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Archivio per marzo 2012

Gli Sgambetti. Il “7 a 7″

 GLI SGAMBETTI

PRIMO TEMPO

Sette a sette

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Per comprendere come si è arrivati alla clamorosa elezione di Totò Mattina a consigliere di Terre di Collina con 14 voti su 14 ( 7 della sua maggioranza + 6 della minoranza + 1 dell’indipendente Vella con la sola astensione dell’altro indipendente Tona ) bisogna fare un passo indietro di alcuni mesi.

Alla fine dell’anno scorso il consiglio comunale doveva eleggere il sostituto del consigliere di maggioranza Lillo Carlino che si era dimesso e doveva essere sostituito dal compagno di partito Fausto Mantione.

Fu in quell’occasione che si verificò il primo di tanti sgambetti.

La maggioranza del sindaco andò in consiglio convergendo su un nominativo condiviso che in effetti ebbe tutti i 7 voti del suo gruppo; purtroppo quel giorno, per lui, non fu come vedremo, un giorno fausto.

La nuova maggioranza mise in atto un tiro mancino e si apprestava a far eleggere il suo candidato. Doveva essere una passeggiata avendo a disposizione ben 8 voti (6+2) e quindi vincere facile sull’ex maggioranza; ma il caso (?) volle che la consigliera Sonia Provenzano quel giorno non si presentasse in aula…

Valeria Vella

Vediamo cosa successe. All’ordine del giorno del consiglio comunale del 13 dicembre 2011 c’era l’elezione del consigliere che doveva sostituire Carlino, spettante al gruppo di maggioranza. Un passaggio normale che, in un paese normale, poteva sbrigarsi in pochi minuti. Nel paese che evidentemente tanto normale non è, invece si è montata un’agguerrita contesa che ha visto, dopo lo scrutinio delle schede, impattare i due candidati venuti allo scoperto: sia Mantione che Vella riportavano 7 voti ciascuno. In pratica l’assenza della Provenzano aveva in effetti sgambettato la collega: fosse stata presente, la Vella con 8 voti sarebbe stata proclamata eletta nel consesso dell’Unione, salvo i prevedibili e preannunciati ricorsi della parte avversa.

Fausto Mantione

Il risultato e la candidatura della Vella – che aveva abbandonato casa Vitellaro per proclamarsi al di fuori della maggioranza di cui era capogruppo e s’era trasferita armi e bagagli nell’accampamento nemico – erano stati contestati con foga dal capogruppo Claudio Cipolla il quale, sobbalzando sulla sedia non senza ragione, rivendicava il posto che fu Carlino per un altro dei consiglieri del gruppo di maggioranza e parimenti criticava l’operato per lui scorretto della neo-maggioranza la quale aveva tirato un furbo sgambetto al suo gruppo.

Gli aveva risposto beffardo, arrampicandosi un po’ sugli specchi, il capogruppo della minoranza Giovanni Randazzo il quale sosteneva che “il riferimento andava fatto al gruppo di appartenenza scaturito dalle liste elettorali per cui la Signora Vella era stata eletta nella maggioranza e – si sa – che il consigliere comunale esercita il suo mandato senza nessun vincolo”.

Ne era nata una polemica aspra e inconcludente, di lana caprina. E alla fine si era registrato un nulla di fatto, grazie alla mediazione del vice-segretario il quale aveva avallato l’annullamento della votazione e il rinvio dell’ordine del giorno ad altra data. Il rinvio passato ”con voti favorevoli n. 10, contrari n. 3 (Mantione, Mattina e Ferlisi) su n. 13 Consiglieri presenti e votanti, essendosi allontanato momentaneamente il Consigliere Carlino”.

Qui finisce la cronaca e comincia l’analisi dei comportamenti tenuti dai vari consiglieri.

Dunque:

  • la maggioranza si è spaccata sul rinvio (contrari Ferlisi, Mantione e Mattina)
  • la neo-maggioranza ha votato compatta per il rinvio.

La qualcosa stona e fa sorgere alcune domande, altrettanti sospetti e la certezza di altri sgambetti tirati sugli stinchi dei due candidati del 7 a 7: Mantione e Vella che uscivano come i veri sconfitti di questa convulsa adunata consiliare.

