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Archivio per aprile 2012

Centro!

Un autentico trionfo la promozione del Milocca alla Seconda categoria. A tre anni dalla sua fondazione, la società del presidente Piero Venturelli è riuscita a conquistarsi un posto al sole nel campionato di categoria superiore. Un risultato di valore assoluto, considerato che la piccola società milocchese è riuscita a ritagliarsi un ruolo di primo piano nel campionato di quest’anno in virtù della ferrea volontà da parte della dirigenza locale di conquistare questo traguardo a costo di sacrifici non indifferenti.
Un Milocca che ha avuto tra i suoi protagonisti alcuni locali tra cui Randazzo (un gran campionato per lui), ma che ha anche registrato la presenza di una vera e propria colonia nissena con i vari Fiorino (ex Sancataldese), La Mattina, Bontempo (ex Nissa), Melfa e La Iacona, ai quali s’è poi aggiunto un elemento di valore assoluto come Giusino (ex Atletico Campofranco e Mussomeli) che ha rappresentato la classica ciliegina in una torta sontuosa che ha permesso al Milocca di festeggiare una promozione storica. «Non posso che esprimere la mia più grande soddisfazione per una vittoria che ci consente di approdare nel calcio che conta», ha affermato il presidente Piero Venturelli, che ha aggiunto: «Ringrazio il tecnico Insalaco, la dirigenza, i giocatori e i tifosi tutti per un successo al quale hanno contribuito tutti».
Un successo che consentirà al Milocca di approdare in Seconda categoria dove, grazie ad un impianto di squadra alquanto solido, potrà dire la sua grazie ai gol di Bontempo, le invenzioni di Giusino, la qualità di La Iacona, Melfa e Randazzo, l’esperienza di Fiorino e La Mattina.

(c.l.)

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Ciclismo che passione!

Le biciclette della famiglia Tona

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SALVATORE TONA

Sportivo notevole, Salvatore Tona arriva ad Aix-les-Bains a 9 anni assieme ai sui genitori e ai 6 fratelli e sorelle.

A 11 anni è nel club di ginnastica degli Enfants du Revard.

A 17 anni si dà al ciclismo, è molto bravo: a 20 anni partecipa alla Route de France, la più grande prova per dilettanti; e a 22 anni al Giro di Corsica, in sella con il campione B. Thévenet.

Ma lo sport di alto livello non va bene con il duro lavoro dell’edilizia per questo motivo nel 1963 raggiunge l’impresa di famiglia, Tona.

Nel 1975 un altro orientamento: dirige un’officina di lavorazione del marmo ad Aix-les-Bains per tombe e lapidi.

Ciò non gli impedisce di realizzare delle opere importanti in altri settori, come: la fabbricazione delle due enormi “bocce”  di marmo, mosse dal solo zampillo dell’acqua, che decorano l’ingresso del Casinò Grand Cercle ed anche del monumento dedicato ai Soldati morti in Africa del Nord che si trova vicino al Porto Grande.

Robert Granjer (maglietta rossa) con Umberto Tona

Anche altri fratelli sono stati contagiati dalla passione per la bicicletta. Joseph, per esempio, macina chilometri su chilometri per mantenersi in forma.

Per non parlare di Umberto che, nonostante l’età pratica ancora lo sport del ciclismo.

Lo abbiamo incontrato in una nota pasticceria di Milena, assieme ad un suo concittadino di Aix-les-Bains, Robert Granjer. Sono venuti a Milena per fare un giro speciale della nostra Sicilia.

In questi giorni li abbiamo visti pedalare, assieme ad un nutrito gruppo di ciclisti, per le strade del nostro paese.

“Ci stiamo allenando perchè lunedì ci trasferiremo in pulmino a Catania, abbiamo intenzione di salire sull’Etna”.

Ci ha tranquillizzati, saliranno senza fare pazzie, “doucement”, per divertirsi e ammirare il panorama che si vede dal vulcano più alto d’Europa.

Il gruppetto di ciclisti di Aix-les-Bains sta animando il villaggio Kappa, dove si trova la casa natale dei Fratelli Tona.

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Un poker di vacanze

Disinfezione al Comune chiuso per 4 giorni

di c.l.)

