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Archivio per 14 aprile 2012

Palazzo Bonanno Lungarini

 
Forse il più bel palazzo barocco di Palermo è stato costruito intorno al 1630 su un nucleo preesistente di costruzioni da Pietro Bonanno e Scammacca marchese di Lungarini alla cui famiglia è appartenuto fino al agli inizi del XVII quando fu venduto ai baroni di Brodi che lo ristrutturarono.
Nell’ ampio prospetto ci sono tre portali dei quali quello centrale incastonato da colonne che reggono uno dei balconi, la facciata è resa spettacolare dal doppio ordine di balconi retti da mensole con ringhere a petto d’oca sulle cui aperture, sormontati da archi da decoro, trovano posto medaglioni al cui interno sono visibili figure a mezzo busto in stucco.

Dal portale centrale si accede al cortile dove spicca una bellissima fontana del’600 con un fauno dal cortile si accede, inoltre, allo splendido scalone in marmo rosso che porta al loggiato del primo piano, nella prima rampa è visibile un’edicola con un dipinto della Vergine Maria risalente al 1710 è un’immagine della Madonna con il Bambino che in città è chiamata “Madonna ‘a bedda” ( la Madonna bella) ritenuta dal popolo miracolosa.

I recenti restauri hanno riportato il palazzo all’antico splendore,uno splendore che lascia senza fiato e hanno riportato alla luce le bicrome decorazioni a rombo originarie coperte dall’intonaco durante la ristrutturazione del XVII secolo.

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Maroni e maroni

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Bossi è nudo

NELLA TERRA PADANA IL RE E’ NUDO

di Maurizio Careggio

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Nelle immaginifiche e laboriose terre di Padania, attraversate dal biondo dio Po, finalmente il Re è nudo: solo nella sua mitica canotta.

Il Principino, già stregato alla vista degli zecchini, ha tosto bofonchiato “a me mi piace” e il gesto furtivo ha fatto seguito alle parole.

Pur condotto con mano ferma da Fata Rosa in Sovrappeso, il Cerchio Magico nulla ha potuto: anzi è ostaggio dell’ incantesimo dell’italico malcostume.

All’orizzonte si profilano i Barbari Sognanti che, se ci sarà il loro risveglio, hanno promesso fendenti.

Intanto alle porte di Bellerio sgomitano in attesa Elfi e Comari di seconda fila.

Per ora la favola sta andando a vacca: nel rustico reame, e su fino a Gemonio, non vivono più felici e contenti.

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LETTERA APERTA AL SENATÚR

di Angelo Pio Cammalleri

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Caro Umberto, come stai?

Che grande dispiacere leggerti protagonista di queste vicende che, senza alcun dubbio, sono tutte subdole illazioni con il solo scopo di mettere in cattiva luce te e tutta la tua struttura della Padania.

Caro Umberto, da giovane imprenditore e professionista siciliano e quindi del Sud, devo dirti che rimango amareggiato da questo gioco al massacro che i media e soprattutto questi magistrati di questa “Roma Ladrona” stanno attuando nei confronti tuoi, dei tuoi collaboratori e della tua famiglia.
Io, davvero, non ci sto a pensare che tu possa aver fatto dell’evasione fiscale: è risaputo, chi evade, in Italia, non sono i politici, che hanno case che “da sole” si intestano ai partiti, o a collaboratori degli stessi; è risaputo che gli evasori non sono i tesorieri dei partiti che distraggono fondi per utilizzo e piaceri personali.

Chi evade sono i piccoli imprenditori, sono loro la causa del male di questa Italia. Meno male che il presidente del consiglio sta prendendo i giusti provvedimenti contro quella casta di imprenditori e professionisti che percepisce 1.000 € di pensione dopo una vita di sacrifici, senza farsi abbagliare da false provocazioni che dicono che il male dell’Italia sono i politici che con i finanziamenti in nero dei partiti, con stipendi mensili fuori dal comune e con una pensione faraonica anche dopo un solo giorno di presenza del loro magnifico posteriore nelle poltrone che contano, hanno messo e continuano a mettere in ginocchio il nostro amato paese.

No davvero, Umberto, io sono con te! E mi devi credere, mi fa male leggere di lauree comprate e regalate ai tuoi collaboratori: ma dico, in che mondo viviamo? ora essere magnanimi verso i propri collaboratori è un reato? Che differenza intercorre tra regalare una cassa di buon vino e una laurea universitaria? Io dico nessuna, e con me lo dicono tutti i giovani laureati che si sono dati da fare per 4/5 anni per ottenere il titolo di laurea. Loro sono con te Umberto!! E’ la gente del sud che corrompe e acquista esami e titoli di studio, non la gente padana. Non voglio assolutamente credere e pensare che possa essere il contrario.

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San Guisuga

E’ ARRIVATO SAN GUISUGA

di Donatella Passeri

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Cosa verrà dopo Marx e Mao? Abbiamo la risposta.

I nipotini di quei due per continuare a gozzovigliare nella greppia dello Stato succhia risparmi, infliggendo tasse, hanno provveduto a rovesciare il  governo eletto.

Designato senatore a vita Monti come premio da un altro presidente non eletto (Napolitano), sarà il santo dei beneficiati: San Guisuga.

Le manovre oltraggiose produrranno tali disastri che il senatore a vita riparerà in un paradiso terrestre a godersi l’appannaggio pagato con le tasse degli italiani. Anche se lui ci vuole tutti crucchi.

L’uovo di Pasqua porta sempre sorprese.

