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Archivio per 4 agosto 2012

La regina della fossa olimpica

Jessica Rossi, è oro!

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La ventenne frantuma tutti i record mondiali e domina la finale del trap femminile: arriva il quinto oro dell’Italia alle Olimpiadi.

Con una prova ai limiti della perfezione (99/100), la ventenne tiratrice ha dominato la finale della prova di trap (fossa olimpica) femminile.

La giovane emiliana ha chiuso la fase di qualificazione con l’en plein 75/75 e ha continuato nella sua infallibilità fino al piattello 92, che rimane il suo unico errore.

La Rossi ha frantumato ogni primato: record mondiale assoluto, record mondiale juniores e record olimpico sono adesso suoi.

JESSICA DEDICA L’ORO AI TERREMOTATI

Staccatissime le rivali: la Stefecekova e la Reau hanno chiuso a sei piattelli di distanza. Le due tiratrici, rispettivamente argento e bronzo, hanno tolto alla sanmarinese Alessandra Perilli la gioia di regalare la prima medaglia olimpica nella storia della Repubblica del Titano.

La classifica finale:
1 ROSSI Jessica 99
2 STEFECEKOVA Zuzana 93
3 REAU Delphine 93
4 PERILLI Alessandra 93
5 GALVEZ Fatima 87
6 BALOGH Suzanne 87

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Chiesa di San Matteo

da Palermo d’Amare
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Iniziata nel 1633, fu consacrata nel 1647, ma fu ultimata solo nel 1664.

La facciata barocca reca al centro la statua della Vergine affiancata da quella di San Mattia a destra e quella di San Matteo a sinistra.

L’interno è a croce latina a tre navate divise da colonne.

L’entrata principale è sovrastata da una serie di bassorilievi del Serpotta, nel presbiterio, dello stesso artista, possiamo ammirare le due sculture raffiguranti Fede, Speranza, affiancate da quelle raffiguranti Carità e Giustizia di altro autore.

L’Altare maggiore è in marmo impreziosito da agata e lapislazzuli, decorato da bassorilievi in legno dorato che rappresentano scene bibliche e arricchito da bronzi; degno di nota è un Crocifisso ligneo contenuto dentro un bellissimo reliquiario scolpito a bassorilievo posto nella navata laterale di destra.

La cupola reca affreschi settecenteschi, la Chiesa è ricca di bellissime tele vi è anche un organo finemente scolpito risalente alla seconda metà del 1800.

Al suo interno, nascosta da un genuflessorio si trova una una botola che porta al sottosuolo, la leggenda narra che fosse una delle vie utilizzate dai Beati Paoli, che nella Chiesa avevano la loro sede, per circolare nei percorsi sotterranei della città.

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Visita completa della Chiesa quì: http://palermodintorni.blogspot.it/2008/10/chiesa-di-san-matteo.html

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Uomini di paglia

Gli «uomini di paglia»… ma non solo in amore

di Roberto Cafiso

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Pietro Germi dedicò loro un film nel 1958. L’uomo di paglia racconta la vicenda di un incontro tra un uomo sposato ed una donna nel clima dell’Italia che si industrializzava. Lei si ucciderà perché, abbandonata, non si rassegnerà a rinunziare alla sua storia d’amore.

Ma gli uomini di paglia sono anche altro e vanno oltre le vicende romantiche dove di norma se la danno a gambe, protesi verso il calduccio delle proprie certezze, mentre le loro amate per un sentimento profondo metterebbero sottosopra la propria vita. Gli uomini di paglia li incontriamo nella vita sociale, in quella pubblica e, manco a dirsi, in politica. Non fosse altro per la distribuzione statistica casuale.

A prima vista si mostrano sicuri, un po’ smargiassi e promettono, giurano, anzi spergiurano, e come gli incantatori di serpenti risultano persino credibili a chi è fiducioso nel prossimo. Loro, un po’ istrionici ed un po’ narcisisti, hanno sempre la calcolatrice in mano: nulla per nulla, tutto per uno scopo. Si lanciano e promettono mare e monti, raccontano di loro passate imprese frutto di una fantasia scadente ma smodata, si stagliano nel mondo come giganti ma in realtà sono nani sotto lenti convesse.
Alcuni uomini di paglia, che non riescono a fare i conti con loro stessi, sono persino in buona fede. Si descrivono capaci di imprese nelle quali credono, ma alla fine cederanno come sempre, perché chi è di paglia non riesce a portare avanti nulla se non la routine, perché la paglia sotto attrito produce scintille e si incenerisce.
Per questo non sono in grado di passioni ardenti. Vorrebbero, magari ci provano, ma non accettando le sfide ed i profondi cambiamenti, non troveranno il passo giusto per completare l’opera. Mancano di coraggio, anzi sono pieni di paure, del giudizio sociale in primo luogo che temono ed evitano anche a costo di ridursi ad inutili fuscelli.
Se non danneggiassero il loro prossimo farebbero persino pena. Ma purtroppo possono fare molto male, come nel film di Germi. Il fatto è che la consapevolezza dei propri limiti è la virtù fondante dei forti. Chi non la possiede si illude ed illude perché strafà non avendone i mezzi, giacché incapace di sopportare veri sconvolgimenti esistenziali, né doveri morali verso il prossimo.

