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Archivio per 1 aprile 2012

Sta eruttando un vulcano sottomarino e sta affiorando una nuova isola!

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Nello Stretto di Messina è una giornata di sole, ma tutte le attenzioni sono rivolte verso il basso, nei fondali del mare, dove incredibilmente un vulcano sottomarino di cui si ignorava l’esistenza ha iniziato a eruttare nella notte, dopo uno sciame sismico caratterizzato da una ventina di scosse di lieve entità, culminate con una scossa più forte di magnitudo 3,4 richter alle 06:11 proprio nel cuore dello Stretto. Tutte le scosse si sono verificate a una profondità molto superficiale, con un ipocentro tra i 2 e i 4km.

Un vulcano che lascia sconcertati gli esperti di tutto il mondo ha iniziato a eruttare proiettando rocce, pietre e cenere fin sulla superficie marina, tanto che ci si attende per le prossime ore l’emersione di una nuova isola.
L’eruzione sta dando grande spettacolo e migliaia di curiosi si sono radunati sui litorali messinesi e reggini, muniti di videocamere e fotocamere digitali, tanto che i social network sono invasi dagli scatti di questo nuovo vulcano.

Una spedizione di studiosi dell’Ingv e della Protezione Civile sta rapidamente accorredo sul posto, mentre è alto il rischio di tsunami perchè se il vulcano in eruzione dovesse esplodere o lasciar partire un’eruzione sottomarina ancor più violenta, potrebbero crearsi delle onde anomale. Il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, ha invitato tutti a “evitare il panico“.
I casi più recenti di eruzioni sottomarine sono quella di un vulcano diventato isola nel mar Rosso (qui le eccezionali immagini risalenti a fine dicembre, e quello di El Hierro, alle Canarie.
Ma nella storia, anche intorno a Sicilia e Calabria si sono verificati tante altre volte dei fenomeni analoghi, basti pensare a Panarea nel 2002 o Ferdinandea nell’800.

Ma nel caso dello Stretto è grande la preoccupazione in quanto il nuovo vulcano sta eruttando a metà strada tra due aree densamente popolate, con città come Messina e Reggio Calabria, che insieme compongono un’area di oltre mezzo milione di abitanti.

CLICK QUI PER LE IMMAGINI IN DIRETTA DELL’ERUZIONE

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La Settimana Santa

 

 

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Era uno scherzo!

Lino Giusti

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Le vicine di casa

CIARLE IN PENTOLA …

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Quando una giornata parte storta lo senti, lo avverti già alle prime luci dell’alba, ancor prima del cantar del gallo o della dannatissima sveglia. E’ un qualcosa che si muove dentro, non definito, ma sei sicuro che durante tutto l’arco della giornata la speranza che svanisca si affievolisce sempre più; quando giunge la sera ringrazi che sia finito il lungo giorno iniziato male.

A volte si tratta di un incubo da indigestione, e di conseguenza il prosieguo è peggio del sogno, altre volte si tratta di insonnia, altre ancora di cattivi incontri mattutini. A chi non è capitato, all’uscita di casa, di incontrare la vicina “premurosa” che prima ancora di sincerarsi sul tuo stato di salute vuole “discutere” sui tuoi futuri spostamenti?

Questa imboscata non fa partire storta una giornata soltanto, ma riesce a stressarci sufficientemente per i successivi tre giorni (almeno), oltre che segnarci vita natural durante, poichè quel momento segna il confine tra premura e curiosità, la differenza tra vedere e guardare, tra occhio e binocolo …

“ Beh … nei piccoli centri c’è affetto e non la superficialità e l’ indifferenza delle grandi città”..

Questo pittoresco scorcio di vita paesana ci rende alternativi nei percorsi di fuga da casa (nel tentativo di evitare la vicina) e ci fa tanto rimpiangere l’anonimato dei grandi centri; un fenomeno, fortemente condizionante, che infastidisce e non poco.