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Il sindaco Giuseppe Vitellaro, con propria ordinanza, ha disposto per la giornata del 30 aprile, la chiusura di alcune strutture comunali per consentirne l’esecuzione dell’intervento di disinfezione e disinfestazione dei locali.

Si tratta di interventi che vengono effettuati periodicamente e che sono ritenuti fondamentali sia per garantire la salute degli utenti che la necessaria salubrità dei luoghi pubblici medesimi.

In particolare, è previsto che il provvedimento sindacale riguarderà: il Palazzo comunale di Via Rimembranza, la Biblioteca comunale di Via Giuseppe Verdi, la Scuola elementare di Via Caltanissetta e la Scuola Media, anch’essa ubicata in Via Giuseppe Verdi.

A seguito di questi interventi di disinfezione e disinfestazione, pertanto, i locali di tali strutture comunali interessate resteranno chiusi.

In considerazione che due giorni prima del 30 aprile gli uffici comunali rimangono chiusi (sabato e domenica) l’indomani cade l’1 maggio, Festa del Lavoro, gli stessi locali quindi riapriranno mercoledì dopo 4 giorni di chiusura.

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Raimondo Torregrossa

TORREGROSSA:  Il consiglio provinciale sta a guardare sulla vicenda Eni

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“Forse il clima prefestivo ha reso più rosea di quanto lo sia realmente la notizia dell’accordo Eni – sindacati agli occhi del presidente del Consiglio provinciale di Caltanissetta, Michele Mancuso, tanto da indurlo a revocare la celebrazione del Consiglio provinciale?”

Con una punta di amara ironia, il deputato all’Assemblea regionale del Popolo delle Libertà, on. Raimondo Torregrossa, riflette sulla decisione del presidente Mancuso di tornare sui suoi passi sulla convocazione del Consesso che avrebbe dovuto riunirsi lunedì prossimo con un unico argomento all’ordine del giorno: la situazione della cassa integrazione dei lavoratori del Petrolchimico di Gela.

“Mi fa sorridere l’affermazione del presidente Mancuso sul fatto che  il Consesso  tiene alta l’attenzione sulla problematica – riprende Torregrossa – e  che il Consiglio seguirà  tutti i passaggi sui cui si sono confrontati azienda e sindacati e ciò in considerazione del fatto che al primo ‘sconto’ di lavoratori  da dirottare alla cassa integrazione Mancuso ha ritenuto opportuno revocare il Consiglio provinciale. Tutto ciò fa pensare ad un atteggiamento soddisfatto rispetto alle decisioni dell’Eni e dei sindacati che noi del PdL locale e provinciale, rigettiamo con forza convinti  che, quanto sottoscritto mercoledì all’alba, sia un ‘palliativo’ e non una cura per l’economia di Gela che ha bisogno di ben altro per risollevarsi dalla crisi che incombe sempre più minacciosa”.

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MANCUSO: a Gela c’erano tutti, mancava solo il deputato pdl

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In riferimento a quanto affermato dall’on.le Raimondo Torregrossa ciraa vicenda Eni di Gela, interviene il presidente del Consiglio provinciale Michele Mancuso: “Dalle dichiarazioni fatte dal deputato regionale Torregrossa si capisce bene che il voto e’ davvero vicino!

Peccato pero’ che piuttosto di preoccuparsi dei problemi reali si occupa del nulla. Forse sarebbe stato meglio se al posto della sua “ironica amarezza” ci avesse raccontato cosa ha fatto, in quattro anni di deputazione, per la sua provincia e in particolare per la citta’ di Gela che fa finta di conoscere bene.

E’ giusto comunque fare chiarezza, non tanto per rispondere, quanto per rispetto al Consiglio provinciale che mi onoro di rappresentare e a tutti i consiglieri che in questi anni non sono mai venuti meno all’impegno di stare accanto ai cittadini nisseni affrontando tutte le tematiche urgenti ed importanti che sono venute fuori.

Va detto che la convocazione del consiglio era avvenuta in concomitanza al tavolo che ha portato alle decisioni che tutti conosciamo e di cui consiglieri provinciali sono stati presenti ed informati su tutta la vicenda a cominciare dall’incontro tenutosi a Gela in presenza del sindaco e di tutti i deputati regionali, con un solo assente, manco a farlo apposta l’on.le Torregrossa.

