di Roberto Mistretta
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La misura di quanto lungo è ancora il cammino per affrancare questa terra dalla mafia e dall’ampissimo consenso sociale che riscuote, è data da fatti che non vorremmo raccontare.Accade a Racalmuto, paese noto per avere dato i natali a Leonardo Sciascia ma anche a mafiosi oggi pentiti. A seguito di tali pentimenti, il Consiglio dei ministri ha sciolto il Consiglio e rimosso il sindaco, per condizionamenti mafiosi.
Accade quindi che quattro autorevoli giornalisti, tutti nativi di Racalmuto, Felice Cavallaro che scrive per il Corriere della Sera (fu mio docente all’università), Giancarlo Macaluso responsabile culturale del Giornale di Sicilia, Gaetano Savatteri inviato di Tg 5 (e mio buon amico), ed Egidio Terrana (direttore di “Malgrado tutto”), hanno invitato il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, tramite il presidente regionale di Confindustria, Antonello Montante, a fare visita proprio a Racalmuto.
Un segnale forte: la presenza dello Stato dopo lo scioglimento degli organi istituzionali comunali, condizionati dalla mafia. Un segnale di speranza.
Accade quindi che quattro autorevoli giornalisti, tutti nativi di Racalmuto, Felice Cavallaro che scrive per il Corriere della Sera (fu mio docente all’università), Giancarlo Macaluso responsabile culturale del Giornale di Sicilia, Gaetano Savatteri inviato di Tg 5 (e mio buon amico), ed Egidio Terrana (direttore di “Malgrado tutto”), hanno invitato il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, tramite il presidente regionale di Confindustria, Antonello Montante, a fare visita proprio a Racalmuto.
Un segnale forte: la presenza dello Stato dopo lo scioglimento degli organi istituzionali comunali, condizionati dalla mafia. Un segnale di speranza.
Ebbene, nei locali della Fondazione Sciascia dove il ministro ha tenuto il suo discorso, non c’era un cane escludendo giornalisti, autorità e forze dell’ordine e pochissimi altri.
Mancavano i cittadini comuni, mancava la gente, mancavano soprattutto i giovani. Mancava quell’humus che si chiama società civile insomma, dove la mafia continua a trovare ampi consensi per non dire tacite complicità.
E fintanto che accadranno di questi fatti, potremo parlare e scrivere di antimafia fino a slogarci le tonsille e i polsi. I fatti contano più delle parole.
Mancavano i cittadini comuni, mancava la gente, mancavano soprattutto i giovani. Mancava quell’humus che si chiama società civile insomma, dove la mafia continua a trovare ampi consensi per non dire tacite complicità.
E fintanto che accadranno di questi fatti, potremo parlare e scrivere di antimafia fino a slogarci le tonsille e i polsi. I fatti contano più delle parole.
E quello che è accaduto a Racalmuto, altro non è che la cartina tornasole di un’isola indolente per non dire asservita al malaffare, perché la mafia esiste sempre altrove e diventa comodo paravento per chi dell’antimafia ha fatto un vestito buono per fare carriera dove la mafia è solo accademia, ma guai a fare pulizia in casa nostra quando la mafia assume sembianze reali.
Allora è tutto un altro discorso. E se devo decidere tra chi stare tra mafia e Stato, beh la scelta è evidente.










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… Amara terra mia…!