I VENDITORI AMBULANTI NOSTRANI
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Molto spesso ci siamo soffermati ad ascoltare i nostri venditori ambulanti di frutta e verdura che, quotidianamente, circolano per le strade del paese; ascoltare le voci che provengono dall’intimo comune, prestare attenzione ai suoni e rumori, o odori e profumi, può essere un esperienza suggestiva per chi intende la vita del paese come un dare ascolto al proprio sentire. Naturalmente non ci aspettiamo che tutti abbiano provato questo tipo di emozione, che risulta essere un piacevole viaggio perfino nei meandri più dimenticati, o mai vissuti, della memoria.
In uno di questi percorsi, soffermandoci ad ascoltare il vivace e colorito richiamo dei mercanti, ci siamo sentiti catapultati immediatamente in contesti lontani da noi, lontani per distanza fisica, ma vicini per reminiscenze di tradizioni, ataviche usanze, memorie e pezzi di civiltà e dominazioni che ancora sopravvivono. Gli ambulanti, ancora oggi, ricordano il richiamo del muezzin dal minareto o il vociare di un suk arabo.
Riteniamo che il risultato del nostro essere milenesi, o più in generale siculi, sia da attribuire alla miscela di culture che col tempo sono passate da questa terra, la nostra lingua in primis, il nostro carattere, le nostre sembianze fisiche, insomma un mix che ci ha consegnati al 2012 quelli che siamo. Riteniamo che anche i nostri modi di fare siano stati influenzati dai diversi apporti, non dimentichiamo il nostro unico e particolare gesticolare tipico del meridione, e probabilmente anche il nostro modo di parlare o addirittura gridare.
Ancora oggi si preferisce alzare il tono, un po’ come gli ambulanti per farsi sentire; naturalmente la colpa o il merito non è esclusivamente dei nostri cugini Arabi, molto spesso dipende dai soggetti che intendono lo strillo un metodo di convinzione altrui. Convinzione appunto; i venditori oggi come allora usano la voce, il tono elevato per far si che la gente esca ad acquistare i prodotti a vendere.
La parola come mezzo persuasivo, il canto come il richiamo delle sirene per Ulisse … .
Oggi gli onesti venditori li sentiamo al mattino … gli altri, quelli che non vendono ortaggi o primizie, purtroppo li siamo costretti a sentirli in altri momenti; sono i cosiddetti venditori autorizzati di fumo, quelli che puntualmente vogliono venderti le proprie idee e giocano a ribassare quelle degli altri, quelli che per combattere la concorrenza ritengono trattare l’altro come sprovveduto e pensano di poter emergere annullando il prossimo.
Questi venditori sono abitué del tentativo di valorizzare se stessi screditando i propri amici, i propri colleghi o più semplicemente chiunque passi accanto alla propria ombra: in pratica tutti.
Parlano, chiacchierano, gesticolano, toccano, si dimenano, strisciano sempre e solo per convincere gli astanti delle proprie ragioni; molte volte alzano il tono per incidere e scolpire il ricordo di se stessi, imprimere nella memoria l’immagine falsa che puntualmente propongono a chi non li conosce a fondo. Soggetti per niente “sottintesi”, ma evidenti, visibili che vogliono essere sempre, comunque e dovunque, “intesi”, che “intendono” stare sempre sulla cresta dell’onda, che “intendono” la cosa pubblica per pochi intimi, che “intendono” il dirigere e l’amministrare in maniera spirituale, interiore, confidenziale: privata.
Parlano troppo, chiacchierano sfrenatamente, ragionano smodatamente, cicalano più del dovuto, discutono eccessivamente di tutto solo per arrivare alla meta dei propri interessi, confondono vita pubblica e vita privata, egoismo con altruismo; in realtà disprezzano chi ha idee diverse, ma intanto li portano al bar a bere assieme dissimulando perfino il rancore, quando non addirittura siedono alla stessa tavola per partecipare all’ipocrita spettacolo conviviale.
Il troppo, lo sfrenatamente, lo smodatamente, il più del dovuto, l’eccessivamente purtroppo arriva sempre al destinatario, in un modo o nell’altro, giunge alle orecchie di chi è stato oggetto e soggetto di superflue attenzioni … in un modo o nell’altro.
I moderni ambulanti della parola sono pregati di smettere di incantare i serpenti, oppure salgano sul minareto, radunino la folla e parlino onestamente … se ne ricordano il significato.
السلام عليكم
As-salam alaikum




