Io sinceramente ho pensato che si fosse limitato al solito telegramma giustificativo “per impegni istituzionali sopraggiunti”, invece addirittura attacca il Presidente senza capire che il sottoscritto non avrebbe mai preso una decisione cosi importante se non dopo avere sentito la conferenza dei capigruppo. Conferenza a cui probabilmente il deputato non ha più’ nessuno da mandare.

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Aspettando informate

CONCLUSO IL SEMINARIO SULLA GRAVIDANZA

di S.R.

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Con l’incontro del 18 aprile presso la biblioteca comunale di Milena si è concluso il 1° Seminario informativo sulla gravidanza, organizzato dalla psicologa Sabrina Russo in collaborazione con l’amministrazione comunale di Milena.

Un percorso d’informazione volto a sostenere le donne e renderle consapevoli dei cambiamenti fisici e psichici che la gravidanza comporta.

Il Seminario ha riscosso un notevole consenso da parte delle istituzioni e fra le signore in attesa intervenute durante i tre appuntamenti, per le quali è stato un momento importante di confronto per condividere questa esperienza unica e speciale con altre mamme in attesa.

Il primo incontro ha visto la dott.ssa Riccobene, ginecologa presso il Consultorio familiare di Serradifalco, offrire informazioni e chiarimenti circa “Gli Aspetti ginecologici della gravidanza”.

Il secondo incontro è stato tenuto dalla dott.ssa Laura Scalzo, assistente sociale al Comune di Milena, che ha trattato il tema “Informazione sulle normative a tutela della maternità e paternità responsabile”.

Per ultimo, ma non meno importante, l’incontro  con la psicologa Sabrina Russo la quale ha chiarito gli aspetti psicologici quali ansie e paure che si innescano durante una gravidanza, inoltre ha approfondito il tema della depressione post-partum e le tecniche di prevenzione soprattutto a livello psicologico.

Un grande passo avanti verso l’informazione e la prevenzione nei confronti di un tema così delicato e importante.

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Chiesa in festa

IL CORO POLIFONICO FA DA CORNICE AL RINNOVO DELLE PROMESSE

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Alle 18.30, presso la parrocchia “Immacolata Vulgo”, si è esibito il coro polifonico di Mussomeli diretto dal maestro Vincenzo Barcellona e presieduto da Paolo La Barbera.

La manifestazione rientra nel Festival della Comunicazione organizzato dalla Diocesi di Caltanissetta.

Col coro, che ha eseguito opere di Verdi, Mozart, Morricone ed altri, si sono esibiti al flauto Salvatore Piparo ed al pianoforte Alberto Cardinale. Voce solista: Francesca Gelsomino.

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Io a Medjugorje

Salvatore Curcio

LE MIE IMPRESSIONI SU MEDJUGORJE

di Salvatore Curcio

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Definire compiutamente e con assoluta precisione le sensazioni percepite e le impressioni avute in occasione del mio recente e primo viaggio a Medjugorje non è cosa semplice anche perché tale  pellegrinaggio è stato da me effettuato per motivi di mera curiosità insorti nel mio animo dopo la lettura del libro, oramai molto famoso, scritto da Paolo Brosio oltre che, ovviamente, dalle varie voci riferitemi da persone di mia conoscenza che avevano già fatto questa esperienza.

Certamente è stata allettante l’idea di sapere che da ben 29 anni la Gospa, come viene chiamata la Madonna dalla gente del luogo, appare quasi con cadenza giornaliera ad alcuni e in giorni prefissati ad altri veggenti, senza che tuttora la Chiesa abbia ufficializzato la sua posizione anche se ho constatato la presenza di numerosi preti cattolici che, peraltro, esercitano le funzioni religiose  quotidianamente richiamando un fiume di persone da tutte le parti del mondo.

Per non parlare dei diversi fenomeni naturali la cui comparsa non può essere spiegata dalle leggi naturali avendo carattere di esclusiva straordinarietà.

All’arrivo la mia attenzione è stata attratta dalla visione di una ingente folla assorta in preghiera che recitava il rosario, con la corona stretta tra le dita della mano, con una fede cosi fervida ed una contrizione tale da far rimanere stupefatti. Frequenti sono state le visioni di numerosi giovani, di entrambi i sessi, distesi bocconi per terra ed intenti ed assorti nella preghiera tanto da far provare una benevola invidia a me che sicuramente  non possiedo tanta fede.

