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Archivio per 28 aprile 2012

Museo Internazionale delle Marionette “Antonio Pasqualino”

da Palermo d’Amare
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Fondato nel 1975 dall’ “Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari” è intitolato ad Antonio Pasqualino medico, antropolo e studioso di usi costumi e tradizioni popolari.
Nel museo, a cui è annessa una biblioteca formata da 3000 libri sulle tradizioni siciliane, sono custoditi più di 3500 pezzi tra: ombre, marionette, burattini, provenienti da: Cina ,Vietnam, Belgio, Balì, Birmania, Thailandia ecc e anche attrezzature sceniche, cartelli decorati (specie di manifesti pubblicitari dell’opera da rappresentare).

Il settore che più affascina è quello dedicato ai Pupi: marionette con cui, nella tradizione popolare meridionale, si rappresentano solitamente le vicende epico-cavalleresche dei paladini di Francia, la cosiddetta Opera dei Pupi (nel 2001 dichiarata dall’Unesco “capolavoro del patrimonio immateriale e orale dell’Umanità” .

La collezione di Pupi, molti antichissimi e preziosissimi, è la più grande del mondo vi si possono ammirare:
-i pupi di Palermo: alti 80 cm, pesano circa 15 chili, hanno il ginocchio articolato e la spada che può essere sfilata e reinfilata nel fodero, l’elmo con la visiera mobile e sono manovrate dai lati del palcoscenico;
-i Pupi catanesi: alti 120 cm possono pesare fino a 30 chilogrammi hanno il ginocchio rigido, la spada è fissata nella mano destra e sono manovrati dall’alto, da un ponte montato dietro il fondale così come i pupi di Napoli da cui si differiscono perche quest’ultimi sono più bassi.
-i Pupi di Bruxelles
- i Pupi di Liegi

Il museo possiede anche un ricchissimo archivio fotografico, una videoteca e una nastroteca con registrazioni di spettacoli teatrali di “figura” di diversi paesi del mondo.

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Basta con i politici-sanguette

NO AI RIMBORSI ELETTORALI DI LUGLIO

di Franco Petraglia

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La pressione fiscale e le bollette varie salgono alle stelle, i suicidi di imprenditori (dal nord al sud) aumentano ogni giorno. Nella nazione si respira una rabbia diffusa.

I partiti sono insensibili agli italiani che sono costretti a “tirare la cinghia”. L’appropriazione indebita di denaro pubblico è galoppante. Dagli esponenti leghisti al tesoriere della Margherita. Per non parlare di altri scandali che nascono come funghi.

L’uomo della strada non ne può più. E’ afflitto, sconcertato e disorientato. E’ fortemente in discussione l’onestà della classe politica e la sua credibilità. Basta con i fiumi di soldi che i nostri “beneamati” politici si sono assegnati. La misura è colma!

A questo stadio è urgente e necessario, tanto per incominciare, che i partiti, tutti, a luglio rinuncino ai rimborsi elettorali (più di cento milioni di euro), e devolverli per finanziare progetti sociali o altre opere prioritarie. Solo così si può intravedere un barlume di giustizia verso gli onesti cittadini, finora turlupinati e umiliati da una casta sempre più arrogante e indifferente.

I soggetti più deboli e svantaggiati vanno difesi a tutti i costi. Diano questi moderni soloni, per il prossimo futuro, prova di serietà, responsabilità e coscienza etica. Basta con il populismo e la demagogia! Basta con i bluff!

La grande scrittrice Elsa Morante diceva: “La vera politica non può fare alcun progresso, se prima non ha reso omaggio alla morale”.

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Una Chiesa sgangherata

BELLA CIAO E I CANI ENTRANO IN CHIESA

di Gianna Radice

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Succede che un prete di Genova faccia cantare “Bella ciao” durante una funzione religiosa in chiesa. Succede, qua e là, che anche i cani partecipino alla messa e che, in braccio ai loro padroni, accostino il musetto all’Eucarestia.

Si permette ormai l’incredibile, in nome della modernità, della democrazia e del cattivo gusto imperante e offensivo. Siamo tutti spettatori intristiti in un teatrino di protagonismo becero, che somiglia a quello dei politicani e degli esperti in nulla.

