Giuseppe Tona, un milenese creativo

Joseph Tona
da Esperons que…
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Giuseppe Tona è uno di quei neo-pensionati attivi che fanno la felicità delle associazioni; conserva intatto il senso di responsabilità trasmessogli da una vita professionale molto intensa. L’hobby del ciclismo gli permette di mantenere un corpo longilineo, mentre il suo senso artistico si esprime principalmente nella scultura di un materiale nobile, la pietra, in paricolare il marmo.
Gli insegnamenti famigliari.
Il padre di Giuseppe Tona è stato uno dei primi milenesi ad insediarsi a Aix-les-Bains all’inizio degli anni Cinquanta. Nel giro di poco tempo trova lavoro come muratore e gira di cantiere in cantiere. In un primo momento la moglie e i sette figli restano in Sicilia, poi in buone condizioni a poco a poco riesce a far emigrare tutta la famiglia.

La famiglia di Giuseppe Tona emigrata ad Aix-les-Bains
Acquista un piccolo terreno nella parte alta della città, a Combaruches, nel quartiere “Tir aux Pigeons” e piano piano le mura della casa si erigono, ma quando la famiglia si congiunge con il padre l’edificio non è stato ancora terminato.
Aiutando il padre sul cantiere di famiglia, a dodici anni Giuseppe scopre il mestiere di costruttore edile: una volta terminata, l’abitazione somiglia a un picoclo caseggiato che a una vera e propria casa famigliare e permette di ospitare di tanto in tanto dei siciliani di passaggio diretti un Belgio. Giuseppe entra poi rapidamente come apprendista nelle imprese Bottero e Masoero dove impara l’arte del taglio della pietra.
Due giovani per una giovane impresa.
Nel 1964 Giuseppe e il fratello Paolo fondano l’impresa dei Fratelli Tona. Pur disponendo di poco capitale padroneggiano la tecnica edilizia e si lanciano sul mercato della costruzione di villette. Nel giro di un anno l’impresa può assumere i primi operai e con il tempo realizzare oltre duecento abitazioni indipendenti.
Desiderando inserirsi sul mercato della costruzione di edifici collettivi, a ventisette anni Giuseppe dà una nuova dimensione all’impresa. Ciò richiede la padronanza di più competenze: saper investire nei materiali, l’uso di camion, di gru e bulldozer, saper leggere i progetti, gestire quotidianamente i cantieri e il personale, comunicare con gli architetti.

I fratelli Tona donano una “pila” in marmo
Per restare competitivi sul mercato la struttura dell’impresa deve essere agile e dinamica, il che significa che il padrone deve assumersi i molteplici compiti di prosuzione e gestione.
Per fortuna la società “Fratelli Tona” beneficia di solide relazioni di fiducia con l’imprenditore immobiliare Marin, con l’azienda Philipper che fornisce ferro e con la banca Barclays. Con un effettivo di venticinque operai l’impresa riesce a crearsi il proprio spazio nel settore edilizio di Aix. La difficoltà principale consiste nell’assunzione e nella stabilità del personale per lo più originario della Sicilia o del Maghreb, infatti si assiste ad una concorrenza acerrima tra datori di lavoro in ricerca di muratori competenti.

La “famiglia”
Dopo la costruzione del primo edificio di sette piani nell’avenue du Petit Port, la società Tona assume le competenze di promotore immobiliare, raccogliendo successi non indifferenti a mano a mano che continua la sua opera di costruzione con gli edifici “Mélèzes”, in avenue d’Annecy, i quarantotto appartamenti del Victor Hugo e il Cocher de la Rèine nel quartiere residenziale della Rue Isaline.
Nel 1972 la società si diversifica riscattando un’azienda da marmista in fallimento, i cui collaboratori hanno sede nei pressi del cimnitero, in avenue Saint-Simon. I cinque operai marmisti sono tutti francesi, ma le pietre provengono dal mondo intero e sono acquistate dagli industriali di Carrara, in Toscana.

Dal sacro al profano con la stessa mano leggera
Giuseppe s’inserisce nel settore della lavorazione del marmo, lo scolpisce con immensa passione e nel 1984, con il sopraggiungere di un periodo meno fortunato, egli si orienta esclusivamente verso il settore del marmo.
Al crocevia tra arte e tecnica: la lavorazione del marmo.
In poco tempo anche in questo settore, l’impresa Tona ottiene riconoscimento nella regiore Rhône-Alpes ed in particolare a Lione, a Annernasse e Aix-les-Bains, dove in quel periodo apre il prestigioso casinò Grand Cercle. Gli abitanti di Aix possono ammirare le gigantesche colonne del salone Victoria e le bocche scolpite nel marmo Rosa del Portogallo alla sua sontuosa entrata o in travertino di Persia nei saloni.

La scultura della Sicilia di Giuseppe Tona davanti la stazione ferroviaria. Per tale opera ha ricevuto dal sindaco Dord la Medaille d’or de la Ville
L’opera più riuscita e prediletta dell’ex imprenditore rimane la tomba di famiglia in granito di Finlandia che si erige nel cimitero della città. Un cimitero dove si possono facilmente riconoscere tra i monumenti funerari tutta la tecnica e il senso estetico di Giuseppe Tona, che lavora anche per il grande scultore P. Margara. In età di pensionamento Giuseppe si ritira, lasciando il cantiere al fratello Salvatore.
La saga dei Tona è scolpita nel marmo per l’eternità.
Peccato che a volte in Savoia non ci sia la luce del Meridione italiano, per ridare alla pietra tutto il suo splendore! Nel successo “Tona” vi è anche la riconoscenza del suo protagonista verso questa Savoia e la sua città di Aix-les-Bains, che lo hanno accolto offrendogli un’occasione di felicità e d’integrazione perfettamente riuscita.
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