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Archivio per la categoria ‘Salute/Medicina’

Non perdiamo la D

Vitamina D: quali sono i fattori che ne limitano la quantità prodotta dalla pelle attraverso il Sole?

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Sono fattori di vario tipo:

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thumb.php- L’età (a parità di esposizione solare il soggetto anziano produce circa il 30% in meno di vitamina D).

 - L’indice di massa corporea o Bmi (nelle persone obese la vitamina D tende ad essere “sequestrata” nel tessuto adiposo).

 - L’uso di creme protettive (un fattore di protezione 15 potrebbe ridurre del 99% la produzione di vitamina).

- Il fototipo cutaneo.

- L’indossare indumenti protettivi.

- I vetri (il vetro assorbe tutte le radiazioni UVB: chi passa le giornate dietro ad una finestra non avrà alcun effetto sulla sintesi di vitamina D).

 -L’inquinamento atmosferico (alcuni componenti dell’inquinamento atmosferico possono assorbire la radiazione ultravioletta).

Altre notizie sulla Vitamina D qui.

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Cosa fare se si rompe il preservativo

Il preservativo, croce e “delizia” di chi vuole proteggersi durante un rapporto sessuale. Usarlo aiuta, ma spesso i maschietti hanno qualche difficoltà di troppo nell’indossarlo, causandone anche la rottura. E se per caso a disposizione ce n’è solo uno… o non se ne fa più nulla o si deve rischiare. Ma il rischio spesso e volentieri è troppo alto, soprattutto in tema di malattie sessualmente trasmissibili, mentre per evitare le gravidanze si può ricorrere ad altri “metodi” pratici, che però non hanno l’efficacia e la sicurezza di un preservativo.

resizerE’ meglio osservare alcune precauzioni per evitare di rompere il preservativo, garantendo in tal modo un rapporto protetto:

- Scegliere un preservativo che si adatta alle caratteristiche anatomiche del pene. Quindi non deve essere nè di una misura troppo piccola, nè troppo grande. Come un abito, deve avere la taglia giusta.

- Bisogna conservarlo in un luogo dove non può essere soggetto a surriscaldamento: vietati quindi il cruscotto dell’auto o il portafoglio. Un errore che gli uomini commettono fin troppo spesso, soprattutto per averne sempre uno con sè. Non si sa mai, se capita all’improvviso una buona occasione…

- Non aprire l’involucro con i denti, le forbici o altri oggetti taglienti. Si potrebbe seriamente alterare il preservativo, che non va graffiato con le unghie mentre si infila. L’integrità è l’elemento principale e fondamentale.

- Mentre si infila si deve premere il serbatoio tra il pollice e l’indice per fare uscire l’aria. Le bolle, infatti, ne favoriscono la rottura.

- Usare anche un lubrificante a base d’acqua e applicarlo sul preservativo: diminuisce il rischio di lacerazione.

- Va srotolato solo quando il pene ha raggiunto l’erezione.

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Cosa fare se il profilattico si rompe?

11200aIn questo caso il rapporto non può definirsi protetto, in quanto il liquido pre-spermatico contiene dei germi a rischio contaminazione, sia per quanto riguarda eventuali malattie che per un gravidanza.

E’ consigliabile vivamente, quindi, recarsi entro 48 ore al pronto soccorso dove i sanitari somministreranno una cura preventiva per le infezioni.

Per l’Hiv è obbligatorio fare il test entro 15 giorni e ripeterlo nei tre mesi successivi per avere la certezza di non essere stati contagiati.

Diverso il discorso per la gravidanza: se si vuole evitarne una indesiderata è tassativo andare in ospedale tra le 12 e le 72 ore successive al rapporto e prendere la pillola del giorno dopo. Meglio prima che poi.

