni
E li canzi su strazzati
Quarchi machina strummia
E cchiu ddra ti fa spustari
Bastimiannu mmezzu a via
Resti fermu a piciniari
Ammucciatu nni la paglia
C’è lu ghiacciu cu lu sali
Lu truvi sulu dù voti l’annu
Pi ù pizzettu priparari
Stivala e canzi di villutu
Lu vicchiariddru s’appoia a lù vastuni
Un orologiu a lù gilè appinnutu
Na cuappula ntesta di cuttuni
La vicchiaredddra di niuru vistuta
Sutta la sciarpa porta lu panaru
Trantuliannu alluzza pi là chiesa
Ncapu la gonna spenzaru e fallaru
L’arcipreti ndaffaratu
Curri versu la matrici
Cu lu saccu di la juta
E la tunica riuta
Cristo regni e binidica
Un panuzzu vaja à dari
Sulu si à la missa vini
Dopu ti lu po’ manciari
Di lù frantoiu la macina è ferma
Nuddru chi gira li roti di firru
Li furistiri s’accattanu l’ugliu
li giarre chini alliniati sunnu
Polinu tona camina è fa cunti
Di cuamu sistimari li simenti
Prea li viddrani a mani giunti
Veru canciaru li tempi ricenti
La so putia è larga e spazziusa
Li figli schetti ci sannu abbadari
Ma lu guadagnu d’ogni fini misi
È cchiù picca e lu fa disprari
Donna Maricchia talia la putia
Di Colina e la genti ca ci và accattari
Si n’ iddra vannu pi lu bachettu
Piglia e chiossà ci lu fa paari
Lu bancu popolari di sicilia
T’impressiona cu lu nomi ranni
Lu Milucchisi un si sapi fidari
E a lu privatu firma li cambiali
Lo Re vinni scarpi usati
E li porta di palermu
Un paru sulu pi ogni misura
Si li piglia cu ci arriva di bonura
Cu lu spacu e cu primura
Ngilina inghi li seggi spunnati
Ganci davati al porta
Di tanti discursa è nfurmatu
Li Cipuddri e Lupariddru
Si talianu di luntanu
Atturniati di cumpari
Ca li salutanu ”baciammu li manu”
Li licchina sempri ntuarnu
Sempri lesti a ossequiari
Ogni discursu ca sintinu
Ci lù vannu a rappurtari
Si cuntrariatu sputa ntrra
E s’alluntana cu valia
Ma si pua avi bisugnu
Và à la porta e ci tuppia
Peppi avi lu piaciri
Du paisi raggruppari
Li robbi sunnu assà distati
Li vulissi avvicinari
E percio voli lu voto
E percio à vutari a mia
Quantum sugnu nni lu seggiu
Fazzu cuamu vugliu ia
Lu ndumani a lu travagliu
Antri cosi di pinsari
A li figli chi criscinu
a li soldi di paari
A lu nviernu ca ora arriva
A lu tiattu che spaccatu
Si un livu la vuttera
Cadi u muru che di latu
Passi di la barraccheddra
E t’accatti la simenta
li nuciddri,un cuppitiddru
mentri ti svaria la menti
La via nazionali di milocca
E accussi,variata
Cancia picca o quasi nenti
Si ci và n’antra jurnata
L’ALBO PRETORIO E’ ONLINE, MA GLI ATTI SIANO RESI PUBBLICI ANCHE CON LA CARTA
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Chi scrive per ragioni professionali e per diletto usa tanto internet e ne apprezza i benefici.
Tuttavia non tutti si è in rete, non tutti ci si può collegare a internet (anche in questo c’è disuguaglianza…).
Ho fatto questa premessa perchè ho notato che da qualche settimana l’albo pretorio del comune di Milena è solo online (la pubblicità degli atti su carta non ha più valore legale) e non ho potuto fare a meno di vedere e sentire che tanti cittadini ora non hanno più notizia di quel che accade nel “palazzo” proprio perchè non dispongono di internet.
Per questo motivo, attraverso questo post, mi permetto di suggerire ai nostri amministratori di dare pubblicità agli atti dell’Amministrazione comunale anche attraverso le bacheche dislocate in paese (perchè non anche nei villaggi?), compresa quella del municipio.
Insomma, si faccia in modo che il portone e le notizie della casa minucipale siano a disposizione di tutti.
volevo chiedere alla redazione se poteva informarci su cosa sia successo la notte passata in quanto c’erano moltissime auto dei carabinieri. grazie
Come mai nessuna notizia i merito a questo evento???….
