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Archivio per 4 marzo 2012

Quello che ti raccontano che vale la pena annotarsi

Il Monella

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E’ un venerdì sera. Una discoteca (gay, in questo caso), il belloccio di turno al bar, un drink,  a casa mia o a casa tua? a casa mia.

#BLACKOUT#

Ti risvegli che sei madido di sudore per terra e il tuo corpo non si muove. Apri gli occhi, sei cosciente di essere sul pavimento di casa tua, ma non puoi muoverti. Davanti a te, lui – ci siamo conosciuti prima… al… come diavolo si chiama? sì, deve essere lui – che rovista fra i mobili, sulle mensole, apre i cassetti e infila le cose di valore nello zaino. Poi ti si avvicina alla faccia (puoi sentire il forte odore del suo alito) e ti sorride. Mentre ti deruba, se assolutamente cosciente ma non puoi muoverti. I muscoli semplicemente non rispondono. Lui va di là e si stappa una bottiglia di vino. Si siede sul divano davanti a te e inizia a sorseggiare il vino da un bicchiere, sempre sorridendo. Poi si alza, si prende il tuo portafogli dalla tasca e ti lecca la fronte. Tu rimani lì, bloccato fino a domenica mattina (è un venerdì sera, lo ricordo), immobile sul pavimento. Lui intanto se ne è andato.

Sei lì, sul pavimento, e non sai perché non ti puoi muovere. Non sai quanto durerà – potrebbe essere per sempre – e il tuo cuore batte a mille, terrorizzato.

  • Ma-che-cazz…?
  • Si chiama burundanga, Lillo. 
  • Che?
  • Burundanga. E’ la droga dello stupro. O meglio, puoi anche stuprarcici, se vuoi.

Alla domenica pomeriggio, quando hanno spiegato al mio amico cosa era successo, si è sentito fortunato. Ho chiesto a Google conferma della cosa. A quanto pare, da noi si chiama scopolamina. Nome perfetto per la droga dello stupro,no?

Apparentemente, qui in Sud America è una cosa che va un sacco tra i criminali. Da decadi. Ero l’unico a esserne ignaro?

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L’APPELLO SACERDOTALE

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Carissimi fratelli e sorelle nel Signore, l’ora della missione biblica è arrivata! Possiamo dire finalmente con il Sal 119

«Lampada ai miei passi è la tua Parola, o Signore».

Dal 4 al 10 Marzo tutta la nostra comunità ecclesiale è impegnata a rendere presente Cristo nella nostra storia, in questo territorio e nel contesto particolare della nostra Chiesa.

Sacerdoti, religiose, sposi e giovani, missionari, collaboratori e fedeli tutti, ci metteremo alla sequela di Cristo, in ascolto della sua Parola per meditare e riflettere sul senso della nostra vita:

lasciamoci provocare dalla forza di questo evento speciale della Missione, che potrà essere per noi una nuova Pentecoste nella scelta di una vera conversione.

Affidiamoci allo Spirito Santo, perché possa suggerirci scelte, decisioni, impegni da vivere nella nostra realtà quotidiana, nelle nostre vicende personali e nella nostra comunità, con un solo ideale di vita: annunciare il Vangelo, essere collaboratori dell’Amore di Dio perché si estenda il suo Regno, nell’oggi della nostra storia, con tutte le sue sfide, con tutte le sue contraddizioni, con tutti i segni della speranza.

Il Programma inizia Domenica pomeriggio alle 17.30 con la Celebrazione di apertura della Missione Biblica Diocesana e Mandato ai Missionari.

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GUARDA IL PROGRAMMA INTERO

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Buone Notizie, finalmente

la miniera di Racalmuto

LAVORI SULLA STRADA PROVINCIALE NEL TRATTO MONTEDORO – BOMPENSIERE – MILENA. E SULLA BRETELLA PER RACALMUTO.

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Iniziano FINALMENTE i lavori su tre strade da sistemare e riasfaltare:

  • Montedoro-Bompensiere,
  • Bompensiere-Racalmuto,
  • Bompensiere-Milena.

MANCUSO

Arriva, tardi ma arriva il momento della verità e della fine delle speculazioni politiche. Per l’asfaltatura finale ora si aspetta la riapertura degli impianti.

“L’amministrazione provinciale – afferma Michele Mancuso, presidente del consiglio provinciale – sta mantenendo gli impegni presi su questa parte del Vallone ed anche sul tratto della SP 152 che porta alla miniera di Racalmuto”.

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Il can can di Lino

E Dio creò il cane, e gli disse: Caneade? Chi fu costui? … Un figlio d’un cane!

