Soluzioni per una crisi di civiltà
di Renato Pierri
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In questi giorni si accavallano le notizie d’uomini che uccidono donne. Che fare? Vent’anni di carcere anche solo per maltrattamenti? Cento ergastoli? Una macchina tritaidiotiviolenti?
Credo servirebbero a poco, per di più che gli assassini idioti e violenti spesso dopo aver ucciso, uccidono se stessi, facendo l’unico gesto saggio della loro vita. Peccato non facciano l’encomiabile gesto prima di commettere il femminicidio.
Questo terribile problema dovrebbe essere affrontato prima d’ogni altro, prima della Tav in Val di Susa, prima della disoccupazione, della crisi economica e via di seguito, giacché combattere la crisi di civiltà del nostro bel Paese, dovrebbe essere un’assoluta priorità.
Una sola la via percorribile: far entrare nella zucca degli uomini sin da piccolissimi, prima ancora che vadano all’asilo, quando ancora succhiano il latte dal seno materno (un seno simile a quello che magari un giorno trafiggeranno), che le donne non sono le loro schiave. L’educazione è l’unica via percorribile e lo Stato dovrebbe farsene carico con urgenza e determinazione.
In realtà ci sarebbe un’altra soluzione: educare le donne sin da piccolissime a stare sottomesse agli uomini, se non vogliono essere ammazzate, a non contrariarli mai, ad uscire da casa solo accompagnate dai padroni, a tenere sempre gli occhi bassi.










Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Potrebbe sembrare che l’articolo sia stato scritto da una donna.
Non voglio dire che le donne, in generale, sono poco intelligenti!
Gli atti di violenza, per quanto ingiustificabili, rappresentano spesso il culmine di vicende personali nelle quali chi li commette non vede alcuna via di uscita.
La legislazione italiana è però nettamente sbilanciata dalla parte delle donne.
Se le norme fossero improntate in un rapporto di effettiva parità tra uomo e donna, secondo me, il numero dei casi di violenza si abbasserebbe.
Gentile Gaetano, ma che dice? Ha letto qualche libro sul maschilismo in Italia e nel mondo? Saprebbe citarmi quelli che ha letto?
Prima di parlare di certi argomenti è necessario informarsi. E’ l’ignoranza, infatti, soprattutto, a far sì che ogni due o tre giorni una donna venga uccisa da un uomo. E’ l’esistenza di persone con la sua mentalità.
Senza offesa.
Renato Pierri
Scrittore ed ex docente di religione cattolica
Gentile prof. Renato Pierri,
lei continui pure a leggere libri,
io preferisco stare con i piedi per terra,
guardo prima me stesso e poi il mondo che mi sta intorno.
Così cominciò un certo Galileo Galilei, anche se qualcuno lo fece abiurare.
Sull’ignoranza potrei solo ricordarle ciò che diceva Socrate.
Comunque il suo orizzonte culturale non è poi così ampio se si limita a leggere libri. Da un po di tempo l’informazione è multimediale, e glie ne ho dato un esempio.
Da un po di tempo la più grande fonte d’informazione è il World Wide Web.
Quod erat demonstrandum
La struttura di un teorema prevede un’ipotesi, una tesi, una dimostrazione,
e solo alla fine si può porre il, più moderno, c.v.d..
Per fare questo però, non bisogna mai perdere di vista la razionalità.
perchè questo pierri si adduce il titolo di <<<<<<professore quando è soltanto un miserrimo insegnante di scuola media che tutti sanno che è la scuola che non è scuola postificio per laureati non cerberi e parcheggio di ormonali sensazioni.