Preservativo: 10 errori da evitare

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fimATTENZIONE

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Il lavoratore, in caso di malattia, si ricordi sempre di:

  • imagesCAQ3S5TACOMUNICARE al datore di lavoro lo stato di malattia e di giustificarlo con valida certificazione medica;
  • RICHIEDERE al medico certificatore il n° di protocollo per estrapolare o consultare il certificato attraverso l’indirizzo: http://www.inps.it;
  • VERIFICARE , con la massima attenzione e precisione, la correttezza dei dati anagrafici e dell’indirizzo (residenza o reperibilità) perché la responsabilità per qualsiasi inesattezza ricade unicamente sul lavoratore;
  • FORNIRE al medico certificatore elementi aggiuntivi – che questi dovrà inserire nel campo specifico della reperibilità – quando l’indirizzo, pur corretto, non è sufficiente a consentire al medico di rintracciarvi (es. contrade molto estese, complessi con più palazzine ma con un unico numero civico, ecc.): in questi casi, è necessario specificare anche altri dettagli (numero della scala, interno, eventuale ingresso diverso dal principale, ecc.);
  • ASSICURARSI che sul citofono/cassetta delle lettere/portone/cancello sia riportato il cognome indicato nel certificato.

untitledLe fasce di reperibilità che il lavoratore deve rispettare sono:

  • per i lavoratori del SETTORE PRIVATO : dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00 ;
  • per i lavoratori del SETTORE PUBBLICO : dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 .

Infine è importante che il lavoratore sappia che, in caso di irreperibilità, per omessa, incompleta o inesatta indicazione dell’indirizzo sulla certificazione di malattia, sarà ritenuto assente ingiustificato con conseguente perdita dell’indennità secondo le disposizioni di Legge.

Il lavoratore è responsabile dei dati inesatti

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Una mozione a Mussomeli

«Ci si deve sentire male entro sera»

di Roberto Mistretta
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 laipcl10032520130215clUna mozione consiliare contro l’annunciata sospensione dei voli h 24 dell’elisoccorso nella nostra provincia a partire dal prossimo primo luglio.

Primo firmatario di tale mozione che dovrebbe essere depositata già oggi, il consigliere dell’Udc Enzo Nigrelli che ieri mattina confermava: «Il prossimo 30 giugno andrà a scadere l’attuale convenzione che prevede i voli anche in notturna nella nostra provincia, ovvero il servizio h 24.
Con la nuova convenzione invece, dalle notizie in nostro possesso, nella nostra provincia il servizio sarà assicurato h 12, ovvero fino alle 17 e quindi se qualcuno ha intenzione di stare molto male o di rimanere coinvolto in qualche grave incidente, è pregato di farlo entro tale orario, perché in caso contrario bisognerà aspettare che l’elicottero arrivi da altre provincie con tutto quel che ne consegue, sia in termini di tempo, sia in termini di efficienza, perché saranno pochissimi in tutta l’isola gli elicotteri che assicureranno il servizio h 24. Da qui la decisione di predisporre in tempi celerissimi questa mozione -continua Nigrelli- da sottoporre al Consiglio comunale e quindi da inviare a tutti gli organi competenti a partire dal commissario dell’Asp fino ad arrivare all’assessore regionale alla Sanità».

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images mtAVVISO IMPORTANTISSIMO

 

I certificati medici di malattia vanno redatti lo stesso giorno di inizio della malattia.

Tale necessità, oltre che dagli obblighi di legge, è resa necessaria dall’invio telematico obbligatorio on-line dal 01/02/2011.

In caso di assenza dal lavoro, anche come continuazione, nei giorni di chiusura dello studio medico (sabato, giorni festivi e pomeriggio dei giorni prefestivi) rivolgersi per la redazione del certificato di malattia alla Guardia Medica o eccezionalmente al Pronto Soccorso Ospedaliero.

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Prevenzione tumori cutanei visite gratuite a San Cataldo

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imagesCAFFVW0CSi terrà giovedì 6 giugno, presso il poliambulatorio della Casa di Cura “Regina Pacis” di San Cataldo, la giornata di prevenzione gratuita dei tumori cutanei.

