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Archivio per la categoria ‘Motori’

Sfida all’ultima goccia

I rischi di viaggiare in riserva

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In momenti di crisi, con le finanze in difficoltà, tagliare le spese superflue è più che legittimo.

La benzina dell’automobile purtroppo non fa parte di questa categoria e con i prezzi sempre più elevati riuscire a “mantenere” la nostra amata “quattro ruote” è un compito sempre più difficile.

Una soluzione “tampone”, per molti, è quella di fare più rifornimenti, seppur in quantità minime; in questo modo però si rischia di andare incontro ad inconvenienti o veri e propri guasti ben più gravi, che alla lunga potrebbero farci spendere molti più soldi.

Il perché è semplice. Iniziamo dalle ovvietà: guidando sempre ai limiti della “riserva”, c’è il rischio di restare a secco! Non è un’eventualità da scartare, basta rimanere bloccati nel traffico molto più tempo del previsto o “saltare” l’area di servizio in autostrada, con la successiva troppo distante.

Quel che è peggio è non sapere esattamente quando finirà il carburante: se ciò accadesse durante un sorpasso o in altri momenti critici, finireste quindi per creare situazioni di serio pericolo per voi e per gli altri.

Ma non è tutto. Va anche detto che la benzina ha anche la funzione intrinseca di liquido di raffreddamento per la pompa elettrica del carburante: quando non ce n’è molto lavora in parte a vuoto aspirando quindi anche aria, con conseguente surriscaldamento e probabile guasto ed una cosa è certa: la riparazione sarà sicuramente più cara di un banale pieno di benzina!

Va poi considerata la qualità del combustibile. Nel caso questa non sia eccezionale potrebbero esserci residui depositati nel serbatoio; tale sporcizia poi, viaggiando spesso con poca benzina, potrebbe facilmente andare in circolo fino ad intasare il filtro del carburante.

Anche in questo caso mettere a posto le cose potrebbe costarci molto! Per ovviare a questi inconvenienti, ecco alcuni semplici consigli:

  • 1 – Tenete sempre il serbatoio riempito almeno per un quarto.
  • 2 – Fate benzina se dovete effettuare lunghi spostamenti o se pensate di rimanere bloccati nel traffico.
  • 3 – Non affidatevi “ciecamente” all’autonomia in chilometri indicata dal computer di bordo, dato che in qualunque momento potrebbe avere oscillazioni anche ampie.

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Se sbagli pompa

Benzina o Diesel? Errori al distributore

Emiliano Caretti

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E’ probabilmente una delle paure più grandi di ogni automobilista: sbagliare il carburante della propria vettura. Causa anche di molteplici litigi tra moglie e marito, questo problema ha però subìto un calo negli ultimi anni, grazie anche alle diversa dimensione delle “pistole” degli erogatori di benzina e Diesel.

Ad ogni modo l’errore o la distrazione è sempre dietro l’angolo ed anche se nella maggioranza dei casi ci si rende immediatamente conto dell’errore, interrompendo l’erogazione del carburante sbagliato minimizzando i danni, vediamo comunque alcuni consigli pratici su come comportarsi in caso di “svista”.

La limousine blindata (“The Beast”, la bestia) sul carro attrezzi a Tel Aviv

La limousine blindata (“The Beast”, la bestia) di Obama sul carro attrezzi a Tel Aviv, dopo aver sbagliato carburante!

Diesel nel motore benzina

E’ il caso meno grave, ma da non sottovalutare. Infatti, con la composizione del gasolio più oleosa rispetto alla benzina, si avrà una combustione diversa e meno efficace nel motore che in alcuni può addirittura comprometterne l’accensione. Come comportarsi? Nell’eventualità che la quantità di carburante Diesel sia minima, è sufficiente effettuare subito un “pieno” di benzina, per poi ripetere l’operazione prima di arrivare a metà serbatoio. Nel caso si sia invece riempito completamente il serbatoio, allora l’unica scelta a nostra disposizione è farlo svuotare e pulire e solo allora fare il “pieno” corretto. E’ probabile che il motore “scoppietti” e faccia un po’ di fumo, ma alla fine si potrà ripartire tranquillamente.

