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Archivio per la categoria ‘Notizie da altre città’

Annegati in un bevaio di Mussomeli tre gattini appena nati

2012-04-08-12_16_52di Roberto Mistretta

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Tre gattini appena nati, crudelmente annegati dentro l’abbeveratoio di Piazzale Annivina. A fare la scoperta alcuni giorni addietro è stato Vincenzo Ricotta, coordinatore Rmi al Comune e che da mesi si prende cura dello storico abbeveratoio che sorge nella zona a sud del centro abitato, un pregiato biglietto da visita architettonico per quanti passano da lì per recarsi in pellegrinaggio al santuario della Madonna dei Miracoli.
Senonché quell’antico bevaio, valorizzato da un’artistica fonte scolpita in pietra, da decenni è diventato luogo privilegiato per il lavaggio fai da te delle auto e quant’altro, nonostante nel merito sia stata emanata apposita ordinanza di divieto.
Ieri mattina quindi, Vincenzo Ricotta s’è recato come è solito fare ogni dieci giorni circa, presso l’abbeveratoio per ripulirlo dalle alghe che spontaneamente si formano.

20130407_13121_20130406_gattini_mortiMa ha trovato uno spettacolo indecoroso e non ha evitare uno sfogo: «Nei giorni scorsi, avevamo appena ripulito l’abbeveratoio che sembrava uno specchio, ma già nella stessa giornata, qualcuno privo di scrupoli vi ha gettato dentro una busta di plastica contenente tre gattini vivi che quindi sono morti annegati. Un gesto che si commenta da solo.

Sia come sia, l’abbeveratoio però si presentava come è giusto che sia, ben tenuto e sistemato. Stamattina quindi (ieri per chi legge n. d. r). sono tornato per la pulizia ordinaria ma mi sono demoralizzato. Ho trovato buttato di tutto anche dentro l’acqua.

abbeveratoioPerfino bottiglie di plastica di shampoo per auto utilizzato per lavare le autovetture, e quindi contenitori d’olio per auto, lattine di ogni tipo e sporcizia varia. Come si può continuare a pulire un pezzo della nostra Mussomeli se poi c’è gente incivile che nessuno controlla. Stamattina quindi mi sono rifiutato di pulire l’abbeveratoio perché è tempo perso. Fintanto che non saranno attivati i necessari controlli, il nostro lavoro viene vanificato dall’inciviltà che ci circonda. Ho deciso quindi di autodenunciare la mancata pulizia dell’abbeveratoio, anche per sensibilizzare chi di competenza al rispetto del nostro ambiente».
Ci siamo quindi recati sul posto e in effetti Vincenzo Ricotta non aveva esagerato. Un giovane che nei pressi possiede un appezzamento di terra ci ha detto: «La gente butta lì l’immondizia perché hanno spostato il cassonetto dei rifiuti». Il cassonetto, infatti, che stonava non poco accanto all’antico bevaio, è stato spostato di appena una decina di metri. Il problema quindi è di ben altra natura, ma basterebbe qualche multa a chi non osserva le ordinanze sindacali per scoraggiare gli sporcaccioni che non rispettano le basilari regole del vivere civile.

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Preghiera

Ci segnala Alessandro Pagano

Preghiera urgente di Fra Paolo M. Cellini Totus Tuus ego sum!

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Fratelli e sorelle, ci è stato inviato questo messaggio urgente con preghiera di ritrasmetterlo a quante più persone possiamo. Grazie !
Messaggio ricevuto dal Superiore Provinciale dei Francescano OFM (Ordine Frati Minori) dell’India:

untitled«Pregate per le Chiesa dell’India. Degli estremisti buddisti India hanno dato fuoco a 20 chiese nella notte scorsa. Hanno in programma di distruggere questo pomeriggio altre 200 chiese nella provincia di Olisabang.
Vogliono uccidere 200 missionari >nelle prossime 24 ore. Tutti i cristiani si stanno nascondendo nei
villaggi. Pregate per loro e inviate questa mail a tutti i cristiani che conoscete. Chiedete a Dio di avere pietà dei nostri fratelli e sorelle dell’India”.
Quando riceverete questo messaggio, vi prego di inviarlo urgentemente ad altre persone. Pregate per loro il nostro Signore onnipotente e vittorioso.

