Per lo spaccio di eroina 4 scelgono l’«abbreviato»
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Scelgono di farsi processare col rito abbreviato i quattro imputati ai quali la Procura contesta l’accusa di avere smerciato eroina a Milena.
È la decisione assunta giorni fa al cospetto del Gup Alessandra Giunta dai milenesi Egidio Ingrao di 38 anni, Antonino Vitellaro di 34 anni, Salvatore Nicastro di 31 anni, mentre Maurizio Vitellaro di 38 anni, va con l’abbreviato ma condizionato alla produzione di atti.
Il processo è stato aggiornato a luglio.
I nomi dei quattro imputati (difesi dagli avvocati Giuseppe Dacquì, Fabio Esposto, Salvatore Tona, Maria Vizzini, Salvatore Re) sono finiti nel dossier aperto dai carabinieri sulla morte per overdose di Giuseppe Piazza un giovane tossicodipendente di Milena avvenuta nell’aprile del 2004.
Ad aggravare le loro posizioni, oltre alle dichiarazioni di alcuni assuntori che hanno accusato i presunti pusher, si sono aggiunte le intercettazioni telefoniche e ambientali che – secondo il pm Edoardo De Santis – avrebbero confermato il ruolo di alcuni di loro nella compravendita di droga in paese










Giuseppe non è il primo giovane che muore a Milena per overdose.
A Milena le droghe sono un fenomeno preoccupante. Non c’è solo l’eroina, non c’è solo lo spinello. Circola tra i ragazzi un’altra droga non meno pericolosa ed anche a buon prezzo, si chiama alcol. I nostri ragazzi stanno letteralmente affogando nell’alcol le loro delusioni e l’incerto futuro.
Nessuno comunque fa niente di niente di serio per contrastare il fenomeno.
Non i genitori che restano a casa a guardare la tv mentre i figli si ubriacano e le figlie minorenni fanno le ore piccole in compagnia di chissà chi.
Poco o niente fanno la scuola, la chiesa e anche il comune.
Si preferisce nascondere il problema sotto il tappeto e la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi…
Poi compri il giornale o apri il blog e leggi queste notizie che fanno male, malissimo come un pugno allo stomaco e sale e ti assale la rabbia che presto, molto presto passa, tanto si pensa sbagliando, i drogati sono sempre i figli degli altri (salvo poi ritrovarseli a casa con la droga nascosta nel bagno o ubriachi come scimmie).
C’è chi sostiene che si faccia, su questo blog, solo critica inutile fine a se stessa, c’è chi afferma che non si facciano proposte, non è per niente vero. Per parte mia, ad esempio, ne faccio una che a qualcuno che mette prima di tutto il denaro non piacerà. Almeno la sera, i locali pubblici invece di vendere birra alcolica perchè non vendono quella analcolica? Perchè non sospendono la vendita di vino e liquori la notte?
Milena potrebbe in caso di un accordo di questo tipo, diventare un paese modello da imitare! A convincere i baristi a non fare resistenza e a collaborare, non guardando soltanto al miserabile guadagno, a metterli d’accordo potrebbero pensarci le famose Tre Autorità del paese: il sindaco, l’arciprete e il maresciallo. Una volta queste tre figure pubbliche (comune, chiesa, stato) controllavano e mandavano avanti il paese nella legalità nella moralità e nel bene comune.
A sindaco, prete e maresciallo aggiungerei oggi altre tre figure che non possono e non devono rimanere defilate: i genitori, i docenti e i medici cioè i rappresentanti di famiglia, scuola e sanità.
Soltanto se ci diamo da fare, ognuno per quel che può e deve, potremo creare i presupposti per salvare i nostri figli ed evitare loro di cadere nel baratro delle droghe, di contrarre gravi malattie e anche di morire: non ci basta aver perso giovani che potevano essere ancora con noi e vivere la loro vita e di aver reso disperati tanti genitori?
Il problema è reale, c’è e non lo si può nascondere. Ma purtroppo la soluzione non è semplice, e credo che il proibizionismo non risolva granchè, se l’intento è ubriacarsi il sistema si trova, le bottiglie di gin e di vodka si trovano in offerta anche al supermercato.
E poi, le autorità del Paese avranno anche la loro parte di colpa, non lo metto in dubbio, ma la responsabilità principale è di Mamma e Papà. Sono loro ad avere il peso dell’educazione, sono loro l’esempio per i figli, sono loro che hanno il dovere di “vigilare” sui figli, sono loro che devono farsi temere e rispettare dai figli.
Se un ragazzo non ha timore e rispetto del genitore lo può avere del parroco o del Sindaco o dell’insegnante?
Se ai tuoi tempi caro Alfonso il maestro mandava a chiamare tuo Padre per il tuo compartamento: COSA FACEVA TUO PADRE?
Se oggi un insegnante chiama un genitore sai che succede?
Il genitore cerca di giustificare il figlio:
“…è un pò vivace”
“…è un po nervoso”
“…si ma pure i compagni però”
“…c’è l’avete sempre con lui”
In altre parole, legittimano il comportamento sbagliato.
