
I 10 SINTOMI DA NON IGNORARE
di Staibene.it
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Che strano rapporto hanno gli uomini con il concetto di salute, con la figura del medico, con l’idea di cura. Alcuni si sentono indistruttibili, invincibili, come se il fatto di ammalarsi fosse un’ipotesi remota, che può capitare solo agli altri. E magari, quando si ammalano, tendono a non rivolgersi subito al medico, a imbottirsi di farmaci facendo tutto di testa propria.
Poi arriva un’età in cui diventano più sensibili alla necessità di sottoporsi ai controlli fondamentali per il sesso maschile: quelli per il cancro al colon retto, per la prostata e via elencando. Ma fino ad allora, la tendenza a trascurarsi un po’ è innegabile.
A prescindere dal vostro rapporto con la figura del medico e l’idea di ammalarsi, con il concetto di cura e la capacità di resistere al dolore, con la propensione a seguire i consigli del dottore o la tendenza opposta a rivolgersi a lui solo quando proprio non ne potete più di stare male, sappiate che esistono alcuni segnali che proprio non dovreste ignorare. Ci sono sintomi, insomma, di fronte ai quali anche il più ostinato dei “Io dal medico? Macché…” dovrebbe cedere. Vediamoli.
1) Incepparsi nel discorso
Quando le parole sembrano non voler uscire di bocca e si prova una sensazione di netta difficoltà nel parlare, potrebbe essere il segnale di uno scarso afflusso di sangue al cervello (possibile anticamera di un ictus). Attenzione, non stiamo parlando di ciò che accade molto più spesso e cioè il non trovare le parole adatte, che restano “sulla punta della lingua…” ma proprio di una sensazione di blocco, accompagnata magari da qualche termine che non corrisponde affatto a quello che invece si vorrebbe dire. Sintomi di questo tipo richiedono di rivolgersi immediatamente a un medico, se non direttamente al pronto soccorso. Ictus di portata minore possono protrarsi per qualche minuto e i sintomi di solito scompaiono entro un’ora. Ma se si verificano, possono voler dire che un ictus vero e proprio è imminente. Età più a rischio: dopo i 55 anni.
2) L’affanno
Gli uomini tendono a prendersela con il fatto di essere fuori forma. Ma un segnale come questo può in realtà annunciare anche un infarto. Precisiamo, però: se già soffrite di asma o allergia, sapete delle vostre difficoltà nella respirazione. Ma il fiato corto, in seguito a uno sforzo anche minimo (anche una sola rampa di scale, per esempio), potrebbe essere la spia del fatto che al cuore non arriva abbastanza ossigeno, tipico della malattia cardiaca coronarica. Specie se aumenta ogni volta. Non c’è urgenza massima, di fronte a un segnale come questo. Ma vale la pena di rivolgersi al medico di fiducia per sottoporsi ad esami specifici (come elettrocardiogramma, ecocardiogramma, radiografia al cuore). Età più a rischio: over 55.
3) Un dolore forte e persistente su un lato dell’addome
Non pensate per forza di aver esagerato con gli esercizi per gli addominali: qualunque dolore all’addome passa da solo al massimo in tre giorni, se di poco conto. Proprio il fatto che non se ne vada deve invece mettervi sul chi vive: fatevi visitare da un medico. Potrebbe dipendere da molte cause, alcune delle quali molto serie (tumore incluso).
Se poi il dolore è lancinante, localizzato e non migliora entro un’ora, potrebbe trattarsi di un calcolo renale, come di un’appendicite, un’ernia o un’ulcera perforante. Ecco perché diventa fondamentale correre al pronto soccorso.
4) Sangue nell’urina o nelle feci
Forse è il sintomo meno a rischio di sottovalutazione. A seconda dei casi, potrebbe indicare la presenza di emorroidi, calcoli renali, un’ulcera, ma anche malattie molto più serie. Meglio rivolgersi a un medico, che potrebbe ritenere opportuno effettuare una colonscopia o un’endoscopia per chiarire meglio la situazione. E ricordate: anche tracce microscopiche di sangue possono segnalare un problema.
5) Disfunzione erettile
Non preoccupatevi soltanto di come risolvere il problema, pensate piuttosto a ciò che questo disturbo può voler indicare. Diversi studi hanno confermato che gli uomini tra i 40 e i 50 anni con disfunzione erettile hanno più probabilità di essere colpiti, entro massimo 5 anni, da un problema cardiovascolare come un infarto. L’arteria che arriva al pene ha un diametro pari alla metà di quella che parte dal cuore: l’arteriosclerosi, cioè il restringimento dei vasi sanguigni, si manifesta quindi anzitutto in quella parte del corpo. Rivolgetevi a un medico di fiducia, un cardiologo o un urologo, per gli esami del caso.
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