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Archivio per 12 aprile 2012

Ver – gogna – tevi !

ESENZIONE IMU VERGOGNOSA.

NON ESENZIONE PER ANZIANI ALL’OSPIZIO ANCORA PIU’ VERGOGNOSA E SPIETATA

di Michele Missaglia

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Apprendo con rabbia e stupore, leggendo tra le pieghe di miniscoli articoli di ermetismo politico, che il governo nell’ultimo pacchetto di novità fiscali, dopo aver tentennato sul chiedere il pagamento dell’Imu alla Chiesa per in luoghi non dedicati al culto, ha deliberato di non fare pagare la stessa Imu alle fondazioni bancarie.

Ne sarebbero esenti perché considerati enti “no profit” mentre un anziano malato che ha spostato la propria residenza nella casa di riposo che lo ospita dovrebbe sottostare a questo balzello.

Nel primo caso la stampa per diversi giorni ha dibattuto sul tema mentre per questo ultimo nessuno sembra avere alzato la voce tranne il solito Oscar Giannino.

Sarebbe doveroso darne maggiore evidenza sui media perché questo ingiusto provvedimento grida vendetta.

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In cucina attenzione a questi 5

I pericoli per la nostra salute si annidano dove meno te lo aspetti.

Ecco 5 cose da non sottovalutare

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1. La spugna per i piatti

Durante uno studio condotto dalla NSF International è stato chiesto ai partecipanti di strofinare diversi oggetti nella propria casa: la spugna risultò essere quello che aveva raccolti più germi. Conteneva 150 volte i batteri, lieviti e residui contenuti dagli altri campioni portati nello studio. Rob Donofrio, direttore dell’NSF, spiega il fenomeno così: “Quando si pulisce, si tirano su dei batteri ma, siccome le spugne …

2. Il frigorigero

Le basse temperature rallentano il proliferare dei batteri: per questo motivo è importante che la temperatura del vostro frigorifero non sia mai sopra i 4°C. Per essere certi che questa soglia si rispettata, munitevi di un termometro da frigorifero.

3. Il tagliere

I batteri provenienti da pollame, carne e pesce crudi, possono contaminare i cibi che state per cucinare o tutto quanto di fresco andrete a tagliare su queste tavole. Per ridurre il pericolo che il tagliere diventi il vostro insidioso nemico in cucina, vi basterà usarne diversi: uno per le carni crude e uno per i cibi cotti e i prodotti freschi.

4. Uova crude

Se avete la passione per i tuorli d’uovo o se amate leccare dalla scodella l’impasto dei biscotti, sappiate che non siete i soli. Tuttavia mangiare le uova in questo modo è molto pericoloso a causa delle infezioni alimentari in agguato in questo alimento, come la Salmonella. Se non riuscite a tenere i vostri bambini lontani da questa rischiosa ghiottoneria, ricorrete a un trucco: usate le uova pastorizzate. Non sono diverse dalle uova normali, ma sono state trattate con del calore per rendere innocui gli eventuali batteri presenti all’interno.

5. Cibi richiamati

Evitate di conservare e consumare cibi al centro di scandali alimentari. Se durante il tg sentite che la vostra amata marca di tonno è al centro di una bufera sanitaria, affrettatevi a liberare la dispensa dalle insidiose scatolette: magari non sarà proprio la vostra scatoletta, quella più venefica, ma è meglio non correre rischi.

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Quel diavolo di… Giotto

Un diavolo negli affreschi di Giotto

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Ci sono voluti otto secoli prima che qualcuno se ne accorgesse. Oltre tutto all’interno di una delle opere fondamentali della pittura occidentale: la Vita di San Francesco, attribuita a Giotto, nella Basilica superiore di Assisi.

Nella ventesima scena c’è il profilo di un demone, con due corna scure, che emerge dalle nuvole che stanno tra la scena della morte di Francesco, sotto, e quella dell’assunzione della sua anima in cielo. Perché Giotto ha dipinto il demone nella nuvola?

«Forse non fu soltanto un’impertinenza sfuggita fino ad oggi all’occhio di tutti. Nel Medioevo si credeva che anche nel cielo abitassero i demoni che ostacolavano la salita delle anime: e’un significato ancora da approfondire, ma che sembra destinato a dare buoni frutti», spiega Chiara Frugoni. Fino ad oggi il primo pittore che pensò di trattare le nuvole era ritenuto Andrea Mantegna.

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No Ponte

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L’acrostico di Serradifalco

Serradifalco  versi

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Il poeta francese Jean SARRAMÉA, residente a Saint-Raphaël sulla costa azzurra, dedica a Serradifalco un acrostico, ovvero un componimento poetico in cui le parole iniziali di ciascun verso formano il nome del paese. Nella sua cartolina indirizzata al Sindaco, il poeta, che porge i suoi saluti alla comunità serradifalchese, dice di essersi ispirato ai versi rimati con i mesi dell’anno (in lingua francese) del connazionale Fabre d’Églantine, poeta, drammaturgo e politico morto a Parigi nel 1794.

Al letterato francese il Sindaco ha inviato una propria lettera in segno di gratitudine per il componimento spontaneamente elaborato.

Serradifalco si sveglia ai canti di Germinale

Eleganti fragranze di miele inebriando Floreale

Raggi dolci sui campi profumando Pratile

Rumore dello zeffiro sul grano di Messidoro

All’ombra olezzante si calma Termidoro

Densi sapori nei giardini di Fruttidoro

Intensi colori all’uva di Vendemmiaio

Fumo di tulle diafano nei valloni di Brumaio

Al focolare s sogna nelle sere di Frimaio

La raffica scapiglia le notti di Ventoso

Come drapperie ondeggia il cielo di Piovoso

O diamanti di brina le mattine d Nivoso

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Gestione chiosco del Parco urbano

Nuova gestione al chiosco del Parco urbano

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E’ stata aggiudicata definitivamente la gestione del chiosco all’interno del parco urbano “Sandro Pertini”.

Ad aggiudicarsi la gestione di questo servizio è stata la ditta Saia Antonino Luca per la somma di 753,50 euro al mese.

Nel bando predisposto da parte dell’amministrazione comunale è previsto che la locazione sarà stagionale e riguarderà i soli mesi che vanno da maggio a settembre. L’aggiudicatario potrà proseguire per un massimo di sei anni nella gestione del chiosco del Parco Urbano.

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