Chi sono questi ragazzini assieme a Padre Salvatore Mantione?
.
Postato in Milena il giorno 13 giugno 2013 | Lascia un commento »
Postato in Milena il giorno 13 giugno 2013 | Lascia un commento »
A due mesi dal voto la rivoluzione a cinque stelle si è impantanata in una palude di gaffe, figuracce, scelte poco chiare, quirinarie fallite, espulsioni e liti
Vi racconto il flop di Beppe Grillo: eccolo servito in 16 mosse
di Filippo Facci
Primavera, fioriscono i bilanci. A due mesi dalle elezioni politiche ecco un rendiconto della rivoluzione a Cinque Stelle.
1) Appena insediati, hanno eletto un presidente del Senato per sbaglio, aprendo processi interni dilanianti a una decina di inconsapevoli franchi tiratori: una riunione-rissa con urla e lacrime, un auto-denunciato, una scomunica dall’alto, uno scontro tra capigruppo e incidenti vari.
2) Dopo il «casino» e i «passi malfermi» (definizioni loro) hanno esordito due commissari per la comunicazione nominati in fretta e furia da Casaleggio - e incorsi subito in un paio di gaffe – ma questo non ha impedito che i parlamentari grillini si facessero nuovamente infinocchiare dai giornalisti in molteplici occasioni: i capigruppo Crimi e Lombardi finivano definitivamente macchiettizzati come è stranoto a tutti, e su questo non incediamo.
3) Nel tentativo di ovviare ai problemi, hanno inventato le conferenze stampa senza domande.
4) Vari parlamentari sono stati ripresi perché giravano per il transatlantico senza giacca e con bicchieri di Coca Cola, una deputata si è vantata di non aver stretto la mano a Rosy Bindi, un altro è stato fotografato ai tavoli del ristorante della Camera in allegra compagnia: in generale i grillini sono incorsi in grandi e piccole cantonate (lapsus, magre, figuracce) di cui è andata persa la contabilità. Un deputato è giunto a dire «Lei non mi può interrompere» al presidente di turno della Camera.
5) Rimane agli atti lo psicodramma del capogruppo Lombardi coi suoi 250 euro di scontrini andati persi, stesso personaggio che aveva dato del «nonno» a Napolitano.
6) La celebre diretta streaming delle consultazioni Pd-Cinque Stelle, con uscite tipo «sembra di essere a Ballarò» e «siamo noi le parti sociali», ha indubbiamente messo in imbarazzo e restituito un’immagine di arroganza.
7) Alla fine delle consultazioni è risultato, almeno secondo i sondaggi, che i grillini avevano fatto perdere un sacco di tempo a tutti: complici la testardaggine di Bersani e della stampa arrovellati nel tentar di comprendere se i «no» di Grillo fossero strategici o significassero «no» e basta.
8) Intanto Grillo contestava l’articolo 67 della Costituzione e la libertà di voto degli eletti, il tutto in implicita contestazione della democrazia «rappresentativa» a cui si predilige quella «diretta». Di passaggio si sosteneva che il Parlamento, anche senza un governo, potesse iniziare comunque a lavorare istituendo le commissioni che – altra vittoria – alla fine non sono state istituite, facendo fallire l’idea di un assemblearismo spinto a propulsione elettronica.
9) Si tralasciano i dettagli sulla mancanza di trasparenza: dalle nomine sempre decise da Grillo & Casaleggio, al fantasma di «hacker» durante le votazioni interne, alla decisione di non rendere noti i nomi dei finanziatori del Movimento: senza contare gli innumerevoli interventi e commenti rimossi o censurati dal blog di Grillo in tutto questo periodo.
10) La proclamata occupazione della Camera è finita piuttosto ingloriosamente, con discussioni persino sull’accresciuto consumo di energia elettrica. Stesso genere di polemica che ha riguardato la decisione di alcuni parlamentari grillini di viaggiare con treni ad alta velocità.
11) Le «quirinarie» sono state un altro grandissimo punto interrogativo. Esclusa la candidatura di Dario Fo (stessa età di Napolitano) e pure quella di Gino Strada, le votazioni si sono dovute rifare per colpa di hacker misteriosi di cui nessuno ha spiegato nulla, ma la vincente Milena Gabanelli alla fine ha detto di no. Eccoti allora Stefano Rodotà che, pure, aveva definito Grillo come «estremamente pericoloso» e «populista del terzo millennio»: è diventato il candidato «proposto dai cittadini italiani» in virtù di 4.667 voti telematici su 28mila totali, resi noti da Casaleggio dopo giorni di polemiche sempre in virtù della scarsa trasparenza. Il risultato della candidatura di Rodotà è stato bruciare Rodotà.