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Controlliamo i nostri contributi ai partiti

Brevi considerazioni sul finanziamento ai partiti politici

di Salvatore Curcio

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Che scandali come quello  che ha interessato di recente la ex-Margherita o quello di questi ultimi giorni, che ha scardinato letteralmente la Lega –Nord, potessero accadere  forse era prevedibile ove si ponga la dovuta attenzione sia alla forma del  finanziamento che al sistema della utilizzazione delle ingenti somme, prelevate dalle casse dello Stato al solo fine di rimborsare ai partiti politici le spese sostenute in ciascuna campagna elettorale.

Ora, a prescindere dal fatto che il rimborso delle spese elettorali attualmente in uso rappresenta una vera e propria spoliazione della volontà popolare che  con un apposito  referendum  ebbe a suo tempo  abolito il finanziamento pubblico e che i partiti, con un semplice cambio della dicitura, hanno furbescamente fatto rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta, il vero problema di cui tanto si discute in questi giorni consiste, a mio avviso, essenzialmente nei  seguenti due fattori fondamentali:

a) La continuità o meno del finanziamento in favore di semplici associazioni private, quali sono costituzionalmente definiti i partiti,attraverso il prelievo dall’erario statale;

b) La necessità,qualunque sia la forma del finanziamento (privato o pubblico), di un reale e serio controllo della utilizzazione dei fondi che confluiscono nelle casse dei partiti  politici.

Relativamente al primo punto, secondo me, occorre mettere la parola”fine” a tale metodo di finanziamento  alquanto improprio, anche se adottato da altri Stati europei, sostituendolo con uno di diverso tipo che  si basi sulle donazioni volontarie degli iscritti e/ o dei simpatizzanti di  ogni partito magari attraverso il ricorso al prelievo del 5 per mille che il cittadino-contribuente può destinare in occasione della denuncia annuale del proprio  reddito; in alternativa, qualora tale via sia ritenuta da chi di dovere non percorribile, è necessario, perdurando il finanziamento pubblico,che venga ridotta l’entità del prelievo visto che le somme introitate da ciascun partito sono enormemente spropositate rispetto alle spese occorrenti per la campagna elettorale(vedansi in proposito le notizie rese note nella trasmissione televisiva ”Ballarò” del  10  c.m.).

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Domenica 15 aprile,  il Rotary Club di Mussomeli ospiterà l’ARACI – ACHFAR  – Associazione Rotariana Automobili Classiche Italia- i cui soci tutti rotariani appartenenti a diversi club della Sicilia e proprietari di macchine d’epoca.

L’ARACI presieduta da Giuseppe Giaconia di Migaido ha organizzato una manifestazione con il Rotary Club  di Mussomeli intitolandola L’ARACI ALL’ASSALTO DEL CASTELLO DI MUSSOMELI.

Infatti, il programma prevede l’arrivo intorno alle 10,30 a Piazzale Mongibello degli equipaggi composta da circa venticinque autovetture d’epoca.

Dalle ore 11,00 alle ore 12,00 a Piazza Mongibello sarà svolta una gara con prove di regolarità, dove i mussomelesi sono invitati ad ammirare le automobile d’epoca e le capacità di guida dei piloti. Alle ore 12,00 il corteo delle macchine e i soci rotariani si trasferiranno al Castello di Mussomeli per una visita al Maniero.

Dopo il pranzo e la premiazione dei primi tre classificati,  in un noto locale cittadino, i soci dell’ARACI e del Rotary di Mussomeli, effettueranno una visita guidata nel centro storico.

Le autovetture durante la visita al centro storico saranno parcheggiate a Piazza Umberto e a Piazza San Giovanni.

La manifestazione è finalizzata a promuovere la nostra cittadina e a consolidare i rapporti di soci rotariani del Distretto 2110 Sicilia- Malta, e per trascorrere alcune ore all’insegna dello sport, del rotary, dell’amicizia e dell’ospitalità dei mussomelesi.

Filippo Misuraca

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Là dove riparano i cuori

Emodinamica un anno dopo

Giuseppe Scibetta

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In occasione del primo “anniversario” dell’avvio del servizio di Emodinamica all’ospedale di Caltanissetta è stato organizzato un convegno regionale di interventistica cardiovascolare.

Dal 9 marzo del 2011 sono poco più di 800 i pazienti provenienti dalla provincia nissena e da quelle limitrofe di Agrigento ed Enna che sono stati trattati dall’équipe di medici guidata dal primario di Cardiologia dott. Salvatore Giglia ed affidata all’emodinamista catanese Francesco Amico.
Degli 800 pazienti che hanno avuto usufruito del servizio del “Sant’Elia” (evitando il trasferimento nelle strutture ospedaliere di Palermo, di Catania o di Agrigento) quasi 500 sono stati operati di angioplastica coronarica ed è quasi certo che diversi di essi sono stati salvati a seguito dell’intervento immediato a cui sono stati sottoposti ed alla professionalità del medici in servizio a Caltanissetta.
«È stato un ex sportivo di 66 anni (le sue iniziali sono G. B.) il primo intervento effettuato nella sala operatoria ubicata al primo piano del nosocomio nisseno – ricorda il dott. Francesco Amico – stava accompagnando il nipotino a scuola ed improvvisamente si è sentito male: il suo forte cuore da ex atleta ha ceduto sotto gli implacabili colpi di colesterolo, del fumo di sigaretta e dalla sedentarietà. Ricoverato al “Sant’Elia” per un infarto al miocardio, è stato trattato secondo le più recenti linee guida internazionali: G. B è stato così salvato e se l’è cavata con pochi giorni di ricovero in ospedale e con una terapia farmacologica da proseguire a casa. Solo qualche giorno prima sarebbe stato sottoposto ad una procedura diversa e trasferito in elisoccorso in un altro centro con tutti i disagi ed i rischi del caso».

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