Ancor più stupefacente mi è sembrato il vedere tanti pellegrini, di cui alcuni con l’abito talare, ascendere il monte delle apparizioni della Madonna e/o quello della Via Crucis (quest’ultimo  lungo oltre tre Km) a piedi nudi su un terreno particolarmente scosceso e pieno di numerosissimi sassi, talora molto irti oppure abbastanza lisci e levigati, il cui percorso viene solitamente fatto da persone in ottime condizioni fisiche con l’aiuto di bastoni e munite di scarpe dalle suole spesse e a volte anche chiodate consapevoli che la discesa  presenta difficoltà maggiori rispetto alla salita.

Aggiungasi a tutto ciò la testimonianza ascoltata dai veggenti disponibili i quali hanno confermato di parlare con la Madonna, a volte toccandola fisicamente, e che per tale motivo, durante il periodo della dittatura comunista, hanno affrontato persecuzioni e galera oltre che a sevizie fisiche.

Da ciò scaturisce la domanda: Cui prodest? Perché lo  hanno fatto? Quali vantaggi od utilità  hanno ricavato?

Da quando sopra emerge la considerazione che Medjugorje non è un luogo dove trascorrere una spensierata vacanza ma è essenzialmente un luogo di preghiera nel quale, credenti o non, si respira un’aria di spiritualità che senza dubbio induce ad una profonda riflessione sul significato vero della vita. Posso assicurare, inoltre, di aver assistito a fenomeni che oserei definire semplicemente strani, fuori del comune, la cui presenza non trova spiegazione nelle leggi della fisica e quant’altro.

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Tanti anziani svegliati dai ladri, uno è un gentiluomo.

di M.C.G.
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Terrore a Gela.

E’ un fenomeno che sta creando tanta paura tra chi vive da solo: svegliarsi nel cuore della notte con uno sgradito ospite in camera da letto che fruga nei cassetti alla ricerca di soldi e di oro. Succede sempre più frequentemente.
Vittime designate: anziani o comunque persone che vivono da soli in abitazioni site ai piani più bassi. Il quartiere da dove arrivano segnalazioni più frequenti di furti notturni mentre le vittime stanno dormendo è quello di San Giacomo.

Tre giorni fa un episodio simile si è verificato in casa di un’anziana vedova che abita sola al primo piano di uno stabile.
La donna si è ritrovata in casa un ladro gentiluomo disposto a mercanteggiare sul bottino e a mettere in ordine la casa prima di andare via. Una storia sui generis.
L’anziana donna stava dormendo quando ad un certo punto ha sentito dei rumori strani. Il ladro era arrivato già nella sua camera da letto e usando la luce di una torcia a pile elettriche stava già rovistando i cassetti del comò. Un risveglio da incubo per la pensionata.
“Dammi 50 euro” – ha chiesto subito il ladro alla donna. ” Non li ho 50 euro – ha risposto” – la donna. “Nonnina dammi quello che hai” – ha detto il ladro che si è dovuto accontentare di 20 euro della collana d’oro che la donna portava al collo e che ha preso con delicatezza evitando di farle male e di un sacchettino con piccoli oggetti in oro custodito in un cassetto.
“Nonnina ti sistemo i cassetti? ” – ha chiesto il ladro alla donna a missione compiuta.
Ma la donna ha rinunciato all’aiuto offerto dal ladro invitandolo ad andare via immediatamente. Così il ladro ha salutato la sua vittima ed ha tolto il disturbo. E’ andata bene.
L’anziana donna ha avuto la fortuna di incontrare un ladro gentiluomo. Ma non è sempre così. I racconti di altre vittime passano di bocca in bocca creando panico tra gli anziani che temono la notte di svegliarsi con il ladro in camera da letto.

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رأس الحية … Rasalhague

I VENDITORI AMBULANTI NOSTRANI

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Molto spesso ci siamo soffermati ad ascoltare i nostri venditori ambulanti di frutta e verdura che, quotidianamente, circolano per le strade del paese; ascoltare le voci che provengono dall’intimo comune, prestare attenzione ai suoni e rumori, o odori e profumi, può essere un esperienza suggestiva per chi intende la vita del paese come un dare ascolto al proprio sentire. Naturalmente non ci aspettiamo che tutti abbiano provato questo tipo di emozione, che risulta essere un piacevole viaggio perfino nei meandri più dimenticati, o mai vissuti, della memoria.

