Gela brucia e tutti quelli che potrebbero salvarla chiudono gli occhi!
La malavita sempre più scatenata tra attentati incendiari e pistolettate
Attentati incendiari a go go ed “avvertimenti” a colpi di pistolettate. Le notti in città si fanno più “incandescenti”.
A rendere il clima “rovente” ci pensa la malavita, pronta a colpire notte dopo notte per lanciare messaggi di fuoco a chi ha sgarrato o come primo “avvertimento” prima di mettere sotto scacco qualche vittima. Quali siano i motivi non è ancora chiaro, certo è, invece, che gli attentatori stanno agendo allegramente, trasformando la città in un “inferno”.
L’azione delinquenziale della scorsa notte suona peggio di un bollettino di guerra: si sono contate 5 autovetture ed il portone d’ingresso dell’abitazione di un detenuto agli arresti domiciliari, danneggiati dagli incendi ed un’autovettura danneggiata da una scarica di pistolettate.
Altro che “casbah! “, Gela è diventata una bolgia infernale. Ieri mattina la città si è svegliata attonita: il continuo andirivieni di vigili del fuoco costretti a correre da una parte all’altra della città, durante la notte ha dato l’idea di uno stato di guerra.
E tra la popolazione c’è ora molta preoccupazione.
Tutto è cominciato poco dopo l’1 quando in via Belgio, i soliti ignoti hanno mandato in fumo la Bmw X3 di Antonio Moscato, operaio di 24 anni. Le fiamme hanno distrutto la parte anteriore del Suv.
Poco dopo i delinquenti hanno agito in via Archestrato, nel rione “Mulino a vento” dove sono stati esplosi diversi colpi di pistola all’indirizzo della “Mini Cooper” di Luciano Dierna, disoccupato di 29 anni.
Poco dopo, in via Portuense, ignoti delinquenti hanno appiccato l’incendio al portone d’ingresso dell’abitazione di Isidoro Picceri, di 57 anni, attualmente detenuto ai domiciliari. Il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha scongiurato il pericolo che le fiamme si propagassero all’interno del vano scala. I danni sono stati limitati.
In via Beato Novello, invece, nel mirino della malavita è finita la Fiat Cinquecento di proprietà di Ignazio Alabiso, disoccupato di 26 anni.
Gravissima l’azione delinquenziale compiuta alle 4,20 in via Santa Maria degli Angeli, nella zona balneare di Manfria, ai danni di Gaetano Lionti, 31 anni titolare della ditta edile “Lavori generali srl”, già impegnata in importanti appalti pubblici. Gli attentatori hanno appiccato l’incendio a tre vetture intestate alla ditta, due delle quali erano parcheggiate nel cortile interno della proprietà di Lionti. Nel mirino sono finite una Bmw 120 cabrio che si trovava parcheggiata lungo la strada, un’Alfa Romeo “Mito” ed una Mercedes classe E. Per incendiare le ultime due vetture, gli attentatori hanno scavalcato il cancello della proprietà di Lionti.
Sulla catena di episodi delinquenziali, i Carabinieri del Reparto Territoriale, hanno avviato indagini.
Criminalità scatenata, 5 auto in fiamme, pistolettate contro mini coooper
Una città nell’emergenza: l’ennesima “notte di fuoco” conferma il malessere di una città, stretta nella morsa di criminali spietati, spregiudicati e liberi di agire come e quando vogliono.
Come hanno fatto ieri notte quando, all’1,30 hanno dato fuoco ad un chiosco ligneo adibito alla vendita di panini sito nel Lungomare Federico II. Hanno agito in un momento in cui la struttura era chiusa e la zona era piena zeppa di gente: eppure nessuno si sarebbe accorto di nulla. Un incendio, quello al chiosco, che ha segnato l’inizio di una notte all’insegna della prepotenza, della prevaricazione, della follia, delle fiamme a scopo di intimidazione, di vendetta e chissà, forse anche come atto dimostrativo.
Sono stati tre gli attentati rilevati tra la notte e le prime luci del giorno dell’altr0 ieri: nel mirino, oltre al chiosco, sono finiti l’autovettura di un muratore ed un paio di serre impiantate nelle campagne di contrada Bulala di proprietà di un serricoltore associato all’Agroverde.
Tutto è cominciato al Lungomare, una zona che già 24 ore prima era stata teatro di una rapina ai danni del titolare di un bar. All’1,30, mentre centinaia di cittadini si godevano la serata all’aria aperta, ignoti hanno preso di mira il chiosco “Brazil” in uso a Domenico Giglio, di 21 anni. La struttura, meta giornaliera di decine di avventori, era chiuso da una settimana perchè i gestori sono in crociera per una vacanza.
Incuranti di essere notati da qualcuno, i malviventi piromani, veri parassiti della società che con azioni del genere scoraggiano le iniziative di quei giovani laboriosi che un lavoro se lo creano in una realtà come la nostra in cui trovare un’occupazione è una “chimera”, hanno appiccato l’incendio dal retro del chiosco. Le fiamme si sono sviluppate alte, “divorando” la cucina, tutto ciò che vi era all’interno. Il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha scongiurato il pericolo che le fiamme attaccassero pure la bombola di gpl. Ad assistere alle operazioni dei vigili del fuoco, c’erano centimaia di curiosi. I danni ammontano a 50 mila euro.
Un’ora dopo, i delinquenti hanno agito in via Potenza dove hanno dato alle fiamme la Renault Clio di Salvatore Tambone, muratore di 48 anni. Sui due episodi indagano i Carabinieri. Infine un serricoltore, ieri mattina, ha trovato le sue serre rase al suolo dalle fiamme. Indaga la Polizia.









