L’ex assessore comunale Alaimo insiste:
«Le miniere sono grandi discariche di rifiuti tossici»
di Carmelo Locurto
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Totò Alaimo ha dichiarato: «Io sto con la legalità, e tutti sanno, anche gli organi inquirenti, che in questo preciso momento, sto rischiando in prima persona per dimostrare che il territorio e i dintorni di Serradifalco erano diventati (per come si è riusciti a dimostrare) una pattumiera di rifiuti tossici, pericolosi e nocivi che arrivavano via mare, ferrovia ed aerea, in un periodo nel quale, ad alti livelli, imperava una certa classe politica e lobby mafiosa».
Affermazioni gravi, quelle di Alaimo, anche perché, secondo lui, il territorio serradifalchese sarebbe diventato una vera e propria discarica di rifiuti tossici, pericolosi e nocivi resa possibile con il consenso di lobby mafiose e politiche. Dunque, l’ex assessore è tornato a parlare di miniere.
Un argomento che aveva affrontato in una precedente sua lettera pubblica quando aveva rilevato: «La vecchia politica, mentre massacrava la nostra terra con la chiusura delle miniere spendendo e spandendo miliardi per prepensionamenti fini a se stessi, ha lasciato in eredità delle scorie, presumibilmente inquinanti e dei siti (le gallerie delle miniere) che potrebbero essere, o forse lo sono stati, utilizzati per altri fini meno nobili, visto le gravi malattie che si sono sviluppate nei territori limitrofi».
Sempre in quella occasione, l’ex assessore aveva citato un inquietante episodio verificatosi nell’estate del 1990. L’allora vice comandante della Pm Gaetano Butera, avendo notato strani movimenti di autotreni nella zona delle ex miniere di Bosco, ne aveva fermato uno guidato da un autista di nazionalità polacca contenente scatole con rifiuti speciali ospedalieri. Su quanto accaduto Butera produsse una relazione che, tuttavia, non avrebbe avuto seguito nell’immediato.
Continuano a far discutere le rivelazioni dell’ex assessore Totò Alaimo contenute in una sua lettera aperta secondo cui il territorio e i dintorni di Serradifalco sarebbero diventati una pattumiera di rifiuti tossici, pericolosi e nocivi che sarebbero arrivati anche via mare, ferroviaria e aerea, in un periodo nel quale, ad alti livelli, avrebbe imperato una certa classe politica e lobby mafiosa. Affermazioni queste, riportate dell’attuale responsabile delle problematiche ambientali del Tavolo unico di regia per lo sviluppo e la legalità della Provincia di Caltanissetta, che non possono e non debbono creare allarmismi facili, ma che non possono né debbono passare inosservate e sulle quali non può certamente calare il velo dell’indifferenza.
A riprova di ciò, il fatto che, proprio nelle ultime ore, dopo le prese di posizione da parte dell’assessore comunale al territorio e ambiente Giuseppe Lucchese e del consigliere di maggioranza Rosario Ristagno, s’è registrata anche quella del gruppo consiliare di minoranza dei “Giovani Siciliani”, che ha infatti presentato una interrogazione al sindaco Dacquì e al presidente del consiglio comunale Carmelo Magro Malosso per chiedere l’istituzione di una commissione speciale al fine di valutare adeguatamente quanto rappresentato dallo stesso Totò Alaimo nei giorni scorsi in merito all’eventuale esistenza di un traffico dei rifiuti tossici in territorio serradifalchese.
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