Benzina nel motore Diesel

imagesCAJS4R06Il caso più sfortunato, in quanto immettere benzina in un motore a gasolio può causare danni ben più gravi, persino irreversibili. Questo a causa della composizione non oleosa della benzina che ferma il procedimento di lubrificazione danneggiando le parti metalliche, il sistema d’iniezione e la pompa. In casi come questo di alternative ne abbiamo poche: nella fortunata ipotesi non si abbia già “rotto” il motore (bastano già pochi chilometri, quindi è indispensabile farsi trainare in un’officina!), bisognerà ovviamente aspirare la benzina dal serbatoio, ma anche ricontrollare tutte le parti interessate: sistema d’iniezione, guarnizioni, filtri etc. A tal riguardo è molto probabile che si debba anche sostituire il FAP (filtro anti-particolato), dato che bruciando benzina avrà operato a temperature molto al di sopra dei propri valori massimi.

I danni in cifre

Nel primo caso (Diesel nel motore benzina) bisognerà calcolare, per lo svuotamento del serbatoio, almeno un centinaio di Euro, più ovviamente il pieno successivo e la quantità di Diesel erroneamente acquistata. Nel caso peggiore (benzina nel motore Diesel), oltre a questa cifra, si rischierà di dover aggiungere almeno uno zero, nel caso di sostituzione di parti meccaniche come la pompa d’iniezione, i filtri ecc.

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Categorie della nuova patente Ue

Chiarimenti sulle nuove disposizioni della Patente europea in vigore dal 19 gennaio scorso, come stabilito dalla circolare del 9 gennaio n. 636 del ministero dei Trasporti che distingue le seguenti categorie ed abilita alla guida dei veicoli per ciascuna di esse indicati.

di PAOLO AMATO

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patente-italia-ue-fotogramma-352Le categorie in parte sono le seguenti.

AM per ciclomotori a due ruote con velocità massima di costruzione non superiore a 45 km/h, la cui cilindrata è inferiore o uguale a 50 centimetri cubi se a combustione interna, oppure la cui potenza nominale continua massima
è inferiore o uguale a 4 kW per i motori elettrici.

A1 per motocicli di cilindrata massima di 125 cm³, di potenza max di 11 kW e con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kW/kg e tricicli di potenza non superiore a 15 kW.

A2 per motocicli di potenza non superiore a 35 kW con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg e che non siano derivati da una versione che sviluppa oltre il doppio della potenza max.

A per motocicli, ossia veicoli a due ruote, senza o con carrozzetta, muniti di un motore con cilindrata sup. a 50 cm³ e tricicli di potenza sup. a 15 kW.

B per autoveicoli la cui massa massima autorizzata non supera 3500 kg e progettati e costruiti per il trasporto di
non più di otto persone oltre al conducente. Ai veicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio avente una massa massima autorizzata non superiore a 750 kg.

BE per complessi di veicoli composti di una motrice della categ. B e di un rimorchio o semirimorchio: questi ultimi
devono avere massa massima autorizzata non superiore a 3500 kg.

C1 per autoveicoli la cui massa massima autorizzata è superiore a 3500 kg, ma non superiore a 7500 kg, progettati
e costruiti per il trasporto di non più di otto passeggeri, oltre al conducente. Agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non sia superiore a 750 kg.

patente-di-guida5-300x200C1E per complessi di veicoli composti di una motrice rientrante nella categoria C1 e di un rimorchio la cui massa massima autorizzata è superiore a 750 kg, sempre che la massa autorizzata del complesso non superi 12000 kg.

Inoltre, per effetto dell’entrata in vigore del decreto legislativo 18.4.2011 n. 59, è stata eliminata dal vecchio articolo 125 del Codice della Strada l’ipotesi di illecito amministrativo costituito dalla guida di veicoli in possesso di patente di guida di categoria diversa da quella corrispondente al veicolo guidato.
Ciò, con decorrenza 19/01/2013, ha comportato che chi guida con patente di categoria diversa da quella richiesta per il veicolo rappresenta a tutti gli effetti una guida senza patente punita con le sanzioni, penali, previste dall’articolo 116, comma 15 e 17.

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Le multe più strane

Le multe più strane d’Italia

Emiliano Caretti

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“Favorisca patente e libretto”: è una delle frasi più temute dagli automobilisti di tutto il mondo e l’Italia non fa certo eccezione in questo senso, specialmente se poi si scoprono alcune contravvenzioni piuttosto “singolari” elevate nel recente passato. Tra multe causate da bisogni fisiologici impellenti e quelle comminate per una targa troppo inclinata rispetto alla norma, ecco un breve Giro d’Italia delle infrazioni più singolari che siamo riusciti a scovare.

