C’era anche un folto gruppo nisseno, domenica scorsa a Roma, alla cerimonia per la beatificazione di Giuseppe Toniolo, avvenuta nella basilica di San Paolo fuori le Mura.
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La comitiva organizzata – formata da ben 250 persone – faceva parte del gruppo di dirigenti, soci, dipendenti e clienti della Banca di credito cooperativo «G. Toniolo» di San Cataldo, che con tale iniziativa ha voluto rendere onore ad uno dei protagonisti del movimento cattolico e convinto interprete della dottrina sociale promulgata da Leone XIII con l’enciclica «Rerum Novarum», docente universitario ed economista al quale dal 1937 è intitolata proprio la Bcc sancataldese.
Papa Benedetto XVI ha elevato Toniolo agli onori degli altari ed ha stabilito che il beato sarà festeggiato ogni anno il 7 ottobre, giorno in cui morì, nell’anno 1918, all’età di 73 anni. Il rito eucaristico è stato presieduto dal cardinale Salvatore De Giorgi e concelebrato con numerosi alti prelati, tra altri cardinali e vescovi. Tra questi mons. Mario Russotto, vescovo della diocesi nissena, e mons. Michele Pennisi, vescovo di Piazza Armerina. La cerimonia è stata anche trasmessa in diretta televisiva su Rai Uno e al termine c’è stato il collegamento video con il Papa per l’Angelus.
«Il messaggio di Giuseppe Toniolo, che si può anche considerare il padre dell’Azione Cattolica, è di grande attualità – dice il presidente del Consiglio di amministrazione della Bcc sancataldese, Salvatore Saporito, che guidava la corposa delegazione della quale faceva parte anche il direttore Tommaso Falzone -.
La nostra banca, fondata nel 1895 da un gruppo di sacerdoti, è uno dei primi frutti maturati dall’influenza del messaggio sociale di Leone XIII. La nostra identità si concretizza in una visione che pone l’uomo al centro del progetto economico e mira a saldare l’interesse del singolo con il bene della collettività. E in un momento di crisi come quello attuale, con famiglie ed imprese in difficoltà, le tesi del beato Toniolo sono sempre validissime».
Nel corso della «missione romana», il gruppo di pellegrini-gitanti (la maggior parte di San Cataldo, e tra questi l’arciprete Biagio Biancheri, gli altri di Caltanissetta e Milena) ha visitato Città del Vaticano ed i principali monumenti di Roma, ha partecipato alla Messa celebrata dal vescovo Russotto nella Basilica di San Lorenzo ed ha pure fatto una capatina serale a Castel Gandolfo.










