OTTAVO RAPPORTO DI MEDICI SENZA FRONTIERE, GRAVE DENUNCIA DEL DIRETTORE GENERALE
di Franco Petraglia
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L’8° Rapporto di Medici Senza Frontiere sulle “Crisi Dimenticate” è un vero “j’accuse” alla superficialità dell’informazione televisiva italiana. Nell’anno 2011 i telegiornali trasmessi nelle ore di massimo ascolto dai network pubblici e privati hanno trascurato le crisi umanitarie.
Infatti, come giustamente denunciato da Kostas Moschochoritis, direttore generale di Medici Senza Frontiere Italia, i telegiornali hanno dedicato solo il 10% del totale dei servizi a contesti di crisi, ai conflitti e alle emergenze sanitarie. Penso alle crisi in Congo, Bahrein, Sudan, Afghanistan e Costa d’Avorio, alle emergenze sanitarie nel mondo (Aids) e alle malattie tropicali. Penso al Corno d’Africa che sta vivendo la più grave carestia che il XXI secolo abbia finora conosciuto.
Kenya, Etiopia, ma anche Gibuti ed Eritrea sono allo stremo. Ma più di tutti è la Somalia a pagare per la grande scarsezza di viveri, perchè oltre alla lunga siccità paga le conseguenze di una guerra civile che dura ormai da oltre 20 anni. Penso alla trentina di guerre in atto nel globo, cadute nell’oblio per atteggiamenti atarassici assunti dal resto del pianeta. Penso ai Paesi sottosviluppati i quali, già morsi dalla fame, debbono privarsi dell’acqua potabile e quindi costretti a bere acqua contaminata o avvelenata. La mia mente va altresì al fenomeno migratorio verso l’Italia (non curato adeguatamente) da Libia, Tunisia ed Egitto.
Mi duole dover rilevare una contraddizione stridente: ai politici si è dato spazio e voce per circa il 65% dei servizi televisivi. Per non citare l’enorme tempo (413 notizie) dedicato alle nozze reali di William e Kate d’Inghilterra. In soldoni, il giudizio sui Tg italiani di Rai, Mediaset e La7 è di generale riprovazione.
Il vistoso divario mediatico-informativo (trascurando le crisi umanitarie e tenendo sempre accesi i riflettori su temi minori) va colmato quanto prima, ma ancor più è necessario percorrere le strade dell’amore: ricomporre la disarmonia instaurata dall’ingiustizia socio-economico-morale, sia quella più vasta e dolorosa che affanna i popoli poveri del Sud del mondo, sia quella meno pesante ma altrettanto gravosa che rende difficile la vita a tanti nostri sfortunati fratelli.
Tutti i governi del mondo si assumano, una volta per tutte, l’impegno di una solidarietà-vicinanza planetaria che riscatti la miseria del sottosviluppo e dei diritti della persona. E’ una questione di coscienza etica. Non serve a nulla, sia per la trascuratezza delle crisi umanitarie sia per tutti gli accadimenti della vita, piangere sul latte versato. Chi di competenza, per favore, rifletta seriamente!





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