Affettuosamente, Gonzalo Duarte G.,
SS.CC. Vescovo di Valparaiso

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Campionati nazionali di rugby per le scuole

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Durante lo scorso fine settimana il centro di preparazione Olimpica “Giulio Onesti” di Roma ha ospitato la fase finale del Progetto Scuola della Federazione Italiana Rugby, Caltanissetta è stata rappresentata dalle scuole “Lombardo Radice”, Martin Luther King” e “Pietro Leone”.
Il risultato tecnico di maggiore spessore è stato ottenuto dalla Pietro Leone che ha conquistato il terzo posto nella categoria Under 14; la squadra è stata allenata dai docenti Michele D’Oro e Sergio Marchese. Buoni risultati anche dalla Under 12 della Martin Luther King; la squadra è stata diretta da Angelo Amico e Mirella Vitale; e dal Circolo didattico Lombardo Radice guidato dal tecnico Manuel D’Oro e dall’ins. Eliana Vicari.

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Docenti, tecnici e tutti gli alunni presenti alla manifestazione di roma

Docenti, tecnici e tutti gli alunni presenti alla manifestazione di Roma

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Questi i nominativi dei partecipanti alle varie fasi:

CIRCOLO DIDATTICO LOMBARDO RADICE: Andaloro Michele, Basile Francesco, Basile Samuele, Bonsignore Luca, Di Fazio Dario, Di Giugno Francesco, Fiorello Giuseppe, Fessioui Hamid, Giordano Luigi, Guarnaccia Mirko, Pagliaro Andrea, Perrone Vincenzo, Petrantoni Giuseppe, Sardo Andrea, Sardo Calogero, Sardo Salvatore, Severino Cristian, Ventura Mattia, Zehaf Amhed.

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE MARTIN LUTHER KING: Di Pietra Emanuele, Giammusso Daniele, Dominici Giulio, Farchica Francesco, Giarratana Sandro, Giordano Dennys, Lombardo Filippo, Passaro Luigi, Salvaggio Giulia, Sanguine’ Kevin, Santoro Michele, Scarfia Mattia, Spano’ Simone, omasella Emanuele.

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE PIETRO LEONE: Cali’ Jody, Cali’ Martin, Cali’ Pio, Caro’ Michele, Cannarozzo Salvatore, Culmone Carmelo, Gheorghinca Claudio, Giannone Salvatore, Halabi Zouhair, Lachina Marcello, Lauricella Claudio, Lombardo Luigi, Marchese Emanuele, Micciche’ Giuseppe, Nicosia Giovanni, Oliveri Simone, Pagliaro Thomas, Pernaci Dylan, Polizzi Davide, Russo Salvatore, Senna Mohamed, Sorce Giovanni, Vicari Luigi, Zarfaoui Achraf, Zimarmani Gabriele.

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Due famiglie donano i defibrillatori ad altrettante scuole di Sommatino

di Carmelo Sciangula

L´assessore Liborio Cravotta

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Arrivano i defibrillatori a scuola. Due famiglie sommatinesi, che vogliono restare nell’anonimato, hanno donato due defibrillatori all’istituto comprensivo Nino Di Maria. «La scuola abbraccia idealmente tutti coloro che con queste belle iniziative – ha sottolineato il preside prof. Mario Cassetti – fanno crescere la cultura della sicurezza e della prevenzione. È una cosa importantissima, e ne siamo davvero grati».
«Un grazie alla due famiglie che hanno donato i due defibrillatori, un grande gesto di solidarietà al quale nessuno di noi deve rimanere indifferente. Credo che questo sia davvero un gesto molto bello – aggiunge l’assessore comunale alla pubblica istruzione Liborio Cravotta – perché bisogna potenziare la presenza dei defibrillatori anche in tutte le palestre e gli impianti sportivi dove ora sono obbligatori per legge.
Insomma, credo che sia compito delle istituzioni, ma anche delle associazioni fare il possibile per cercare di promuovere la sicurezza e la prevenzione. Speriamo che questa iniziativa sia destinata a crescere negli anni a venire e che altre famiglie e associazioni facciano la stessa cosa, magari per altrettante realtà che sono nel nostro territorio. I defibrillatori – ha concluso l’assessore – sono fondamentali per salvare delle vite umane».

