IL DEBITO DELLA MEZZANOTTE DI FERRAGOSTO
di Maria Sorce Cocuzza
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In inverno un contadino chiese in prestito a “masciu Turiddu Sarudda” mezza salma di grano e lui gliela diede a queste condizioni: ” ‘U quinnici d’agustu, a mezzanotti precisa, mentri sona Ciccu e Ninu, mi l’ha purtari cu i du tummina di valuta. Si ‘un ti presenti a l’orariu, m’ha dari lu duppiu! “.
L’uomo conoscendo l’originalità dell’individuo con cui aveva a che fare, il giorno stabilito, prima di mezzanotte, con le bisacce di grano caricate sui muli, fu in via Trento, dietro la porta di “masciu Turiddu”, che essendo in attesa, sentì lo scalpitio dei muli.
Appena la campana della torre cominciò a scandire i tocchi di Ciccu e Ninu il contadino bussò alla porta e disse: “Masciu Turi’, ccà sugnu!“.
Egli in brache da notte, scese, aprì l’uscio e, quando gli fu davanti, esclamò: ” P’a to’ puntualità, t’arrigalu lu frumentu cu tutta la valuta! “.
Il contadino fece la parte di non volere accettare, ma alla fine, grato, lo ringraziò, lo salutò e tornò a casa gongolante.
“Masciu Turiddu”, soddisfatto della puntualità del contadino e contento della propria bella azione compiuta, tornò a letto e fece sogni sereni.










veramente una bella storia che fa rivivere la bellissima Mussomeli antica