Un consiglio di fine stagione
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Avevamo previsto bene il maltempo politico in arrivo quando annunciavamo questo consiglio comunale. Erano troppi e troppo giusti i boatos che lo precedevano.
Riprendiamo a riferire quest’altro consiglio – spezzatino (oramai non si riesce più a completane uno in una sola seduta) dalla contestazione di incompatibilità nei confronti dell’assessore al bilancio, rag. Filomena Falletta perchè cognata del consigliere Calogero Carlino, vice presidente del consiglio comunale.

Randazzo
RANDAZZO FA DIMETTERE L’ASSESSORE AL BILANCIO. Il capogruppo della minoranza Giovanni Randazzo aveva anche sostenuto l’illegittimità di tutti gli atti firmati dall’assessore. Il consiglio era stato rinviato a venerdì 18 aprile. Aveva visto giusto, infatti nell’intervallo l’assessore si era dimessa.
FERLISI ATTACCA IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE. Se l’interessata se ne era andata in punta di piedi senza polemiche, il consigliere Salvatore Ferlisi, rapppresentante del Pdci locale e provinciale, aveva suscitato una polemica al calor lavico pubblicando sul suo sito un intervento molto duro nei confronti del sindaco Vitellaro accusandolo di essere un accentratore, allergico alla democrazia e al dialogo tra le diverse componenti che lo sostengono. Concludeva il suo intervento con un giudizio estremamente negativo sull’esperienza della lista del cambiamento, paragonata ad tavola imbandita ma senza sale, una pietra tombale. L’inatteso e durissimo attacco aveva provocato meraviglia e stupore nella controparte e tanta rabbia nei suoi compagni di viaggio, rimasti molto irritati.

Carlino (con la giacca) e Ferlisi
IL BLITZ DEL VICEPRESIDENTE CARLINO. Con questi sentimenti dunque ora si apprestavano a scendere in campo l’ex maggioranza e la nuova maggioranza. I consiglieri Carlino, Cipolla, Di Marco, Mattina, Mantione, Vitellaro Giuseppe jr si erano riuniti nella sala comando del comune in attesa che cominciasse il consiglio comunale alle 18. Il 7° consigliere Ferlisi non arrivava per cui i 6 scendevano in un’aula consiliare che si presentava ai loro occhi deserta. Era stranamente assente la nuova maggiotanza: i 6 (Geraci, Mugavero, Palumbo, Provenzano, Randazzo, Schillaci) + 2 (Tona, Vella). Dopo una breve attesa i 6 prendevano la decisione di iniziare i lavori. Il vice presidente Carlino chiamava l’appello e rinviava di 1 ora il consiglio per mancanza del numero legale. Qualcuno della neo-maggioranza alla ripresa del consiglio si lamenterà in quanto più volte hanno ritardato l’inizio dei lavori per consentire al sindaco o a qualche assessore di rientrare a Milena da fuori paese. Osservazioni puramente inutili quando battono i tamburi di guerra. E guerra è stata subito.
SILURATO IL NUOVO SEGRETARIO COMUNALE. Al 2° punto all’ordine del giorno, la neomaggioranza dà il benservito al nuovo segretario comunale grottese chiamato dal sindaco a servire oltre il comune di Milena anche i comuni di Bompensiere, Montedoro e Grotte, paese che sarebbe stato capofila. Per gli otto, niente segretario troppo in comune che di fatto non avrebbe svolto bene il suo lavoro in tutti e 4 i comuni. Così il sindaco dovrà seguire la volontà del consiglio comunale e cercarsi un altro segretario con i requisiti indicati dalla maggioranza di fatto.
RISPEDITO IN GIUNTA IL BILANCIO PER LA CORREZIONE. Il 3° punto, l’approvazione del conto del bilancio di esercizio 2011, viene rinviato al prossimo consiglio utile perchè la delibera di giunta era rimasta la stessa di prima quando alla seduta aveva partecipato l’assessore al bilancio Falletta. Siccome la giunta dopo le dimissioni dell’assessore Falletta non aveva provveduto ad annullarla e farne un’altra, la neo-maggioranza ha rimandato il compitino al sindaco ed alla giunta perchè provvedano con un’altra deliberazione legittima sul conto del bilancio.
IL FILM WESTERN CONTESTATO. Il nervosismo già palpabile aumentava al 4° punto all’ordine del giorno che riguardava i lavori del consiglio comunale del 13 dicembre 2011. Qui il capogruppo Randazzo, irritato da un altro articolo dell’avv. Ferlisi “Il buono, il brutto, il cattivo” cominciava a leggere un lungo documento che conteneva critiche anche politiche sul fallimento dell’amministrazione Vitellaro. Non essendo presente il sindaco nè il vice sindaco, prendeva la parola il sindaco facente funzioni, l’assessore Giuseppe Ingrao, che interrompeva l’ex sindaco Randazzo dicendogli, in sintesi, “queste cose poi ce le diciamo sul palco dei comizi”. All’insistenza di Randazzo, i 6 componenti dell’ormai dissolta maggioranza abbandonavano l’aula in segno di protesta.
Qualcuno dei presenti rimasti nell’aula faceva notare che dei tre rappresentanti comunisti (Totò Ferlisi, Enzo Nicastro, Ugo Grizzanti) aveva partecipato al consiglio comunale.
Si ignora il motivo. Quel che si vede e si tocca è l’irrigidimento dei comunisti nei confronti del sindaco e degli assessori e consiglieri rimastigli fedeli. Questi a loro volta contestano duramente i compagni fino a immaginarsi la rimozione del vicesindaco pdci o in subordine la destituzione dalla carica di vicesindaco. I compagni sono gente dura ieologizzata non attaccata al potere, sosteneva qualche altro, e comunque un Ferlisi che si dichiarasse indipendente nel caso toccassero Nicastro, in consiglio comunale potrebbe diventare fatale per la già traballante squadra del sindaco.
Dopo qualche minuto di imbarazzo, data l’importanza degli altri argomenti, si provava qualche tentativo di continuare i lavori.
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