QUESTO E’ IL PROBLEMA ALFONSO, NO LA CHIESA, LO STATO O LA SCUOLA.
Egregio dottore,
ha ragione paolo.
Il problema è tutto dei genitori “se” un ragazzo prende una brutta strada perchè l’imboccarla è dettata da un carattere ed una educazione sbagliata da parte dei genitori.
Nella mia vita mi sono ubriacato e mi sono fatto le canne ma non sono diventato un criminale.
Sono laureato e lavoro.
Ergo l’unica cosa che in questa sociètà è sbagliata è quella sottolineata da Paolo. Se vostro figlio viene dicendo che il prof. gli ha dato uno schiaffo non aggredite l’insegnante ma chiedete spiegazioni.
Se vostro figlio ha sbagliato verso l’autorità cominciate a dargli una bella ripassata così magari anche lui capirà che quel puttanaio che abbiamo al governo sia a destra che a sinistra non è un modello da imitare
Troppo comodo dare la colpa solo alla famiglia. Troppo comodo non proporre soluzioni. Troppa rassegnazione. I genitori hanno le loro colpe, ma siamo sicuri che la società nel suo complesso non ne abbia?
Mandiamo i nostri figli in tenerà età all’asilo, poi li parcheggiamo alla scuola fino alla laurea. I genitori li mantengono finanziariamente e non li seguono come si deve. Tutto vero. Ma posto che ciò sia vero mi domando e vi domando perchè lo stato e la chiesa dovrebbero rinunciare a lottare il fenomeno delle droghe? Le droghe sono come le mafie e vanno combattute da stato, scuola chiesa e tutti noi. Dovrei aggiungere anche dalla politica ma visto il cattivo esempio che stanno dando è megiio lascare fuori i politici.
PS/ apprezzo l’intervento del dottore Cipolla e anche la sua proposta controcorrente. L’idea delle bevande analcoliche per i giovani non è brutta e va sostenuta, non è proibizionsimo ma promozione di un altro modello per i giovani che dovrebbero essere coinvolti nell’iniziativa. A bere come scimmie è una piccolissima parte dei ragazzi. Vanno aiutati.
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Egregio dott. Cipolla
lei ha messo il dito su una piaga alla quale sembra non esserci soluzione.
la colpa è dei genitori, no la colpa è della società, no la colpa è… cercare di chi è la colpa significa giocare a scarica barile. Ci vogliono iniziative concrete.
la sua proposta è da valorizzare e promuovere… è importante creare opinione… per questo le suggerisco di insistere su questo blog con questo tema assieme a quegli enti che in tuttaltre faccende affaccendate hanno dimenticato l’emergenza educativa…. . dicono sempre che i giovani sono il futuro. se è vero mi chiedo come sarà questo futuro…
una domanda mi pongo sempre: ogni ragazzo/a quanto può spendere a notte o a settimana? bene questi soldi chi li da loro? i genitori? se li procurano? guadagni sudati? facili? mi colpisce la continua apertura di locali che vogliono vivere sulla pelle di questi giovani e ragazzi (si perchè l’età del consumo di queste ‘droghe’ si è notevolmente abbassata… per non parlare della moda, segno di un decadimento culturale pauroso, di allevare cani di razza …. canina… c’è crisi di lavoro? di denaro? di valori?
Il dottore Alfonso ovvero la persona che ha il coraggio di denunciare i problemi e proporre qualche soluzione. Anche io condivido la sua campagna contro l’alcolismo. Non vincerà? Poco importa perchè sarà già una vittoria mobilitare le coscienze assopite di noi genitori e delle altre componenti della nostra società. Ci sono in verità tantissimi bravi ragazzi da conservare buoni così come sono e allora dedichiamoci a recuperare gli altri che sono caduti nelle droghe e a fare sì che altri non vadano a finire nel mondo dei drogati. E’ un gran lavoro che attende tutti noi. Se non faremo niente saremo degli irresponsabili e delle persone vili. Mi associo a milocchese, dottore Alfonso continui su questo argomento perchè quando scende in campo lei qualcosa di buono poi si realizza, ricordo l’impegno per il pediatra e per farci pagare a prezzo giusto le bollette della spazzatura. Continui c’è bisogno di lei in questo paese di zombi.
Non parliamo però solo di alcol parliamo anche della droga e facciamo qualcosa di buono. Informiamo la realtà poi ognuno non può dire non ne sapevo niente.
Pinot scusa, non ho capito, cosa intendi per “informiamo la realtà”?
Buongiorno a tutti, sono una giovane milocchese che vive fuori da anni ormai. Bere o farsi qualche canna è normale a una certa età. Il problema è se questo comportamento deriva da insofferenza o insoddisfazione anzicché da una semplice voglia di svago con gli amici, e questo è il primo punto che dovrebbero comprendere i genitori (perché si, diciamolo, il vero modello è a casa prima che a scuola, al comune o al pronto soccorso e perché solo un genitore può dare al figlio l’amore e le attenzioni che gli mancano, non va bene delegare sempre, l’educazione e il modo di stare al mondo si imparano a casa). Una serata di svago ogni tanto non fa male. L’alienazione si.