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Defibrillatore in Municipio Sommatino donato dal Rotary

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Un defibrillatore semiautomatico da ieri è disponibile presso il palazzo municipale di Sommatino grazie all’intervento del Rotary Club Valle del Salso, presieduto da Giuseppe D’Antona.
Il Club service – che opera anche nei comuni limitrofi di Delia, Riesi e Mazzarino – ha donato al Comune lo strumento salvavita nel corso di una cerimonia svoltasi presso la sala consiliare alla presenza del sindaco Crispino Sanfilippo, del presidente del Consiglio comunale Salvatore Letizia, degli assessori Liborio Cravotta, Anna Noto e Calogero Cellauro.
La cerimonia si è svolta a conclusione di un corso di formazione Blsd (Basic Life Support – Defibrillation) cioè sulle manovre da compiere per intervenire in caso di arresto cardiaco improvviso curato dalla Croce Rossa Italiana. Il corso è stato diretto dalla dott. Francesca Pepe e tenuto dall’istruttore Emanuele Sciortino e da Francesco Geraci (delegato ai
rapporti istituzionali della Cri locale).
Dirigenti del Rotary Valle del Salso e amministratori comunali di Sommatino

Dirigenti del Rotary Valle del Salso e amministratori comunali di Sommatino

Vi hanno partecipato Angela Rita Saccomando, Rita Flavia Sanfilippo, Ignazio Vela, Luigina Cocita, Calogero Bennici e Salvatore Giuseppe Ferrara (dipendenti comunali) e i rotariani Luigi Messina, Luigi Galante e Valerio Cimino.
Il sindaco Crispino Sanfilippo ha ringraziato il Rotary per l’impegno sociale che esprime nel territorio e ha ricordato le numerose iniziative svolte in collaborazione.

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LA COMMISSIONE CONSILIARE FISSA LE REGOLE PER PREMIARE CHI DIFFERENZIA

di c. l.)

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imagesCADPEOSVL’istituzione della premialità per la raccolta differenziata, nella quale sono i cittadini a conferire i rifiuti differenziati all’interno dello stesso centro di raccolta di contrada Mintina, rappresenta un punto qualificante per un progetto innovativo destinato a far lievitare la percentuale della differenziata in ambito locale.
Il capogruppo consiliare di Generazione Democratica Graziano Cipollina ha sottolineato: «La raccolta differenziata dei rifiuti, recentemente avviata presso il Centro di contrada Mintina, ci ha restituito in pochi giorni ottimi risultati e
numerosi apprezzamenti. Registriamo infatti ad oggi, grazie alla determinazione dell’assessore Valenti, l’iscrizione di oltre trecento cittadini serradifalchesi. A questo punto – ha proseguito – testato il funzionamento del servizio e valutato l’immediato riscontro da parte dell’utenza, riteniamo necessario procedere celermente con la modifica del regolamento comunale relativo alla tassa sui rifiuti».

imagesCAVY9IMYSecondo Cipollina «Questo passaggio è fondamentale per mettere delle regole certe sul funzionamento del servizio, per chiarire il metodo di calcolo delle deduzioni sul costo della bolletta e per accrescere ancor più l’entusiasmo attorno a questa iniziativa».

Infine, Cipollina ha confermato che a giorni si riunirà la Commissione Consiliare della quale fa parte anche lui, per studiare e definire in particolare il sistema di premialità per l’utenza che dovrà poi essere approvato in consiglio. «Il nuovo regolamento – ha concluso – avrà validità retroattiva nel rispetto di quei cittadini che si sono già iscritti al Centro di raccolta».

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Il questore Nicastro: «Molti episodi di malavita legati alla disperazione»

«Rubano anche alimenti»

di Lino Lacagnina
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Da sinistra il «vicario» Giuseppe Acciaio, il questore Filippo Milazzo e il capo di gabinetto Alessandro Milazzo

Da sinistra il «vicario» Giuseppe Acciaio, il questore Filippo Milazzo e il capo di gabinetto Alessandro Milazzo

Per la celebrazione a Caltanissetta del 161° anniversario della fondazione della Polizia, la circolare del nuovo premier Enrico Letta ha disposto una ferrea spending-review sui festeggiamenti celebrativi di tutte le forze dell’ordine e dei corpi militari.

Il questore Filippo Nicastro ha detto: “Lo slogan di quest’anno è “C’è più sicurezza insieme”, in linea con il video diffuso dal Dipartimento della Polizia di Stato che mostra immagini (in bianco e nero) di persone che non vedono, non sentono e non parlano seppur spettatori di eventi delittuosi, e le stesse (stavolta con immagini a colori) che si liberano dalla paura e si mettono in contatto, collaborando, con le forze di polizia.