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Casa Professa e Cappella del Sabato

da Palermo d’Amare

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La Chiesa del Gesù, più nota come Casa Professa appartiene all’Istituto Religioso della “Compagnia di Gesù” che nel 1590 con forti sovvenzioni del governo spagnolo diede l’avvio ai lavori di costruzione terminati dopo quasi 40 anni.
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Il tempio è un gioiello dello stile barocco, sicuramente il più bello di Palermo.
Seriamente danneggiata dai bombardamenti nel 1943 la chiesa fu poi ricostruita, ma solo dopo gli ultimi restauri, terminati appena un anno fa, ha ripreso l’aspetto originario.
La pianta è a croce latina a tre navate la facciata è semplice, sopra il portale di mezzo, alloggiata in una nicchia, si può ammirare una statua che rappresenta la Madonna della Grotta.
L’interno è ricco di decorazioni in marmi mischi a motivi floreali che impreziosiscono pareti e colonne; un tripudio di stucchi, sculture, tele e affreschi lasciano il visitatore senza fiato.
Nella tribuna dell’abside possiamo ammirare due bassorilievi marmorei: uno raffigura l’ Adorazione dei Pastori e l’altro l’Adorazione dei Magi .
Nella sacrestia vi sono imponenti armadi lignei del Seicento con le ante finemente intagliate.
Decisamente più moderno è l’organo che risale alla metà del ’900, dotato di 4.000 canne e 4 tastiere.
Da una scalinata interna si accede all’ Oratorio della Croce e del Martirio di Cristo detto anche Cappella del Sabato dall’uso della Congregazione della Croce e del Martirio di Cristo, da cui prende il nome, di riunirsi lì ogni sabato per la lettura del Vangelo.
All’interno di questo piccolo gioiello si possono ammirare stucchi in stile barocco realizzati da artisti molto rinomati dell’epoca, nella volta troviamo invece un grande affresco: l’Incoronazione della Vergine, il pavimento è in maioliche pregiate del ’700 raffiguranti animali.
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In una cantoria sulla porta d’ingresso, trova posto uno splendido organo settecentesco composto da tre campate con sette canne in ognuna di esse.
La chiesa di Casa Professa, è citata da Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel suo romanzo capolavoro: “Il Gattopardo”
GUARDA IL MAGNIFICO INTERNO

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Fede e Fidèl, Papa e Papi

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L’Italia dei Valori peggiori

Di Pietro e Orlando: nell’Idv tutti i peggiori E c’è pure De Magistris, il Tonino versione ogm

di Filippo Facci

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Nell’Italia dei valori la rassegna dei peggiori della politica

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Leoluca Orlando è quello che perde le primarie e poi si candida lo stesso, quello che diede di mafioso ad Andreotti e che poi disse (2007) «fosse per me, non sarebbe mai stato inquisito», quello che «il sospetto è l’anticamera della verità», che accusò Falcone in tv delle peggiori cose e poi accusò anche un poliziotto prima che si sparasse.

Di Pietro è Di Pietro, l’incoerenza fatta persona, l’uomo la cui parola vale zero, ha cooptato mezza famiglia in politica, ha candidato inquisiti e voltagabbana, si è intestato la ricezione del finanziamento del Partito, è Di Pietro.

Filippo Facci

Poi c’è il Di Pietro geneticamente modificato, De Magistris: ha rovinato un sacco di gente con inchieste fallite, ha costruito una visibilità con fascicoli poi svaporati, ha praticamente demolito il governo Prodi per niente, ha tuonato contro i politici indagati e poi si è candidato da indagato, ha detto che avrebbe lasciato subito la magistratura e poi ci ha messo una vita, è stato rinviato a giudizio ma ha rifiutato di sospendersi in barba al codice etico Idv, ha inneggiato alla libertà d’informazione e però poi querela a raffica, e ora, per l’ennesima volta – notizia di martedì – ha cercato di trincerarsi dietro l’immunità europarlamentare per delle semplici diffamazioni: ma Bruxelles gli ha dato picche.

È il peggiore, sono i peggiori. Tutti nello stesso partito.

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Test per dislessia

Dislessia, test in 5′ per 3.000 alunni Progetto screening promosso dalla sezione nissena dell’Aid.