La vicina di casa comunque è superabile, basta trovare una risposta standard per ogni domanda ed evitarla per sempre e dovunque.

Il problema maggiore si pone quando sai di “amici” lontani che si ostinano a voler sapere, indagano e scrutano i nostri spostamenti; per questo tipo di stress non bastano i canonici tre giorni per dimenticare, costoro si interessano ai nostri svaghi, passatempi, decisioni come se da qui non si fossero mai allontanati: una specie di richiamo della foresta … o la voce del padrone …

Cercano in tutti i modi di mantenere o richiamare alle armi i contatti a “legame debole” per riuscire a rimanere aggiornati su tutto quello che accade, una sorta di web cam umana, coltivando la speranza di un futuro o imminente rientro.

“Amici” che, anche lontani, mantengono inalterato il desiderio del ritorno, cibandosi dell’intatta memoria del  recente passato che fu; “amici” che guardano e scrutano, anche se lontani, e rivolgono pensieri, opere, ma non omissioni, costanti, puntuali e minuziosi.

Ecco, la precisione e la sete di dettagli accurati sulla nostra realtà, sui nostri spostamenti, della nostra libertà diventa una simpatica attività quanto quella della nostra laboriosa vicina di casa, ma se quest’ultima la possiamo oltrepassare con una serie infinita di escamotages, l’”amico” lontano no, egli è talmente subdolo che vorrebbe continuare ad essere presente e partecipe, quasi assoggettare a distanza, sottomettere per mandato a dire.

Dicono che le distanze separino, a noi basterebbe semplicemente considerarle distanze, anche un centimetro lontano da noi, che sia distanza … abbonè!

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Ragazzini ambulanti

Un viaggio indietro nel tempo…

I venditori di scope e “muscalora”

di Giuseppe Nicola Ciliberto

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Uno dei mestieri più antichi ed umili in Sicilia è stato quello di venditore ambulante.

Si vendeva di tutto: dalle stoffe, ai panieri, dalla frutta e verdura ai gelati, al pesce, agli articoli di merceria o alle bottiglie di marsala, vermut e bibite varie.

La presente cartolina raffigura tre ragazzi venditori scope e “muscalora” (antichi ventagli che servivano per accendere il fuoco), durante una pausa per consumare un piatto di spaghetti.

Per la loro realizzazione veniva usata, e ancora si usa oggi, la cosiddetta palma nana, chiamata comunemente in dialetto, la “curina” opportunamente preparata ed intrecciata.

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Viva le donne

Le donne e il cambiamento che verrà

di Alessandro Pagano

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“Portatrice di amore, maestra di compassione, costruttrice di pace, comunicatrice di calore e umanità”, queste le parole chiave dei discorsi fatti da Benedetto XVI a favore delle donne durante il suo viaggio in Medio Oriente.

Quindi, nei posti dove più la donna è emarginata, per nulla valorizzata se non addirittura violentata nella sua dignità e nella sua essenza, il mite ma anche coraggioso Pontefice è andato a portare la sua parola di speranza.

Troppo facile infatti parlare di donne e della loro libertà dove tutto ciò è scontato; cosa ben diversa è invece parlare del ruolo delle donne nei luoghi più complicati del pianeta a conferma che quando c’è da ristabilire i diritti essenziali della Persona è la Chiesa a sobbarcarsi l’onere.

In occidente invece bisognerebbe fare altri ragionamenti e cioè che le donne non devono essere in concorrenza con gli uomini  e che non è necessario affatto prevaricare i secondi per dimostrare la grandezza delle stesse.

Che le donne siano biologicamente superiori agli uomini sfido chiunque a non ammetterlo. Basta osservare la propria compagna di vita per capire che solo lei è capace di essere contemporaneamente moglie, madre, lavoratrice, casalinga, e chissà quante altre cose ancora. E tutto in maniera encomiabile.