bestemmiatore2La multa per la bestemmia

Nel 1930 il Codice Penale prevedeva una sanzione per chi offendeva a parole la “Religione di Stato”: ora quella norma obsoleta è sparita dai testi giuridici, ma rimane in parte nel Codice della Strada e rischia di costare caro a chi, comunque con maleducazione, si lascia andare a simili improperi. Come il protagonista della nostra storia che, in coppia con la propria fidanzata, tornava a casa dopo una serata: fermati per un controllo dalla Polstrada, sono stati entrambi trovati positivi alla prova del palloncino; a questo punto, per poter tornare alla propria abitazione era necessario l’intervento di un loro amico che guidasse l’auto e, nell’attesa del suo arrivo, il nostro “eroe” ha pensato bene di ingannare il tempo dando il via ad una lunga serie di bestemmie. Gli agenti presenti non hanno quindi potuto far altro che compilare un altro verbale, del valore di ben 102 Euro.

les-logos-de-wc-a-chier6Non si ferma all’alt per motivi fisiologici

Quando si hanno “certe” necessità, a volte si ha proprio fretta: con questa giustificazione un notaio di Treviso è riuscito a farsi annullare la multa dal Giudice di Pace che gli era stata comminata per aver sorpassato una volante dei Carabinieri (dove non si poteva) senza nemmeno fermarsi al successivo alt dei militari, “affrontandondoli” solo dopo aver espletato i propri bisogni in un bar. Il Giudice infatti, alla luce di un certificato medico, ha riconosciuto al professionista veneto lo “stato di necessità”.

carroLe multe sul carro attrezzi

Se non si fa attenzione si rischia di vedere rimossa la propria auto in sosta vietata, e questo lo sanno tutti. Ma se al danno che ci si è procurati si somma anche la beffa di venire multati mentre la vettura è sopra il carro attrezzi che la sta spostando? Questo è successo a due automobilisti, uno di Roma e una di Genova, che si sono visti recapitare separatamente due multe, una per sosta vietata e una per transito sulla corsia preferenziale, con il piccolo particolare che la seconda era stata elevata mentre le proprie vetture erano sulla strada verso il deposito giudiziario, assicurate al carro attrezzi! In entrambi i casi per queste contravvenzioni i proprietari hanno fatto ricorso e si spera possano avere giustizia, senza punizioni doppie.

torta-targaLa targa inclinata

Potrebbe sembrare una leggenda metropolitana, ma non lo è: un automobilista è stato multato per avere la targa inclinata di 5 gradi oltre al consentito. A misurare questo scostamento è stato un solerte agente della Polizia Municipale di un comune del nord Italia, che usando un”inclinometro” (a quanto pare facente parte della dotazione standard) ha constatato quanto il contrassegno della vettura fosse posto a una pendenza maggiore di quella consentita (tra 80 e 90 gradi). Da domani quindi tutti con il goniometro a controllare se la targa è dritta!

(more…)

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Auto. I guasti più frequenti

I guasti auto più frequenti

di Emiliano Caretti

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Sicuramente molti di voi ricorderanno gli anni in cui le auto erano decisamente “più primitive” rispetto ad oggi; di computer di bordo non c’era nemmeno l’ombra e la maggior parte della manutenzione, ad esempio dell’impianto elettrico, si limitava alla sostituzione di fusibili e lampadine, spesso contenute in scatoline blu di plastica che invecchiavano nel cassetto portaoggetti.

Oggi non è più così invece! Proprio quell’impianto, ma la maggior parte dell’elettronica, sono diventati componenti primari di ogni automobile, praticamente indispensabili fin dall’apparentemente banale momento dell’accensione della vettura.

Incrociando quindi vari dati provenienti dagli addetti ai lavori abbiamo ottenuto un’interessante classifica di quali sarebbero gli inconvenienti più frequenti a cui vanno puntualmente incontro le autovetture di nuova generazione, ma non solo. La Compagnia Assicurativa “Warranty Direct” ha ad esempio evidenziato come al primo posto si trovi proprio il temutissimo impianto elettrico, con un incremento degli inconvenienti cresciuto fino al 10% nei soli ultimi dieci anni. Ma quali sono le zone più “delicate” della nostra vettura? Quelle che in pratica sarebbero le prime a farci correre in assistenza o dal meccanico di fiducia?

