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Archivio per 18 marzo 2012

Comunicato stampa del Gruppo  Consiliare  Solidarietà – Sviluppo – Legalità

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Come Gruppo Consiliare alla luce dei lavori del Consiglio Comunale, tenutosi lo scorso 13 marzo, si ritiene opportuno e doveroso informare tutta la cittadinanza di una circostanza che definire incresciosa e deplorevole è poca cosa, a dimostrazione della superficialità ed indifferenza con cui la Giunta Comunale affronta le problematiche che interessano da vicino l’intera cittadinanza.

Per ricostruire al meglio la vicenda è necessario fare una breve premessa: il nostro Gruppo Consiliare ha presentato una proposta sotto forma di mozione per consentire anche per l’anno scolastico 2011-2012 lo scambio socio culturale con la città gemellata di Aix les Bains. Nella stessa mozione avevamo inoltre previsto un emendamento aggiuntivo finalizzato alla concessione all’Istituto Comprensivo Giovanni Paolo II° della somma complessiva di euro 4.200,00 per consentire all’Istituto stesso di pagare i pullman che i nostri ragazzi dovevano utilizzare per l’effettuazione delle gite di istruzione.

E’ evidente che tale proposta era finalizzata inoltre a consentire un cospicuo risparmio per le nostre famiglie che venivano esonerate dal contribuire con le proprie risorse. È innegabile che in questo modo vengono presi di mira i cittadini meno abbienti e come al solito vengono colpiti i più deboli, in questo caso si arriva alla vergogna di negare la possibilità a dei bambini di poter socializzare.

E’ inoltre doveroso anche ricordare che la proposta di mozione è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale.

Alla luce di quanto sopra evidenziato ci saremmo aspettati da parte della Giunta Comunale una puntuale e rigorosa osservanza del deliberato del Consiglio Comunale. Con nostro grande rammarico abbiamo appreso dalla viva voce dell’Assessore facente funzioni che con una scelta a dir poco scandalosa la Giunta Comunale ha fatto volutamente finta di niente facendo perdere la somma destinata, a nostro parere, ad una nobile finalità.

Quello che noi sosteniamo in questo comunicato stampa è tutto verificabile e consultabile sul sito internet del nostro Comune nei verbali delle seguenti delibere di Consiglio Comunale: n.53 e n. 54 del 29.11.2011.

Per il nostro Gruppo Consiliare tale circostanza è l’ennesima dimostrazione che l’attuale Amministrazione Comunale è poco sensibile alle reali problematiche della cittadinanza amministrata.

Il non aver tenuto conto delle deliberazioni del Consiglio Comunale, e purtroppo questo non è un caso sporadico o isolato, non è l’aspetto più preoccupante, infatti  a nostro avviso è l’arroganza e la spregiudicatezza con la quale si cerca di minimizzare o nascondere volontarie inefficienze che vengono messe in atto per obbedire soltanto alla logica poco nobile e democratica di affermare, quando le norme lo consentono, noi le elezioni le abbiamo vinte e quindi facciamo quello che ci pare e piace, voi che le elezioni le avete perse dovete subire e sottostare alle nostre decisioni e volontà.

Riteniamo che chi vive e lavora  nella nostra comunità,  certamente ha sotto gli occhi  il fallimento conclamato di questa Amministrazione, l’euforia di una vittoria elettorale si è presto spenta a causa dell’inadeguatezza ad affrontare i problemi quotidiani. Milena, ha visto ben presto spegnersi giorno dopo giorno, scelta dopo scelta, quell’euforia che si è tramutata in silenziosa rassegnazione per avere scelto di essere amministrati da persone che solo a parole hanno sventolato la bandiera del rispetto delle norme, della trasparenza e del bene comune.

In conclusione tutto l’operato dell’Amministrazione Comunale  il prossimo anno passerà nelle mani del Popolo sovrano che deciderà in piena autonomia sul giudizio da dare alla compagine del cambiamento.

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CORSO LIBERO E AUTO NO-STOP!

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Molti, ma molti anni fa quando la ragazza doveva cercar marito, e le occasioni per trovarlo erano davvero poche, bastava percorrere il corso, chiamato “chiazza”, e buttare l’occhio…

La “passiata” era considerata un modo per incontrare il fidanzato quando non addirittura il futuro marito, ci si guardava da lontano, gioco di sguardi che portava perfino al matrimonio. Si aspettavano le feste e la domenica per poter uscire da casa, per non dare scandalo e incontrare gli occhi dell’amato/a.

Era li che “li ziti ammucciuni” diventavano tali, era il preludio di li “ziti ufficiali” o “ziti’ncasa”!

Intorno agli anni 80 invece si ricorda il “drive in”: i giovanotti auto-muniti posteggiavano accanto alla banca, allora Cassa Rurale, e dall’interno delle vetture in sosta osservavano la “passerella”: sosta, osservazione, contemplazione e riposo!

