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Archivio per la categoria ‘Giovani’

Chiedo scusa. Ma tanto… cosa cambia?

nicosia adrianodi Adriano Nicosia

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Il premier Letta chiede scusa alle generazioni che hanno il futuro bruciato e ai giovani che sono costretti a emigrare. Lo fa con una mielosa missiva ai giornali, su La Stampa in particolare.

“[…] Le scuse a nome di una politica che per anni ha fatto finta di non capire e che, con parole, azioni e omissioni, ha consentito questa dissipazione di passione, sacrifici, competenze[…]“. Se queste parole le avesse scritte un pentito in tribunale o un cittadino comune,  i giudici avrebbero aperto un’inchiesta per sapere nomi, azioni e dissipamenti. Verbalizzate dal nostro Presidente del Consiglio è cosa buona e giusta, normalità italiana.

Una politica che per anni ha fatto finta di non capire conparole, azioni e omissioni”. Parole, azioni e omissioni, vi rendete conto della pesantezza di questa parole? Il nostro Presidente sta certificando con l’originalità delle sue parole il disastro che la politica italiana, volutamente, perché bisogna sottolinearlo, ha causato al nostro paese e alle generazioni che ne stanno vivendo le conseguenze. Certifica che ci hanno strappato la speranza e la fiducia e adesso ci chiede scusa. Non solo, ci fa appello di ritrovare il senso alto e nobile del servizio al Paese, ognuno facendo per bene ciò che gli compete, portando la sua pietra.

letta-governo-programma-300x225Ill.mo Presidente Letta, ma se la prima pietra angolare non è stata mai posizionata a Nord-Est, per come tradizione vuole, come può pretendere la solennità e la solidità dell’edificio? Come può fare appello al senso alto e nobile del servizio al Paese quando a governare siete gli stessi di quelli che hanno causato questo enorme disastro?

Le sue parole mi sanno di retorica, un discorso sul discorso, senza una minima sostanza. Un giro di parole per generare il fenomeno emotivo su chi la legge, un tentativo per depistare e farci scordare quello che Lei e altri hanno rappresentato per questa nazione, la mia nazione, la nazione degli italiani, non certo la sua o di chi siede in Parlamento da 20 anni.

È un errore imperdonabile, qui le faccio ragione, acconsento, ma aggiungo che è stato e continua a essere un crimine contro l’essere umano, in particolare contro l’italiano, il fratello che mangia il fratello.

Se potessi vi manderei al confino, ma non ho il potere di farlo. Sarebbe forse ora, considerato che riuscite sempre a detenere il potere, che siate Voi a cercare quel senso alto e nobile del servizio al Paese e non i cittadini che subiscono pressioni ogni giorno rimettendoci spesso la vita. I cittadini quel senso alto e nobile lo pagano ogni giorno.

Che ne pensa Presidente?

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In Italia 8 milioni di poveri. Cinque famiglie su 100 vivono in condizione di povertà assoluta

Gaetano Bonaventura

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sfilataOtto milioni di poveri in Italia nel 2012 (con una spesa media mensile per persona pari a 999,67 euro in una famiglia di due componenti) e quasi 3 milioni in povertà assoluta, cioè 1 milione e 126mila famiglie (il 4,6% delle residenti), per un totale di 2 milioni e 893mila individui (ovvero il 4,9% dell’intera popolazione). 

Questi i dati diffusi dall’Istat che, sottolinea come l’indice di povertà assoluta sia stabile, ma che questa stabilità nasconde situazioni che peggiorano, in particolare nel Meridione, nelle famiglie numerose, con disoccupati, con a capo lavoratori autonomi e con un basso livello di scolarizzazione. 

La stima dell’incidenza della povertà assoluta viene calcolata sulla base di una soglia che corrisponde alla spesa mensile minima necessaria per acquisire un determinato paniere di beni e servizi che nel contesto italiano vengono considerati essenziali per una determinata famiglia a conseguire una standard di vita minimamente accettabile. I

imagesIl fenomeno, si legge nei dati diffusi oggi dall’Istituto di statistica, e’ maggiormente diffuso nel Mezzogiorno (7,9% nel 2010 rispetto al 5,8% del 2009), dove anche l’intensità’ di povertà assoluta, pari al 17,3%, e’ leggermente superiore a quella osservata a livello nazionale (17%). 

