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Archivio per 27 marzo 2012

Due incendi nella notte, in fiamme due auto nel rione San Giacomo

di Fabrizio Parisi

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Si torna a incendiare a Gela. La scorsa notte i vigili del fuoco hanno dovuto svolgere gli straordinari, intervenendo in due zone diverse della città. Teatro del doppio rogo il quartiere San Giacomo.

Il primo incendio si è verificato intorno alle cinque del mattino in via Bentivegna. Il fuoco ha distrutto la Fiat Multipla di un meccanico, Salvatore Salerno, di 37 anni. Sul posto sono intervenuti sia i carabinieri che una macchina dei pompieri, che però non hanno potuto limitare i danni provocati dall’incendio.

I carabinieri hanno anche interrogato il proprietario dell’autovettura, che non ha però fornito alcun elemento utile alle indagini.

Sempre nel quartiere San Giacomo si è registrato un secondo incendio. Da via Bentivegna e via Bevilacqua la distanza non è siderale. In fiamme l’auto di Andrea Autorisi. E’ stato lo stesso proprietario a chiedere l’intervento di una squadra dei vigili del fuoco.

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Fiamme ad Albani Roccella, in fiamme le auto di un vigile urbano

di Fabrizio Parisi
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Quattro auto in fiamme in appena 48 ore a Gela. La scorsa notte i vigili del fuoco sono intervenuti nel quartiere Albani Roccella.

Le fiamme hanno distrutto una Ford Ka e una Fiat Panda. Le auto sono di una coppia di coniugi ed erano  in sosta in via San Giuseppe.

La Ford Ka è di proprietà di Gaetano Trespoli, 56 anni, vigile urbano, mentre la Fiat Panda alla moglie cinquantenne Giovanna Di Graci.

Il rogo le ha completamente distrutte. Sul posto, anche una pattuglia dei carabinieri

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Mafia in miniera

Racalmuto, in fiamme 12 camionche trasporta il sale di Italkali

Per gli investigatori si tratta di un segnale chiarissimo del racket al titolare della ditta Falco Abramo che gestisce i trasporti per la miniera di sali dell’Italkali

di FABIO RUSSELLO

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Dodici camion di una ditta, la Falco Abramo, che si occupa del trasporto di salgemma e kainite dalla miniera di Cozzo Tondo dell’Italkali a Racalmuto fino allo stabilimento dove il sale viene raffinato e confezionato sono stati incendiati nella notte.
Otto mezzi erano parcheggiati nel deposito della ditta in via Spalanca poco fuori il paese, quattro erano invece in sosta davanti l’ingresso della miniera e pronti a caricare il materiale appena estratto.

Nessun dubbio da parte degli investigatori: i due incendi sono di natura dolosa ed opera del racket delle estorsioni. Una presenza quella mafia che a Racalmuto è piuttosto radicata – di qui è originario Maurizio Di Gati, ex numero uno di Cosa nostra della provincia di Agrigento ed oggi collaboratore di giustizia – tanto è vero che proprio venerdì scorso il Consiglio dei minitri ha sciolto il Comune per infiltrazioni della criminalità organizzata.

Un segnale chiarissimo lanciato al titolare della ditta, Calogero Falco Abramo, 78 anni, che gestisce con i figli la ditta di trasporti che ha l’appalto con l’Italkali.

I due distinti roghi che hanno provocato un danno di almeno un milione di euro sono stati apiccati tra domenica e lunedì quando i banditi hanno prima cosparso di benzina. 8 autotreni che si trovavano parcheggiati in via Eduardo Spalanca, poi si sono spostati all’interno di uno spiazzo recintato all’interno dell’area della miniera Italkali.

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Le telecamere della videosorveglianza avrebbero ripreso i piromani all’opera ma è impossibile risalire alla loro identità perché avevano il volto coperto dai cappucci. Nella miniera peraltro le attività si svolgono anche di notte.

