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Archivio per 10 aprile 2012

Trota alla griglia

Sul web si scatena l’ironia contro il parito. Renzo Trota il più bersagliato: la fantasia ormai si confonde con la realtà

Carroccio, rutti, salmoni: tutte le barzellette su Bossi

di Alessandro Dell’Orto

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La cosa meravigliosa è che – ormai – la fantasia si confonde con la realtà, le battute con le dichiarazioni ufficiali, le gag con le notizie d’agenzia. E quando ti dicono che Renzo Bossi soprannominato il Trota avrebbe detto, testuale, “Mi conosco fin da bambino”, non sai più se trattasi dell’ultima barzelletta o di intervista vera. Già, perché internet e la rete, Facebook e Twitter sono una centrifuga di sfottò e la Lega, Bossi, il Trota e Belsito ispirano ironia e veleni, fantasia e a volte pure raffinatezze.

Così ti puoi imbattere facilmente in commenti come “Bossi si è dimesso: in Padania tre giorni di rutto cittadino”.

O ancora. “Bossi s’è levato dai Maroni” (Stefano),
“Ma allora quando dicono Roma ladrona è per ammirazione” e “Maroni: «La Lega è parte lesa». Cerebro-lesa, direi” (Nanoalto).

Sì, basta cercare e c’è di tutto.

C’è chi la butta sul classico, tipo un tizio che si fa chiamare Dante e scrive: “La Lega n’è trivial dimostrazione: s’astiene dal rubar sol chi non puote, e all’occasion s’attinge a profusione”.

C’è chi la prende alla lontana: “In sei mesi abbiamo detto addio a Bossi e Silvio. Se i maya avessero ragione non potremmo goderci questa cosa”.

Uno dei messaggi più rilanciati, però, è quello sulla moglie di Bossi. Qualcuno si è immaginato lei, distrutta, che confessa: “È stato terribile, erano in quindici, due ci tenevano sotto scacco e gli altri ristrutturavano…”. Da applausi, clap clap.

Il grande protagonista, irraggiungibile, vera star, musa ispiratrice di ogni risata, ovvio, è il Trota che ha stuzzicato pure la fantasia di Fabio Volo. Il quale l’altra sera ha detto: “Ho sentito che il Trota ha preso 200mila euro. Cazzo, è diventato caviale”. Mica male.

Sul giovane Renzo, però, è fin troppo facile ricamare. Ecco qualche twitt  gustoso. “Belsito, scoperta la cartella The Family. Era un’idea di Renzo per depistare le indagini: «Scrivilo in inglese, così non lo capisce nessuno»”.

Oppure. “Bossi punta il dito contro Maroni. E il Trota guarda il dito” (Umberto).

E ancora. “Non ho controllato se al 1 aprile al Trota gli attaccano gli omini di carta sulla schiena!”; “Il Trota giura di non essere un punk, ma sono in molti ormai ad aver capito che gli piace fare la cresta!”; “Ormai è chiaro, il Trota era di allevamento”. “Ma è vero che in Padania verranno installati i trotamat per il prelievo di contanti a tua insaputa?”; “Per risalire, ora, il Trota dovrebbe essere quantomeno salmonato”.

Tra battute (“Il Trota ha detto che ha finito le dichiarazioni che aveva in serbo. Adesso comincerà con quelle in croato”), battutacce (“Il Trota ha detto che a Pasqua userà gli occhiali tridimensionali perchè ha saputo che Gesù è morto e risorto in 3 dì”) e veleni (“Il Trota nel suo DNA non ha i geni. Ha gli ignoranti…”), anche qualche ghirigoro di classe. Tipo l’arguta riflessione di Cetty D: “Gli inquirenti: «Renzo mente». Due parole, un ossimoro”.

O il meraviglioso twitt di Lia Celi: “«Non avrei dovuto far entrare mio figlio in politica.» (Dio, venerdì Santo, 33 d. C.)”.


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Fli: fuori i corrotti dalle liste

«Codice etico per i candidati di Fli: seguano l’esempio
gli altri partiti»

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Il circolo “Falcone-Borsellino” di Generazione Italia-Futuro e Libertà Caltanissetta manifesta grande apprezzamento per il codice etico, votato all’unanimità dalla Commissione Antimafia, che il partito ha adottato.

