SGARBI ISTITUZIONALI
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Ieri mattina alle 10 nell’Aula consiliare, nel quadro della Settimana della Missione Biblica Diocesana, si è svolto l’incontro dei sacerdoti con gli amministratori, il personale comunale, i vigili urbani, i cabinieri, la dirigente scolastica e il direttore sanitario con la presenza del presidente del consiglio provinciale. Grande assente, purtroppo, la quasi totalità dei consiglieri comunali, chi per un motivo chi per un altro: un fatto comunque irriguardoso e ingiustificabile…
Almeno quando c’è di mezzo la Chiesa potrebbero risparmiarsi liti e ripicche è il commento a caldo più benevolo tra le persone presenti, ma ormai è chiaro a tutti che è guerra aperta, dura e senza paura (e senza vergogna), senza quartiere, tra il sindaco e la nuova maggioranza (gli indipendenti e la minoranza).
Se il presidente del consiglio comunale, proprietario dell’aula consiliare, non è stato neanche coinvolto nell’organizzazione dell’incontro con la Chiesa ed invitato all’ultimo minuto per posta con uno sprezzante invito intestato al “sig. Tona Salvatore; è andata peggio al capogruppo della minoranza Giovanni Randazzo nemmeno invitato!
Chiamatele, se volete, dimenticanze, comunque INGIUSTIFICATE E INGIUSTIFICABILI.
Di mezzo ai contendenti a farne le spese l’incolpevole arciprete. Purtroppo per lui (e per tutti noi) la guerriglia tra le due parti si è svolta su un grande momento ecclesiatico. Viene da domandarsi: non provano nemmeno vergogna? E pensare che i responsabili di questa cattiva figura non sono viddranazzi ma persone con tanto di lauree. Ma in questi casi, come diceva mio nonno, la laurea è un’aggravante. Resta inescusabile il mancato rispetto delll’educazione istituzionale e anche del comune galateo.
Oltre ai consiglieri, anche altri rappresentanti delle varie realtà invitate si sono lamentati pubblicamente degli inviti last minute, pervenuti all’ultimo momento e a poco sono valse le scuse pubbliche del sindaco che si è detto dispiaciuto di questi che lui chiama inconvenienti. Ma viene difficile da credere che la colpa possa essere addebbitata giù lungo la catena di comando, non è possibile scaricare sugli ultimi le responsabilità dei primi.
Una volta gli inviti li portavano i vigili. Ora non si vuole più caricarli di questa incombenza? Ci sarebbe la posta più risparmiosa del mondo, quella elettronica! Ma non in questo caso, perchè considerando l’importanza degli illustri ospiti, gli inviti brevi manu avrebbe dovuto portarli direttamente e personalmente il primo cittadino o, in alternativa, almeno il secondo.
La Chiesa, forte della sua secolare esperienza con re e imperatori, duci e ducetti, avrà compreso e anche perdonato questa gaffe istituzionale. E i cittadini?
