I camion della ditta Falco Abramo trasportano sale alimentare e industriale e kainite fino allo stabilimento dove il prodotto viene raffinato e poi spedito in tutto il mondo tramite altri automezzi di ditte convenzionate con l’Italkali. Scattato l’allarme sul posto sono giunti i vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento ed i colleghi dei distaccamenti di Canicattì e Licata. Le fiamme hanno devastato i mezzi e lasciato sul lastrico l’imprenditore racalmutese.

Le indagini sono condotte dai carabinieri della Compagnia di Canicattì. L’imprenditore è stato sentito dai carabinieri ma secondo indiscrezioni non è stato in grado di fornire elementi utili alle indagini. Il rogo ha bloccato anche l’attività estrattiva della miniera Italkali tenuto conto che non vi sono più mezzi per garantire il trasporto del prodotto.

(more…)

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Il Papa dal Mexico a Cuba

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Papa: “Il Marxismo è morto”.

E quello che fa i miracoli e le resurrezioni ce l’abbiamo solo noi… tiè!

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Mi scuso per… altri!

Le scuse non comprese…accompagnate da storielle ridicole!!!

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TONA

Tengo a precisare, in merito a quanto accaduto durante l’ultimo Consiglio Comunale, che io non ho affatto chiesto scusa per degli errori che avrei commesso. Se così fosse (ma non lo è) non avrei alcuna difficoltà a chiedere scusa per delle manchevolezze di cui mi sarei macchiato o per un atteggiamento posto in essere fuori dal regolamento. Non avrei alcuna difficoltà.

INGRAO

Il punto è che le scuse le ho presentate ai cittadini per lo spettacolo inqualificabile che il Consiglio Comunale ha offerto l’altra sera grazie all’Assessore Ingrao.

Io ho il dovere di scusarmi con i cittadini perchè devo tutelare l’organo che rappresento, anche a livello di immagine. Per il resto ribadisco che non ho nulla da rimproverarmi per quanto successo e siccome volutamente si tenta di far passare un messaggio distorto non posso esimermi dal precisare le seguenti circostanze.

Io non ho mai messo in dubbio il fatto che un assessore possa essere presente e seduto nello spazio riservato al Consiglio Comunale. Io ho semplicemente tentato di far rispettare il Regolamento perchè non è ammissibile che il Presidente del Consiglio tolleri comportamenti di tale natura. Il problema non consiste nello stabilire se un assessore può stare accanto al Sindaco ma come ci sta, in che modo si comporta, quale atteggiamento assume.

Si tenta di spostare il problema per fare in modo che la colpa sia sempre del sottoscritto, il quale dopo avere richiamato l’Assessore a desistere da tale atteggiamento, ha pure chiesto al Sindaco se era consenziente con tale modo di fare.

E poichè la situazione avrebbe anche potuto degenerare per l’ostinazione dell’Assessore Ingrao, mi sono permesso di chiedere l’intervento della Polizia Municipale (così come prevede il regolamento) senza ottenere alcun risultato neanche da parte del Vigile Urbano in servizio quel giorno. E’ mio compito garantire il corretto svolgimento del lavori del Consiglio.

Se qualcuno crede di potere interpretare il Regolamento a suo uso e consumo con me ha sbagliato persona.

SALVATORE FERLISI

Poi c’è la storiella raccontata dal Consiglerie Ferlisi, che mi descrive come un cavaliere, un po’ guascone, dalle urla facili, forse per spaventare gli orchi che si annidavano sotto le sedie di sua serenità, prodigo ad impartire ordini ad una milizia strabiliata … gridava ( non ricordo bene, di mettere il losco figuro dentro o fuori ) poi il nulla ed anche l’impavido cavaliere cadde in una trance inspiegabile e non parlò più.

A tal proposito, non credo che l’intervento di un consigliere comunale così articolato e bizzarro meriti da parte mia alcuna risposta. Io se fossi al suo posto mi vergognerei.