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Ciò vuol dire che non verranno candidati, quanti sono stati rinviati a giudizio per i delitti contemplati nell’articolo 51, comma 3 bis, del Codice Penale (favoreggiamento mafioso) o per «delitti le cui caratteristiche e modalità di commissione rientrino nelle pratiche comuni alle attività a carattere mafioso».

Non verrà candidato nemmeno chi si appresta ad affrontare da imputato un processo per estorsione, usura, riciclaggio di denaro sporco, esportazione illegale di denaro, traffico illecito di rifiuti.
«Invitiamo tutti i partiti, anche quelli a noi vicini – si legge in una nota del Circolo Generazione Italia-Fli di Caltanissetta – ad estendere questa iniziativa al loro interno.

(more…)

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Il centro della discordia

Affitto centro commerciale, mozione della minoranza

di c.l.)

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Impegnare il sindaco, la Giunta e il segretario comunale a porre in essere ogni atto amministrativo finalizzato alla impugnazione davanti al Giudice amministrativo della delibera di Giunta dello scorso 16 dicembre con la quale s’è proceduto alla concessione in locazione del Centro commerciale.

E’ quanto ha fatto, a maggioranza, il Consiglio comunale nel corso dell’ultima seduta. La mozione è stata presentata dal gruppo di minoranza di cui è capogruppo Giovanni Randazzo ed è stata votata anche dai due consiglieri indipendenti Vella e Tona.

Secondo Randazzo, l’affidamento da parte della Giunta del centro commerciale avrebbe determinato «il sollevarsi di varie criticità da parte della cittadinanza». «Le prime criticità – ha detto Randazzo – sono mosse sull’affidamento diretto ad una società al cui interno sono presenti parenti o affini di consiglieri ed assessori». Randazzo ha anche contestato lo scomputo di 57.000 euro al fine di ristrutturare l’immobile.

Il sindaco Giuseppe Vitellaro ha replicato spiegando che si era scelto come sistema di contrattazione per l’appalto quello dell’asta pubblica andata deserta due volte.

«Successivamente è pervenuta una richiesta per l’affidamento diretto da parte di un gruppo di commercianti al prezzo di 24.000 euro e non si è proceduto in quanto inferiore al prezzo dell’ultima asta pubblica. Infine è pervenuta una richiesta per l’affidamento diretto al prezzo di 30.000 euro alla quale è stato dato corso. Si è previsto che i lavori occorrenti per la funzionalità e l’agibilità dell’immobile andavano a scomputo di quanto dovuto pagare per l’affitto. Tutto ciò è previsto nel contratto».

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Dipende…

TUTTO DIPENDE DA CHI CONOSCI

di Renato Stoppato

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Plaudo al deputato che mette in ulteriore risalto come vive bene un parlamentare con il mutuo  a 1.75 (come quello acceso, per esempio, dalla cosìddetta “nera” “badante” di Bossi, Rosi Mauro). E come basta conoscerne uno per fruirne del medesimo privilegio.

Ho lavorato in Africa per un periodo e il trasporto pubblico era svolto da specie di carrozzoni i quali sopra ogni parabrezza riportavano qualche versetto del Vangelo.

Uno di questi però ha cambiato “moda” scrivendo “Depends to whom you know”, dipende da chi conosci! Aveva capito tutto!

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Mamme Insieme

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L’itagliano /14 – Loptional

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L’ECOLOGIA DISTRUGGE LE TRADIZIONI

di Roberto Pepe

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Si vorrebbe eliminare non solo la tradizione dell’abbacchio dalle mense pasquali, ma addirittura l’utilizzazione del ramoscello di ulivo, adducendo la motivazione che sono antianimaliste ed antiecologiste.

Queste usanze, contrariamente a quanto gli pseudo chic-animalisti prospettano come un’attività malvagia ed irriverente contro la natura, sono, invece, semplicemente una doverosa pratica per attivare un nuovo ciclo vitale, un inno alla primavera.

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