Col tempo, per favorire le relazioni, la socialità, l’aggregazione, la conoscenza, venne introdotto il divieto di circolazione domenicale per le macchine. A pensarci oggi viene da ridere; le abitudini sono cambiate, ci si incontra facilmente e senza bisogno di pretesti, per la volontà di incontrarsi, ci si frequenta, si esce senza problemi.

L’intrigante gioco di sguardi forse resiste, ma non si passeggia più per trovar marito.

Nel nostro paese il tempo sembra si sia fermato, il divieto di transito in via Nazionale resiste e persiste, ma solo  per i romantici fantasmi dei tempi passati!

Nessuno passeggia, la domenica è la tristezza assoluta. Chi passa e sbircia quella via, si accorge subito del vuoto, niente coppiette intente a lanciarsi sguardi, niente famiglie a passeggio, niente giovani in cammino. Nessuno!  Come dire: una festa senza ospiti o una tavola imbandita senza commensali! (Sic!)

Più che favorire il passeggio sembra ormai esclusivamente un divieto al passaggio!

Almanacchiamo da parecchio tempo sul significato da dare a questa interdizione:

  • A)  Per consentire l’attraversamento trasversale?
  • B)  Per occupare i vigili nella impegnativa deposizione delle transenne? Longitudinalmente è inutile!

La mestizia domenicale è visibile a tutti e i presunti pedoni non “pedonano” affatto, con lo squallido risultato di assistere alla visione settimanale di una strada deserta, animata soltanto da ricordi, per chi li ha, e da sciami inesistenti di persone.

Il buon proposito, di dare ai “passeggiatori” l’opportunità di potere camminare senza l’intralcio delle automobili, assume un minimo di significato soltanto nel periodo estivo quando, a causa della calura, della presenza di emigrati e di ragazzi liberi da impegni scolastici, la popolazione della piazza aumenta considerevolmente, ma durante tutti gli altri periodi dell’anno, e ancor di più in inverno, il divieto di transito ci appare anacronistico e privo di significato, anzi senza il passaggio delle auto, il cuore di Milena appare disabitato e tetro come i villaggi più sperduti e svuotati della più lontana periferia.

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Lunedì la “Tavolata di San Giuseppe”

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Nell’occasione della Festa di San Giuseppe il 19 marzo 2012, l’Associazione Casa Famiglia Rosetta organizza presso il Centro di Riabilitazione Neuropsicomotoria “Villa San Giuseppe” la “Tavolata di San Giuseppe”.

La ricorrenza di questa festività assume per l’Associazione e per il Centro che porta il suo nome, un significato particolare.

La manifestazione avrà luogo presso il Centro Diurno del Centro di Riabilitazione “Villa San Giuseppe” in Contrada Bagno a Caltanissetta con inizio alle ore 10:00.

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Nel duomo di Messina l’esecuzione su componimento del maestro

di Roberto Mistretta

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E’ stato eseguito sabato nel duomo di Messina, e per la prima volta in Sicilia, il “Te Deum” composto dal maestro di Mussomeli, Giovanni Geraci che da tempo vive a Verona, dove insegna.

L’esecuzione in occasione dell’ordinazione episcopale di mons. Santino Gangemi, arcivescovo titolare eletto di Umbriatico, e nunzio apostolico nelle Isole Salomone. La solenne celebrazione è stata presieduta dal cardinale Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio, e concelebrata dai vescovi consacranti, mons. Calogero La Piana, arcivescovo metropolita di Messina, e da mons. Giovanni Angelo Becciu, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato e arcivescovo titolare di Roselle.

La celebrazione è stata animata dal Coro diocesano di Messina formato da un centinaio di coristi, coordinati dal m° Angelo Cannata e diretti dal m° Nazareno De Benedetto. Il canto accompagnato dall’organo a canne del duomo di Messina e da un quartetto di ottoni.

Tra i vari brani liturgici eseguiti nel corso della celebrazione spicca la prima esecuzione del Te Deum per coro, assemblea, organo e ottoni, composto dal maestro Giovanni Geraci.

“Il Te Deum – dice il maestro Geraci – non è un canto che accompagna un rito ma è esso stesso rito. Attraverso la sua proclamazione, tutti i fedeli, insieme, ringraziano Dio per il ricevimento di una grazia, nel caso specifico la grazia di Dio è la nuova ordinazione episcopale. Il mio Te Deum è stato composto su testo in lingua italiana. Gli esecutori dell’opera nella liturgia sono praticamente tutti gli attori che costituiscono una comunità di fedeli in preghiera”.
Compositore e direttore di coro, il maestro Geraci consegue il magistero in Arte Moderandi Choros presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma. Vive a Verona dove è vicedirettore della Cappella musicale del Duomo e insegna Direzione corale e Armonia alla Scuola diocesana di musica sacra.

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 3,14-21

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E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo,
perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è gia stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere.
Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.

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