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Archivio per 13 marzo 2012

Soluzioni per una crisi di civiltà

di Renato Pierri

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In questi giorni si accavallano le notizie d’uomini che uccidono donne. Che fare?  Vent’anni di carcere anche solo per maltrattamenti? Cento ergastoli? Una macchina tritaidiotiviolenti?

Credo servirebbero a poco, per di più che gli assassini idioti e violenti spesso dopo aver ucciso, uccidono se stessi, facendo l’unico gesto saggio della loro vita. Peccato non facciano l’encomiabile gesto prima di commettere il femminicidio.

Questo terribile problema dovrebbe essere affrontato prima d’ogni altro, prima della Tav in Val di Susa, prima della disoccupazione, della crisi economica e via di seguito, giacché combattere la crisi di civiltà del nostro bel Paese, dovrebbe essere un’assoluta priorità.

Una sola la via percorribile: far entrare nella zucca degli uomini sin da piccolissimi, prima ancora che vadano all’asilo, quando ancora succhiano il latte dal seno materno (un seno simile a quello che magari un giorno trafiggeranno), che le donne non sono le loro schiave. L’educazione è l’unica via percorribile e lo Stato dovrebbe farsene carico con urgenza e determinazione.

In realtà ci sarebbe un’altra soluzione: educare le donne sin da piccolissime a stare sottomesse agli uomini,  se non vogliono essere ammazzate, a non contrariarli mai, ad uscire da casa solo accompagnate dai padroni, a tenere sempre gli occhi bassi.

 

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Coppia in amore circondata dall’acqua dentro un casolare

di L.M.

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L’amore oltre la pioggia, la passione oltre l’allagamento della piana gelese che ha creato tanti problemi e provocato momenti di paura per chi si è trovato in aperta campagna sotto il «diluvio».

Ma c’è chi, malgrado le intemperie, ha voluto vivere ugualmente qualche momento di intimità.
Ieri mattina in contrada Mignechi sono dovuti intervenire i vigili del fuoco dopo la segnalazione della presenza di una coppia all’interno di un edificio completamente circondato dall’acqua. Isolati completamente dal mondo i due sono riusciti a mettersi in contatto con i propri conoscenti, ma non volevano tornare sulla «terra ferma».

L’uomo stava vivendo la sua nuova storia d’amore, una passione che non si è fermata neanche dinanzi all’ondata di maltempo. I vigili del fuoco hanno cercato di inviare ai due un elicottero per recuperare la coppia, ma l’uomo ha rifiutato ogni aiuto. Alla fine una decisione: Franco Cassarino dell’associazione Sviluppo e Ambiente, con una canoa ha raggiunto il casolare dove erano «rifugiati» l’uomo con la sua nuova compagna. Una storia d’amore nata qualche giorno fa coronata con un weekend in un casolare di campagna.
Alla fine l’uomo si è convinto, stare in quel casolare con la donna era pericoloso e dopo un lungo “tira e molla” con i vigili del fuoco, l’uomo e la donna sono saliti a bordo di una canoa per raggiungere la «terraferma».

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De Bello Monti

De bello Monti in vulgare. De Salva Italia decretum originis

di pigemos

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I

In fine anno domine MMXI in omnia parte

Europa et mundi risi abundavi de Italiae gesta.

Nova verba qualis bunga bungae se spargere.

Et in timor periculo ellenico Italia fuit.

II

Sic doctor Marius, gens Monti de cisalpina Gallia,

invocatus in Urbe fuit, ut Senator nomine.

Imperator Napolitanus dixit “Marius libera nos”

et humile Marius “obtempero” respondit.

III

Console Silvius, obsoleto et sine mos maiorum,

impudicitia-fero, animus infimus

et piccolus in idee tamquam in corpus,

se demisit, se nolente, pro Marii nomine.

IV

Senator Monti, plus celere quam neutrino,

dictator tecnicus clamatus fuit.

Subito “Salva Italia” decretum fecit,

et, cum lacrimosa Fornero, vulgo donavit.

V

In ecce modo, in media pecunia pugna,

versu Europa et mundi Italia caput erexit.

Sobrietas, equitas, et rigor novis consuetudinis.

Sed Silvius in umbra attendit.

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Il nuovo ascensore ha perso dei «pezzi»

di Roberto Mistretta

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Diversi pannelli di rame, di colore verde, utilizzati a rivestimento dell’ascensore panoramico per il monte San Paolino, sono stati divelti e scaraventati dalla furia del vento negli orti distanti anche centinaia di metri. Altri pannelli restano a rischio.

