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Archivio per 6 luglio 2012

Luna salva seno

PREVENIRE IL CANCRO AL SENO

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L’azienda Sanitaria Provinciale di Caltanissetta ha promosso  importanti screening oncologici per fare Diagnosi Precoce. In questo quadro, il Presidente del Progetto Luna Onlus Ersilia Sciandra e il Direttore del Distretto Sanitario  Dott. Roberto Leone comunicano che a San Cataldo sarà presente una unità Mobile con Mammografo dall’ 11 al 14 luglio 2012 dalle 8,30 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00 nello spiazzale all’interno del Presidio Ospedaliero “Raimondi”

LE DONNE  DA  45  A 69 ANNI POSSONO  FARE UNA  MAMMOGRAFIA GRATUITA SENZA RICHIESTA MEDICA PORTANTO UN DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI CHIAMARE  LE VOLONTARIE DELL’ASSOCIAZIONE PROGETTO LUNA DAL LUNEDI AL VENERDI DALLE ORE 10,30 ALLE 12,30: 0934 55968.

FUORI ORARIO TELEFONARE AL 328 / 8156903   -  340 / 4097194

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Bossi non ci mancherà

La politica perde i suoi leader negativi

Almeno ci siamo liberati di Bossi il bettoliere

di Tony Zermo
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E’ una politica liquida. Sul «Corriere della sera» Angelo Panebianco la definisce «un composto fluido, quasi gassoso, in attesa che si solidifichi di nuovo con altre caratteristiche. La sola certezza è che tra un anno, dopo le prossime elezioni, la fisionomia dell’Italia pubblica sarà diversa da quella di oggi».

Intanto la Lega non è più bossiana, quell’agglomerato di allevatori, agricoltori, piccoli imprenditori e anche professionisti restii a pagare le tasse a cui andavano bene slogan come «secessione» e «Roma ladrona». Un partito antitaliano, una vergogna che Berlusconi ha sopportato furbescamente per avere la maggioranza in Parlamento, ma senza dare in cambio nulla che sappia di federalismo fiscale.
Al congresso di Assago, con lo straparlante Bossi sconfitto e in lacrime, è nata la Lega di Roberto Maroni, che è stato un ottimo ministro dell’Interno, soprattutto per quel che riguarda la lotta alla mafia. Tra Bossi e Maroni c’è una bella differenza perché il primo sembra un frequentatore di bettole in canotta, mentre l’altro ha l’aria di essere anche un buon avvocato. Tuttavia continua ad usare il vecchio lessico leghista. Ha detto ad esempio che «si può fare a meno di andare a Roma». Si ha l’impressione che voglia fare il presidente della Regione Lombardia per assicurarsi dieci anni di vita tranquilla prendendo il posto del «Celeste» Formigoni inguaiato dalle sue troppe amicizie ospedaliere. Però se Maroni comincia a esprimere questi concetti di rottura, quasi facendo il verso al Bossi di «Roma ladrona», la Lega potrebbe non avere alcun peso nel dialogo tra i partiti. E’ vero che in due anni è calata dal 12 al 4%, e quindi è già tanto che possa resistere in Lombardia, Piemonte e Veneto, ma anche l’Udc è scesa a livello di guardia, eppure non passa giorno che Casini non detti la linea ai grandi partiti, forse sperando in un accordo Pd-Pdl dopo Monti. E in questo caso, al momento della scelta del premier, potrebbe godere il terzo, cioè Casini, che tanto ha un piccolo partito di centro che fastidio non dà.
Molti sperano che Monti possa restare anche dopo Monti, e soprattutto lo prevede, almeno a parole, il Pd con al governo un ticket che comprenda anche Bersani. E magari, se Monti va in Europa, un Passera solitario che potrebbe fare il ministro dell’Economia. I giochi sono tutti aperti, ma ormai non è un segreto per nessuno che se si vuole salvare l’Italia bisogna ingoiare queste medicine amare per far passare la febbre. Poi si vedrà, con Maroni o senza Maroni.

