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Archivio per 7 maggio 2012

Fermate la corsa di quel cassonetto

Il cassonetto mobile

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Non c’è che dire, ne ha viste davvero tante il cassonetto solitario di corso Nenni posteggiato da anni sul lato in-posteggiabile, dove per intenderci si trova il salone parrucchieria Palumbo. Una volta, ne ha scritto questo blog, ignoti individui certamente vandali ebbero la pensata di dare fuoco al suo contenuto. L’incendio fu spento prontamente da un ragazzo che lavorava nel ristorante dirimpettaio La Lanterna.

Poi nulla di importante, il cassonetto continuò a stazionare sul marciapiede della palazzina di due piani dei Buttaci che normalmente risiedono in Venezuela.

Da qualche giorno, c’è chi giura più di una settimana”, il cassonetto non si trova più al suo posto originario ma si è “spostato” sul fronte opposto, addirittura sul manto stradale, esattamente davanti un cancello posto tra le abitazioni Licata  e Palumbo che confinano con La Lanterna.

E’ utile dire che gli interessati dallo spostamento del cassonetto, tenuto regolarmente aperto, non hanno fatto alcuna richiesta per averlo parcheggiato sotto casa loro, anzi si chiedono come mai e chi avrebbe deciso di spostarlo da un posto all’alto senza tenere conto di alcune cose, per loro importanti, che avrebbero dovuto sconsigliarne la nuova collocazione:

Sul lato dov’era c’è il divieto di sosta e quindi le macchine non possono posteggiare. Spostarlo sul lato Lanterna dove invece si può parcheggiare, di fatto comporta la mancanza di posto utile.

Sul lato Lanterna il cassonetto è lasciato sulla strada, riducendo lo spazio di circolazione.

Il cassonetto si trova davanti ad un cancello, impedendo al proprietario l’uso dell’accesso.

Infine le ragioni più importanti, quelle abitative: sul lato vecchio non abita continuamente alcuna famiglia mentre sul lato opposto invece risiedono abitalmente e continuamente numerose famiglie.

Ecco perchè meraviglia tanto lo spostamento del cassonetto. Nessuno, bisogna sottolinearlo, sospetta che il suo spostamento sia stato disposto da chi dirige la politica della raccolta della spazzatura. Si ipotizza l’azione solitaria e originale di qualche buontempone. Tutti confidano comunque nell’azione risolutiva dell’amministrazione comunale.

Alla quale, noi Cubalibera di MML, ci permettiamo un suggerimento visto che si approssima il clima caldo dell’estate e che aumenterà conseguentemente il puzzo nella via. Il nostro suggerimento è di “centralizzare” la raccolta dei rifiuti urbani in alcune isole lontane dalle abitazioni, così da evitare i puzzi (non tutti chiudono i coperchi e non tutti i coperchi si chiudono!) e favorirebbe il lavoro dei netturbini, i quali impiegando meno tempo si affaticherebbero di meno e potrebbero trovare il tempo di ritirare l’immondizia ogni giorno piuttosto che a giorni alterni.

E’ chiaro che il suggerimento non riguarda solo l’eventuale “isola ecologica” di corso Nenni che tutti individuano nel lato destro della curva della circonvallazione che porta verso Campofranco, dopo un centinaio di metri dal chiosco. Altri punti di raccolta possono facilmente trovarsi in altre zone. I cittadini, grati, ringrazierebbero per questo “accentramento” dei cassonetti con le strade libere, sgombre e non più maleodoranti.

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JUVENTINI CAMPIONI D’ITALIA – MILANISTI PER NULLA ALLEGRI

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Tre candidati a Sommatino

di Carmelo Sciangula

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Oggi a Sommatino sono chiamati al voto ben 11.641 elettori, di cui 5.973 residenti in paese e 5.668 residenti all’estero. Nelle amministrative del 2007 si sono recati al voto complessivamente circa 5 mila votanti. I dieci seggi elettorali si sono già costituiti regolarmente. In corsa tre candidati per governare per i prossimi cinque anni palazzo di città.

La prima lista è quella di Grande Sud – Miccichè avente candidato a sindaco Gianluca Infuso, la seconda lista è Sommatino nel Cuore con candidato a sindaco Crispino Sanfilippo e la terza lista è Sommatino Rinasce con candidato Angelo Vinciguerra.


Infuso in prima battuta ha designato assessori Aurora Vivacqua, avvocato, Giuseppe Messina, dipendente pubblico, e Calogero Palermo imprenditore.

Sanfilippo ha designato assessori Tiziana Mauro, assistente amministrativo, e Liborio Cravotta, consulente assicurativo.

Vinciguerra ha designato tutti e quattro gli assessori, Filippo Falcone, dipendente pubblico ed ex consigliere provinciale, Armando Antonio Iacono, direttore Inpdap, Lina Giuseppina detta Giusy La Bella, psicologa, Calogero Messina, funzionario Trenitalia.