In uno di questi percorsi, soffermandoci ad ascoltare il vivace e colorito richiamo dei mercanti, ci siamo sentiti catapultati immediatamente in contesti lontani da noi, lontani per distanza fisica, ma vicini per reminiscenze di tradizioni, ataviche usanze, memorie e pezzi di civiltà e dominazioni che ancora sopravvivono. Gli ambulanti, ancora oggi, ricordano il richiamo del muezzin dal minareto o il vociare di un suk arabo.

Riteniamo che il risultato del nostro essere milenesi, o più in generale siculi, sia da attribuire alla miscela di culture che col tempo sono passate da questa terra, la nostra lingua in primis, il nostro carattere, le nostre sembianze fisiche, insomma un mix che ci ha consegnati al 2012 quelli che siamo. Riteniamo che anche i nostri modi di fare siano stati influenzati dai diversi apporti, non dimentichiamo il nostro unico e particolare gesticolare tipico del meridione, e probabilmente anche il nostro modo di parlare o addirittura gridare.

Ancora oggi si preferisce alzare il tono, un po’ come gli ambulanti per farsi sentire; naturalmente la colpa o il merito non è esclusivamente dei nostri cugini Arabi, molto spesso dipende dai soggetti che intendono lo strillo un metodo di convinzione altrui. Convinzione appunto; i venditori oggi come allora usano la voce, il tono elevato per far si che la gente esca ad acquistare i prodotti a vendere.

La parola come mezzo persuasivo, il canto come il richiamo delle sirene per Ulisse … .

Oggi gli onesti venditori li sentiamo al mattino … gli altri, quelli che non vendono ortaggi o primizie, purtroppo li siamo costretti a sentirli in altri momenti; sono i cosiddetti venditori autorizzati di fumo, quelli che puntualmente vogliono venderti le proprie idee e giocano a ribassare quelle degli altri, quelli che per combattere la concorrenza ritengono trattare l’altro come sprovveduto e pensano di poter emergere annullando il prossimo.

Questi venditori sono abitué del tentativo di valorizzare se stessi screditando i propri amici, i propri colleghi o più semplicemente chiunque passi accanto alla propria ombra: in pratica tutti.

Parlano, chiacchierano, gesticolano, toccano, si dimenano, strisciano sempre e solo per convincere gli astanti delle proprie ragioni; molte volte alzano il tono per incidere e scolpire il ricordo di se stessi, imprimere nella memoria l’immagine falsa che puntualmente propongono a chi non li conosce a fondo. Soggetti per niente “sottintesi”, ma evidenti, visibili che vogliono essere sempre, comunque e dovunque, “intesi”, che “intendono” stare sempre sulla cresta dell’onda, che “intendono” la cosa pubblica per pochi intimi, che “intendono” il dirigere e l’amministrare in maniera spirituale, interiore, confidenziale: privata.

Parlano troppo, chiacchierano sfrenatamente, ragionano smodatamente, cicalano più del dovuto, discutono eccessivamente di tutto solo per arrivare alla meta dei propri interessi, confondono vita pubblica e vita privata, egoismo con altruismo; in realtà disprezzano chi ha idee diverse, ma intanto li portano al bar a bere assieme dissimulando perfino il rancore, quando non addirittura siedono alla stessa tavola per partecipare all’ipocrita spettacolo conviviale.

Il troppo, lo sfrenatamente, lo smodatamente, il più del dovuto, l’eccessivamente purtroppo arriva sempre al destinatario, in un modo o nell’altro, giunge alle orecchie di chi è stato oggetto e soggetto  di superflue attenzioni … in un modo o nell’altro.

I moderni ambulanti della parola sono pregati di smettere di incantare i serpenti, oppure salgano sul minareto, radunino la folla e parlino onestamente … se ne ricordano il significato.