Si conferma inoltre lo svantaggio delle famiglie più ampie (se i componenti sono almeno 5 l ‘incidenza e’ pari al 9,4% e sale all’11% tra le famiglie con tre o più figli minori) rispetto a quelle di monogenitori (5%) e delle famiglie con almeno un anziano, oltre allo svantaggio associato con le situazioni di mancanza di occupazione o di bassi profili occupazionali. Rispetto al 2009, rileva l’Istat, nel 2008 l ‘incidenza di povertà assoluta e’ rimasta sostanzialmente stabile a livello nazionale, ma e’ aumentata significativamente nel Mezzogiorno, passando dal 5,8 al 7,9%.

La condizione di povertà assoluta, spiega l’Istituto di statistica, peggiore tra le famiglie di 4 componenti, in particolare coppie con due figli, soprattutto se minori; tra le famiglie con a capo una persona con licenza media inferiore, con meno di 45 anni o con a capo un lavoratore autonomo. Un leggero miglioramento si osserva solo tra le famiglie dove si associa la presenza di componenti occupati o ritirati dal lavoro.

poveri_e_vecchi_NQuesto per un totale di poveri assoluti, riassume l’Istat, di 1 milione e 126mila famiglie (il 4,6% di quelle residenti in Italia), pari a 2 milioni e 893mila individui (il 4,9% dell’intera popolazione italiana). Per quanto riguarda invece gli individui che si sono trovati in condizioni di povertà relativa, sono stimati dall’Istat in 8 milioni e 78mila (13,6% della popolazione), ovvero circa 2 milioni e 737mila famiglie (l’11,3% di quelle residenti nel Paese). Negli ultimi 4 anni, sottolinea l’Istat, la percentuale e’ rimasta sostanzialmente stabile. La soglia di povertà per una famiglia di due componenti e’ rappresentata dalla spesa media mensile per persona, che nel 2008 e’ risultata pari a 999,67 euro (+1,4% rispetto alla linea del 2007).

Le famiglie composte da due persone che hanno una spesa media mensile pari o inferiore a tale valore vengono classificate come relativamente povere.  Il fenomeno continua ad essere maggiormente diffuso nel Mezzogiorno (23,8%), dove l’incidenza e’ quasi cinque volte superiore a quella osservata nel resto del Paese (4,9% nel Nord e 6,7 nel Centro) e tra le famiglie piu’ ampie: coppie con tre o più figli e di famiglie. La situazione e’ più grave se i figli hanno meno di 18 anni: l’incidenza tra le famiglie con tre o più figli minori sale infatti, in media, al 27,2% e nel Mezzogiorno addirittura al 38,8%. Infine, se le famiglie povere hanno una spesa media equivalente sostanzialmente invariata rispetto al 2007 – pari a circa 784 euro al mese – nel Mezzogiorno i nuclei presentano invece una spesa media di circa 770 euro (l’intensità’ e’ del 23%), rispetto agli 820 e 804 euro osservati, rispettivamente, per il Nord (18%) e per il Centro (19,6%).

                                                                                                      

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Le banconote da… destinate a sparire?

Yahoo! Finanza

.euro

Nell’eurozona non c’è pace e a finire nel mirino sono anche le banconote da 500 euro. Il taglio più grande in circolazione nelle 10 maggiori economie al mondo è sotto il fuoco incrociato di analisi e revisioni, che spingono per una sua abolizione, per ragioni a carattere economico ma anche politico.

A inizio aprile, fu l’analista di Bank of Amerika Merrill Lynch, Athanasios Vamvakidis, forex strategist di Bank of America ed ex funzionario del Fondo Monetario Internazionale, a sostenere, con un rapporto scritto, che la Bce dovrebbe ritirarle dal mercato, al fine di sortire un triplice effetto: indebolire la moneta, aiutare il rilancio dell’economia dell’Eurozona, utilizzare i proventi dell’eventuale abolizione del taglio per ricapitalizzare le banche europee.

A dar man forte al giudizio dell’analista anche i dati del Soca (Serious Organized Crime Agency), l’organismo che gestisce i mandati internazionali d’arresto, secondo cui il 90% dei 500 euro circolanti sarebbero in mano a evasori fiscali o alla criminalità organizzata.

