Entopo, cugino di Esopo – Fiaba XVIII
L’Asino in sciopero
da Berlicche
Un Asino trasportava cose per conto del carrettiere suo padrone.
Poiché raramente i carichi erano pesanti ed era ben nutrito, l’Asino era soddisfatto.
Ma un giorno nel paese arrivò la carestia, i lavori disponibili furono sempre meno e mal pagati e le ristrettezze aumentarono.
L’Asino però non ci stava. “Ecco,” si disse, “lavoro più duramente e mangio di meno di prima. Il padrone è ingrato e non comprende la mia fatica: gli farò capire chi è che comanda, chi tra noi due è quello indispensabile.”
Così, la volta successiva che il carretto fu riempito, l’Asino rifiutò di muoversi. Invano il suo padrone lo spinse, lo supplicò, lo bastonò persino: l’Asino ragliava, scalciava e non si spostava di un palmo.
Alla fine il carrettiere piangendo si rivolse all’animale: “Disgraziato, cos’hai fatto?” disse, “non abbiamo portato il carico in tempo e han dato il lavoro ad altri. Era l’ultimo disponibile, non me ne affideranno più. Sono rovinato e non posso mantenerti oltre: non mi resta che mangiarti e vendere la tua pelle per ricavare ancora qualche soldo.”










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