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Archivio per agosto 2012

Il cacatoio di Masaniello

Chi robba… ranni !

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Robba ranni, roba grande, è il vecchio nome del Villaggio Masaniello.

Ma la “robba ranni”, la roba di cui ci dispiace oggi raccontarvi, è qualcosaltro. E’ una ferita al villaggio più grande di Milena, è un’offesa all’intero paese, è una macchia sporca, maleodorante ed indelebile per l’Amministrazione comunale: è per essere precisi la cacca di cane, son salsicciotti di escrementi canini sparsi un po’ dovunque.

Eppure Robba Ranni dovrebbe essere un Villaggio “modello” per quanti sindaci, vicesindaci, assessori e consiglieri comunali nel corso degli anni ha espresso a bizzeffe! Si sono avvicendati molti, tantissimi politici del posto. Eppure Masaniello continua ad avere il suo bel ponte intasato, la sua strada principale alluvionata ed infangata alle prime piogge e… una frotta di randagi.

Cani per lo più bastardi nutriti da alcuni pietosi villaggianti. Lasciano le loro cacche per terra e il loro piscio anche sui muri. L’impatto visivo e olfattivo smuove il vomito alle persone che abitano e circolano da quelle parti.

Come al solito documentiamo le nostre osservazioni con alcune foto che dicono tutto anche se non ci possono far sentire il fetore indicibile. Allargano le mani gli anziani residenti quasi rassegnati a vivere in questo enorme w.c. cloaca maxima all’aperto.

Dove sono gli amministratori? Dove i responsabili dell’igiene pubblica? Considerando lo stato di degrado del villaggio, parrebbe che nessuno di costoro visiti il posto da tempo. Ma non è così. “Vedono-vedono” ci confermano, ma non fanno niente in pratica per migliorare l’ambiente.

Le foto sono inclementi ed inchiodano alle loro eventuali responsabilità quanti dovrebbero far qualcosa e non la fanno riguardo la salute e la incolumità pubblica. Si rischia infatti non solo di rovinarsi i polmoni, di prendersi qualche brutta malattia, ma anche di restare colpiti da materiale che si stacchi da fatiscenti costruzioni che minacciano di crollare da un momento all’altro.

Ma è mai possibile che se qualcosa si fa, lo si faccia sempre dietro spinta-denuncia di questo blog? Perchè -sempre e spontaneamente – non si aprono gli occhi? Perchè non si vigila? Perchè non si fa qualcosa per evitare i crolli? Perchè i politici “robbarannisi” non si indignano, non segnalano, non fanno? Perchè questa paralisi amministrativa? Perchè non si trova un po’ di tempo da dedicare a far vivere meglio la cittadinanza e invece se ne spende fin troppo per sfilare, salire e scendere dai palchi, bisbocciare in piazza?

Perchè si continua a tenere buono il popolo, come millenni fa gli imperatori romani, con panem et circenses? Oggi si potrebbe tradurre in pani cunzatu e pallunati...

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Il Vallone dei Templi

«Correggere gli errori del governo borbonico»

di Gero Difrancesco

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Non vorrei dare l’impressione di essere il bastian contrario della situazione, ma sono convinto che la “spending review”, con il suo progetto di accorpamento delle province, non possa operare meccanicamente in una Sicilia, il cui statuto, all’art. 15, ha eliminato le circoscrizioni provinciali ed istituito, in loro vece, i liberi consorzi dei comuni.
E’ vero che una legge regionale può modificare la delimitazione di questi liberi consorzi comunali che poi tanto liberi non sono mai stati, ed è anche vero che le modalità di modifica degli ambiti territoriali delle province regionali così come stabilito all’art. 7 della lr. 9/86, possono essere aggiornate, ma penso che tutto ciò non possa prescindere dalla volontà dei comuni e dalle condizioni economiche e sociali in cui essi si trovano.

Un esempio lampante viene proprio dalla Valle del Platani che per condizioni storiche, economiche e politiche niente ha avuto “mai” a che fare con la provincia (vecchia intendenza) di Caltanissetta né con quella inventata dal governo fascista di Enna, creata attorno alla vecchia Castrogiovanni.

I cittadini della Valle del Platani (non me ne voglia l’on. Cardinale) hanno una proiezione naturale su Agrigento, con la sua attrattività turistica della Valle dei Templi, con il suo frequentato Consorzio Universitario, con il suo Ospedale San Giovanni di Dio, con la sua viabilità gommata e ferrata di facile e veloce percorribilità, con la sua Area di Sviluppo Industriale, con il suo porto commerciale e con quello che potrebbe diventare l’aeroporto di terzo livello.