  • 1 – Impianto elettrico
  • 2 – Rottura del servosterzo
  • 3 – Malfunzionamento dell’impianto di climatizzazione
  • 4 – Usura precoce di pastiglie freno e dischi
  • 5 – Usura precoce della frizione
  • 6 – Rottura del motorino dei tergicristalli
  • 7 – Consumo eccessivo di olio motore
  • 8 – Consumo precoce delle plastiche degli interni

Tra gli altri problemi specifici più comuni figurano inoltre quelli riguardanti l’impianto d’accensione (circa l’11%) e d’iniezione (9%); il classico “problema al motore” pesa invece solo per il 7,6% degli interventi e quelli a ruote e gomme ancora meno con il 6,5%.

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Patente: sai quanti punti hai?

Punti sulla patente: come verificare quanti ne hai ancora

Word NetScritto da Emiliano Caretti

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Sapete quanti punti avete sulla vostra patente?

Che sia per semplice curiosità, o per fare i conti dopo una decurtazione, conoscere il punteggio totale della nostra licenza di guida è un operazione semplice e veloce.

Due le possibilità. La prima – tradizionale – consiste nel telefonare al numero 848.782.782; basterà avere sotto mano i dati del permesso di guida e seguire le istruzioni della voce guida per essere informati sul “saldo punti” ancora a disposizione. Attenzione però, la chiamata non è gratuita: questo non è un numero verde, ma una normale chiamata urbana, raggiungibile – tra l’altro – solo con telefono fisso.

Per i più tecnologici c’è poi un secondo modo. E’ sufficiente registrarsi gratuitamente al sito – gestito dal Ministero dei Trasporti – “Il Portale dell’Automobilista” e accedere alla sezione “La mia Scheda”; da qui è possibile verificare i punti rimasti, con tanto di “estratto conto” delle decurtazioni e dei bonus ricevuti.

Va infatti ricordato che, per gli automobilisti più virtuosi, il punteggio massimo della patente non si ferma ai 20 punti iniziali; la Legge prevede infatti un meccanismo che, ogni due anni trascorsi senza infrazioni, regala 2 punti. In pratica, i più disciplinati, avranno ad oggi la bellezza di 28 punti – i bienni si calcolano dall’introduzione del meccanismo e quindi dal 2003. Un vantaggio comunque limitato e destinato a fermarsi alla soglia dei 30 punti. I prossimi punti in omaggio arriveranno il 1 Luglio del prossimo anno, voi sarete a 30?

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Fix and go

Ripara la gomma in 15 minuti


di Emiliano Caretti

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Bucare una gomma è uno di quegli eventi che ogni automobilista teme possa giungere sempre nel momento e nel luogo meno opportuno: in una strada buia, in autostrada, oppure ovunque ci sia poco spazio per provvedere alla sostituzione del caso; situazioni in cui cambiare una gomma può essere non solo una scocciatura, ma anche decisamente pericoloso.

Ora però potremo dimenticarci tutto questo, almeno nella maggior parte dei casi; disponibile già nella dotazione di serie di molte autovetture al posto del “ruotino” o della ruota di scorta, questo kit di gonfiaggio e riparazione è da poche settimane acquistabile anche nei negozi di autoricambi nella versione “Fix and Go” della Tek Group.

Ma in cosa consiste? In pratica è un piccolo compressore collegato ad un serbatoio di schiuma sigillante che basta collegare tramite un piccolo tubo alla valvola della gomma bucata; basta accendere il compressore (tramite la presa da 12 V) e… rientrare in auto!
Infatti il meccanismo del “Fix and Go” pomperà il sigillante nella gomma automaticamente fino alla pressione raccomandata senza alcun intervento da parte dell’automobilista che, così eviterà di stare a pochi metri dalle auto che sfrecciano sulla carreggiata. Tempo un quarto d’ora e il processo sarà concluso; quindi sarà sufficiente staccare il tubo del compressore e mettersi in marcia. Dopo circa 100-200 metri il sigillante si sarà propagato dentro la gomma e avrà sigillato il foro che dovrà però avere un diametro massimo di 6 mm.

Ma funziona? A quanto pare sì. Una riparazione effettuata in questo modo, assicurano alla Tek Group, dura fino a 1.000 Km prima di dover portare l’auto da un gommista, garantendo quindi la tranquillità necessaria per poter effettuare un comodo rientro a casa. Il “Fix and Go” è disponibile in cinque “taglie” diverse, a seconda del tipo di gommatura utilizzato, con prezzi che vanno dai 59,99 ai 159,99 Euro per il kit completo e di circa 10-12 Euro per la “ricarica” del sigillante.