La nobile banconota sarebbe utilizzata per fini di riciclaggio di denaro sporco, una delle piaghe maggiori da debellare non solo nell’area Ue.

(more…)

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La Cultura non è un lusso

nicosia adrianoCultura, il Ministero senza programma e portafoglio

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La cultura non è lusso, è una necessità, sosteneva Gao Xingjjan.

È un’espressione che condivido pienamente, come approvo totalmente la recente proposta di far nascere un Ministero della Cultura svincolato dai Beni Culturali.

thCAPMRA4CCome al solito, però,  nascono spontanee delle domande: se non riusciamo neanche a essere custodi dei beni culturali, dell’immenso patrimonio italiano che rappresenta un’enorme ricchezza, come possiamo far nascere un Ministero della Cultura poiché implicherebbe notevoli investimenti? Ernesto Galli della Loggia e Roberto Esposito dovrebbero spiegarcelo!

La Cultura dovrebbe  sostenere e promuovere i talenti del teatro, le idee nella musica, nel cinema, nelle scuole, nelle arti visive e nell’architettura. In Italia ci sarebbe un bel po’ da fare, ma se oggi tagliamo i fondi anche alla scuola, cosa penseremo di programmare? I propositi sono buoni, ma non realizzabili; semplicemente perché mancherebbero i soldi. Dove li prenderemmo? O è l’ennesima bufala di periodo pre-elettorale? Un apparato per creare un altro Ministro e vari posti di sottogoverno, ma senza programmi e portafoglio?

No, grazie! Niente più favori alla Casta. Lasciateci rimarginare le ferite, è troppo presto per soffrire ancora. Non siamo mica scemi! Siate coscienti di una cosa però: l’ignoranza è un punto debole per una nazione.

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Grande Sud sale al Goveno

Governo Letta

Miccichè tra i quattro sottosegretari siciliani

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Il neo sottosegretario Gianjfranco Miccichè con il coordinatore regionale di Grande Sud Michele Mancuso

Il neo sottosegretario alla pubblica amministrazione e semplificazione Gianfranco Miccichè con Michele Mancuso coordinatore regionale di Grande Sud

Il viaggio a Roma di fine aprile di Gianfranco Miccichè non è stato inutile.
Il leader di Grande Sud, accompagnato dal coordinatore regionale del partito, dott. Michele Mancuso è stato ricevuto a Palazzo Grazioli da Silvio Berlusconi.
Si è trattato di un vero e proprio ritorno in grande stile alla casa madre dell’uomo di punta di Forza Italia, quello che realizzò lo storico “cappotto” ai danni della sinistra siciliana. Poi la rottura politica e la nascita di Grande Sud, con gli alti e i bassi.
A distanza di tempo rinasce l’antica amicizia tra i due leader, sancita dal sottosegretariato alla pubblica amministrazione e semplificazione, in tandem col ministro siciliano Gianpiero D’Alia. Proprio il cavallo di battaglia di Gianfranco Miccichè.
Dopo il calo elettorale e il periodo superato della recente malattia, Miccichè si rinforza e, collaborato da Michele Mancuso che sta rinnovando l’intero coordinamento regionale dando più spazio alla componente femminile prima oscurata, si propone un ritorno in grande stile sulla scena politica in previsione di ulteriori successi a cominciare dalle prossime elezioni europee; e – non si sa mai- anche nel caso di un imprevisto ritorno alle urne in caso fallisse il governo Letta.
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Come era previsto, sono 40 i sottosegretari e i viceministri che vanno a completare la squadra del governo Letta. Le nomine sono state ufficializzate nel corso di un consiglio dei ministri-lampo convocato dallo stesso Letta al termine del suo “tour” europeo. Ai Sottosegretari parlamentari, come già annunciato dal Presidente del Consiglio nel discorso alle Camere, non sarà corrisposto lo stipendio aggiuntivo. Inoltre gli uffici di diretta collaborazione dei Viceministri saranno ridotti e uniformati a quelli dei Sottosegretari, con la conseguenza che non ci sarà alcun costo aggiuntivo collegato alla suddetta nomina.