Francesco Riggi, presidente della sezione nissena dell´Aid

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La sezione di Caltanissetta dell’Aid (Associazione italiana dislessia), presieduta da Francesco Riggi, continua a proporre nuove iniziative sui disturbi specifici dell’apprendimento.
Dopo avere aperto tre sportelli tra Caltanissetta e provincia, il primo presso l’istituto comprensivo statale «Pietro Leone», il secondo al 1° Circolo didattico «Edmondo De Amicis» di San Cataldo ed il terzo presso l’associazione “Il Tempio D’Apollo” di Gela, si appresta ad aprirne un quarto al Liceo Scientifico “Virgilio ” di Mussomeli, coprendo in questa maniera tutta la provincia per favorire chi ha bisogno dei servizi della stessa Aid.

Proprio per affrontare i temi specifici della dislessia, l’Aid ha organizzato un convegno dal titolo “Un passo alla volta mi basta”, che ha visto la presenza di alcuni tra i più importanti esperti in materia di dislessia in Italia: il dott. Giacomo Stella, ordinario di Psicologia Clinica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia, il dott. Enrico Ghidoni, neurologo dell’Unità di Neurologia Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia e il dott. Marco Leonardi, autore del progetto screening che l’Aid di Caltanissetta sta svolgendo nelle scuole della provincia.

Continua a riscontrare successo il progetto screening sui disturbi specifici dell’apprendimento promosso a titolo gratuito dalla sezione, nelle scuole della provincia.

«Sono coinvolti fino a questo momento – aggiunge il presidente Riggi – 25 istituti scolastici, tra scuole primarie e secondarie, oltre 300 insegnanti addetti alla somministrazione dei test e circa 3.000 alunni ai quali verranno somministrati i test.

Sono coinvolti 6 professionisti di cui un formatore e 5 collaboratori, con il compito specifico di avviare ed affiancare gli insegnanti durante la somministrazione delle prove standardizzate.

I tempi osservati per la somministrazione delle prove individuali sono circa 5 minuti per alunno e circa 20 minuti le prove collettive per classe; le classi che verranno testate sono terza elementare, prima media inferiore e prima superiore. Le scuole che attualmente hanno finito la formazione e la somministrazione dei test sono quattro, mentre altri 5 istituti hanno appena finito la formazione ed inizieranno la prossima settimana la somministrazione. Attualmente ci sono a cadenza settimanale le formazioni di gruppi di scuole. La formazione terminerà fine marzo e la somministrazione si stima a fine aprile.

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Politici senza ritegno

L’indecorosità della “casta”

di Salvatore Curcio

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Che il Governo presieduto dall’economista Prof. Monti dovesse adottare provvedimenti impopolari definiti a buona ragione “lacrime e sangue” c’era da aspettarselo; ma che i sacrifici dovessero essere scaricati solamente, come del resto si è sempre fatto nel nostro Paese, sulle spalle delle persone oneste non era prevedibile anche perché l’attuale Premier, all’atto del suo insediamento, aveva fatto ben sperare affascinando gli italiani convinti che, a differenza del passato, un governo di tecnici sarebbe stato capace di far pagare le tasse a tutti  proporzionalmente  ai redditi posseduti e ciò nel nobile intento di far uscire  il paese dalla drammatica crisi finanziaria nella quale era sprofondato da tempo a causa dei  motivi a tutti noti.

Ci eravamo illusi  che finalmente sarebbe stata operata una “pulizia” al sistema della corruzione dilagante, del famelico  appetito di una classe politica senza alcun ritegno, delle organizzazioni sindacali il cui maggior merito è stato quello di tutelare i fannulloni pubblici e privati e quant’altro; ci si aspettava, in verità, una seria politica di rigore in cui, finiti i teatrini del passato, ciascun cittadino fosse chiamato a contribuire con le proprie sostanze al  risanamento dei conti pubblici in dissesto facendo, in tal modo, riacquistare al paese quella credibilità richiesta a più riprese dalle Banche internazionali e dai mercati finanziari.

Purtroppo non è stato cosi perché il Prof. Monti è stato frenato nella sua opera risanatrice dalla solita “casta” preoccupata, più che del bene del paese, di mantenere i privilegi acquisiti nel tempo con provvedimenti dissennati ed egoistici degni di una monarchia assolutistica di medievale memoria.