GUARDA IL VIDEO CON LE ISTRUZIONI

http://it.cars.yahoo.com/07112011/305/ripara-gomma-in-15-minuti.html

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Sentenze (tenute) nascoste

Le maggiorazioni sulle multe non valgono più, lo dice la Cassazione

di Michela Calculli

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Capita prima o poi di ricevere a casa quel foglio bianco con le righe azzurre che non annuncia nulla di buono: la cartella esattoriale di Equitalia. Per dimenticanza o di proposito non abbiamo pagato una multa entro i 60 giorni prescritti, e allora il Comune affida alla società di riscossione il credito che vanta nei nostri confronti.

Le cartelle esattoriali sono spesso incomprensibili e si compongono di voci che vanno oltre la multa non pagata, quali spese, interessi, maggiorazioni e compensi all’agente di riscossione.
Le maggiorazioni semestrali del 10% sulle multe però, sulla base della sentenza 3701/2007 della Cassazione, sono illegittime e quindi non vanno pagate.

La Cassazione infatti afferma: “alle sanzioni, come nella specie stradali, si applica l’art. 203 C.d.S., comma 3, che, in deroga alla L. n. 689 del 1981, art. 27, in caso di ritardo nel pagamento della sanzione irrogata nell’ordinanza – ingiunzione, prevede, l’iscrizione a ruolo della sola metà del massimo edittale e non anche degli aumenti semestrali del 10%”. Precisiamo che per “metà del massimo edittale” si intende il doppio dell’importo della multa che viene notificata in origine, cioè prima di ricevere la cartella.

Ma perché si parla ora di una sentenza di cinque anni fa?
Perché di fatto si trattava di un documento introvabile, scovato di recente da un giovane avvocato di Bari, Vito Franco, negli archivi cartacei della Suprema Corte.

Ma che fare quando si riceve una cartella esattoriale per una multa non pagata contente l’illegittima maggiorazione del 10%? E’ opportuno innanzitutto verificare gli importi addebitati in cartella ed individuare l’eventuale maggiorazione. Nel caso la multa sia dovuta si può comunque, entro 30 giorni dalla notifica della cartella, fare ricorso al Giudice di Pace per l’importo relativo alle maggiorazioni.

Per gli importi dovuti, invece, ricordiamo che è possibile pagare usufruendo della rateizzazione.

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La strage degli insetti

Strage d’insetti sulle auto

di Emiliano Caretti

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Piccoli o grandi, molesti o innocui che siano, è certo che a molti di noi non vadano particolarmente a genio gli insetti; e gli automobilisti non fanno eccezione!

In quanti, tornando a casa dopo aver appena lavato l’auto, si sono ritrovati con un moscerino “spiaccicato” sul parabrezza? E in quanti hanno cercato di “lavarlo via” con i tergicristalli, peggiorando ulteriormente la situazione?

In Olanda hanno quindi pensato di affrontare la questione con un approccio piuttosto “scientifico”, cercando di calcolare l’impatto (mai definizione fu più appropriata!) che i veicoli circolanti sulle strade avrebbero riguardo questa categoria di esseri viventi.

Un biologo dell’Università di Wageningem, Arnold Van Vliet, sta infatti portando avanti, con l’aiuto di 250 volontari, un progetto di ricerca che si propone di calcolare quanti insetti muoiano ogni giorno dopo essersi “scontrati” con le auto del Paese dei tulipani. Le modalità sono semplici: ogni volontario deve semplicemente “pulire” la targa anteriore della propria autovettura ogni mattina e contare, al rientro a casa, il numero di animaletti morti presenti. Il “saldo” dev’essere quindi comunicato all’Università (insieme al numero di chilometri percorsi) tramite un Sito che ne “tiene il conto” in un unico database, denominato simpaticamente “Splashteller”.

I risultati delle prime sei settimane di raccolta dati sono stati sorprendenti anche per il biologo olandese, dato che per quasi 31 mila chilometri percorsi dai volontari sono stati contati oltre 18 mila insetti morti, ovvero circa 1,73 per chilometro, e questo solo sulla targa anteriore! Rapportandoci mensilmente si è quindi scoperto che le “perdite” subite dagli insetti olandesi ammonterebbero a circa 3,3 miliardi solo sulla targa e almeno 132 miliardi considerando l’intera superficie delle auto!

E in Italia? Considerando il parco viaggiante ed una distanza media percorsa in un anno di circa 15 mila chilometri, viene fuori che nel “Belpaese” il numero di “animaletti” uccisi ogni 365 giorni ammonterebbe alla spropositata cifra di quasi 910 miliardi d’esemplari, ovvero più 75 miliardi al mese e quasi 2,5 miliardi ogni giorno!

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