Postato in Milena il giorno 10 giugno 2013 | 1 Commento »
«Un motivetto ignobile suonato dai bersaglieri»di Cristina Falci
.
Il 2 Giugno, in tutta Italia si sono svolte le celebrazioni ufficiali per la festa della Repubblica Italiana. Repubblica nata da un referendum popolare a suffragio universale: Per la prima volta votavano in Italia le donne. Un referendum che ha liberato l’Italia dalla monarchia e ha decretato con la liberazione la fine del fascismo e di Mussolini.
Ebbene, anche a Caltanissetta ultimo avamposto di provincia italiana, ultima per occupazione, qualità della vita e tanti altri primati negativi, c’è stata la celebrazione, con il patrocinio e la presenza delle autorità più rappresentative: sindaco, prefetto, deputati regionali, e una sparuta rappresentanza del popolo nisseno.
C’era anche la fanfara dei bersaglieri, che a un certo punto, seguendo evidentemente un ordine di rappresentazione musicale dato, ha suonato una storica canzone del fascismo italiano, la più emblematica: “allarme siam fascisti”, con l’evidente compiacimento delle autorità presenti, che quell’ordine avevano evidentemente dato. La cosa più desolante dell’evento, oltre che l’esecuzione della canzone fascista più ufficiale, è stata l’assoluta noncuranza, per voler essere ottimisti, dei presenti, che non hanno nulla eccepito.
Mi preme ricordare che dal fascismo ci siamo dovuti liberare dopo vent’anni di dittatura e guerra, con sacrifici e morte di tanti valorosi italiani che alla repubblica ci hanno portato, con la loro lotta a un regime, il fascismo, che è stato il mandante ed esecutore del delitto Matteotti, ha promulgato le leggi razziali determinando insieme al nazismo suo unico alleato, sei milioni di morti tra ebrei, comunisti e omosessuali, ha portato l’Italia alla più atroce e devastante guerra mondiale di tutti i tempi. Questo è stato il fascismo per l’Italia e per il mondo.
Ora, volere imporre ad un popolo di ignari, proprio nel giorno dei festeggiamenti per la Repubblica questo “motivetto ignobile” è stata una offesa esemplare, così come esemplare è stata la volontà delle “autorità preposte” a volere ancora prepotentemente imporre l’esempio dell’Italia peggiore che quella canzone rappresenta.
Evidentemente ancora il fascismo è dietro l’angolo.
«”Alle armi bersaglieri” non è un inno fascista»
del Capitano Isidoro Giordano
Presidente Provinciale dell’Associazione Nazionale Bersaglieri
.
La polemica da parte di esponenti del Partito di Rifondazione Comunista, dell’Arci, del Comitato No-Muos e Sportello immigrati, dovuta alla pseudo-rappresentazione musicale “allarmi siam fascisti” fatta in occasione della festa della Repubblica in Caltanissetta, appare sterile e priva di ogni ragionevolezza, difatti la marcia suonata nel Capoluogo si riferisce all’inno “Alle armi Bersaglieri” composta nel 1914 e di cui il corpo dei Bersaglieri va fiero.
-
-
Postato in Milena il giorno 9 giugno 2013 | Lascia un commento »
Quegli alberghi con clienti che avevano (letteralmente) la… puzza sotto al naso
di Walter Guttadauria
.

Uno degli alberghi più antichi e rinomati della città vale a dire il «Concordia» avviato dai fratelli piemontesi Mazzone. prima di divenire struttura ricettiva ospitò per alcuni anni il Tribunale di Caltanissetta.
Caltanissetta città ospitale? O meglio: nella sua storia, ha sempre saputo accogliere i forestieri con adeguate strutture ricettive, insomma con locande e alberghi all’altezza?
Tali interrogativi stuzzicano la curiosità di andare a ritroso nel nostro tempo e riscoprire quali erano, in passato, i luoghi della città dove il forestiero poteva trovare sistemazione più o meno adeguata per la sua permanenza. E’ un’occasione, insomma, per riportare “alla luce” nomi di locali ormai scomparsi da tempo, la loro ubicazione, e ricordare anche qualche personaggio illustre che vi è stato ospitato: e così, accanto ad alcuni nomi “storici” di alberghi cittadini, eccone altri di cui non è rimasta neanche la memoria; qualche altro esercizio ha saputo sfidare il tempo, man mano ristrutturandosi e cambiando più volte denominazione, pur mantenendo la stessa ubicazione.
