Annegati in un bevaio di Mussomeli tre gattini appena nati
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Tre gattini appena nati, crudelmente annegati dentro l’abbeveratoio di Piazzale Annivina. A fare la scoperta alcuni giorni addietro è stato Vincenzo Ricotta, coordinatore Rmi al Comune e che da mesi si prende cura dello storico abbeveratoio che sorge nella zona a sud del centro abitato, un pregiato biglietto da visita architettonico per quanti passano da lì per recarsi in pellegrinaggio al santuario della Madonna dei Miracoli.
Senonché quell’antico bevaio, valorizzato da un’artistica fonte scolpita in pietra, da decenni è diventato luogo privilegiato per il lavaggio fai da te delle auto e quant’altro, nonostante nel merito sia stata emanata apposita ordinanza di divieto.
Ieri mattina quindi, Vincenzo Ricotta s’è recato come è solito fare ogni dieci giorni circa, presso l’abbeveratoio per ripulirlo dalle alghe che spontaneamente si formano.
Ma ha trovato uno spettacolo indecoroso e non ha evitare uno sfogo: «Nei giorni scorsi, avevamo appena ripulito l’abbeveratoio che sembrava uno specchio, ma già nella stessa giornata, qualcuno privo di scrupoli vi ha gettato dentro una busta di plastica contenente tre gattini vivi che quindi sono morti annegati. Un gesto che si commenta da solo.
Sia come sia, l’abbeveratoio però si presentava come è giusto che sia, ben tenuto e sistemato. Stamattina quindi (ieri per chi legge n. d. r). sono tornato per la pulizia ordinaria ma mi sono demoralizzato. Ho trovato buttato di tutto anche dentro l’acqua.
Perfino bottiglie di plastica di shampoo per auto utilizzato per lavare le autovetture, e quindi contenitori d’olio per auto, lattine di ogni tipo e sporcizia varia. Come si può continuare a pulire un pezzo della nostra Mussomeli se poi c’è gente incivile che nessuno controlla. Stamattina quindi mi sono rifiutato di pulire l’abbeveratoio perché è tempo perso. Fintanto che non saranno attivati i necessari controlli, il nostro lavoro viene vanificato dall’inciviltà che ci circonda. Ho deciso quindi di autodenunciare la mancata pulizia dell’abbeveratoio, anche per sensibilizzare chi di competenza al rispetto del nostro ambiente».
Ci siamo quindi recati sul posto e in effetti Vincenzo Ricotta non aveva esagerato. Un giovane che nei pressi possiede un appezzamento di terra ci ha detto: «La gente butta lì l’immondizia perché hanno spostato il cassonetto dei rifiuti». Il cassonetto, infatti, che stonava non poco accanto all’antico bevaio, è stato spostato di appena una decina di metri. Il problema quindi è di ben altra natura, ma basterebbe qualche multa a chi non osserva le ordinanze sindacali per scoraggiare gli sporcaccioni che non rispettano le basilari regole del vivere civile.


