Esaminando poi i “numeri” dell’attività svolta dalla Questura nissena in tutto il territorio provinciale dal 1° maggio 2012 al 30 aprile scorso, il questore Nicastro ha posto l’accento su due tipi di reato: i furti negli appartamenti e lo spaccio di sostanze stupefacenti. “Per quanto riguarda il saccheggio degli appartamenti – ha aggiunto – in molti casi si tratta di “furti della disperazione”, perché abbiamo rilevato che non sono stati portati via gioielli (forse perché sono più facilmente rintracciabili da chi svolge le indagini), ma alimenti e oggetti di arredo per la casa, anche piccoli utensili. Questo ci fa ritenere che in taluni casi a intrufolarsi nelle abitazioni altrui sono persone, anche incensurate, spinte dallo stato di necessità, che in ogni caso non rappresenta una giustificazione, ma che ci fa toccare con mano il difficile momento che il Paese sta attraversando”.

Sul fronte del contrasto allo spaccio di droga, Nicastro ha aggiunto: “Per noi il bilancio è soddisfacente, visto che abbiamo arrestato 68 persone, 17 in più rispetto all’anno precedente. Ma questo conferma che l’attività di spaccio è in aumento, e questa è una grave piaga sociale. È aumentato pure il quantitativo di droga sequestrata (l’hashish da 6,8 kg a 8,2 kg, la marijuana da 10 kg a quasi 65 kg) il che ci deve stimolare sempre di più a contrastare e prevenire il fenomeno”.
Infine sul fenomeno-stalking, il questore ha detto: “Gli ammonimenti nei confronti di chi commette questo odioso reato stanno mettendo in guardia chi li commette perché sanno che, se colti sul fatto ancora una volta, finiscono in carcere”.

il personale premiato con attestati di benemerenza

il personale premiato con attestati di benemerenza

Tutto in meno di venti minuti, in una stanza (quella dedicata a Emanuela Loi, vittima della strage di via D’Amelio nel 1992) in cui c’erano soltanto poliziotti e appena qualche familiare. Così è stata celebrata nella Questura di Caltanissetta la “festa” della Polizia. Una cerimonia sobria, come disposto dal capo del governo Enrico Letta e come preannunciato venerdì dal questore Filippo Nicastro, in ossequio alla spending review.

Nella sala conferenze della Questura c’è stato soltanto spazio per la lettura dei messaggi istituzionali (del Capo dello Stato, del presidente del Consiglio dei ministri, del ministro dell’Interno, del responsabile “vicario” nazionale della Polizia di Stato), seguiti dal discorso “a braccio” pronunciato dal questore Filippo Nicastro e dalla consegna delle “lodi” a quindici poliziotti distintisi nell’espletamento del servizio.

Il sindaco Campisi, il prefetto Valenti e il questore Nicastro hanno posato una corona d'alloro davanti il monumento che ricorda tutti i Caduti della Polizia

Il sindaco Campisi, il prefetto Valenti e il questore Nicastro hanno posato una corona d’alloro davanti il monumento che ricorda tutti i Caduti della Polizia

Ma un’ora prima, lo stesso dott. Nicastro, affiancato dal prefetto Carmine Valente e da sindaco di Caltanissetta Michele Campisi, aveva deposto una corona di alloro ai piedi del monumento ai Caduti della Polizia posto nello slargo antistante la Questura intitolato a Salvatore Falzone e Michele Pilato, poliziotti morti nel 2004.
Tornando alla cerimonia tenuta all’interno della Questura (senza autorità, senza magistrati, ma soltanto con un numero ristretto di addetti ai lavori) il questore Nicastro ha esortato i poliziotti a continuare a svolgere il loro lavoro con ancora maggiore attenzione “perché – ha detto – in questo momento in cui esplodono conflitti sociali e familiari causati anche dal disagio economico in cui vive una parte sempre maggiore della popolazione, dobbiamo sapere gestire ogni vicenda con estrema professionalità”.