Il riferimento più antico, in tema di ospitalità per forestieri, ci riporta al 1787, anno della visita di Goethe in città, dallo stesso ricordata nel suo “Viaggio in Sicilia”. Ma, invero, il celebre poeta tedesco non se la passò davvero bene se ebbe a lamentarsi del fatto che era problematico trovare, nella circostanza, un adeguato alloggio, tanto da scrivere: «I muli hanno delle bellissime stanze a volta, i servi dormono sul trifoglio preparato per gli animali, ma lo straniero deve procurarsi da sé un modo qualsiasi per dormire». La tradizione, comunque, vuole che l’illustre ospite si fermò nella locanda un tempo esistente di fronte l’attuale bastione della biblioteca comunale, poi nota come casa di proprietà Ayala.
La scarsità di alloggi si può all’epoca spiegare con il fatto che la città, ancora sotto il giogo feudale, tranne che per qualche rapporto di scambio merci con le città vicine, all’epoca non ha motivo di accogliere considerevoli presenze forestiere: non sarà così, invece, dopo la sua elevazione a capovalle, con la conseguente nascita di istituzioni varie (tra cui il Tribunale e la Gran Corte Criminale) e relativi uffici. Nella prima metà Ottocento, pertanto, ecco impiantati alberghi, locande, ma anche trattorie, taverne, osterie, così da poter soddisfare le nuove esigenze di una città in crescita.

Il «Moderno Hotel» in origine denominato Albergo Concordia, anch’esso voluto dai Mazzone prima di adibire a hotel la loro imponente villa
Dopo l’unificazione nazionale troviamo, così, “L’Aquila Nera” che da osteria ha saputo trasformarsi in albergo con trattoria, che dà anche il nome alla strada dove sorge (l’attuale via Consultore Benintendi). In quei locali alloggiano personaggi anche illustri, come ad esempio il generale garibaldino Nino Bixio e lo statista Quintino Sella. Più tardi l’albergo cambia la sua denominazione in “Bristol”.
Ma la gran parte delle locande in questi anni si concentra lungo quello che sarà denominato corso Vittorio Emanuele, specie nel tratto dal Canalicchio alla piazza: tanto che la strada viene chiamata “delle albergherie”, oltre che “dei fondaci” sia per la presenza di numerose botteghe, che delle stalle annesse proprio agli stessi alberghi i cui locali sono soprastanti (e all’epoca sono tante le stalle per cavalli, muli, ecc. che altro nome volgare della via è quello di “Strada di li pennacchi”). Sorgono in questo tratto di strada gli alberghi Giordano, Picarelli, Santa Croce: ma, a causa della presenza di tante stalle e relativi animali, il transitare per quella via non è per niente piacevole a causa della forte puzza che si spande a… beneficio dei nasi di passanti e clienti.
L’avvento della ferrovia, oltre a portare più facilmente forestieri in città, fa sì che aumenti per loro l’offerta ricettiva. Lungo la via Cavour ecco infatti avviato l’Albergo della Ferrovia, di proprietà dell’ingegnere Vincenzo Conti e ubicato nel proprio palazzo.
Anche i fratelli piemontesi Carlo e Giuseppe Mazzone, che gran parte avranno nello scenario economico locale, giunti in Sicilia in occasione della costruzione della ferrovia Caltanissetta-Palermo per gestire il servizio di accoglienza e ristoro degli operai venuti dal nord, aprono il proprio albergo “Concordia” a monte della salita Tribunali (odierna via Matteotti). E’ proprio quell’albergo citato dal viaggiatore americano William Paton nella fosca e diremmo offensiva descrizione che fa del suo arrivo in città nell’inverno 1894 (riportata nella sua “Sicilia pittoresca”), allorquando «…dopo un breve tratto sopra uno sciagurato lastrico, traverso piccoli stagni e pozzanghere, udendo misteriosi sussurri di gente dentro cantine senza luce e senza fuoco, sentendo ogni sorta di lezzo umidiccio e di stiva, giunse all’albergo…». Questo albergo, con annesso ristorante, più tardi assumerà la denominazione di “Moderno Hotel”, con ingresso dalla via Mangione, in funzione fino agli anni Settanta del Novecento come “Hotel Moderno”.