Si pensi dunque alla “revisione della spesa” come ad una grande occasione per correggere gli errori ottocenteschi del governo borbonico e le disattenzioni politiche di quanti si sono succeduti nella rappresentanza regionale e nazionale della Valle del Platani nell’Italia Unita.

E’ in questo modo che si potrebbe ridare potere decisionale ai comuni e alle popolazioni, affinchè davvero questi Liberi Consorzi ovvero queste ” Province Regionali” possano esprimere la loro autonoma determinazione ed approfittare della crisi economica per fare un salto di qualità e di innovazione.

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Poetinfesta

Tante menzioni per i poeti Milena

di c. l.)

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L’assessore alla cultura Vincenzo Nicastro, ha reso noti i nomi dei poeti che hanno ottenuto menzioni dalla Commissione del premio “Il paese delle robbe”.

  • Per quanto riguarda la provincia di Caltanissetta, hanno ottenuto la menzione per la sezione A (studenti di Scuola primaria e secondaria di I° grado) Carola Palumbo di Milena, Ingrao Tommaso di Milena, Giada Milia di Caltanissetta, Martina Cipolla di Milena, Evelyn D’Antona di Riesi, Maria Pia Provenzano di Milena, Attilio Cipolla di Milena, Giorgia Elisabetta Cipollina di Caltanissetta, Agostino Mantione, Francesca Porsio di Caltanissetta, Gaia Salamone di Riesi, Ilenia Lazzara di Serradifalco.
  • Per la sezione B (sezione giovani da 15 a 25 anni) Valentina Carruba di Mussomeli, Mariagrazia Nuara di Vallelunga.
  • Per la sezione C (sezione adulti da 26 anni in sù) Sebastiana Vitello di Milena e Salvatore Amico di Caltanissetta.
  • Per la sezione D (sezione giovani da 15 a 25 anni): Lucia Mirjam Nuara di Vallelunga, Salvatore Ruffino di Montedoro, Alessio Mantione di Milena.
  • Per la sezione E (sezione giovani da 15 a 25 anni): Maria Grazia Nuara di Vallelunga.
  • Per la sezione F (sezione adulti da 26 anni in sù): Rosaria Carbone di Riesi, Calogero Caramanna di San Cataldo.

Inoltre, sono stati segnalati dalla Commissione i seguenti poeti:

  • per la Sezione A (studenti della Scuola primaria e secondaria di I° grado) Vanessa Pistone di Riesi, Francesca Cipolla di Milena, Simona Cassenti di Milena, Giusi Pia Schillaci di Milena, Alessia Micciche’ di Caltanissetta, Rossella Angilella di Milena, Mariangela Geraci di Milena, Federica Lipani di Caltanissetta, Simone Gagliano di Milena, Irene Miriam Nuara di Vallelunga, Paolino Chiparo di Milena, Salvatore Cristian Correnti di Riesi, Simona Rita Corrado di Bompensiere, Gabriele Giuliana di Caltanissetta.
  • Per la sezione B (sezione giovani da 15 a 25 anni): Giuseppe Guglielmo Pappalardo di Sommatino, Carmelo Virciglio di Milena, Carmelo Vitellaro di Milena.
  • Per la sezione C: Giuseppa Conte di Serradifalco, Maria Concetta Fonti di Caltanissetta, Anna Carlotta di Montedoro.
  • Per la sezione F: Cataldo Falzone di San Cataldo e Calogera Mantione di San Cataldo.

La cerimonia di premiazione si svolgerà l’1 settembre alle ore 20 al Parco urbano.

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10 euro ben spesi

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Piccole e grandi storie, leggende metropolitane, chiacchiere e “si dice”, presunti misteri e tante curiosità.

C’è tutto ciò, e altro ancora, in questa raccolta di narrazioni orali che Fabio Ceraulo ha messo insieme passeggiando per Palermo e imbattendosi in parenti, amici, conoscenti ed estranei che avevano voglia di raccontare ricordi a un “esploratore urbano” come lui.

Ne viene fuori una città in cui si tramandano bizzarre vicende di spiritismo, si custodiscono amare memorie dell’epoca garibaldina e delle due guerre mondiali e si delineano ritratti di personaggi – alcuni illustri e molti sconosciuti – che hanno lasciato traccia di sé, nel bene o nel male, fra i loro contemporanei.

Senza alcuna pretesa di storicità, l’autore riporta con taglio semplice e immediato le dicerie, i piccoli accadimenti e le esperienze agre o divertenti che da secoli, o da appena una generazione, passano di bocca in bocca per le strade e le piazze di una “Palermo nascosta” che merita di essere svelata.