E dicendo questo, Nicastro ha ricordato la situazione che si sta vivendo a Niscemi per la protesta dei “No Muos” che contestano all’esterno della base americana. “Nei mesi che sono trascorsi – ha ricordato – abbiamo controllato bene la situazione, senza colpi di manganello. Al di là delle speculazioni, nessuno può affermare di essere stato colpito dalle manganellate dei nostri agenti. Noi dobbiamo consentire e garantire la protesta, ma dobbiamo essere pronti ad intervenire quando questa travalica i confini della civiltà e della legalità”. Il questore, nel confermare l’attenzione sul fenomeno dei furti in appartamento e degli scippi alle persone anziane (“Mio padre – ha ricordato – mi diceva sempre: pensa ad arrestare i mafiosi ma soprattutto a evitare che un anziano venga scippato della pensione appena riscossa”) ha poi esortato i poliziotti a vigilare con grande attenzione su altre due “piaghe” sociali di grande attualità, quali lo spaccio di sostanze stupefacenti e le violenze sulle donne.

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- Guida intima ai monumenti umani -

Le trattorie d’a Vuccuria

di Alli Traina

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Il padre di Rocky, Benedetto Basile, ha aperto nel 1968 la trattoria Shangai, pittoresca terrazza che si affaccia direttamente su piazza Caracciolo. Vi si accede da vicolo Mezzani (il nome ricorda che vi avevano sede gli antichi mediatori specializzati nella vendita di vestiti usati), dove un piccolo inìgresso e una stretta scala colorata conducono direttttamente al cuore della famiglia.

Da questa terrazza Renato Guttuso amava osservare il mercato e una foto del pittore è appesa alla parete, sopra il tavolo degli antipasti, insieme a quelle di Carmelo Bene, Jim Belushi, Gerladine Chaplin e tanti atri artisti ritratti accanto a Benedetto, noto come “il ristoratore-poeta naif”. Si tratta di un poliedrico e affascinabte poeta inedito per suo volere, attore e viaggiatore… Narra di un viaggio in una Cina genuina della prima metà del Novecento, le cui immagini sono dipinte e già sbiadite sulle pareti della trattoria. Quel viaggio ha dato il suo nome al locale che volle chiamare Shangai. Adesso Benedetto ha lasciato la gestione ai figli e ai nipoti… Per tutta lafamiglia Basile vale il motto che Rocky (il nipote) ripete divertito: “Viva Palermo, viva Santa Rusulìa e viva la Vuccirìa!”

Un’altra trattoria che svela l’identità più vivace della zona è la Vecchia Trattoria da Totò, al numero 5 di via Coltellieri. I proprietari, oggi, sono Enzo e suo figlio Giuseppe. La storia di Enzo è tutta dipinta nel suo volto e sulle pareti del suo locale. Un passato da emigrante in Germania, Francia e America gli ha lasciato un viso solcato da rughe e occhi azzurri che sembrano guardare un poco oltre. Alle pareti, foto dei suoi anni all’estero e dei tanti amici lasciati per strada, Un’anima e un’identità fortemente radicate nelle tradizioni e nella vita di quartiere, che si percepiscono in ogni gesto: mentre si aggira per la cucina dove la moglie Anna prepara piatti tipici siciliani e gustose pietanze a base di pesce o mentre mostra con semplicità uno splendido quadro che lo ritrae, dipinto su un cartone del celebre Croce Taravella o una caricatura del nonno Totò realizzata nel 1973 dall’attore Alberto Sorrentino. Poi le immncabili foto con i personaggi famosi, quelli che dal Teatro Biondo venivano direttamente alla Vuccirìa per rilassarsi, mangiare e soprattutto stringere amicizie durature, ieri come oggi: da Mina a Zingaretti, da Branduardi alla Cucinotta. Pranzare da Enzo è un’esperienza unica, visto che molto spesso il proprietario allieta i suoi ospiti con canti di musica popolare napoletana, suoni di tamburi e soprattutto con personalissimi giochi di magia, imparati durante il periodo passato a Francoforte. E’ normale vderlo girare di tavolo in tavolo, col sorriso fiero da bambino, mentre si esibisce in uno dei suoi giochi impossibili da indovinare, a suo dire.

