GLI SGAMBETTI
PRIMO TEMPO
Sette a sette
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Per comprendere come si è arrivati alla clamorosa elezione di Totò Mattina a consigliere di Terre di Collina con 14 voti su 14 ( 7 della sua maggioranza + 6 della minoranza + 1 dell’indipendente Vella con la sola astensione dell’altro indipendente Tona ) bisogna fare un passo indietro di alcuni mesi.
Alla fine dell’anno scorso il consiglio comunale doveva eleggere il sostituto del consigliere di maggioranza Lillo Carlino che si era dimesso e doveva essere sostituito dal compagno di partito Fausto Mantione.
Fu in quell’occasione che si verificò il primo di tanti sgambetti.
La maggioranza del sindaco andò in consiglio convergendo su un nominativo condiviso che in effetti ebbe tutti i 7 voti del suo gruppo; purtroppo quel giorno, per lui, non fu come vedremo, un giorno fausto.
La nuova maggioranza mise in atto un tiro mancino e si apprestava a far eleggere il suo candidato. Doveva essere una passeggiata avendo a disposizione ben 8 voti (6+2) e quindi vincere facile sull’ex maggioranza; ma il caso (?) volle che la consigliera Sonia Provenzano quel giorno non si presentasse in aula…
Vediamo cosa successe. All’ordine del giorno del consiglio comunale del 13 dicembre 2011 c’era l’elezione del consigliere che doveva sostituire Carlino, spettante al gruppo di maggioranza. Un passaggio normale che, in un paese normale, poteva sbrigarsi in pochi minuti. Nel paese che evidentemente tanto normale non è, invece si è montata un’agguerrita contesa che ha visto, dopo lo scrutinio delle schede, impattare i due candidati venuti allo scoperto: sia Mantione che Vella riportavano 7 voti ciascuno. In pratica l’assenza della Provenzano aveva in effetti sgambettato la collega: fosse stata presente, la Vella con 8 voti sarebbe stata proclamata eletta nel consesso dell’Unione, salvo i prevedibili e preannunciati ricorsi della parte avversa.
Il risultato e la candidatura della Vella – che aveva abbandonato casa Vitellaro per proclamarsi al di fuori della maggioranza di cui era capogruppo e s’era trasferita armi e bagagli nell’accampamento nemico – erano stati contestati con foga dal capogruppo Claudio Cipolla il quale, sobbalzando sulla sedia non senza ragione, rivendicava il posto che fu Carlino per un altro dei consiglieri del gruppo di maggioranza e parimenti criticava l’operato per lui scorretto della neo-maggioranza la quale aveva tirato un furbo sgambetto al suo gruppo.
Gli aveva risposto beffardo, arrampicandosi un po’ sugli specchi, il capogruppo della minoranza Giovanni Randazzo il quale sosteneva che “il riferimento andava fatto al gruppo di appartenenza scaturito dalle liste elettorali per cui la Signora Vella era stata eletta nella maggioranza e – si sa – che il consigliere comunale esercita il suo mandato senza nessun vincolo”.
Ne era nata una polemica aspra e inconcludente, di lana caprina. E alla fine si era registrato un nulla di fatto, grazie alla mediazione del vice-segretario il quale aveva avallato l’annullamento della votazione e il rinvio dell’ordine del giorno ad altra data. Il rinvio passato ”con voti favorevoli n. 10, contrari n. 3 (Mantione, Mattina e Ferlisi) su n. 13 Consiglieri presenti e votanti, essendosi allontanato momentaneamente il Consigliere Carlino”.
Qui finisce la cronaca e comincia l’analisi dei comportamenti tenuti dai vari consiglieri.
Dunque:
- la maggioranza si è spaccata sul rinvio (contrari Ferlisi, Mantione e Mattina)
- la neo-maggioranza ha votato compatta per il rinvio.
La qualcosa stona e fa sorgere alcune domande, altrettanti sospetti e la certezza di altri sgambetti tirati sugli stinchi dei due candidati del 7 a 7: Mantione e Vella che uscivano come i veri sconfitti di questa convulsa adunata consiliare.