 

السلام عليكم

As-salam alaikum

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Paura del Grillo Sparlante

Un grillo contro i Maciste

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Le accaldate dichiarazioni dei politici su Beppe Grillo sono uno spettacolo impagabile, da scompisciarsi. Tutti contro uno, come contro la Lega delle origini. Sono talmente terrorizzati da non notare la ridicolaggine di un’intera classe politica, seduta su 2,5 miliardi di soldi pubblici camuffati da rimborsi, padrona del governo e del Parlamento nonché di tutti gli enti locali, ben protetta da Rai, Mediaset e giornaloni, infiltrata in banche, assicurazioni, aziende pubbliche e private, Tav, Cl, P2, P3, P4, ospedali, università, sindacati, coop bianche e rosse, confindustrie, confquesto e confquello che strilla come un ossesso contro un comico e un gruppo di ragazzi squattrinati, magari ingenui, ma armati solo delle proprie idee e speranze.

Il presidente della Repubblica che commemora la Liberazione dal nazifascismo lanciando moniti, anzi anatemi contro un comico (“il qualunquista di turno”), è cabaret puro. Dice che “i partiti non hanno alternative”: ma quando mai, forse per lui che entrò in Parlamento nel’53 senza più uscirne. Tuona contro l’“antipolitica” (e ci mancherebbe pure, vive di politica da 60 anni). Ma non si accorge che nessuno ha mai delegittimato i partiti e la politica quanto lui, che sei mesi fa prese un signore mai eletto da nessuno, lo promosse senatore a vita e capo di un governo con una sola caratteristica: nessun ministro eletto, tutti tecnici più qualche politico travestito da tecnico. E non se ne avvedono neppure i giornaloni che dedicano all’ultimo monito pensosi editoriali dal titolo “Il tempo è scaduto”. Se un comico parla del capo dello Stato e lo sbeffeggia, è normale, mentre non s’è mai visto un capo dello Stato che parla di un comico, per giunta neppure candidato, per dirgli quel che deve fare o dire. Napolitano contro Grillo è roba da “Totò contro Maciste”.

Ma il meglio, come sempre, lo danno i partiti. Anche una personcina ammodo come Guido Crosetto del fu Pdl riesce a dire che Grillo gli ricorda“il fascismo”, anzi “il razzismo”, anzi “il nazifascismo”, anzi “Goebbels” in persona. Le pazze risate. Grillo dice che, se Napolitano difende i partiti, è “il presidente dei partiti”: logica pura, ma per Bersani è“insulto”. Segue minacciosa diffida per leso monito: “Grillo non si permetta di insultare Napolitano, non si arrischi a dire cosa direbbero i partigiani se tornassero: loro saprebbero cosa dire dell’Uomo Qualunque”. Brrr che paura.

Livia Turco lacrima in tv perché la gente ce l’ha con i politici e non si capacita del perché. Casini intima a Grillo di “entrare in Parlamento a misurarsi coi problemi concreti” e “smetterla con le chiacchiere”. Perché se no? Forse dimentica che Grillo in Parlamento entrò tre anni fa, per portare le firme di 300 mila cittadini su tre leggi d’iniziativa popolare: ma, siccome prevedevano l’incandidabilità dei pregiudicati, il limite di due legislature per i parlamentari e una legge elettorale democratica al posto del Porcellum, i partiti le imboscarono tutte e tre. Anche perché, con quelle, l’Unione dei Condannati si sarebbe estinta e gli altri partiti quasi.

Siccome Dio acceca chi vuole rovinare, i partitocrati seguitano a confondere le cause con gli effetti. Grillo l’hanno creato loro: rifiutando le sue proposte, asserragliandosi a palazzo, barricando porte e finestre, alzando i ponti levatoi per tenere lontani dalla politica i cittadini e rovesciando su di loro pentoloni d’olio, anzi di merda bollente.

E ora che, al borsino della fiducia, raccolgono tutti insieme il 2%,non trovano di meglio che fare l’ammucchiata: ABC, ilTrio Alfanobersanicasini, vanno in giro a braccetto per far numero e volume, annunciando riforme elettorali, leggi sui partiti, tagli alla casta, norme anti-corruzione e misure per la crescita che nessuno farà mai. Più gli elettori si allontanano, più i capi si avvicinano, illudendosi di riempire il vuoto da essi stessi creato. Sfilano al proprio funerale come se il morto fosse un altro.

Da Il Fatto Quotidiano del 28/04/2012.

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