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L’Amato scappato

Ci ha fregato ancora: nominato da Monti consulente due mesi fa non ha ancora mosso un dito

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Al Senato della Repubblica, ultima assemblea elettiva della quale è stato membro il professor Giuliano Amato, suggeriscono di rivolgersi a Palazzo Chigi. Alla sede del governo, dove il Dottor Sottile lo conoscono molto bene, ammettono che da quelle parti non lo si vede da un po’.

Da esattamente due mesi, quando è stato nominato Commissario per la riforma dei partiti e dei sindacati dal Consiglio dei ministri. Subito dopo quell’annuncio erano stati allertati i responsabili dei “ beni strumentali” e si era pensato di mettergli a disposizione un ufficio nella sede staccata di Largo Chigi della Presidenza; poi, però, non se n’è più parlato. Niente segreteria, nessun recapito.

Più facile trovarlo all’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, del quale è presidente dal 2009. Ieri, però, non era nemmeno lì: desaparecido”, racconta Paolo Emilio Russo su Libero in edicola ieri. Il punto è che Giuliano Amato è sparito: ci ha fregato un’altra volta. Due mesi fa il premier Monti lo aveva nominato consulente per la riforma dei partiti e del finanziamento ai sindacati. Ma da allora l’ex socialista non ha mosso un dito.

 

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Il ragno-granchio

Occhio al predatore!

Immaginate di essere un’ape. Di individuare questo bel fiore e di “leccarvi i baffi” all’idea del nettare disponibile.

Ma all’improvviso una brutta sorpresa: un ragno granchio è lì in agguato che aspetta ben mimetizzato tra i petali pronto a mangiarvi. E non mollerà la presa visto che siete una delle sue prede preferite e le sue zampe anteriori, alle quali deve il nome, sono davvero poderose.

La vera forza di questo aracnide (Misumena vatia), però – che vive in America del nord e in Europa e che è stato scelto nel 2006 come ragno dell’anno dalla European Society of Arachnology - sta nel fatto di poter diventare giallo o bianco in base al fiore sul quale si posiziona.

Questa capacità è tutta femminile; solo le femmine di questa specie, infatti, trasferendo nella cuticola un liquido pigmentato, nel giro di qualche giorno possono diventare da bianche a gialle. Per cui, occhio ai fiori di questi due colori, potrebbero nascondere il temibile ragno predatore!

Scopri anche come vedono gli animali.

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L’unione fa la forza /2

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A rischio migliaia di cartelle di Equitalia

Vanity Fair

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Un incubo, per molti. Un fastidio, per altri. A nessuno piace ricevere le cartelle esattoriali di Equitalia. Negli ultimi mesi la società pubblica incaricata della riscossione nazionale dei tributi è finita nel mirino per i suoi metodi. Destando non poche polemiche. Non sono mancati poi i cittadini che hanno fatto ricorso. Adesso, grazie a un giudice di pace di Genova, i “sogni” di molti potrebbero diventare realtà. Dando ragione a una ex impiegata di Sanpierdarena, infatti, una sentenza ha stabilito che le cartelle esattoriali di Equitalia inviate per posta raccomandata – cioè senza il passaggio di un messo comunale o di un ufficio giudiziario – sono da considerarsi nulle. E che il contribuente non è tenuto dunque a pagarle.

La donna che aveva presentato ricorso, una ex impiegata finita in cassa integrazione, da un anno aveva smesso di pagare le multe arrivando ad accumulare verbali per oltre 8mila euro. Dopo aver ricevuto le richieste di pagamento, ha deciso di opporsi. E la sua motivazione – «la legge non permette più a Equitalia di notificare gli avvisi di riscossione tramite raccomandata» – si è rivelata vincente.

La sentenza del giudice di pace di Genova potrebbe fare scuola. E dettare la linea nella contesa tra la Corte di Cassazione, secondo la quale è valida la notifica per posta con raccomandata e ricevuta di ritorno, e decine di giudici di pace e commissioni tributarie che stanno annullando le cartelle di pagamento: a loro avviso, deve essere per forza un ufficiale giudiziario o un messo comunale a notificarle al contribuente. Proprio come stabilito dal giudice di Genova. Il rischio, ora, è che migliaia di contribuenti possano seguire l’esempio e presentare altrettanti ricorsi.

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