Un tratto della via Carmine è stato chiuso ieri mattina a scopo precauzionale con ordinanza sindacale. Per non dire dei timori dei residenti nei pressi dell’ascensore che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, avrebbe dovuto essere inaugurato a Pasqua, ma i tempi sono destinati ad allungarsi sicuramente.

Questo il bollettino conseguente alla tempesta di vento, e a Sutera adesso si annuncia un’azione clamorosa da parte dell’opposizione. Il leader della minoranza e già sindaco per dieci anni, ovvero l’avvocato Marco Carruba, infatti ieri ha annunciato: “Chiederò al sindaco Difrancesco di promuovere un’azione penale in danno della Sovrintendenza sia perché ha fatto lievitare i costi sia perché ha stravolto un progetto esecutivo già cantierabile e posto in gara, per sostituirlo con questa nuova copertura in rame che si è visto la fine che ha fatto. Il vento di stanotte in pratica – ha aggiunto il dott. Carruba – ha divelto almeno un quinto dei pannelli in rame che costituiscono la cosiddetta agave, secondo la definizione di chi la inventò per coprire gli obbrobri dell’impatto ambientale dell’ascensore. La definizione esatta la ricordo ancora perché a quei tempi ero sindaco: un’agave all’interno della quale scorreva come una goccia l’ascensore. E dire – continua – che i lavori per l’ascensore li avevo già appaltati. Erano addirittura due ascensori e non uno come l’attuale, per altro di modeste dimensioni. Voglio vedere se mai sarà messo in funzione, quante volte dovrà fare su e giù per trasportare tutti gli invitati, se ad esempio sul monte San Paolino si celebra un matrimonio. In un minuto e 12 secondi i miei ascensori portavano 22 persone, adesso ne possono essere trasportati 7 alla volta. All’epoca, e siamo nel 2003, richiamando una nuova sensibilità ambientale, fu stravolto il progetto e realizzarono il nuovo ascensore. Stanotte una ventina di pannelli sono volati via ma tutti gli altri sono pregiudicati perché le trattenute sono danneggiate, e la gente ha avuto molta paura a seguito dell’effetto vela che faceva oscillare l’ascensore. Per altro ci sono voluti altri 430.000 euro rispetto al progetto iniziale, da qui la nostra richiesta al sindaco di promuovere un’azione contro la Sovrintendenza”.

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«L’ascensore sarà ripristinato»

Il sindaco di Sutera replica all’opposizione dopo le accuse per i pannelli in rame volati

Dal canto suo il primo cittadino di Sutera, nel rimarcare che non si registrano danni strutturali e nel sottolineare che l’ascensore non è stato ancora consegnato dalla ditta che ha eseguito i nuovi lavori, conferma: “Sono volati alcuni pannelli in rame a seguito del forte vento. Non abbiamo notizia di danni ma per precauzione abbiamo chiuso un tratto di via Carmine. I pannelli non sono pesanti ma certo i danni potrebbero provocarli, anche se allo stato attuale non abbiamo avuto denunce da parte di alcuno. Abbiamo eseguito un sopralluogo e ci siamo accorti che bisognerà rimettere a posto anche gli altri pannelli rimasti danneggiati dalla furia del vento”.

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(more…)

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Essere amati

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Qualche viaggio insieme su e giù nell’ascensore e la personalità viene fuori meglio che sul lettino di Freud. D. Basili

Da 60 errori da evitare di Hamos Guetta

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Quando si è piccoli o adolescenti, il consenso, la stima e l’amore degli amici è fondamentale.

Fate qualche domanda sui loro amici. Chi è quello più simpatico, più richiesto, più “in gamba”? Perché lo è? Cosa fa e come si comporta per essere amato da tutti?

Rispondendo alle vostre domande i figli stessi capiranno quali sono le qualità da coltivare. Senza accorgersene individueranno gli atteggiamenti giusti per essere un buon amico. E ovviamente quelli che non bisogna assumere se non si vuole risultare l’antipatico del gruppo.

Insegnate a vostro figlio come essere amato e stimato dagli altri e cosa evitare per non essere malvoluto dal prossimo. Anche se purtroppo spesso il più amato sarà il più bello o il più bullo o addirittura il più “bastardo”… E il compito dei genitori si complica.

Insegnate ai vostri figli a farsi amare con domande sulle loro amicizie.

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