LA PADELLA SALVAVITA
di Maria Sorce Cocuzza
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Ai tempi della vecchia mafia, un certo “masciu Peppi”, nella sua bottega di fabbro, chiacchierava molto a sproposito di alcuni affiliati alla “Onorata Società”.
Le sue frasi giunsero alle orecchie degli interessati che decisero di tappargli la bocca. Tale decisione fu ventilata al nostro fabbro che dal quel momento fu più cauto nel parlare e nello stesso tempo si preparò a salvarsi la pelle.
Una sera, mentre era in casa, “masciu Peppi” sentì bussare. Per precauzione non aprì e non si affacciò. Prese una padella, la sistemò bene dentro il cappuccio della sua “scappuccina”, aprì la finestra, la sporse appena e chiese: “Cu’ iè?“.
“Amici! Amici!“, sentì rispondere e lì una scarica di pallettoni che fece a colabrodo la padella.
“Masciu Peppi”, ritirando a padella, disse: “Belli amici havi ‘u zì Peppi!“.
L’esclamazione è rimasta proverbiale e l’aneddoto viene narrato da coloro che hanno amici di cui è bene guardarsi.




