Ultimate le operazioni di votazione e di riscontro dei dati, comincerà lo scrutinio. Gli uffici elettorali resteranno aperti per tutta la durata delle votazione. I cittadini che hanno smarrito la propria scheda elettorale potranno richiederla dall’ufficio elettorale e sarà rilasciata immediatamente. Quest’anno le elezioni amministrative si potranno seguire in tempo reale attraverso il sito web http://www.comune.sommatino.cl.it.

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A Campofranco uno è di troppo

di Roberto Mistretta

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Totò D’Anna contro David Mendola. Sfida insolita a Campofranco, dove il sindaco uscente Calogero Mazzara non s’è candidato.

Una sfida quindi a due tra due volti, tutto sommati nuovi della politica, nonostante le passate esperienze di entrambi, in particolare di Mendola che è capogruppo uscente ed era segretario del Pd, carica che ha lasciato non appena ha ufficializzato la candidatura a sindaco. David Mendola compirà 35 anni il prossimo 8 luglio, celibe, laureato in Economia e commercio, guida la lista “Noi Campofranchesi” ed ha indicato come suoi assessori Michele Falletta, commercialista ed Antonio Giacchino, insegnante/commercialista

L’altro candidato è Salvatore D’Anna detto Totò, 52 anni, sposato e padre di tre figli, laureato in Scienze politiche. Già presidente della Pro-loco e presidente provinciale del Patronato Acli, è stato anche tra i promotori della nascita dell’associazione ambientalista “Giubbe Verdi”. La lista a supporto di Totò D’Anna si chiama “Liberi per Campofranco”. I due assessori indicati sono: Michele Morreale ingegnere e Salvatore Saia, pensionato. Entrambi i candidati nelle proprie liste hanno inserito le cosiddette quota rosa, ovvero cinque candidate donne con Mendola e quattro candidate con D’Anna.

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Crash leghista

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Una serata all’insegna della solidarietà e della ricerca per combattere il cancro nel sangue.

di Carmelo Locurto

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È quella che ha promosso presso il Teatro Margherita la sezione di Caltanissetta dell’Associazione “Alessio Lo Coco” Onlus in occasione del decimo anniversario della sua nascita. Una realtà associativa che, in tutti questi anni, ha dato tanto nella non facile lotta al cancro e alle malattie del sangue. L’evento è stato organizzato in collaborazione con il reparto di ematologia di Caltanissetta di cui è primario il dott. Michele Rizzo.
Nell’occasione, al Teatro Margherita non sono mancate le personalità a sostegno di questa nobile causa. A cominciare da uno dei massimi luminari delle malattie cancerogene, il prof. Mandelli, che ha presentato il suo libro “Ho sognato un mondo senza cancro”.

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A presentare la serata è stata Sandra Milo. Una serata all’insegna della partecipazione con 400 persone che hanno letteralmente riempito il Teatro Margherita rendendo onore ad un evento davvero speciale. Oltre alla presenza di Sandra Milo, da registrare anche quella del comico Sasà Salvaggio e poi ancora anche quella del cantante Mario Incudine e del coro Ethos con il poeta Stringi che ha declamato diverse sue poesie e componimenti.

Insomma, un serata nella quale è stato possibile creare uno stretto legame tra solidarietà e ricerca al fine di festeggiare il decennale di una realtà associativa che si sta distinguendo per il suo impegno al servizio delle persone con patologie ematiche. In questo senso, il presidente dell’associazione, la signora Lo Coco, ha inteso ricordare che l’associazione da lei presieduta da anni si batte per portare avanti la ricerca contro le malattie del sangue e che, grazie alla collaborazione con il reparto di ematologia di Caltanissetta (al cui interno operano a titolo gratuito anche dei volontari della stessa associazione), è stato possibile attivare un percorso che, si spera, possa portare un giorno a contrastare sempre più efficacemente le leucemie.

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Monti… di poveretti

SALARI E PENSIONI RIDOTTI ALL’OSSO

di Giovanni Pavone

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Scrivevo, manifestando dubbi e perplessità, su questo stesso giornale, l’11 agosto 1992, in occasione dell’accordo sul costo del lavoro del 31 luglio 1992 tra Giuliano Amato, allora premier, e i sindacati; accordo che sancì l’abolizione della scala mobile e rese più rigoroso il regime pensionistico:” Secondo il capo del governo, con la scomparsa della scala mobile e la riforma delle pensioni, l’Italia si salverà dal disastro economico”.
Sono passati ben 20 anni da quell’accordo e da quelle dichiarazioni. Frattanto, i lavoratori, al posto della scala mobile, hanno “beneficiato” di un falso adeguamento annuale delle rendite pensionistiche, legato ad un altrettanto falso indice Istat, mentre di riforme peggiorative delle pensioni se ne sono succedute , prima del “Salva Italia” di Monti-Fornero, almeno altre tre ( la Dini nel 1995, la Maroni nel 2004, la Prodi nel 2007), ma l’azienda Italia, pur essendo stati ridotti all’osso salari e pensioni, non si è ancora salvata, come prometteva 20 anni fa Amato, dal disastro economico. Sempre colpa, secondo i vari ministri del Lavoro succedutisi nel tempo, dei “ricchi” pensionati italiani e, secondo gli esperti economisti, di quel capriccioso fantasma finanziario che è lo “spread”.