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«I giovani vivono nell’idea dell’”immortalità”, la prevenzione può abbattere questo falso mito»

di Concetta Santagati

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Mazzarino. “Perché accadono le stragi del sabato sera?” Colpa del “mito dell’immortalità” dei giovani è la risposta del dott. Michele Vecchio (primario neurologo presso il Sant’Elia di Caltanissetta), intervenuto alla giornata di sensibilizzazione promossa dall’associazione “contro le stragi del sabato sera”, nella sala congressi della Bcc dei Castelli e degli Iblei alla presenza delle autorità civili, militari, religiose e sanitarie della provincia.
«I giovani – ha detto il dott. Vecchio – vivono nell’idea della immortalità. Da questo deriva il loro modo di affrontare il pericolo e il tentativo di rimozione verso questo. Cosa fare allora? Per combattere il mito bisogna fare prevenzione, bisogna incoraggiare le istituzioni, rendere operativi i mezzi della repressione. Con controlli serrati di prevenzione in Europa si sono ottenuti significativi risultati mentre in Italia il numero degli accertamenti con etilometro è risibile e questo porta a perpetuare il falso mito dell’immortalità».

La Chiesa, rappresentata da don Pino D’Aleo (vicario episcopale per il clero e l’apostolato dei laici), vede nella mancata applicazione dei principi dell’etica nei provvedimenti amministrativi una delle cause delle stragi del sabato sera. «Contro le imprudenze auto lesive dei giovani (droghe, alcol e gioco d’azzardo) – ha detto don Pino – si può fare qualcosa a patto che la cultura in cui nuotano i giovani sia rispettosa della vita. Educare vuol dire offrire una griglia etica. Il rispetto della vita dipende anche dall’etica da cui scaturiscono provvedimenti amministrativi (per esempio la sicurezza nelle strade, la scelta di chiudere o aprire reparti ospedalieri). Chi ha responsabilità dovrebbe intonare un solenne mea culpa sulle difficoltà dei giovani. I beni primari (la salute, il rispetto della vita) dovrebbero essere in testa alla graduatoria nelle politiche pubbliche».

Momento significativo dell’incontro (moderato dal Paolo Bognanni e dedicato ad Ivan Siciliano e a tutte le vittime della strada e della tragedia navale della Concordia) è stata la consegna ufficiale di 2 apparecchi salvavita al “S. Stefano”. Il direttore sanitario Giuseppe Calì, ha ricevuto in dono un elettrocardiografo di 4.500 euro acquistato con la raccolta fondi avviata da Siciliano, e un defibrillatore di ultima generazione, donato dall’Asp diretta dal dott. Paolo Cantaro.
Alla cerimonia di consegna hanno partecipato inoltre il vice prefetto Lucia Pirrone, il colonnello Alessandro Magro, il sindaco di Delia Calogero Messana, Alessio Casablanca comandante guardia di finanza di Gela, il vice questore, il dott. Elio Barnabà del 118, il comandante dei carabinieri Giuseppe Castrovilli, il presidente del consiglio comunale Vincenzo Guerreri, il comandante dei vigili urbani Armando Bellofiore, il dott. Federico Vancheri, il presidente della provincia Lillo Salvaggio, i dott. Lanzafame e Marino, i famigliari del signor Siciliano.

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Non sparate su Bossi

STRISCIA LA NOTIZIA E LA CROCE ROSSA

di Gianfranco Scotti

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Da tempo ciò che appare nella tv, sia come satire che come informazione, è rivolto contro la Lega.

In particolare “Striscia la notizia”, con i due conduttori siculi che si accaniscono contro la Croce Rossa (Bossi).

Se proprio si vuole fare riprovazione, ci sono obiettivi ben maggiori di sprechi pubblici. Soprattutto nella loro Sicilia.

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Scorie nelle gallerie

L’ex assessore comunale Alaimo insiste:

«Le miniere sono grandi discariche di rifiuti tossici»

di Carmelo Locurto

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Totò Alaimo ha dichiarato: «Io sto con la legalità, e tutti sanno, anche gli organi inquirenti, che in questo preciso momento, sto rischiando in prima persona per dimostrare che il territorio e i dintorni di Serradifalco erano diventati (per come si è riusciti a dimostrare) una pattumiera di rifiuti tossici, pericolosi e nocivi che arrivavano via mare, ferrovia ed aerea, in un periodo nel quale, ad alti livelli, imperava una certa classe politica e lobby mafiosa».

Affermazioni gravi, quelle di Alaimo, anche perché, secondo lui, il territorio serradifalchese sarebbe diventato una vera e propria discarica di rifiuti tossici, pericolosi e nocivi resa possibile con il consenso di lobby mafiose e politiche. Dunque, l’ex assessore è tornato a parlare di miniere.