Postato in Milena il giorno 25 maggio 2013 | Lascia un commento »
Trova i sigilli al contatore idrico senza sapere di essere moroso
Dall’oggi al domani un padre di famiglia di Milena, con figli piccoli in casa, s’è visto sospendere l’erogazione idrica da parte di Caltaqua a causa di una sua presunta morosità. Non avendo ricevuto, sostiene l’utente, solleciti di pagamento da parte di Caltaqua, lo stesso è caduto dalle nuvole quando s’è ritrovato coi rubinetti a secco.
E così ieri mattina s’è recato presso gli uffici di Caltaqua a Mussomeli, ben deciso, se morosità ci fosse, a saldare le eventuali pendenze arretrate. Senonché gli uffici di Caltaqua che erano allocati in via Europa, sono chiusi, causa il trasferimento presso i locali messi a disposizione dal sindaco Salvatore Calà, presso il palazzo comunale (piano terra).
E qui l’utente di Milena s’è quindi recato per verificare la sua situazione e chiedere l’immediato riallaccio dell’acqua ed eventualmente saldare le pregresse spettanze dovute a Caltaqua.
Ma nonostante abbia trovato piena disponibilità da parte dei dipendenti della società privata, è stato impossibile risolvere il suo problema perché gli uffici non sono ancora operativi.
Lamenta l’utente di Milena: «Ho sempre pagato puntualmente le bollette, ma non escludo che qualche bolletta sia ancora da saldare per dimenticanza, anche se non ho ricevuto alcun sollecito di pagamento. Di fatto però mi sono ritrovato con l’acqua tagliata ed avendo bambini piccoli, come si fa? Ho perso una mattinata di lavoro per andare a Mussomeli al Comune, dove si è trasferita Caltaqua, e ho parlato con la dott. ssa Genco di Caltaqua, che non è ancora operativa per il trasloco e quindi, non è stato possibile risolvere il mio problema».
Postato in Milena il giorno 24 maggio 2013 | 8 Commenti »
Presentazione del movimento politico culturale Big Bang
.
Sabato 25 Maggio 2013 alle ore 18,00, presso i locali Green Pub via Nazionale Milena CL si terra il primo incontro per la presentazione del movimento politico culturale Big Bang Matteo Renzi Milena.Postato in Milena il giorno 20 maggio 2013 | Lascia un commento »
La campagna elettorale entra nel vivo
Per le prossime amministrative del 9 e 10 giugno, a Milena, Montedoro e Bompensiere si è già in piena campagna elettorale.
.
MILENA: IN CORSA CORDARO, RANDAZZO E VITELLARO.
La Commissione elettorale ha sorteggiato le posizioni delle tre liste nelle schede.
Nella parte alta della scheda, è stata sorteggiata la lista del Movimento 5 Stelle il cui candidato sindaco è Francesca Cordaro (che ha indicato come assessori Diego Vitello e Giovanni Schillaci).
A seguire c’è la lista “Milena in Comune” del candidato sindaco Giovanni Randazzo (che ha indicato come assessori Michele Mancuso, Rosalba Pellegrino e Calogero Provenzano)
A chiudere la lista “Continuiamo Insieme” del candidato sindaco Giuseppe Vitellaro (che ha indicato come assessori Alessandra Antinoro e Salvatore Mattina). Il sindaco uscente ha annunciato che venerdì prossimo alle ore 19 al Green Pub presenterà la propria lista ufficialmente alla cittadinanza.
MONTEDORO, DOMENICA SERA LA PRESENTAZIONE IN PIAZZA DELLE DUE LISTE.
Stasera è in programma la presentazione delle due liste in gara.
La lista “Il futuro possibile” del candidato sindaco Federico Messana (che ha indicato come assessori Renzo Bufalino, Giovanni Duminuco e Adriana Ricotta) sarà presentata alle ore 20 in Piazza Europa, mentre alle ore 21 sarà presentata la lista “Libera… Mente” del candidato sindaco Calogero Genco (che ha indicato i suoi assessori in Sicilia Licata e Mario Sferrazza).
La commissione elettorale circondariale ha sorteggiato la posizione dei candidati nella scheda elettorale. Il sindaco uscente Federico Messana è stato sorteggiato nella parte superiore, mentre nella parte sottostante è collocato Calogero Genco.
BOMPENSIERE: CONFRONTO ALL’ULTIMO VOTO TRA LO SARDO, LICATA E VIRCIGLIO.
A Bompensiere il sorteggio per la posizione delle liste dei candidati nelle schede elettorali ha visto collocato nella parte superiore della scheda la lista “Cambia Bompensiere” del candidato sindaco Salvatore Virciglio (che ha indicato come assessori Angela Licata e Simone Salamone).