Ecco i nomi:

  • Presidenza del Consiglio - Giovanni Legnini (Editoria e Attuazione Programma), Sesa Amici (Rapporti con il Parlamento e coordinamento attivita’ di Governo), Sabrina De Camillis (Rapporti con il Parlamento e coord. attivita’ Governo), Walter Ferrazza (Affari Regionali e Autonomie), Micaela Biancofiore (Pari Opportunita’), Gianfranco Micciche’ (Pubblica Amministrazione e Semplificazione).
  • Interno - Filippo Bubbico (Viceministro), Domenico Manzione, Giampiero Bocci
  • Affari EsteriLapo Pistelli (Viceministro), Bruno Archi (Viceministro), Marta Dassu’ (Viceministro), Mario Giro.
  • Giustizia Giuseppe Beretta, Cosimo Ferri
  • DifesaRoberta Pinotti, Gioacchino Alfano
  • Economia e FinanzeStefano Fassina (Viceministro), Luigi Casero (Viceministro) Pierpaolo Baretta, Alberto Giorgetti
  • Sviluppo Economico - Carlo Calenda (Viceministro), Antonio Catricala’ (Viceministro), Simona Vicari, Claudio De Vincenti
  • Infrastrutture e TrasportiVincenzo De Luca (Viceministro), Erasmo De Angelis, Rocco Girlanda
  • Politiche Agricole Forestali e AlimentariMaurizio Martina, Giuseppe Castiglione
  • Ambiente, Tutela del territorio e del mareMarco Flavio Cirillo
  • Lavoro e Politiche SocialiCecilia Guerra (Viceministro), Jole Santelli, Carlo Dell’Aringa
  • Istruzione, Universita’ e RicercaGabriele Toccafondi, Marco Rossi Doria, Gianluca Galletti
  • Beni, Attivita’ culturali e turismo - Simonetta Giordani, Ilaria Borletti Buitoni
  • SalutePaolo Fadda

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Pensionati tra cud e code

Cud dei pensionati disponibile solo online

di Gaetano Bonaventura

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untitledLa legge di stabilità varata dal governo Monti ha previsto per le pubbliche amministrazioni l’utilizzo del canale telematico per inviare comunicazioni e certificazioni ai cittadini. L’obiettivo è ridurre i tempi e i costi della burocrazia, che tanto assilla il cittadino. Così anche l’Inps si è adeguato. Con Circolare n. 32 del l’INPS ha comunicato che a decorrere dal 2013, rilascerà i modelli CUD ai pensionati attraverso il canale telematico.

Un passo avanti verso la modernità, per portarci ai livelli dei Paesi più avanzati. Ma anche un salto nel buio per milioni di pensionati anziani  che non hanno internet o dimestichezza con questi nuova tecnologia. Così la maggior parte deve farsi aiutare dai parenti più giovani, chi ce li ha. Il problema tuttavia resta. E suscita preoccupazione diffuse.  Purtroppo questa misura, che  si  giustificata con il taglio delle spese per la pubblica amministrazione, non fa altro che spostare l’onere a carico del cittadino. 

imagesCA1DES9GQuesta misura non è assolutamente nella direzione della semplificazione, perché parte dal presupposto che la diffusione dei canali telematici sia capillare anche tra persone che, per ovvi motivi, non hanno accesso ad internet. Le possibilità alternative all’accesso online sono molte, ma comportano un costo enorme in termini di tempo perso, oltre a traslare il costo della stampa dei documenti semplicemente su altri soggetti diversi dalla sede centrale dell’Inps.

Da ultimo, penso che la convenzione stipulata con le Poste leda i diritti dei cittadini che sono costretti a pagare per ottenere un documento che spetta loro per legge.

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Laurea nel wc

La laurea è un pezzo di carta straccia

di Salvatore Scalia
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Un titolo talmente svalutato da meritare il paragone con la moneta svilita dall’inflazione, con cui non riesci ad acquistare nulla.
lauIl problema del calo di 58 mila iscrizioni in dieci anni nelle università italiane si può racchiudere nell’espressione prendersi un pezzo di carta.
La laurea è talmente svalutata da non meritare neanche di essere nominata, ricorrendo ad una metafora negativa che considera solo il foglio su cui è testimoniato il compimento di un corso di studi.
Il pezzo di carta richiama anche il paragone ad una moneta, svilita dall’inflazione, con cui non riesci ad acquistare nulla per quanto grande sia la cifra di cui disponi.Questa è la triste condizione della maggior parte dei giovani laureati italiani: anche se di grande intelligenza e preparazione restano disoccupati o difficilmente riescono a trovare un lavoro adeguato alle loro legittime aspettative. I più bravi e fortunati vanno all’estero, sicché ciò che l’Italia spende per la loro formazione se lo godono gratis gli altri.untitledIl primo luogo in cui per i più meritevoli è quasi impossibile trovare lavoro è l’università stessa, oltre che per i pesanti tagli anche a causa del familismo amorale che domina nella spartizione delle cattedre. Per anni si sono creati corsi di laurea inutili con il solo scopo di creare posti di lavoro per i docenti. Né c’è stato collegamento con le esigenze della società: in Sicilia, dove c’è lavoro per poche centinaia di giornalisti, le università ne hanno previsti migliaia.