Tutti hanno diritto ad esistere, ma gli uomini di paglia bluffano e creano aspettative che sanno di non poter garantire. Si muovono pensando persino di essere più furbi degli altri, che il loro saltare i fossi sia un’abilità per smarcarsi volta per volta e fare sostanzialmente i propri interessi.
A parole sono bravi e i loro propositi dichiarati sembrano degni di fede. Anzi sovente appaiono buoni e fidati e perciò ci si incammina con loro. Ad un certo punto però ti giri e non li vedi più. Si sono dileguati senza aver avuto il fegato di dire : non ce la faccio.
Brutta faccenda quando magari hai investito su di loro energie, sentimenti o persino denaro.

Pessima storia se hanno fatto promesse ed una volta eletti si sono eclissati per poi ricomparire a ridosso delle nuove elezioni, con un buon motivo per giustificare la loro latitanza. In genere gli uomini di paglia puntano codardamente il dito su qualcun altro e si assolvono oppure – più onesti – piangono sommessamente.
Lacrime inutili perché la loro consistenza è filiforme e la loro tendenza all’autoprotezione è una ragion di stato.

Riconoscerli anzitempo è il solo modo per non subirli imbarcandosi in storie dal finale scontato, sempre uguale.

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Guarda un anticipo…

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Grillo: Pensioni di bronzo!

Grillo, 100mila pensioni d’oro

Con tetto a 5000 euro mensili si risparmiano 7mld l’anno


Grillo, 100mila pensioni d'oro

ANSA

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Ci sono ”100.000 pensioni d’oro per un costo annuo di 13 miliardi. Se venissero abbassate a 5.000 euro netti al mese, il risparmio annuale sarebbe superiore ai 7 miliardi di euro”.

A renderlo noto e’ Beppe Grillo sul suo blog nel quale ricorda come a luglio i parlamentari abbiano bocciato ”un emendamento per portare le pensioni d’oro a un minimo di 6.000 euro netti al mese e, se cumulate con altri trattamenti pensionistici, a 10.000”.

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Usa… la furbizia

Del perchè lo Zio Sam vinse la guerra!

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Il Padre Eterno convocò i capi di Governo delle Potenze belligeranti
per porre fine all’immane conflitto.
Le tesi sostenute da ciascuno erano inconciliabili e, quindi, difficile diventava il raggiungimento di una pace negoziata.
Dio, allora, escogitò un rimedio risolutivo. Disse: “Ho deciso. Chi di voi riuscirà a catturare quell’unico pesce che guizza in quella vasca, sarà decretato vincitore”.

Il 1° a lanciarsi in acqua, così vestito com’era, fu Mussolini il quale riuscì ad agguantare più volte il pesce, ma non a tenerlo in pugno e quindi, stanco dei tentativi andati a vuoto, si sedette sull’orlo della vasca per riprendere lena.

Intervenne Hitler, il quale, con manovre-lampo, riuscì in poche bracciate ad impadronirsi del pesce, a tenerlo ben fermo in pugno, sennonchè, nell’atto di uscire dalla vasca per presentare il suo trofeo, il pesce gli sgusciò dal pugno.

Stalin se ne stava ad osservare e, se ci fu un momento in cui ammiccò a Hitler, poi decisamente parteggiò e sostenne gli altri 2. Anche lui ci provò, ma inutilmente.

Fu allora la volta di Churchill il quale, con tipica flemma inglese, entrò nella vasca col sigaro, si tolse il cilindro e con questo iniziò pazientemente a svuotarla.
Si capiva lo scopo ultimo dell’impresa: catturare il pesce dopo averlo privato del sostentamento vitale.
A questo punto lo scenario diventa curiosamente variegato e, comunque, nuovo ed imprevedibile.

Il paralitico Roosevelt, titolare dell’Impero Stellato, si sporge sull’orlo, batte la stampella sulle spalle dell’inglese e, con il classico sorriso del cow-boy, dice:

” Amico, fai bene il tuo lavoro; quando avrai finito di svuotare la vasca, verrò io dentro a prendere il pesce”.

E così Dio, a conclusione della gara, decretò il vincitore.

(Pescata nel Mare Magnum del web).

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Feste… in Programma

 

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