La dottoressa Lea Margherita Torrisi, specialista in dermatologia, effettuerà visite di controllo gratuite allo scopo di rendere più efficaci le strategie di prevenzione e facilitare l’individuazione del melanoma in uno stadio iniziale attraverso un’adeguata informazione e dando la possibilità ai pazienti di effettuare screening periodici.

I fattori di rischio riconosciuti per l’insorgenza del melanoma sono molteplici (familiarità, fototipo cutaneo chiaro, presenza di un nevo congenito gigante, precedente diagnosi di melanoma, una diminuzione delle difese immunitarie) ma soprattutto l’esposizione continuata e non controllata ai raggi solari ne è una delle cause scatenanti principali. La strategia più efficace per combattere il cancro della pelle consiste nella diagnosi e nel trattamento precoce. Una lesione cancerosa può infatti svilupparsi rapidamente, magari in una parte del corpo non facilmente raggiungibile; le probabilità di guarigione sono molto elevate nel caso di diagnosi precoce per cui risulta fondamentale un controllo periodico da parte di un medico specialista.

Per prenotare la visita gratuita telefonare allo 0934-515201 dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

280_0_2255532_272178In considerazione della necessità di una diagnosi precoce di melanoma, ai fini diagnostici sono state studiate metodiche capaci di effettuare una diagnosi accurata. Nell’occasione s’impiega la videodermatoscopia che si avvale di un particolare microscopio: questo, connesso ad un video grazie una speciale telecamera, è in grado di visualizzare con grande precisione l’invisibile struttura di nei sospetti.
Le regole essenziali per riconoscere un melanoma sono l’asimmetria, i bordi irregolari e frastagliati, il colore variegato con sfumature tendenti al marrone-nero o al rosso-blu, le dimensioni maggiori di 6 mm, la modifica del neo.

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Sangue a pagamento

Vertenza con la regione dopo i tagli ai compensi. I 18 laboratori nisseni rischiano la chiusura

Da oggi analisi cliniche a pagamento

di Giuseppe Scibetta
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logoSi inasprisce sempre di più la vertenza che da mesi vede – su posizioni contrapposte – il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta assieme all’assessore regionale alla Sanità Lucia Borsellino e i titolari dei laboratori di analisi cliniche: a questi ultimi i rappresentanti del Governo isolano chiedono di ridurre i compensi loro dovuti per le prestazioni erogate, i quali però lamentano il pagamento di somme arretrate riguardanti gli anni 2011, 2012 e tutti questi mesi del 2013 e – soprattutto – ribadiscono che con i nuovi tagli che si vogliono imporre rischiano la chiusura delle loro strutture.

 
Un contrasto pesantissimo che ha portato nelle ultime settimane alla costituzione di un tavolo delle trattative e – adesso – alla minaccia di sciopero a partire già dal 1° giugno da parte dei titolari dei laboratori, i quali da lunedì assicureranno le loro prestazioni solamente agli utenti che hanno la necessità di fare le analisi cliniche e che potranno pagarsele personalmente.
 
Il dott. Giuseppe Raimondi

Il dott. Giuseppe Raimondi coordinatore provinciale del citds

«La situazione – sottolinea il dott. Giuseppe Raimondi, che è responsabile del Coordinamento per la tutela dei diritti sanitari della provincia di Caltanissetta dove sono in attività diciotto laboratori – per noi è gravissima, addirittura insostenibile perchè il Governo regionale ci vuole imporre dei tagli che arrivano al 50% delle tariffe previste sino ad ora per le prestazione effettuate che non ci consentono di recuperare nemmeno i costi di produzione e dei reagenti che utilizziamo. Un fatto questo ai limiti dell’assurdo, perchè non ci consente di andare avanti e di tenere aperte le nostre strutture. Non parliamo poi dei compensi che la Regione Siciliana dovrebbe ancora liquidare e che si riferiscono a dei residui di somme per gli anni 2011 e 2012, e – cosa ancora più gravosa – a tutti e cinque i mesi di questo anno».