Salsicciata e gruppo folk…
Amuri… Tu lu sà
Amuri tu lu sa sta vita è dura
Un pozzu stari cchiù dintra sta pena
Circu travagliu sempri e un nì truvu
L’afflittu cori mia però ci spera.
Comu un’un anciddruzzu senza nidu
Mi sintu di muriri chianu chianu
Mi paru comu un pedi nuvimbrinu
Virdi, ma senza fogli nni la rama.
M’arriddducivu a lusciu di cannila
E un c’è acqua ca st’arsura leva
Di fori sugnu friddu comu nivi
Dintra la vampa di Mungibeddru aiu.
Pi stari a latu a tia la notti un durmu
Chianciu pi aviri un nastru nni la culla
Ma senza sordi e senza travagliu
Un lussu addivenuta crisciri un figliu
Lu gran scunfurtu m’attacca a là butttiglia
È nì la malastrata iddra m’invoglia
Comu mustu lu cori aiu n’firmentu
mi muzzicu li mani e li turmentu
Mezzu lu chianu spessu allammicu
Circu la morti ,pua la malidiciu
Sugnu carzaratu a li galeri
Apprissu aiu catini e nò muglieri.
La curpa la dunanu a là crisi
E nò a li sbagli ca quarcunu fici
Asciugaru li vicchi pinzionati
E a nantri ni tiranu cutati
Perciò amuri mia amm’ aspittari
Cchiù è forti l’acqua cchiù è forti la china
Sti mali timpi avissiru a passari
Vugliu sulu cu tia famiglia fari
Si sacciu cu è ca nà ngannatu
Hiuru lu pistu e vaiu carzaratu
Malidittu cu di tia arrassu mi teni
Calu di pisu e mi veni la fevri.
Ho visto il bellissimo ritratto di Rita Montalcini, anche a me piacerebbe avere un ritratto fatto dal grande artista Salvatore Vitale ma…………….
Ho letto sul vostro blog un articolo su Rosa Balistreri a Milena. http://milocca.wordpress.com/2009/08/08/amarcord-quella-volta-che-la-balistreri-venne-a-milena/
Io sono Nicolò La Perna autore del libro “Rusidda … a licatisi” un grosso libro su Rosa Balistreri contenente testimonianza , vita, testi e partiture di tutte le canzoni di Rosa Balistreri
Sono interessato ad approfondire il concerto fatto a milena. 3393269071
niclap@alice.it
Grazie <Nicolò La Perna
E’ da molte che il mulo non si faceva sentire! Vorrei fare una grave segnalazione! Che fine ha fatto il famoso cipresso secolare di Robba Minnulami appartenente agli eredi del Prof. Cristenzio?
Vi pare il modo di operare questo?
Gradirei un articolo al più presto!
Regione, Lombardo lo nomina
lui non può accettare: è in carcere
Il commercialista era stato designato a Sicilia e-Servizi
di EMANUELE LAURIA
Eugenio Trafficante
LA NOMINA numero 101 è risultata indigesta a Raffaele Lombardo: il designato era già in carcere da qualche giorno.
L’ultima, incredibile, storia del poltronificio Regione riguarda Sicilia eservizi, una delle società più ricche dell’universo parallelo di Palazzo d’Orleans, protagonista negli anni scorsi di appalti milionari e assunzioni politico-clientelari all’ombra del business dell’informatizzazione. Martedì scorso si è riunita l’assemblea dei soci, per eleggere il presidente del collegio dei sindaci che era già stato indicato dal governo: Eugenio Trafficante, commercialista di Burgio, provincia di Agrigento. Su di lui era caduta la scelta di Lombardo e l’assemblea ha solo ratificato la nomina, all’interno di una lista di cinque professionisti (tre effettivi e un supplente) presentata assieme al socio privato, che aveva indicato il proprio componente in Massimo Porfiri.
Quello che nessuno sapeva, al momento di votare il nuovo collegio sindacale, era l’impossibilità del designato
di accettare l’incarico. Per un semplice motivo: Trafficante era, dal venerdì precedente, recluso nel carcere di Sciacca. Colpito da un provvedimento cautelare nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla procura della Repubblica di Roma. L’accusa è quella di stalking: il commercialista era da tempo destinatario di una misura interdittiva, il divieto di avvicinamento a una donna, ma l’avrebbe violata. Per questa ragione è stato arrestato dai carabinieri, che hanno eseguito un ordine di custodia cautelare della Procura. I legali hanno inoltrato istanza di scarcerazione.