A causa dello scarso prestigio di molti atenei, nel mercato del lavoro certe lauree sono considerate meno che carta straccia. Tutto ciò accade per il ruolo marginale che economia e politica assegnano a cultura e istruzione. Qui si tagliano i fondi, in controtendenza rispetto ai paesi industrializzati dove si ritiene che accrescere il numero dei laureati favorisca lo sviluppo.

Davanti ad un quadro così desolante, in una società in cui il modello vincente è il riccone che, invece di sudare sui libri, ha fatto fortuna con la furbizia, non desta meraviglia che tanti giovani non credano più alla laurea come strumento di lavoro ed emancipazione sociale.

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Più luce

ora

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Fare bene del bene

Accendiamo una Luce per…l’Africa

di Nunzio Vitellaro

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sorrisoSfidando la forza del vento e quella del sonno, domenica, dalla prima mattinata fino ad oltre ora di cena, ci siamo impegnati cercando di regalare un sorriso ai bambini africani (e anche a quelli milenesi che hanno ricevuto le nostre ottime uova di cioccolato, rigorosamente fabbricate in Sicilia).

Il ricavato della vendita delle “Uova del Sorriso” andrà a finanziare i progetti dell’organizzazione umanitaria Alup (Accendiamo una Luce per…l’Africa) in Tanzania e l’assistenza dei migranti in territorio siciliano.

Questo dovrebbe essere il momento dei ringraziamenti, ma per non essere noiosi e retorici, vorremmo prima fare qualche considerazione di ben altro tono: ben noti pulpiti ci hanno accusato di “operare senza fede”, tanto che, con alcune nobili eccezioni, quelli di fede hanno deciso di non operare, passando indifferenti davanti al nostro gazebo;  altri invece hanno insinuato che il denaro non avrebbe preso la strada giusta.  

uovoNonostante tutto  la nostra iniziativa  non ha avuto nessun fine religioso o politico ma prettamente umanitario e di solidarietà. La maggioranza l’ha compreso e con entusiasmo ci ha supportati “regalando un sorriso”  a quei bambini che non hanno la possibilità di indossare un vestito nuovo e di marca in un giorno di festa.

Ringraziamo tutti coloro che, senza alcun fine se non quello di fare del bene, ci hanno aiutati donando anche più del dovuto. Tutto ciò dimostra che nell’animo di certe Signore e certi Signori è ancora vivo il senso di compiere del bene disinteressato.

Nunzio, Carmelo, Melissa, Sofia, Francesco (Volontari Alup)

PS. Fossimo stati in campagna elettorale avremmo sfamato l’Africa!!!

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Il turismo negato

enitstoricoLA POLITICA RILANCI IL TURISMO

di Francesco Chiavegato

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Ci si perde tra mari e Monti e il nostro turismo va a rotoli… Ultima notizia il calo ad agosto del 30% delle presenze.

Ci vuole un telescopio spaziale per cercare il nostro “petrolio”?

L’Arabia Saudita ha trivellato la crosta terrestre…

Noi dovremmo solamente istruire meglio gli operatori turistici all’ospitalità, rimodernare il nostro patrimonio edilizio recettivo e rivedere le tariffe in rapporto ai servizi offerti.

La materia prima è quel parco di beni architettonici e paesaggistici che, con la nostra storia, valgono il 70% delle meraviglie mondiali.

Cosa ci vuole a programmare una seria e valida politica per rilanciare l’industria turistica che abbia un’unica concreta regia nazionale?

Dai Italia, svegliati da questo lungo sonno della prima e seconda Repubblica!

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