Stranizza in proposito e non di poco il fatto che in questi ultimi tempi sia tenuta  occupata  in maniera costante l’attenzione dei media sulle modifiche da apportare all’art.18 ( che sicuramente non  salverà il paese dalla recessione) mentre viene (e penso di proposito) trascurata la circostanza del fatto che oramai non si parla più di riduzione del numero dei parlamentari  e della diminuzione delle loro indennità, dell’abolizione degli Enti inutili, della soppressione delle Province, dello sperpero di denaro pubblico che tuttora viene perpetrato mentre sarebbero maggiormente efficaci le misure finalizzate alla dismissione di tanti edifici demaniali non più utilizzati, alla drastica riduzione del numero dei militari costituenti un esercito che oramai non ha più senso mantenere in vita, al richiamo delle forze militari dislocate nelle zone calde del mondo che tanto costano sia in termini di perdita a stillicidio di tante  vite umane  che in termini economici  etc etc.

Continua, al contrario, in vista delle imminenti competizioni amministrative di primavera, il solito teatrino delle possibili alleanze, degli scontri tra i diversi leaders dei partiti, delle frecciate che quotidianamente si scambiano tra loro i rispettivi segretari  facendo finta che nulla è cambiato e che, subito dopo il governo dei tecnici, tutto continuerà come prima se non addirittura peggio tanto il popolo non conta niente e continuerà, come sempre, a sopportare pazientemente  le loro angherie alla faccia dei padri di famiglia che continuano a perdere il lavoro, dei giovani che non hanno speranza di trovarlo, della gente che non ce la fa più ad arrivare alla fine del mese e che dovrà quanto prima  tirare ancor di più la cinghia allorquando nel mese di giugno, oramai alle porte, dovrà effettuare un enorme esborso  di denaro per il pagamento dell’IMU e delle varie tasse aumentate ogni giorno con prelievi a carattere nazionale, regionale, provinciale e comunale e chi ne ha più ne metta.

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Salvatore Mattina va a Terre di Collina

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Mattina Salvatore in primo piano, Calogero Carlino l'ultimo a destra. Accanto a Mattina Mantione Fausto

Il consigliere comunale di maggioranza Salvatore Mattina ieri sera è stato eletto nel Consiglio di Terre di Collina con una maggioranza bulgara: 14 voti su 14 votanti. Il presidente del Consiglio comunale per l’occasione si è ritagliato un ruolo “super partes” astenendosi dal voto. Mattina sostituisce Calogero Carlino che si era dimesso l’anno scorso dal consiglio di Terre di Collina.

Al consigliere neo eletto la Redazione di MML esprime sinceri auguri per l’elezione sicura che potrà lavorare per il bene comune.

La votazione plebiscitaria farebbe pensare ad una candidatura condivisa all’unanimità. Ma disgraziatamente non è così e cercheremo di raccontare tra poco come si presuppone siano andate le cose. La ricostruzione che ci propongono fonti ben informate non intacca minimamente il consigliere neoeletto, ritenuto da tutti persona correttissima e seria.

Ciò non toglie che dietro la sua elezione si sia girato un vero e proprio film dell’orrore… politico che si può titolare: “Gli sgambetti” e dividere in due tempi. Primo tempo “Sette a Sette”. Secondo tempo “Quattordici a Zero”. Due tempi con trame contro trame alla Sir Alfred Joseph Hitchcock. O due atti, se preferite, delle migliori commedie di Pirandello alle quali i politicanti ci hanno ormai abituati.

Un film che potrete vedere e gustare prossimamente su questo blog. Tra poco, pochissimo.

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SpendeRAI di tutto e di più

La Rai spenderà 100mila euro

Costosi per i giornalisti i viaggi del premier

di Tony Zermo

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L’avevamo scritto l’altro giorno che i giornalisti per salire sui voli di Stato dovevano pagare il biglietto: 500 euro per voli in Italia, 1500 per voli europei e 2500 extra europei.

Per seguire Monti nei 7 giorni in Kazakistan, Corea del Sud, Cina e Giappone la Rai spende 100 mila euro.