Ma adesso, afferma il duo Monti-Fornero, con l’ultima riforma delle pensioni, che ha cancellato, in pratica, quelle di anzianità, e aumentato da tre a sette anni l’età per quelle di vecchiaia, ma anche con i licenziamenti più facili, che consentiranno di assumere più giovani (???), adesso vedrete che l’Italia non farà la fine della Grecia né quella della Spagna. Vedrete, dicono i professori, che, con l’Imu anche a carico dei malati terminali ricoverati, e con l’aumento dell’Iva che terrà le massaie lontano dai mercati rionali, l’Italia si salverà anche stavolta.

Esattamente , come nel 1992 preconizzava l’ottimista Giuliano Amato. I lavoratori italiani con i salari più poveri d’Europa, i giovani disoccupati italiani più numerosi d’Europa, gli esodati che nel resto d’Europa manco esistono, le famiglie che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena, lo sperano di cuore.

Anche se, affinché le loro speranze diventino un tantino più realizzabili, sarebbe meglio che Monti cominciasse ad interessarsi veramente del costo abnorme della politica, delle vergognose pensioni dei parlamentari, dell’inutilità sociale delle Province, dei meccanismi perversi che regolano banche e assicurazioni, e di tanto, tanto altro che finora, purtroppo, gli è sfuggito.

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Gaga nel bidet

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Noi non (li) dimentichiamo

Petruzzella realizza ceramica su Falcone e Borsellino ventennale strage

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Per ricordare il ventennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio, l’artista Pino Petruzzella ha realizzato per il Rotary Club di Bivona-Montagna delle Rose-Magazzolo, una ceramica di m 1,40×1.
Tale ceramica che richiama i momenti clou di quegli eccidi mafiosi, sarà collocata in una della principali via di Cianciana (Ag) a cui il Rotary la donerà e l’inaugurazione avverrà il 19 luglio, proprio nel ventennale della strage di via D’Amelio.
Nella ceramica di Petruzzella, i due magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della lotta alla mafia, sono ritratti nella posa più conosciuta, in un momento di amichevole confidenza. Sullo sfondo si eleva la stele posizionata lungo l’autostrada Palermo-Trapani, in prossimità di Capaci, dove il 23 maggio, avvenne la prima strage.
E dalla stele si dipartono le parole/monito di Falcone: “Chi tace e piega la testa muore ogni volta che lo fa; chi parla e chi cammina a testa alta, muore una volta sola”.
In basso a sinistra, sotto Falcone, l’artista, ha quindi ritratto l’autostrada con le Croma martoriate subito dopo l’esplosione. In basso a destra, sotto Borsellino, il palazzo di via D’Amelio dove si verificò l’esplosione e le auto accartocciate.
Ricordiamo tutte vittime di quelle due stragi. Il 23 maggio 1992 persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli uomini della scorta Rocco Dicillo, Antonino Montinaro e Vito Schifani. Il 19 luglio 1992, col giudice Paolo Borsellino furono assassinati gli agenti di scorta Agostino Catalano, Walter Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina.
Un’ennesima prova di grande sensibilità da parte di Petruzzella ed un ennesimo riconoscimento al suo talento nel ventennale che purtroppo è entrato nella storia d’Italia.

Per non dimenticare…

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Il capitano Emanuele Basile, comandante della Compagnia dei carabinieri di Monreale, aveva 31 anni quando lo mafia lo assassinò, come sempre vigliaccamente, sparandogli alle spalle, la sera del 4 maggio 1980.
L’ufficiale di origine tarantina, aveva in braccio Barbara, la figlia di pochi anni. Accanto c’era la moglie, Silvana Musanti. La giovane coppia si trovava in piazza, ed aspettava per assistere ai giochi d’artificio: quella sera si festeggiava il Santissimo Crocefisso di Monreale.
Il killer lo colpì a tradimento a colpi di pistola. Ferito gravemente, il capitano fu trasportato in ospedale a Palermo, dove si precipitò anche il giudice Paolo Borsellino, ma morì mentre i sanitari tentavano di salvargli la vita.
I carabinieri, poco dopo l’omicidio, catturarono quello che venne ritenuto il suo assassino, ma l’arrestato fu assolto tre anni dopo, creando sgomento e rabbia sia nei magistrati sia nei suoi colleghi.
Al capitano Emanuele Basile fu assegnata la Medaglia d’oro al valor Civile alla Memoria.
di Roberto Mistretta

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