Infine la zia Pina è uno dei tanti componenti di una grande famiglia che gestisce una trattoria in via dei Cassàri, quella che da piazza Garraffello conduce alla Cala. Trattoria rigorosamente senza nome e senza insegna, tanto che molti la chiamano con altri nomi, come “la zia”, “lo zio Federico”, “lo zio”, “la signora”. Il fatto è che smbra proprio di stare a cena nella casa di una famiglia, dove mamme, cugine e sorelle preparano il pranzo tutte insieme e lavano pure i piatti, e dove l’atteggiamento rude ma confidenziale dei proprietari rivelal’ospitalità tipica dei palermitani. Per questo non c’è bisogno di insegna, né di menù né di nessun altro orpello di locali: tu arrivi, scegli il pesce esposto su un lungo tavolo all’interno o ai tavoli sistemati all’aperto, aspettando che qualcuno si avvicini per elencarti i condimenti della pasta del giorno. Da qualche anno gli avventori del locale contribuiscono a creare un’atmosfera multiforme e variegata: gente del quartiere e studenti squattrinati siedono accanto ai migliori esponenti della cultura palermitana che quando hanno qualche ospite da ammaliare con il folclore siciliano, quello genuino e non turistico, lo portano a pranzo “dalla zia”.

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Per l’Asp in malattia ma era in Colombia, sospeso lo stipendio al medico-violento

da redazione
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Gela. Oltre al reato di violenza sessuale, lesioni e detenzione di droga dovrà rispondere di truffa Paolo Lizzadro, il medico di 52 anni in carcere a Civitavecchia dopo il suo rientro dalla Colombia.

A denunciarlo è stata una dipendente dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela, vittima di abusi e minacce da parte di Lizzadro, conosciuto quando lavorava al reparto di Pronto soccorso.

Alcuni giorni fa l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento ha aperto anche un procedimento disciplinare nei confronti di Lizzardo. Era in servizio da pochi mesi al Pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio. Grazie anche alla ricostruzione effettuata dal commissariato di polizia è stato possibile accertare che il medico si era assentato dal posto di lavoro dal 14 al 23 marzo presentando un certificato medico. Poi ha chiesto la prosecuzione del congedo straordinario per malattia fino al 5 aprile. Peccato che si trovasse in vacanza al mare in Colombia anziché in convalescenza. La direzione dell’Asp gli ha già sospeso lo stipendio dalla data del mancato rientro.

La polizia lo ha atteso all’aeroporto Fiumicino per ammanettarlo. La settimana scorsa è stato arrestato dalla polizia di frontiera in esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Gela su richiesta del sostituto procuratore Elisa Calanducci.

Lizzadro aveva stretto una relazione andata avanti per un po’ di tempo. Le cose non sono però andate per il verso giusto per il comportamento sopra le righe e sempre più violento del medico. Dopo aver troncato la relazione era però tornato a insidiare la sua ex donna. Con la scusa di volersi riappacificare, pur essendo già stato trasferito dall’ospedale di Gela a quello di Agrigento, ha tentato un nuovo rapporto. Ma una volta ospitato a casa della vittima ha usato violenza, arrivando al punto di picchiarla. Lizzadro l’avrebbe anche minacciata di ucciderla se avesse raccontato tutto a qualcuno. Anche dopo gli episodi di violenza il medico avrebbe continuato a molestarla con continui messaggi sul telefonino e telefonate minacciose. Poi la vacanza in Colombia mentre la polizia acquisiva ulteriori informazioni sul suo conto. Il 13 aprile l’ordinanza del Gip in attesa del suo rientro dalla Colombia.

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«Nella mia vita ho solo lavorato»

di Vincenzo Pane
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alosardoIo non sono né don Angelo né u zi Angelo, io sono Angelo Losardo. Nella mia vita ho fatto solo una cosa: lavorare. La mia giornata lavorativa era di 15 ore e tutto quello che ho messo insieme è frutto delle mie fatiche e dei sacrifici miei, di mia moglie e dei miei figli.

Sono parole che l’imprenditore agricolo di Bompensiere e presunto affiliato a Cosa Nostra Angelo Losardo (59 anni) ha pronunciato ieri davanti alla sezione Misure di prevenzione del Tribunale (presidente Antonio Balsamo, giudici a latere Claudia Rossella Ferlito e Janos Barlotti) nel procedimento relativo al sequestro dei suoi beni, stimati in 2 milioni e mezzo di euro e, secondo le indagini della Procura e della Dia nissena, “viziati” da una sospetta provenienza mafiosa. Ad assisterlo è l’avvocato Danilo Tipo.

Io non ho mai chiesto nulla di illecito – è stata la difesa di Losardo – tutto è frutto del mio lavoro. Persino la casa mi hanno sequestrato, quella casa che è frutto di sudore e sangue mio e della mia famiglia. Io non accetto queste accuse, perché non ho fatto mai del male a nessuno, nemmeno ad una mosca. Gli unici ad aiutarmi sono stati i miei figli, studiavano sempre e quando finiva la scuola si andavano a cercare il lavoro per dare il loro contributo. Io fin da giovane lavoravo tutta la mattina, ed alle due andavo a pascolare, mentre i miei amici andavano al bar.