Caracollierai, Lilli. Se avrai i capelli ossigenati: VAGABIONDERAI!
Andrai piano e sarai RADAGIO.
Alla tua morosa pescatrice, dedidecherai “Ho scritto AMO sulla rabbia“.
Anche senza lividi, ti sentirai come un cane bastonato.
Morderai sempre il lacero e mai il contuso.
Abbaierai ma non demorderai.
Quello che tu rifiuterai non lo vorranno nemmeno i cani.
Quando sarai freddo, sarà il presagio che farà un freddo cane.
Quindi, tornerai a casa … Lesso*.
Te ne andrai nel piano alto, perchè notoriamente (can che ha l’abbaino non morde).
Lì, ti rintintinerai in un cantuccio, al calduccio.

Ti mancherà solo la parola, perchè “non di solo cane vive l’uomo“.
Chi non rispetterà le tue regole, non rispetterà neanche il tuo padrone.
E tu, in calore, ti giustificherai “ogni fregola ha la propria eccitazione“.
Nonostante ciò, sarai l’esatto contrario di tanti coniugi: fedele!
Tutte le volte che lo farai all’impiedi, sarà scritto nel tuo albero genealogico: il piedigreè!
Se santo, ti metteranno la museaureola per non farti dire quello che pensi.
Altrimenti quello che hai in testa lo saprebbero cani e gatti.
Da buon seminatore, potrai acquistare gli elettrodomestici grazie alla FIDO-MESTIC,in comode arate.
Solo 3 di voi avranno una mente enciclopedica**.(La Tre Cani)!!!
Quando pagherai la tassa, ti daranno una medaglia.
Se ciò si facesse per gli industriali, chissà, forse, … che luccichio di petti!
Quando ti smarrirai, a nulla varrà l’annuncio sul giornale, perchè tu non saprai leggere.
Con la fistola, condizionerai Pavlov.
Nel casolare starai tranquillo, nell’aia ti meneranno e nell’Autostrada ti abbandoneranno.
Se arriverete bas-tardi, male alloggerete.
Se senza corrente di partito e slegati, sareti CANI SCIOLTI.
Per questo vi converrà assumere un ANTIDIARROICO.
Se indiano ed in estinzione, sarai l’ ULTIMO DEI MIEI CANI!
Se vergine, sarai cuccia***.
Se piccola, sarai cuccetta.
Chiuditi bene a chiave e non dormire, se non hai la doppietta.
Davanti alla tua porta campeggerà il cartello: “Attenti all’uomo!”.

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Poesia è musica

GRANDE NONO’ SALOMONE !

di Roberto Mistretta

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Si li petri avissuri furtuna non fussiri jttati strati strati

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 9,2-10.

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Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.
E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù.
Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!».
Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento.
Poi si formò una nube che li avvolse nell’ombra e uscì una voce dalla nube: «Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!».
E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti.
Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti.

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Dalla Addio

Oggi i funerali dell’Artista

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Quello di Lucio Dalla sarà un funerale senza canzoni.
E’ stato accolto l’appello della Cei a non trasformare in uno spettacolo l’ultimo saluto al cantante bolognese in programma il 4 marzo alle 14.30 nella basilica di San Petronio a Bologna.
“Una messa è una messa, Lucio era un credente, andava in Chiesa e queste cose le sapeva bene”, hanno spiegato i religiosi che per Dalla spalancheranno le porte della Basilica di San Petronio. Un onore visto che l’ultimo bolognese a cui era stata concessa la chiesa più importante della città era stato don Giuseppe Dossetti, sedici anni fa.
L’unico piccolo strappo alla regola, comunque tollerato ed autorizzato dalla Curia stessa che sta seguendo direttamente l’organizzazione del funerale, sarà la lettura, al termine della celebrazione, del testo di una delle canzoni più poetiche di Dalla, Le Rondini, una lirica sul senso della vita, l’amore e i sogni.
Olen Cesari, violinista di origine albanese molto apprezzato nell’ambiente della musica, rivela: “Lucio mi aveva chiesto di suonare l’Ave Maria di Shubert al suo funerale ma non ce la faccio, la partecipazione emotiva è troppo grande”.
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UN GRANDE ARTISTA CHE NON PONTIFICAVA

di Anna Manco
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Sapeva arrivare al cuore della gente con la sua semplicità, non era mai banale né sentiva il bisogno di mettersi in cattedra per pontificare – come Celentano – in fondo non ne aveva bisogno, perchè riusciva a parlare di tutto attreverso la musica. E’ proprio grazie a questa che, nonostante la sua mancanza, forse potremo sentirci lo stesso meno soli.
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