Dice Alessandro D’Avenia a proposito dei ruoli genitoriali in un articolo apparso su La Stampa il 16 Marzo u.s.: “Freud ha chiarito una volta per tutte che il padre è colui che pone il limite, mentre la madre eliminerebbe ogni ostacolo sul cammino del figlio. Il padre insegna che la vita va resa sacra (sacrificata) per qualcosa o qualcuno, mentre per la madre è la vita stessa del figlio ad essere sacra. La madre dà la vita, il padre invece ricorda che c’è la morte: quindi la vita va spesa per qualcosa. Sono necessari entrambi per l’equilibrio della donna e dell’uomo in formazione”.

Proprio vero !  L’uomo ha caratteristiche psicofisiche diverse che lo fanno vivere, nel rapporto educativo con i figli, ma anche nel rapporto educativo con il resto della società, in maniera diversa rispetto alla donna.

Chi non ha nelle orecchie i rimproveri della moglie quando ella vede fare certi giochi, a suo giudizio imprudenti e pericolosi, con i figli. Ma i figli godevano e godono dell’amore, diverso uno dall’altro, dei loro genitori.

E quando il loro equilibrio c’è, probabilmente esso va ricercato proprio nel fatto che la prima ti protegge e il secondo ti incita e ti da slancio per affrontare la vita.

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Poco onorevole, molto sincero

Calearo: ”Alla Camera non vado ma non lascio, con lo stipendio ci pago il mutuo”

Adnkronos News

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“Dall’inizio dell’anno alla Camera sono andato solo tre volte, anche per motivi familiari. Rimango a casa a fare l’imprenditore, invece che andare a premer un pulsante. Non serve a niente. Anzi, credo che da questo momento fino alla fine della legislatura non ci andrò più”. Lo dice Massimo Calearo, deputato di Popolo e Territorio ex Pd e Api, alla Zanzara su Radio 24.

“Fino a novembre – dice Calearo a Radio 24 – mi sono divertito a fare il consulente di Berlusconi sul commercio estero, ora non servo più. E’ usurante andare alla Camera solo a premere un pulsante. Dimissioni? No, perché al posto mio entrerebbe uno del Pd molto di sinistra, un filo-castrista (Andrea Colasio, ndr)”. Poi rivela: “Con lo stipendio da parlamentare pago il mutuo della casa che ho comprato, 12mila euro al mese di mutuo. E’ una casa molto grande…”.

E ancora: “La mia Porsche è targata slovacca, l’ho comprata lì perché ho un’attività in quel Paese con 250 dipendenti. E poi in Slovacchia si possono scaricare tutte le spese per la vettura. In Italia no”.

Calearo dice la sua anche sugli omosessuali: “Due gay che si baciano? Mi fa schifo, lo facciano a casa loro. Mi giro dall’altra parte. Io sono normale e mi piacciono le donne. I gay hanno altri gusti – insiste Calearo – io ho i miei normali e mi tengo i miei. Il matrimonio? Per carita’, no…”

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 14,1-72.15,1-47

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Mancavano intanto due giorni alla Pasqua e agli Azzimi e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di lui con inganno, per ucciderlo.
Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non succeda un tumulto di popolo».
Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l’unguento sul suo capo.
Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: «Perché tutto questo spreco di olio profumato?
Si poteva benissimo vendere quest’olio a più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.
Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un’opera buona;
i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi avete sempre.
Essa ha fatto ciò ch’era in suo potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura.
In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto».
Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai sommi sacerdoti, per consegnare loro Gesù.
Quelli all’udirlo si rallegrarono e promisero di dargli denaro. Ed egli cercava l’occasione opportuna per consegnarlo.
Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?
Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, gia pronta; là preparate per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua.

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Venuta la sera, egli giunse con i Dodici. Ora, mentre erano a mensa e mangiavano, Gesù disse: «In verità vi dico, uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà».
Allora cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno dopo l’altro: «Sono forse io?».
Ed egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che intinge con me nel piatto.
Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui, ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo è tradito! Bene per quell’uomo se non fosse mai nato!».
Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo».
Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti.
E disse: «Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza versato per molti.

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