UN SOGNO D’ESTATE NELLA VECCHIA PLUTIA
di Tony Zermo
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La nuova copertura che elimina l’effetto serra di prima che rovinava i mosaici e dava fastidio ai turisti
Stasera al chiaro di luna, dopo sei anni di lavori, si inaugura la «nuova» Villa romana del Casale, in una delle città del centro Sicilia tanto più lontana dai flussi del traffico moderno quanto più vicina era l’allora Plutia ai tempi della Roma imperiale di cui l’Isola era granaio.
Chiudendo gli occhi sembra di rivedere un movimento continuo di bestie da soma che dal porto di Katane arrivano a Piazza Armerina per caricare o scaricare prodotti e vivande in questa grande villa mosaicata di oltre 4000 metri quadrati famosa per le scene di caccia e le ragazze in bikini.
Qui una volta erano la gloria e la fortuna prima che i nuovi barbari ribaltassero le posizioni e facessero diventare povere le regioni più ricche e progredite.
Questa inaugurazione riporta l’ancora polveroso centro della Sicilia all’attenzione del mondo culturale perché ha due propulsori in più: il fatto di trovarsi all’interno di una città ancora viva (mentre spesso questi siti sono in aree abbandonate e restano solo le vestigia del tempo che fu) e di essere a breve distanza da Morgantina, anch’esso florido centro agricolo arricchito da preziosi lavori di scultura e di oreficeria, ora racchiusi nel museo di Aidone assieme alla leggendaria dea dei due mondi, tornata a casa dopo un’odissea lunga 30 anni. Chissà cosa accadrebbe – sogno della calura estiva – se la dea delle messi o dell’amore, diteci chi sia, andasse a dormire di notte nella sua vecchia villa del Casale, forse a trovare l’alato Mercurio o il possente Plutone.
Non so perché, ma tutto questo mi sembra il segnale di un prossimo risveglio della Sicilia non potendo fare più buio di mezzanotte. Forse sarà perché è la stagione delle vacanze e del turismo, o perché stanno cambiando le situazioni politiche a tutti i livelli, ma c’è nell’aria un profumo di gelsomini e di novità.




















