Nell’eurozona non c’è pace e a finire nel mirino sono anche le banconote da 500 euro. Il taglio più grande in circolazione nelle 10 maggiori economie al mondo è sotto il fuoco incrociato di analisi e revisioni, che spingono per una sua abolizione, per ragioni a carattere economico ma anche politico.
A inizio aprile, fu l’analista di Bank of Amerika Merrill Lynch, Athanasios Vamvakidis, forex strategist di Bank of America ed ex funzionario del Fondo Monetario Internazionale, a sostenere, con un rapporto scritto, che la Bce dovrebbe ritirarle dal mercato, al fine di sortire un triplice effetto: indebolire la moneta, aiutare il rilancio dell’economia dell’Eurozona, utilizzare i proventi dell’eventuale abolizione del taglio per ricapitalizzare le banche europee.
A dar man forte al giudizio dell’analista anche i dati del Soca (Serious Organized Crime Agency), l’organismo che gestisce i mandati internazionali d’arresto, secondo cui il 90% dei 500 euro circolanti sarebbero in mano a evasori fiscali o alla criminalità organizzata.
La nobile banconota sarebbe utilizzata per fini di riciclaggio di denaro sporco, una delle piaghe maggiori da debellare non solo nell’area Ue.





