«È evidente – aggiunge il dott. Raimondi, che è titolare di una moderna struttura sanitaria ubicata a San Cataldo – che in questo modo non c’è alcuna azienda o impresa che può continuare ad andare avanti, specialmente se deve provvedere a pagare i propri dipendenti, se deve pagare il materiale necessario per fare le analisi cliniche, se deve rinnovare le proprie apparecchiature e se deve provvedere a tutte le necessità esistenti in un ambulatorio sanitario. Sono crediti insostenibili per chiunque, anche per noi, che in questo modo rischiamo dapprima di licenziare i nostri collaboratori e poi di dover chiudere».
«Da qui – aggiunge – la interruzione delle trattative avviate in sede di tavolo tecnico a livello regionale e, da subito, le sospensione delle prestazioni per conto del servizio sanitario regionale, che in provincia di Caltanissetta mediamente coinvolgono un migliaio di persone al giorno. Inoltre abbiamo previsto pure una manifestazione di protesta che si terrà il prossimo 5 giugno a Palermo in piazza Ottavio Ziino davanti la sede dell’assessorato regionale alla Sanità».

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All’ospedale le prime gastroscopie e colonscopie

di Roberto Mistretta

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L'infermiere Calogero Saia e il dott. Antonino Bosco

L’infermiere Calogero Saia e il dott. Antonino Bosco

E’ pienamente operativo da lunedì il nuovo servizio di Endoscopia digestiva di cui è responsabile il dott. Antonino Bosco, professionista 57enne proveniente dal Sant’Elia, affiancato nel suo quotidiano lavoro dall’infermiere Calogero Saia.

Presso i locali ubicati al quarto piano dell’ospedale e messi a disposizione dal responsabile dell’U. O. di Medicina dott. Saverio Sciarrino, vengono eseguite sia le gastroscopie che le colonscopie, ovvero esami mirati sia ad individuare patologie già in essere, ma principalmente a prevenire patologie tumorali del colon retto.

Dopo dieci anni di battaglie sindacali da parte della Cgil insomma, l’ospedale di Mussomeli adesso è in grado di offrire un nuovo servizio alla vasta utenza del Vallone e dell’Alto Platani. Infatti, già diversi pazienti ogni giorno, provenienti anche dai paesi limitrofi dell’agrigentino e del palermitano, si sottopongono a tali esami.

Colonscopia ed EsofagoGastroDuodenoScopia

Colonscopia ed EsofagoGastroDuodenoScopia

Dice il dott. Bosco: «L’attività diagnostica è cominciata da una decina di giorni anche se è diventata pienamente operativa da questa settimana, grazie alla ferma volontà di aprire questo servizio, mostrata dal commissario prof. Virgilio e dal coordinatore sanitario dott. Elia.
Abbiamo una lista di prenotazioni con tempi di attesa non superiori a dieci giorni. Ogni giorno -continua il dott. Bosco – riusciamo ad eseguire una decina di esami ed operiamo tutti i giorni da lunedì a venerdì, di mattina, mentre il martedì proseguiamo anche di pomeriggio. Pensiamo comunque di incrementare ancora tale offerta. Mi sta molto a cuore rimarcare che l’endoscopia digestiva è l’unica maniera di prevenire efficacemente la seconda causa di mortalità per tumori, ovvero il cancro del colon retto che si può prevenire grazie alla colonscopia, che andrebbe eseguita in tutti i pazienti che hanno superato i 50 anni di età. Grazie al protocollo messo a punto dalla nostra Asp, un primo esame da effettuare è la ricerca del sangue occulto nelle feci nella fascia compresa tra i 50 e i 70 anni. Ricordo che comunque, al di là di tale fascia d’età, è buona norma in tutti quei pazienti che hanno fenomeni di sanguinamento, fare sempre una colonscopia anche se tale fonte di sanguinamento potrebbe essere provocata da emorroidi o ragade».

Aggiunge l’infermiere Calogero Saia:

«I pazienti che intendono sottoporsi a tali visite diagnostiche, possono prenotare telefonando allo 0934962371, oppure allo 0934962262, o tramite centralino chiedere direttamente del dott. Bosco».