Ai cittadini rinnovo nuovamente le mie scuse, anche a nome dell’Avvocato Ferlisi, che forse non si rende nemmeno conto di quanto siano ridicole le sue esternazioni.

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Meno guerra più pace

L’ACQUISTO DEGLI F-35, UNA SPESA ASSURDA

 di Franco Petraglia

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Il ministro Giampaolo Di Paola ha deciso di confermare l’acquisto di 90 cacciabombardieri F35. Un solo aereo costa 120 milioni di euro, ai quali se ne dovranno aggiungere altri 20-30 per la gestione e per la manutenzione.

Bene ha fatto l’Italia a scendere in piazza sabato 25 febbraio per protestare contro questa spesa sbagliata.

Mi chiedo e chiedo: che senso ha spendere tutti questi quattrini mentre si costringono milioni di italiani a fare sacrifici di “lacrime e sangue” e mancano i soldi per il lavoro, la scuola, la lotta alla povertà, i servizi degli enti locali, la protezione civile, le forze dell’Ordine e la Giustizia?

Per me è cento volte meglio un welfare più dignitoso ai cittadini che l’acquisto scriteriato di una delle più micidiali armi da guerra mai costruite.

E poi, la struggente contraddizione: siamo in un momento di pace e ci preoccupiamo di armarci. Sarebbe opportuno e necessario, invece, rifarci al discorso radiofonico di Pio XII del 24 agosto 1939 contro la guerra imminente: “Tutto è perduto con la guerra, niente è perduto con la pace”.

Se l’attuale governo Monti non tiene conto di questo vecchio ammonimento pontificio e della triste situazione economica italiana, significa dare prova di un cinismo urtante e rivoltante. Credo che occorra semplicemente una accurata e attenta meditazione in merito.

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Minchiate politiche

STUPIDARIO POLITICO

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Strafalcioni che inducono a qualche spunto di meditazione, se è vero che ogni paese esprime la classe politica che si merita.

  • -sarò breve, anzi circonciso.
  • -ora ripeterò una cosa nuova.
  • -smettiamola con le convenevoli.
  • -è come pestare acqua nel mestolo.
  • -il parere del sottoscritto, che peraltro condivido.
  • -un parlamentare che ha raccolto i bisogni della gente.
  • -proverò a fare un discorso in sintonia col mio pensiero
  • -dobbiamo tornare e partire con un concetto di movimento mentale più ampio.

Da “Scusatemi ho il patè d’animo”  (Guido Quaranta)

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La percezione falsata del peso rende difficile dimagrire

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Secondo una ricerca presentata all’ultimo convegno sulla nutrizione organizzato dall’American Heart Association, le mamme e i figli in sovrappeso si vedono meno grassi di quel che sono effettivamente. Dal punto di vista psicologico questa percezione falsata serve a dare consolazione e a eliminare l’ansia per i chili di troppo, ma di fatto demotiva al dimagrimento.

La ricerca è stata condotta su un campione di donne e bambini, il 66% delle donne del campione era sovrappeso o obeso, lo stesso vale per il 39% dei bambini. L’82% delle signore obese ha sottostimato il suo peso. Idem per il 43% delle donne in sovrappeso. Gli adulti e i bambini normopeso giudicano correttamente la propria corporatura, gli adulti e i bambini obesi invece si vedono un po’ più magri di quanto siano in realtà. La metà delle mamme di bambini obesi o sovrappeso pensa che il figlio non debba dimagrire.

Il punto di vista dei bambini è invece più aderente alla realtà, il 41% pensa che la loro mamma debba perdere qualche chilo. Dovendo però indicare i contorni di una figura femminile sana, i figli di donne in carne scelgono immagini di donne grassocce.

Nicole Dumas, la responsabile dello studio, osserva: «Sembra che l’obesità sia diventata quasi una norma accettabile in alcune famiglie. Esiste una “barriera” psicologica alla riduzione di peso quando non si riesce a vedere la realtà».

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