Un argomento che aveva affrontato in una precedente sua lettera pubblica quando aveva rilevato: «La vecchia politica, mentre massacrava la nostra terra con la chiusura delle miniere spendendo e spandendo miliardi per prepensionamenti fini a se stessi, ha lasciato in eredità delle scorie, presumibilmente inquinanti e dei siti (le gallerie delle miniere) che potrebbero essere, o forse lo sono stati, utilizzati per altri fini meno nobili, visto le gravi malattie che si sono sviluppate nei territori limitrofi».

Sempre in quella occasione, l’ex assessore aveva citato un inquietante episodio verificatosi nell’estate del 1990. L’allora vice comandante della Pm Gaetano Butera, avendo notato strani movimenti di autotreni nella zona delle ex miniere di Bosco, ne aveva fermato uno guidato da un autista di nazionalità polacca contenente scatole con rifiuti speciali ospedalieri. Su quanto accaduto Butera produsse una relazione che, tuttavia, non avrebbe avuto seguito nell’immediato.

Continuano a far discutere le rivelazioni dell’ex assessore Totò Alaimo contenute in una sua lettera aperta secondo cui il territorio e i dintorni di Serradifalco sarebbero diventati una pattumiera di rifiuti tossici, pericolosi e nocivi che sarebbero arrivati anche via mare, ferroviaria e aerea, in un periodo nel quale, ad alti livelli, avrebbe imperato una certa classe politica e lobby mafiosa. Affermazioni queste, riportate dell’attuale responsabile delle problematiche ambientali del Tavolo unico di regia per lo sviluppo e la legalità della Provincia di Caltanissetta, che non possono e non debbono creare allarmismi facili, ma che non possono né debbono passare inosservate e sulle quali non può certamente calare il velo dell’indifferenza.
A riprova di ciò, il fatto che, proprio nelle ultime ore, dopo le prese di posizione da parte dell’assessore comunale al territorio e ambiente Giuseppe Lucchese e del consigliere di maggioranza Rosario Ristagno, s’è registrata anche quella del gruppo consiliare di minoranza dei “Giovani Siciliani”, che ha infatti presentato una interrogazione al sindaco Dacquì e al presidente del consiglio comunale Carmelo Magro Malosso per chiedere l’istituzione di una commissione speciale al fine di valutare adeguatamente quanto rappresentato dallo stesso Totò Alaimo nei giorni scorsi in merito all’eventuale esistenza di un traffico dei rifiuti tossici in territorio serradifalchese.

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Diffondere attraverso la scuola modelli culturali diversi, ispirati al rispetto delle regole, per togliere risorse umane alla mafia e costruire un futuro “altro” per la nostra terra

di Rosamaria Li Vecchi

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Diffondere attraverso la scuola modelli culturali diversi, ispirati al rispetto delle regole, per togliere risorse umane alla mafia e costruire un futuro “altro” per la nostra terra.

E’ stato il filo conduttore dell’ultimo degli incontri del ciclo “Legalità è responsabilità”, promossi dalla sezione nissena dell’Anm e dal liceo classico “R. Settimo”, che ha visto la presenza dei giudici Nico Gozzo, Ottavio Sferlazza, Giovanbattista Tona e del giornalista Roberto Mistretta, che ha presentato agli studenti il libro “Giudici di frontiera”.

«Abbiamo cercato di coinvolgere studenti e docenti in questo percorso – ha detto in apertura dell’incontro il dirigente scolastico Maria Luisa Sedita – nella certezza che la formazione civile degli studenti debba essere alla base di ogni incontro che nella scuola si realizza. Perché quello che emerge dal libro, come costante comune nelle risposte dei magistrati, è la necessità che gli stessi esprimono di avere accanto una società civile e responsabile che affianchi quotidianamente il lavoro della magistratura».

L’autore del libro Mistretta ha sottolineato una volta di più come Caltanissetta abbia intrapreso un percorso di consapevolezza nella legalità e come i ragazzi abbiano dimostrato che c’è la volontà di cambiare, “una energia positiva – ha detto – che va incanalata, e questo è compito della scuola, se no rischia di disperdersi in mille rivoli”.

Ha parlato di “militanza politica” il giudice Ottavio Sferlazza, procuratore reggente della Procura di Reggio Calabria, a proposito degli incontri con gli studenti. «Nel senso nobile della “politeia” platonica e aristotelica – ha precisato – come esercizio di cittadinanza in un confronto tra uomini liberi per il conseguimento di un bene comune».

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