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Mobilitazione per soccorrere una bimba di 9 mesi

Arresto cardiocircolatorio. La salva il defibrillatore

di Roberto Mistretta
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33447_57_1Bimba di nove mesi salvata grazie alla prontezza dei familiari che hanno allertato i servizi di soccorso sanitario e in particolare dei carabinieri che hanno messo l’auto di servizio a disposizione del personale sanitario dell’elisoccorso che ha defibrillato la bambina riuscendo a rianimarla. Ed ovviamente anche grazie alla competenza e prontezza degli operatori sanitari.

Tanta paura insomma nel primo pomeriggio di venerdì a Sutera dove, attorno alle 14, come dicevamo, una lattante di appena nove mesi è andata incontro ad un arresto cardio-circolatorio che ha gettato nel panico i genitori. La piccolina all’improvviso non dava più segni di vita ed a nulla erano valsi i tentativi di rianimarla, mentre già il colorito roseo della pelle andava verso il violaceo (in medicina tale colorito provocato dalla carenza di ossigeno nei tessuti si chiama cianosi).

imagesCA7QK3PGScattato l’allarme, dal Presidio Territoriale d’Emergenza di Milena è partita un’ambulanza mentre dal cielo è atterrato l’elicottero del 118 nei pressi di Sutera. Piuttosto che attendere tuttavia l’arrivo dell’ambulanza da Milena per condurre gli operatori sanitari in casa della bimba, (come è noto in questi terribili momenti i secondi sono essenziali e spesso la tempestività dei soccorsi segna il confine tra vita e morte), i carabinieri si sono improvvisati soccorritori a loro volta e quindi hanno adoperato l’auto di servizio come mezzo sanitario. In pratica hanno fatto salire a bordo della loro auto di pattuglia, i soccorritori atterrati con l’elicottero i quali, muniti di defibrillatore, sono stati portati a sirene spiegate nel centro storico di Sutera dove vive la famiglia della bimba, in un zona difficilmente individuabile e raggiungibile per chi non è pratico di quelle strette viuzze.
La piccolina che ormai era completamente esamine, è stata quindi sottoposta a defibrillazione, e una volta stabilizzata a bordo dell’elisoccorso è stata trasportata presso l’ospedale Sant’Elia.

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imagesCA7X3NHTPubblicato il 15° rapporto Espad-Italia del Cnr di Pisa. Sono ormai circa 550mila i giovani studenti consumatori di cannabis. Ma preoccupa l’incremento, anche se modesto, degli oppiacei. Ne fa uso l’1,3% degli studenti. Stabile la cocaina che interessa comunque il 2,7% dei ragazzi.

Droga. Cnr: “Uno studente su 4 fuma cannabis. Ma in 30mila usano eroina e in 60mila cocaina”

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imagesCAF0L7I7Non è ancora un vero e proprio allarme, ma sicuramente un dato preoccupante: secondo i dati di Espad-Italia (European school survey on alcohol and other drugs), quella del consumo di droghe – non solo leggere – negli adolescenti italiani è una pratica in aumento. Siamo al di sopra della media europea, anche se ben lontani dagli eccessi di alcuni paesi, come la Francia. I dati 2012 parlano di oltre 500mila studenti delle scuole medie superiori che hanno consumato cannabis, poco più di 60mila cocaina e 30mila oppiacei, su una popolazione scolastica pari a 2,5 milioni di ragazzi. Ci sono poi i consumatori di allucinogeni e stimolanti: circa 60mila per ciascuna categoria di sostanze. A dirlo, è la 15esima edizione dello studio sulla popolazione studentesca, realizzato per il nostro paese dal Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr). L’indagine ha coinvolto 45.000 studenti delle scuole medie superiori e 516 istituti scolastici di tutta la penisola.