Trafficante, 61 anni, negli anni ’80 aveva fatto parte della giunta comunale di Sciacca, su designazione del partito repubblicano, e più recentemente è stato assessore comunale a Burgio. Durante questa esperienza, nel 2005, è stato vittima di un attentato: l’incendio doloso del portone della sua abitazione.
L’episodio ha avuto successivamente risalto nell’ambito del processo antimafia “Scacco Matto”. L’attentato è stato ricostruito come un gesto vendicativo da parte di uno degli imputati del processo e ascrivibile a episodi di vita personale di Trafficante. Il professionista ha uno studio a Burgio e uno a Sciacca.
Com’è possibile che al timone di una spa pubblica sia stato indicato e poi eletto un commercialista già in carcere? Il commissario liquidatore di Sicilia eservizi, Antonio Vitale, non se lo spiega: “Guardi, io non sapevo proprio dell’arresto di Trafficante: sto apprendendo da lei la notizia. E nessuno, martedì, era a conoscenza di questo fatto. La cinquina con i nomi dei nuovi sindaci della società era stata depositata sette giorni prima l’assemblea dei soci. Evidentemente, al momento dell’indicazione da parte della proprietà, Trafficante non era ancora stato arrestato. Ma è indubbio – prosegue Vitale – che qualcuno avrebbe dovuto comunicarci in tempo utile che il professionista designato era stato colpito da un provvedimento restrittivo. Faremo gli approfondimenti dovuti “. Secondo il commissario, l’arresto di Trafficante comporta la sospensione dalla carica di presidente del collegio sindacale: “Il reato di cui è accusato poco ha a che fare con l’attività di revisore dei conti: l’eventuale revoca è una questione di opportunità che devono valutare i soci “. Ma c’è chi sostiene che Trafficante sarebbe già decaduto per legge e che l’assemblea ha sostanzialmente eletto un ineleggibile. Di certo, si macchia di un “incidente” dai contorni paradossali la marcia di Lombardo costellata da nomine: da quando ha annunciato le dimissioni, a fine aprile, ne ha fatte 101. Questa però, forse, non vale.
(08 luglio 2012) © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Come mai vi è sfuggita questa notizia?
http://www.corriere.it/cronache/12_ottobre_03/buca-disabile-gomme-dimisioni-pdl_9a6be1fc-0d20-11e2-93be-2a3b0933ba70.shtml
Vi segnalo:
http://livesicilia.it/2012/11/13/comune-videosorvegliato-arriva-un-finanziamento-comunitario_213303/
Sul sito del Comune di Milena è presente un link per la segnalazione dei guasti, ho provato ad inserire un reclamo per una perdenza di acqua molto vistosa all’altezza del centro medico riunito di Corso Pietro Nenni (anche se il sindaco passa di la non lo ha ancora visto !!!!!!!!!), ma alla fine chiede di dare una risposta ad una semplice somma matematica, ci ho provato, ho sono diventato deficente o qualcosa non funziona… Verificate, probabilmente la mia preparazione fa … acqua da qualche parte come la perdenza che volevo segnalare……
A tutti gli amici della miniera di caltanissetta. Vorrei avere notizie sul famoso progetto della miniera Trabonella che sarebbe dovuto diventare un Museo, spero non sia fimito nel tunnel della burograzia nissena
complimenti hai reso fiera la nostra terra bravo .
DONNA LILLA
Arriva donna Lilla cu lu tanginu n manu
Arriva donna Lilla e veni di luntanu
Comu un tamburinu la vuci si spanniva
E tutti li carusi a li Valinti ungiva
Arrivavanu ntanti pì sentiri li cunti
Atturmu a là brascera ncasa di lì mircanti
Rò,Rò,Rò .. Cantava nni la via
curava tanti genti senza midicamenti
Ridiva a vucca china e l’ucchi ti strizzava
La sò testa era un libru e iddra ci sguazzava
Lu magu, la rigina,u cavaleri e u rè
di petra na furesta ca ancora ora c’e
Macari l’anziani ascuntavanu cumpiaciuti
picchì li so figuri parivanu animati
E di dri cavaleri pigliavamu simpianzi
Vinciva sempri lu beni lu mali un iva avanti
Nà gonna marruncina e nà sciarpina n spalla
si ferma cu la genti l’abbrazza e pua ci balla
Scurdavamu li juca la scola e lu chiffari
si c’era donna Lilla aviamu d’ascuntari
Purtava l’alligria, la gioia, lu sapiri
Rialava fantasia che dura di muriri