L’ULTIMO CONSIGLIO VISTO DAI COMUNISTI DI MILENA
L’inciucio Vitellaro-Randazzo
da la piazzetta comunista
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Giovanni Randazzo annuncia voto contrario al consuntivo 2011, ma fa uscire un proprio consigliere dall’aula e consente alla maggioranza di approvarlo. E il sindaco Giuseppe Vitellaro, alla fine, ringrazia la minoranza per il suo gesto politico.
E’ il singolare epilogo che, in occasione dell’ultima seduta consiliare, ha permesso l’approvazione del conto consuntivo 2011.
Lo schema di consuntivo proposto dall’amministrazione prevedeva un totale dell’avanzo d’amministrazione pari a 446.824,92 euro, mentre il totale del fondo cassa al 31 dicembre 2011 è risultato di 745.702,02 euro.
«nella predisposizione del bilancio di previsione per l’anno 2011:
- non sono state previste le riduzioni dei trasferimenti statali e regionali pari al 10%;
-non sono state inserite nella predisposizione del bilancio di previsione per l’anno 2011;
-le riduzioni dei trasferimenti regionali in riferimento al fondo di rotazione attivato dall’Ato Cl1 nella misura di 40.000 euro annui, spettanti al nostro Comune».
Secondo Randazzo «Le previsioni di entrata fanno riferimento ad ipotesi, che alla data di approvazione dello schema di bilancio, non sono certe; lo schema di bilancio è stato approvato con il raggiungimento di un pareggio fittizio».
Inoltre, secondo Randazzo: «la situazione debitoria e/o creditoria con l’Ato Cl1, in liquidazione, nell’anno di riferimento oggetto del presente conto consuntivo, non appare sufficientemente illustrata, né, tanto meno, inserita, con la conseguenza che questa circostanza può falsare l’intero impianto economico e finanziario del conto di bilancio, creando di fatto un avanzo di amministrazione fittizio e di conseguenza non spendibile».
Per il capogruppo di minoranza, «mantenere in bilancio residui troppo vetusti, addirittura inesistenti e che, quindi, non si tramuteranno mai in disponibilità finanziaria, comporta una dilatazione ingiustificata dell’avanzo di amministrazione che, se da un lato consente nell’immediato il pareggio di bilancio e di disporre artificialmente di capacità di spesa, dall’altro comporterà inevitabilmente negli anni il dissesto finanziario».
A quel punto, essendo presenti 12 consiglieri su 15, il gruppo di minoranza, per consentire l’approvazione del consuntivo 2011, ha fatto uscire un proprio componente (Sonia Provenzano) e il consuntivo 2011 è stato approvato a maggioranza (6 voti favorevoli e 5 contrari).Il sindaco, nel prendere atto positivamente della volontà del gruppo di opposizione di consentire l’approvazione del conto consuntivo, s’è riservato di esaminare la relazione presentata dal gruppo di minoranza apprezzandone il gesto che ha consentito l’approvazione del conto consuntivo 2011.











Chi capisce i comunisti di Milena è bravo. Stanno con il sindaco e lo sparlano. Randazzo che lotta il sindaco invece secondo loro sarebbe “compare” politico di Vitellaro. Va bene che in politica tutto è possibile ma questa mi pare grossa. Non ci capisco più niente. Capisco che Ferlisi e Nicastro che sono alleati del sindaco spesso gli vanno contro di brutto. Randazzo è contro i comunisti e il sindaco. Però perchè ha fatto passare il bilancio?
Il bilancio non era e non è un fatto personale di Randazzo o di Vitellaro, entrambi sono stati votati per amministrare la cosa pubblica non per “lottare” questo o quello.
Il bilancio è passato perchè è giusto così, nessuna corona di alloro ai personaggi tutti.
Nessun merito nè demerito.
Per il bilancio tempo fa avevo letto che in caso di mancata approvazione si andava incontro al commissariamento (con il rischio che si scioglieva il consiglio).
Per i comunisti anche io sono perplesso, cioè, vorrei capire dopo questo articolo da che parte staranno e se ci saranno sviluppi come cambiamenti nell’amministrazione o consiglieri che diventeranno indipendenti! Staremo a vedere.
I comunisti non sono da capire, lo stile comunista, a Milena come a Roma, in questi anni è stato questo. Loro sono CONTRO, non importa chi o cosa, loro sono CONTRO a prescindere, loro sono CONTRO e basta.
Parlare per sentito dire non serve granchè, ci vogliono le fonti e soprattutto la cultura adeguata.
Comincia a sfogliare dei manualetti di giurisprudenza:
Quesito 1: mancata approvazione bilancio consuntivo.
D.Lgs. n. 267/2000
…per la mancata approvazione del conto consuntivo nel termine finale legale non è prevista un’espressa sanzione, potendosi qualificare tale norma come “imperfetta”, né tale omissione determina una sanzione decadenziale, non rivestendo detto termine che natura ordinatoria.
… la mancata approvazione del rendiconto nei termini di legge è suscettiva
di produrre effetti molteplici e di diversa natura, siano essi diretti, indiretti e differiti, con ineludibile ripercussione sugli esercizi successivi,
tali da ledere o minacciare la sana gestione finanziaria dell’Ente o gli
equilibri di bilancio.
Quesito 2: scioglimento consiglio comunale.
DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267
TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL’ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI
a norma dell’articolo 31 della legge 3 agosto 1999, n. 265
(G.U. n. 227 del 28 settembre 2000, s.o. n. 162/L)
I consigli comunali e provinciali vengono sciolti con d.P.R., su proposta del Ministro dell’interno:
….
c) quando non sia approvato nei termini il bilancio;
2. Nella ipotesi di cui alla lettera c) del comma 1, trascorso il termine entro il quale il bilancio deve essere approvato senza che sia stato predisposto dalla giunta il relativo schema, l’organo regionale di controllo nomina un commissario affinché lo predisponga d’ufficio per sottoporlo al consiglio. In tal caso e comunque quando il consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla giunta, l’organo regionale di controllo assegna al consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all’amministrazione inadempiente. Del provvedimento sostitutivo è data comunicazione al prefetto che inizia la procedura per lo scioglimento del consiglio.
Dei comunisti, francamente, potremmo anche evitare di discuterne, considerando che parlano soltanto delle loro convenienze, mentre si barricano dietro il muro del silenzio per quanto promesso e mai mantenuto.
Grazie per il prezioso chiarimento