Secondo punto che vorrei affrontare è quello di vietare la vendita di alcolici… risultato? I ragazzi andrebbero con la macchina in altri paesi per andare a bere col rischio (ancora più grave) di incidenti. No, la repressione non ha mai portato a nulla di buono. Ci vuole dialogo.
Proponete dei viaggi ai vostri figli (da soli e non in combriccola, mandateli ad imparare una nuova lingua, a lavorare per 2 mesi in un Paese straniero), rivitalizzate l’ambiente culturale di Milena: più concerti, più teatro, più cinema all’aperto, o non so, gare di pittura, di ballo, sportive o ritirate fuori la caccia al tesoro per il paese (me la ricordo ancora da quand’ero bambina) o il palo della cuccagna… insomma riproponete un ambiente in cui i ragazzi possano creare e fateli lavorare a questi progetti (non puoi fare le prove o montare un palco o allenarti da ubriaco).
Questi i miei semplici e umili consigli.
ho letto bene???..”bere o farsi qualche canna è normale a una certa età”…è normale è normale E’ NORMALE?…ma che stai a scrivere…
quindi se un giorno i tuoi figli fumassero (cannabis) per te sarebbe cosa normale? penso proprio di no.
Sai che una canna fa meno male di 3 bicchieri di vino?! L’hai mai bevuti 3 bicchieri di vino in una sera? Béh avresti fatto meglio a farti una canna!
ps tratto da Focus http://www.sostanze.info/immagine/classifica-lancet-sui-danni-delle-droghe-tabella-tradotta-è-tratta-focus
Non è che perché vietano una cosa e ne liberalizzano un’altra che quest’altra faccia meno male… Si, preferirei che i miei figli si facessero una canna ogni tanto piuttosto che bevessero ogni sera…
“La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre” (Einstein)
Quindi cara Talia se tua figlia il sabato sera prima di uscire ti dice:
“mamma mi dai 50 euro che ho finito la marjuana”
oppure
“mamma mi dai 50 euro, dicono che sia arrivata un tipo di marjuana buonissima”
Tu rispondi: “certo figlia mia, ecco qua, importante però che non bevi”
Sarei già contenta se mia figlia fosse sincera e cercherei di farle capire col dialogo che certe sostanze fanno male. Lo preferirei all’essere presa in giro sul fatto che quei soldi sono per “mangiare una pizza”.
Comunque Paolo volevo chiederti se di tutto quello che ho scritto ti sei fermato solo alla seconda riga…! Alla fine sulla marijuana ognuno ha le idee proprie. Non voglio farti cambiare le tue e non cambierò le mie. Ho espresso quello che penso… alla fin fine giusto o sbagliato che sia i ragazzi comunque lo fanno. Io proponevo delle soluzioni per far sì che lo facciano meno. Perché invece non ti concentri su quelle?!
No cara Talia, non è una cosa da niente quello che affermi. Personalmente ritengo che l’eccessivo persivismo dei genitori sia una delle cause di tutto. Non ci sono soluzioni che tengano se il tuo concetto di partenza è: “…. é normale”.
Quindi se tua figlia ti dice:
“Mamma mi servono 50euro, potrei dirti che sono per la pizza ma sono sincera, devo comprare la marjuana, e per favore smettila col fatto che fa male perchè non ci credi neanche tu, e poi tranquilla fumo ma non bevo!”
Tu sei apposto con te stessa per il fatto che è sincera a che non beve?
Io ritengo al contrario che il vero problema sia l’eccessiva repressione da parte dei genitori. Ho amici ai quali i genitori portavano la marijuana chiedendogli di fumare quella invece delle sigarette e sai com’è andata a finire? I ragazzi fumano le sigarette e non sopportano la marijuana. Che i figli vanno contro gli obblighi impartiti dai genitori è una cosa risaputa da quando l’uomo è diventato sapiens. Io dico solo di smetterla di essere così chiusi e repressivi (non dico di stimolarli!!!) perché il risultato ottenuto sarà solo quello di farsi prendere in giro. Il mio “è normale” riferito a una canna corrisponde al tuo “è normale” riferito a un paio di birre. Sarebbe certamente meglio che non facessero né la prima né la seconda. Inoltre “è normale” era riferito al fatto che i ragazzi cerchino svaghi. Preferisco si una canna al correre con la macchina o all’andare a prostitute o al gioco d’azzardo o al bullismo. Sei stato ragazzo anche tu? Non avevi voglia di divertirti la sera? La mia focalizzazione andava piuttosto sul fatto che se la sera i ragazzi non trovano divertimenti “sani” (come il gioco, lo sport, la cultura e in generale la creatività) va a finire che si fanno le canne o si ubriacano a sfinimento (visto che questo è ritenuto più accettabile!). Appunto per questo proponevo soluzioni concrete. Le ho espresse. Se vi piacciono prendetele in considerazione. Se non vi piacciono non fa niente, ma non sindacare sul mio modo di educare. Nessuno può dire con certezza se è meglio un rapporto genitore-figlio repressivo o liberale. Lo scopo alla fin fine credo sia lo stesso.