A seguire sono state collocate la lista “I Naduresi” del candidato sindaco Arcangelo Licata (che ha indicato come assessori Calogera Ciraolo e Carmelo Lo Sardo) e la lista “Uniti per Bompensiere” del candidato sindaco Salvatore Gioacchino Losardo (che ha indicato come assessori Salvatore Ciraolo e Giosuè Marotta).
Postato in Comune, Milena, Politica il giorno 19 maggio 2013 | 5 Commenti »
Pronti via!di c. l.)
.
In vista delle elezioni amministrative in programma il 9 e 10 giugno, s’è completato il quadro dei candidati a sindaco con la presentazione dell’ultima lista.
Saranno in totale tre gli aspiranti (Giuseppe Vitellaro, Giovanni Randazzo e Francesca Cordaro) con altrettante liste per un totale di 41 candidati in consiglio comunale, di cui 15 donne. Sono invece 7 su 12 gli assessori in pectore che sono stati già indicati da parte dei tre candidati sindaco in caso di loro successo, di cui 2 donne.
Il sindaco uscente Giuseppe Vitellaro a presentare la lista denominata “Continuiamo Insieme, Peppuccio Vitellaro Sindaco”. Due gli assessori designati. Si tratta del consigliere comunale uscente Salvatore Mattina e di Alessandra Antinoro, giovane ingegnere.
Questi, invece, i quindici candidati per il consiglio comunale della lista “Continuiamo insieme, Peppuccio Vitellaro Sindaco”: Alessandra Antinoro, Luca Salvatore Caldiero, Carmelo Curto, Carmelo Maria Giuseppe Cipolla detto “Miluzzu u Dutturi”, Claudio Salvatore Cipolla, Salvatore Di Marco, Filomena Falletta detta “Flora”, Filomena Falletta detta “Menuccia”, Alfonso Ferlisi, Salvatore Mattina detto “Totò”, Vincenzo Nicastro detto “Enzo”, Claudia Pellitteri, Giuseppe Randazzo detto “Peppe”, Giusy Scozzaro detta “Giusi” e Pietro Venturelli detto “Piero”.
La lista del sindaco uscente va ad aggiungersi alle altre due liste presentate il giorno prima e i cui candidati a sindaco sono Francesca Cordaro per la lista “Movimento 5 Stelle di Milena – Francesca Cordaro Sindaco”, e l’ex sindaco Giovanni Randazzo per la lista “Milena in Comune – Giovanni Randazzo Sindaco”.
Francesca Cordaro ha indicato come assessori in pectore Giovanni Schillaci e Diego Vitello.
Questi, invece, gli undici candidati in consiglio comunale: Francesca Cordaro, Giovanni Schillaci, Alfonso Mancuso, Diego Vitello, Roberta Cassenti, Federica Cipolla, Valentina Mattina, Giuseppe Sardella, Carmelo Virciglio, Giuseppe Di Marco e Paolo Diliberto.
L’ex sindaco Giovanni Randazzo, invece, ha indicato tre dei quattro assessori. Si tratta del presidente del consiglio provinciale Michele Mancuso, del suo ex vice sindaco Calogero Provenzano e della dott. ssa Rosalba Pellegrino.
Per quanto riguarda la lista dei quindici candidati in consiglio comunale, è composta da Giorgio Borgetto, Eduardo Capobianco, Eugenio Di Marco, Concetta Aurora Ingrascì, Angelo Falletta, Carmelo Manta, Salvatore Mantione, Giuseppe Mugavero (consigliere uscente), Claudia Nola, Gioacchino Palumbo, Rosalia Palumbo, Giovanni Provenzano, Rosa Provenzano, Rosalba Pellegrino e Giuseppina Virciglio.
Postato in Milena, Sport il giorno 18 maggio 2013 | Lascia un commento »
Postato in Cultura, Milena il giorno 16 maggio 2013 | Lascia un commento »
La tribù dei figli dell’avarizia
La mattina seguente tutto il villaggio si trovò intorno alla cisterna, ma questa era completamente vuota e nessuno voleva iniziare a riempirla. Alla fine uno degli uomini disse: ” Scommetto che i vostri otri sono pieni d’acqua “. E gli altri replicarono: ” E noi scommettiamo che anche il tuo otre contiene solo acqua! “.
Tutti scoppiarono in una risata e si resero conto di quanto sia difficile cambiare il proprio carattere.