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The digital sex

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Santa Caterina esorcista

Storia vera della bambina Lorenza esorcizzata da Caterina da Siena

di Renato Pierri

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I primi otto anni della sua vita Lorenza li aveva trascorsi tranquillamente in una bella casa di Siena, coccolata da mamma, papà e dalla sorella più grande.

Disgrazia volle che il padre, ser Michele di ser Monaldo, stimatissimo notaio, raggiunta una certa età fu preso dal desiderio irresistibile di dedicare il resto della sua vita al servizio di Dio. Disgrazia, in realtà, non per lui, fortunatissimo, ma per le povere figlie, giacché il loro caro babbo decise di consacrare anch’esse al buon Dio. Donò i suoi averi al monastero di San Giovanni Battista, pose le fanciulle in compagnia delle altre vergini che vi erano rinchiuse, e lui e la moglie andarono ad abitare nella foresteria, per sbrigare gli affari del convento, e nello stesso tempo stare vicino a Dio.

L’improvviso cambiamento non piacque per niente a Lorenza, che cominciò a piangere e a disperarsi, ed era inconsolabile al punto che un giorno una monaca se ne uscì dicendo: “Questa bimba ha il diavolo in corpo!”. Non l’avesse mai detto! Il pianto e gli strilli di Lorenza turbavano la quiete del monastero, e quella era una ragione più che sufficiente affinché fosse allontanata. In breve tempo tutte le monache si persuasero che Lorenza fosse indemoniata, e ser Michele fu costretto a portarla via.

Il demonio, però, appena fuori del monastero, cambiò atteggiamento: anziché tormentare Lorenza, le diede insolite capacità. La bimba, nuovamente vicino a mamma e papà, si era calmata, ma un giorno, grazie alle arti dell’antico serpente, cominciò a parlare un latino elegante, pur non conoscendo questa lingua; rispondeva a profondi quesiti, e scopriva i segreti peccati delle persone.

I genitori, nonostante le facoltà della loro bambina non recassero danno ad alcuno, se non ai peccatori, erano certissimi che il demonio albergasse ancora nel corpo della figlioletta, e poiché tanta era la loro pena e tanto il timore del serpente antico, cercarono ogni mezzo per liberarla dall’intruso. La portarono a visitare reliquie di santi; la posero a sedere sul sepolcro del beato Ambrogio Sansedoni, che in vita ebbe la virtù di scacciare gli spiriti immondi, ma fu tutto inutile; neppure i vestiti del grande esorcista, messi addosso alla piccola, riuscirono a mettere in fuga il demonio: la bimba continuava a parlare latino elegante e non dar fastidio a nessuno, oltre che ai peccatori.

Non restava che rivolgersi a Caterina da Siena. La santa però non aveva un buon carattere.

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La fuga dal municipio

Incredibile! Randazzo, dopo essere riuscito ad impadronirsi del consiglio comunale, fa scappare il sindaco e la giunta!

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AMMINISTRAZIONE ALLO SBANDO

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Ricordiamoci questa data  ” 28 agosto 2012, ore 18 “. Passerà alla storia. Per la prima volta a Milena il sindaco e gli assessori non partecipano ad una seduta del consiglio comunale.

Un altro record negativo che va ad aggiungersi a quell’altro che porta la data  ” 8 luglio 2010 ” quando per la prima volta a Milena un sindaco non aveva più una sua maggioranza dentro il consiglio comunale (per la scelta di dichiararsi indipendente della consigliera Vella, dopo l’addio del presidente del consiglio Tona.

Due date infauste per quello che sarà noto come “il sindaco del cambiamento” in peggio, almeno relativamente a questi punti. Invero ce ne sarebbero altri record negativi, ma non ci sembra il caso di infierire sull’amministrazione targata Vitellaro. Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa e noi non abbiamo intenzione di maramaldeggiare, ma semplicemente d’illuminare la scena politica.

Che le cose non stiano andando per niente bene lo si poteva intuire già da quanto è successo nel consiglio comunale del 21 agosto dichiarato “urgente e straordinario” quando si doveva deliberare sulla  costituzione di una “Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti A.T.O.” e sulla “Approvazione Statuto e atto costitutivo e relativa autorizzazione al legale rappresentante dell’Ente alla sottoscrizione”.

