Il sindaco di Sutera: «I cani non sono morti per colpa mia»
di Roberto Mistretta
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«Il sindaco Difrancesco non solo vive nel suo paese dove tutti lo possono rintracciare ogni mattina in Comune, ma è anche innamorato del suo paese, non lo diffama pur avendo a che fare con mestatori di professione, e lo coltiva come un vaso ornamentale di cui può andare fiera l’intera cittadinanza. Tanto è vero che non solo l’iniziativa dell’adozione di un’area verde ha avuto un successo, ma ha anche riscontrato l’attenzione del Touring Club Italiano che lo ha proposto per il premio “Città per il verde”. E tantissimi comuni hanno chiesto il regolamento comunale per emulare la nostra iniziativa, e non solo in Sicilia».
Comincia così la replica del primo cittadino di Sutera all’avv. Marco Carruba, già sindaco del paese.
«Evidentemente la cosa non è di gradimento di qualcuno che trova scandaloso che qualche albero sia andato a male, e qualche cane sia morto e ne addossa (ammesso che gli episodi siano veri), la responsabilità al sindaco. Purtroppo questo qualcuno non sa o fa finta di non sapere che il sindaco, pur essendo ufficiale di governo, non ha il dono dell’ubiquità né tantomeno quello della onnipotenza e se non viene messo al corrente di situazioni che possono essere anche incresciose, di certo non può intervenire. Le denunzie altresì vanno presentate ai carabinieri e alla polizia municipale, che sono le Istituzioni preposte a vigilare sul rispetto della legge, altro che ufficio tecnico!
Il sindaco può affermare senza tema di smentita, che ha organizzato la microchippatura dei cani assieme al settore veterinario dell’Asp, ha diverse volte esperito gara per affidare l’ospitalità dei cani dopo l’accalappiamento, sta tentando con l’Unione dei comuni “Alta Valle del Platani” di costruire un canile consortile a Mussomeli, per regolare l’assistenza agli animali d’affezione. A tale proposito va ricordato come in collaborazione con l’ambulatorio veterinario, si sono potuti salvare due cagnolini ed affidarli ad una famiglia suterese residente in Francia.
Detto ciò, ritengo superfluo rispondere alle frustrazioni e alle provocazioni di basso livello provenienti dalla parte politica avversa, anche perché l’avvocato Carruba non risulta essere legittimato a sostituirsi alla minoranza consiliare che non ha mai sollevato problemi di questo tipo né interrogato il sindaco su tali argomenti. In ogni caso se lo stesso si ritiene un cittadino corretto e partecipe della vita sociale del suo paese, può sempre rivolgersi al suo sindaco evidenziando i problemi della comunità e proponendo le soluzioni che ritiene opportune, sempre che non lo disturbi ancora a distanza di quattro anni la sconfitta elettorale, la sentenza del Tar, l’infruttuosità di denuncie presentate alla procura della repubblica».









