I ladri ringraziano
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Una famiglia come tante in un giorno di festa, quella dei Noto.
E’ la Domenica delle Palme. Si preparano a chiudere in bellezza la giornata. I genitori si recano in casa di amici per vedere dopo cena Juve-Napoli. Scelta diversa per i figli che preferiscono trascorrere qualche ora al pub o fare il solito giro in auto.
Sono circa le 22 quando la ragazza torna a casa percorrendo la via S. Pellico. Capisce subito che qualcosa è accaduto dentro casa: qualcosa non è come prima, forse intravede un’ombra strana, istintivamente e prudentemente ripara in casa di un vicino amico e avverte i genitori che accorrono velocemente.
Il resto è cronaca tristemente nota e comune a tante famiglie di Milena che sono state oggetto di ruberie. Anche per i Noto la triste esperienza: la brutta sorpresa della casa violata, la rabbia e il rimorso di non avere fatto di tutto per prevenire l’intrusione dei ladri, il senso d’insicurezza che d’ora in poi li accompagnerà per sempre, la consolazione di averla scampata bella dato che oramai questi ladri si sono fatti sempre più arditi per agire di notte in orari inusuali, meno male che non li hanno incontrati mentre rubavano perchè potevano rischiare pure la pelle.
Mentre fanno l’inventario di cosa sia stato rubato e prendono in considerazione di chiamare le forze dell’ordine, vengono aiutati a superare lo shock da familiari e amici che cercano di circondarli di affetto e solidarietà. Il danno materiale si riduce al furto di un po’ di gioielli in metallo pregiato e di denaro. Più grande è il danno psicologico che li segnerà per sempre: una vita da insicuri per altri 4 cittadini.
La mattina seguente sono ancora attivi la volante della tenenza e i carabinieri della caserma locale i quali sicuramente faranno di tutto per rintracciare i delinquenti che, certamente, dovevano conoscere perfettamente il luogo e le mosse della famiglia Noto; forse saranno malviventi compaesani o forse forestieri aiutati da basisti locali che facevano anche da palo, seguendo addirttura i passi dei componenti della famiglia.
Lasciamo gli inquirenti indagare. Non ci interessa nemmeno conoscere se quei delinquenti siano entrati dal di dietro da un balcone del piano superiore, avendo trovato difficoltà a forzare le serrature del piano terra…
Per ora ci limitiamo, attoniti e increduli, a registrare l’ennesimo caso di una famiglia derubata che va ad aggiungersi al già lungo elenco di furti nelle abitazioni milenesi. Resta sempre e comunque l’interrogativo:
“Quanti hanno il dovere di controllare il territorio del paese hanno fatto di tutto per prevenire questi ricorrenti furti con scasso?”.




















