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Archivio per 18 maggio 2012

La grande delusione

Ve la ricordate questa foto?

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di Salvatore Tona

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Non c’è stato un attimo da quando Grande Sud ha deciso di porre fine all’alleanza con l’attuale Giunta, guidata dal Sindaco Vitellaro, in cui mi sono pentito della scelta fatta.

Non mi è mai passato per la mente di avere sbagliato, mai l’accenno di un rimpianto. Eravamo convinti che la ragione stava dalla nostra parte.

I fatti stanno confermando che le nostre posizioni erano giuste e determinate da motivazioni serie e politicamente gravissime. Sarà nostro compito spiegare ai cittadini dove vogliamo andare e con quali obiettivi.

Un Sindaco che riesce solo a concepire vendette personali e ritorsioni familiari non è degno di rappresentare l’onesto e laborioso popolo di Milena.

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Lavoratori ad altissimo rischio

MEGLIO NON LAVORARE PER EQUITALIA

di Bruno Cima

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I Pubblicani sono sempre stati odiati dalle popolazioni. Basta leggere “For Good and Devil” di Charles Adams per rendersene conto. Molti di loro hanno anche fatto una brutta fine.

Se fossi un dipendente di Equitalia, con l’aria che tira, cambierei lavoro.

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Ora è un lusso

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Acquaviva Platani – Torre dell’Orologio

Un trio di virtuosi del violino

di Roberto Mistretta

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Il 23 gennaio del 1825, a sessantacinque anni, moriva a Caltagirone don Francesco Isacco, figlio di questa terra ed eccellente violinista.
Nell’atto di morte trasmesso per competenza al municipio di Acquaviva Platani, la sua qualifica lo celebrava come “virtuoso di violino” e la sua fama era unanimemente riconosciuta nell’ambiente dove operò a lungo.
Francesco Isacco era nato ad Acquaviva da Salvatore e Maddalena Maricelli nel 1760 e ben presto mostrò la passione per la musica che lo portò in giro per la Sicilia con altri due compagni virtuosi di musica: don Carlo Mellini e don Micheli De Francisci.
Il loro trio all’epoca allietava, come usava ai quei tempi, i pomeriggi delle nobili ed annoiate famiglie siciliane, dove le giovani nobildonne apprendevano l’arte del ricamo nei lunghi meriggi invernali.

Il violinista Francesco Isacco si sposò con donna Maria Tucci e si trasferì nella città calatina, dove morì in un appartamento piccolo ma dignitoso, che si affacciava sulla famosa scalinata della città delle ceramiche.
Avrebbe dovuto suonare quel giorno don Francesco con gli amici don Carlo (clavicembelo) e don Michele (violoncello), nel salone delle feste della marchesa Gravina. Glielo impedì il grave stato di salute che poi lo rapì alla vita, al posto suo suonò Domenico Scarlatti, mentre il suo violino era già stato deposto sul tavolo, accanto al letto dove giaceva il suo corpo inerte, vegliato dalla affettuosa moglie e dalla moglie di don Michele.
Quando i due amici, impegnati nel concerto, appresero della morte del loro caro amico e compagno di musica, furono assaliti da sacro furore e trassero dagli strumenti note intense e struggenti per salutare chi non era più tra i vivi, nel solo modo che sapevano: suonando con tutta l’anima.
Quando il concerto ebbe termine, era l’alba ed essi corsero a casa dell’amico, lo vegliarono ed accolsero, assieme ai propri, anche i singhiozzi delle due donne.

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Santa Caterina e la Fiat 500

Raduno delle Fiat 500 in piazza tra due ali di folla

di c.l.)

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C’è attesa in vista del raduno 2012 delle Fiat 500 Club Italia.

E’ stato Salvatore Cravotta, presidente del Fiat 500 Club Italia, ad organizzare un evento che vedrà la mitica 500 radunare tantissimi suoi possessori e appassionati di questa piccola Fiat che ha fatto la storia stessa dell’Italia dal secondo dopoguerra ad oggi.

Il raduno delle 500 è in piazza Garibaldi dalle 7,30 alle 11,30 del prossimo 20 maggio, per poi sfilare lungo le vie principali.

Nell’occasione, la macchina organizzativa comunale, tramite il comandante della Pm caterinese, dott. Vincenzo Puleo, deliberato i provvedimenti per garantire la buona riuscita della manifestazione. In particolare è stato previsto il divieto di sosta e di circolazione di tutti i veicoli nella Piazza Garibaldi durante il raduno. Una misura resasi necessaria proprio per consentire agli organizzatori di gestire adeguatamente gli spazi della manifestazione.

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«Grande Vallone» oltre i 166 anni

Il Pm chiede 14 condanne Blitz antimafia «Grande Vallone».

La pena maggiore (21 anni e 8 mesi) per il montedorese Falcone

di Vincenzo Pane

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Ammontano complessivamente a 166 anni e 10 mesi le quattordici condanne chieste dal sostituto procuratore della Dda Stefano Luciani nei confronti di altrettanti soggetti imputati nel processo per l’operazione antimafia “Grande Vallone”, con la quale Procura e Carabinieri, nell’aprile 2005, fecero luce sull’attività di Cosa Nostra a Campofranco, Bompensiere, Sutera, Montedoro e Serradifalco.

Il magistrato della Procura, al termine di una requisitoria iniziata nella mattinata e protrattasi fino alle 18 di ieri, ha chiesto al Gup Francesco Lauricella, 21 anni e 8 mesi ciascuno per Nicolò Falcone (64 anni) di Montedoro e Rosario Allegro (59 anni) di Serradifalco, sollecitando inoltre 20 anni per il reggente mafioso provinciale Angelo Schillaci (50 anni), di Campofranco. A queste pene va applicata la continuazione con precedenti condanne per associazione mafiosa.

Per l’accusa va condannato a 18 anni, sempre con la continuazione con condanne precedenti, Carmelo Allegro (50 anni) di Serradifalco, mentre la pena sollecitata per Giuseppe Modica (50 anni) di Campofranco è di 16 anni e 10 mesi, sempre con la continuazione con una sentenza precedente.

Per Angelo Lo Sardo (58 anni) di Bompensiere, Alfredo Schillaci (45 anni) e Angelo Calogero Modica (53 anni) di Campofranco sono stati chiesti 9 anni e 4 mesi ciascuno; è di 9 anni la richiesta per Paolo Falcone (69 anni) di Montedoro, mentre per Antonino Grizzanti (56 anni) di Sutera e per i campofranchesi Salvatore Pirrello (55 anni) e Ambrogio Vario (59 anni) l’accusa ha chiesto 8 anni ciascuno. Per Gaetano Caltabellotta (45 anni) di Campofranco sono stati chiesti 6 anni.

Tutti rispondono di associazione mafiosa, in quanto ritenuti esponenti delle cosche mafiose dei rispettivi comuni d’origine;

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