Seduta tra il pubblico, la moglie di Losardo, appena il marito ha pronunciato quest’ultima frase, ha detto a voce leggermente alta: «Sempre, pure a Natale ed a Pasqua».
Ultimate le dichiarazioni spontanee il Tribunale ha rinviato il procedimento a metà luglio; secondo l’accusa Losardo avrebbe prosperato grazie alla sua presunta appartenenza a Cosa Nostra, visto che la mafia avrebbe fatto in modo di favorirlo convincendo i commercianti a rivolgersi alla sua azienda agricola. Losardo è stato condannato in primo grado ad 8 anni per associazione mafiosa nel processo “Grande Vallone”, sentenza non definitiva che pende in appello.

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Nella sfida di Sutera tra due ex sindaci caccia all’ultimo voto

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zzTutto pronto a Sutera per le prossime elezioni amministrative che porteranno ad avere comunque un sindaco diverso dall’attuale.

Gero Difrancesco lascia la vita politica dopo gli ultimi 10 anni passati come primo cittadino di Sutera. A succedergli non sarà un volto nuovo, ma uno tra l’avvocato Marco Carruba e il dott. Giuseppe Grizzanti, che hanno già ricoperto nel passato la carica di sindaco.

Marco Carruba, 52 anni, è stato candidato a sindaco nell’ultima tornata elettorale, ma perse le elezioni per soli 3 voti, poi definiti a 7 dal Tar, mentre Giuseppe Grizzanti, 59 anni, è l’attuale presidente del Consiglio.

Poco più di 1.300 elettori decideranno quale figura siederà sullo scranno più alto della cittadina suterese e quali dei 24 candidati al consiglio comunale occuperanno i 12 posti, 7 per la maggioranza e 5 per la minoranza.

Oltre ai candidati a sindaco, sono state presentate le due liste che appoggeranno Carruba e Grizzanti: la lista “Suteresi non fatevi rubare la speranza – Marco Carruba Sindaco”, collegata proprio all’avv. Marco Carruba, e la lista “Sutera Unita” collegata al dott. Giuseppe Grizzanti.

SuteraI candidati per ogni singola lista sono dodici.

I candidati nella lista che appoggia Marco Carruba sono: Carruba Calogero, 37 anni; Di Carlo Giuseppe (detto Peppino), 41 anni; Dilena Graziella, 37 anni; Diprima Santo, 20 anni; Mattina Carmelo 22 anni; Mingoia Antonino (detto Nino), 53 anni; Modica Salvatore, 44 anni; Padalino Pamela, 20 anni; Salamone Daniela, 27 anni; Salinitro Carmelo, 56 anni; Schillaci Angela, 35 anni; Zucchetto Calogero (detto Caliddu), 74 anni. L’età media della lista “Carruba” è di 38,8 con all’interno il candidato più giovane di tutti, Pamela Padalino di 20 anni e il candidato meno giovane dei 24, “Caliddu” Zucchetto che con i suoi 74 anni rappresenta la chioccia di tutti i concorrenti.

Questa la lista “Sutera Unita”: Alongi Pietro, 30 anni; Salvatore Consiglio 40 anni, Difrancesco Giacoma 29 anni; Difrancesco Giovanna Angela detta Giovannella 43 anni; Ippolito Antonino 52 anni; Landro Paolino Giuseppe detto Pino 56 anni; Malta Onofria Marina detta Nuccia 22 anni; Mantione Paolino, 41 anni; Montalto Monella Marisa, 27 anni; Pardi Antonino Giuseppe, 45 anni; Tona CarmeloOnofrio, 34 anni; Vitellaro Salvatore, 41 anni. Leggermente più bassa l’età media della “lista Grizzanti” con 38,3. Designati anche gli assessori: per la lista “Carruba”, Daniela Salamone e Carmelo Mattina, mentre la lista “Grizzanti” ha designato tutti e 4 gli assessori: Pietro Alongi, Pino Landro, Marisa Montalto Monella e Nino Pardi.

Le elezioni si svolgeranno il 9 e 10 giugno: una partita giocata da 1.300 suteresi.

Fonte La Sicilia

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