Vitellaro con l’assesore Ingrao

Ebbene in quell’occasione il “legale rappresentante dell’Ente”, vale a dire il sindaco, non aveva partecipato alla seduta urgente e straordinaria che pure egli stesso aveva convocato. Come spesso gli accade, impegnato altrove e per altro, il primo cittadino non è andato al consiglio. Però – come è solito fare – non aveva delegato il suo fido assessore Ingrao (saltando sempre il visesindaco, tale solo sulla carta), ma aveva scelto di mandare in prima linea ad affrontare l’agguerrita minoranza (fortificata dai due indipendenti Tona e Vella, di fatto trasformatasi in una solida maggioranza tritasassi) il neo assessore Raimondo Mattina, il quale nulla o poco conosce dei particolari su quanto successo negli anni precedenti essendo l’ultimo arrivato.

Ai più informati questo insolito fatto era sembrato un segno di cedimento, una crepa segnale di un possibile crollo della struttura amministrativa. Un collasso avvenuto puntualmente in occasione del consiglio comunale di ieri quando nessun rappresentante della giunta, sindaco compreso, è stato presente.

Ricostruiamo i fatti. Il portavoce del sindaco annunciava il ritardo del sindaco per i soliti onerosi e innumerevoli impegni, purn tuttavia ne dava per imminente e certo il suo arrivo. L’annuncio dell’affine provocava il risentimento dei consiglieri comunali avversari e dell’ex sindaco Randazzo in particolare che, quand’era sindaco partecipava a tutte le sedute consiliari, come oggi fa da componente della minoranza (come fanno le persone coerenti e serie).

Il sindaco ritardava? Poco male. La nuova maggioranza studiava la contromossa e spostava le interrogazioni consiliari a lui rivolte, dall’inizio alla fine dell’agenda del consiglio comunale. Quando poi si capiva che nonostante l’annunciato “sta venendo” il sindaco non sarebbe più venuto, la neo-maggioranza preparava un’altra contromossa: non rinviando le interrogazioni “orali” all’ordine del giorno del prossimo consiglio, ma chiedendo al  sindaco di dare alle stesse una risposta scritta. Fine dei giochetti, il maestro Randazzo e i suoi assistenti in pratica assegnavano il compitino scritto all’allievo sindaco Vitellaro.

Ma riprendiamo il discorso principale. Un apposito regolamento stabilisce la dovuta partecipazione allo svolgimento dei consigli comunali del sindaco o almeno di un assessore delegato. A questa regola tutti si sono sempre attenuti e hanno sempre rispettato. Ecco perchè fa notizia l’assenza al consiglio di ieri del sindaco e degli assessori. Una scelta, comunque la si voglia interpretare, segno di immaturità politica, di disprezzo del consiglio comunale inteso come istituzione.

Ad onor del vero, meglio del sindaco e degli assessori della giunta Vitellaro hanno fatto i consiglieri di maggioranza  ieri presenti: meritano un apprezzamento, una menzione positiva per non aver abbandonato il loro posto nonostante l’assenza (la fuga?) del generale e dei colonnelli, sindavo ed assessori che non si sono preoccupati di lasciarli soli in balia degli avversari. Avrebbero potuto assentarsi anche loro ma non sono fuggiti e questo va a loro merito.

Potremmo parlare di tanto altro ancora su questo consiglio comunale del 28 agosto 2012 che passerà alla storia…

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Una mela, due idee

Ah se imparassimo a cooperare di più e senza invidia!

di Roberto Mistretta
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Come ci ricorda Bernard Shaw:
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“Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno.
Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.”

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Masculazzi siciliani

Donne, uomini e omo

di cittadino

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Per governare la Sicilia ci vogliono uomini con le palle, che sappiano avere rapporti con gli uomini forti e veri, meglio se d’onore. Ci vogliono uomini che sappiano intrattenere e concludere affari, gestire imprese e associazioni. Ci vogliono uomini che non mostrino paura di avere a che fare con chicchessia, di fare riunioni notturne anche in luoghi non urbani. Meglio se hanno fatto il militare, se sanno sparare, se hanno qualche denuncia per danni al patrimonio e che comunque sappiano dare di mano.

Uomini insomma, v’immaginate fosse una donna? Ahahahaah, qualche anno fa ci hanno pure provato, e pure più di una volta … meno male che le cose sono andate come sappiamo! Figurarsi poi se l’esperimento dovesse riuscire, oltre al pugliese, alle prossime nazionali, ci potrebbero essere altri pretendenti gay a volere assurgere al ruolo di premier … finirebbe definitivamente l’era del bunga bunga sic!

E la chiesa poi, come la mettiamo? Vero è che è stata disposta a sopportare le bestemmie pubbliche, i divorzi dei politici, le orge dei potenti, le ruberie (e forse anche gli omicidi e le stragi di stato), ma è anche vero che … no, checca no, rischieremmo di perdere la faccia!

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