Lo scrive «Libero» che fa i conti alla lira, anzi all’euro: «Tg1, Tg2, Tg3 e Gr mandano troupe e 11 inviati e c’è stata rissa per il posto in aereo». Sarebbe bastato un solo inviato, un solo operatore e un solo porta-luci e invece c’è una massa di giornalisti a spese della Rai (tra l’altro in profondo rosso): che poi la Rai è dello Stato e se spende 100 mila euro sono soldi pubblici.

L’estensore dell’articolo, Enrico Paoli, spiega così la cosa: «Se c’è di mezzo il presidente del Consiglio Monti la parola “risparmio” sparisce, visto che sono tutti in campagna elettorale. Dal direttore generale Lorenza Lei ai direttori di testata, ognuno di loro è alla ricerca della riconferma perché il consiglio di amministrazione dell’emittente di Stato scade a fine aprile e l’esecutivo ha fatto chiaramente capire di volere azzerare l’attuale consiglio di amministrazione per insediare un consiglio fatto di tecnici, non di politici.

In attesa dei Professori ognuno gioca in proprio, nel senso che il Tg2 non vuole essere da meno del Tg2 e il Tg3 non è certo disposto a prendersi i prodotti degli altri». Come se per raccontare che Obama si è felicitato con Monti non bastasse un solo inviato.
La Rai ha spiegato che degli 11 inviati, cinque resteranno a Seul per la conferenza sul nucleare e sei proseguiranno con il premier in Giappone e Cina. Ma il conto finale è sempre sulle 100 mila euro.

A scatenare la rissa c’è stato il fatto che i posti sull’aereo presidenziale erano solo tre e gli altri giornalisti si sono dovuti arrangiare con voli di linea. Le altre emittenti sono state risparmiose. Mediaset, Sky e La7 coprono l’avvenimento con le immagini prese dai circuiti internazionali e con le agenzie che descrivono con abbondanza di dettagli l’evento.

Secondo i calcoli di Dagospia la Rai spenderà solo di viaggi aerei 35 mila euro, a cui vanno aggiunti albergo, vitto, tassì, diaria fuori sede e le solite «varie ed eventuali».
«Il bello è – conclude il giornale di Belpietro – che nel caso del Tg3, per disposizione del direttore Bianca Berlinguer, l’inviato non si vedrà in video, ma si sentirà solo la voce. Tanto valeva restare a Roma».

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Poveri noi

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Patrizi e plebei

Mi fa male il mondo!

di Roberto Mistretta
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La prof universitaria Elsa Fornero, ministro del Lavoro, nota per la lacrima facile e che tante angosce sta provocando a padri e madri di famiglia che lavorano sodo per portare a casa uno stipendio sempre più striminzito, nel 2010 ha dichiarato un reddito lordo di 402 mila euro.
Ha percepito quindi, sempre al lordo delle tasse, 33.500 € al mese, ovvero 1.116 € al giorno, e quindi 46 € l’ora.
Come ho già detto in altre occasioni, nulla de eccepire: se l’hanno pagata tanto, vuol dire che quei quattrini li vale. Buon per lei!
E tuttavia continuo a chiedermi come la prof Fornero, che verosimilmente non vive il problema comune a tante famiglie impegnate a superare indenni la quarta settimana, ecco mi chiedo come possa immedesimarsi nei lavoratori che a fine mese non ci arrivano più a far quadrare i conti.
Non sono certo un estremista e spesso non condivido i toni intransigenti di Landini o della Camusso, ma piangere o disperarsi dopo avere tassato e stratassato, serve a poco.
Certo questo governo non possiede la bacchetta magica, ma continuare a vessare il popolo mi sembra un esercizio che rimanda a pratiche medievali.
E mi non consola più neppure il compianto e grande Giorgio Gaber. In “Mi fa male il mondo” con amara ironia stigmatizzava già più di dieci anni fa:
Mi fa male che tra imposte dirette e indirette, un italiano medio paghi, giustamente per carità!, un carico di tributi tale che se nel medioevo le guardie del re le avessero ai contadini, sarebbero state accolte a secchiate di merda!”
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Se intanto volete sapere dove lavorano i figli di questo governo che predica la flessibilità per non annoiarsi con un lavoro sicuro e un posto fisso, date un’occhiata a questo link.

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