“Il nuovo studio attesta una generale tendenza alla stabilizzazione nel numero di consumatori per tutte le sostanze; tuttavia, si osservano alcuni interessanti incrementi”, dichiara la responsabile dello studio, Sabrina Molinaro dell’Ifc-Cnr.

imagesCA81SXAO “I dati parlano innanzitutto di un aumento del consumo di cannabis: nel 2012 dichiarano di averne fatto uso almeno una volta nella vita e negli ultimi dodici mesi rispettivamente il 28,1% e 22,1% del campione, contro il 27,5% e 21,5% rilevati nel 2011. Il dato nell’ultimo anno pone l’Italia cinque punti sopra il 17% di media europea, seppur lontanissima dal 42% della Repubblica Ceca e dal 39% della Francia. I ragazzi sono più coinvolti delle coetanee (27% contro 17%) e l’assunzione è avvenuta venti o più volte nell’ultimo anno per il 31% dei consumatori e il 16% delle consumatrici. L’età media del primo contatto è 15 anni”.

untitledMa ad aumentare non è solo il consumo di droghe leggere, purtroppo. L’eroina, sostanza in flessione rispetto al decennio scorso, segnala una lieve ripresa nell’ultimo anno: dall’1,2% nel 2011 all’1,3% (2% tra i maschi, 0,6% tra le ragazze) e anche tra gli assuntori frequenti (10 o più eventi nell’ultimo mese) si passa dallo 0,5% allo 0,6%. La cocaina è stata assunta nell’ultimo anno dal 2,7% degli intervistati (dato uguale al 2011), in maggioranza ragazzi (3,8% contro 1,6%); si attesta sullo 0,7% la quota di chi la assume regolarmente. Relativamente alle sostanze allucinogene (LSD, ketamina e funghi) il 2,5% dei giovani intervistati ammette l’uso nell’ultimo anno, ma tra i diciannovenni la quota arriva al 3,8%, e l’1,5% nell’ultimo mese.
Aumenta poi anche l’assunzione di stimolanti: 3,8% nella vita e 2,6% nell’ultimo anno, contro 3,6% e 2,4% della precedente rilevazione, con un picco (consumi ultimo anno) del 4% tra i 19enni. Anche in questo caso, come avviene in genere, i maschi sono più attratti rispetto alle ragazze (3,6% contro 1,6%), in particolare da amfetamine ed ecstasy.

alcool-biere-celebration-socialeAltro discorso quello dell’alcool, in cui a preoccupare non è tanto il consumo quotidiano (seppure alto), ma quello della sempre maggiore tendenza degli adolescenti al binge drinking, ovvero il consumo di cinque o più bevande alcoliche nella stessa serata. “Per le sostanze alcoliche si registra un primato tutto italiano: nel 2012 il consumo nella vita interessa l’88,6% del campione, quello nell’ultimo anno l’81,1% e il 64,7% degli intervistati ha bevuto nell’ultimo mese”, prosegue la ricercatrice.

“Un dato che ha origini culturali e non evidenzia particolari comportamenti a rischio, ma va sommato a quello preoccupante del ‘binge drinking’ praticato dal 35,1% degli studenti, tra i quali il 60% dei maschi e il 68% delle femmine riferisce uno o due episodi al mese e più di un quinto da tre a cinque volte”. Il dato sull’ubriacatura resta comunque inferiore a quello della media europea.

311809_461036757250152_1777270315_nNegli ultimi anni, inoltre, dilaga il consumo delle cosiddette bevande energetiche, che si attesta al 41% del campione. “Nonostante siano analcoliche, queste bevande contengono sostanze stimolanti che spesso si abbinano all’abuso di alcol”, osserva Molinaro. “Gli utilizzatori di queste bevande si ubriacano più del doppio rispetto a chi non le beve: il 40,5% almeno una volta nell’anno (contro il 19%), il 54,3% nell’ultimo mese (contro il 28%)”. Il 15,4%, infine, dichiara di aver assunto psicofarmaci senza prescrizione, mentre oltre il 52% degli studenti a cui sono stati prescritti ha continuato ad assumerne senza controllo medico. I più diffusi sono i farmaci per dormire e per le diete.

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