«E’ Quaresima, niente carri»
di Roberto Mistretta
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Acquaviva Platani. Questa sfilata di Carnevale non s’ha da fare! Non l’ha palesato proprio in questi termini l’arciprete di Acquaviva, don Francesco Novara, il proprio disappunto avverso la proposta di fare sfilare i carri di Carnevale, in piena Quaresima. Ma certo chi doveva intendere ha inteso e ad Acquaviva i carri sono rimasti al chiuso, seppure col dispiacere di chi invece voleva farli sfilare.
Don Francesco è stato categorico quanto chiaro nella sua predica del Mercoledì delle Ceneri: c’è un tempo per ogni cosa. A carnevale ci si diverte e si sfila in maschera, la Quaresima invece è tempo di raccoglimento e preghiera per prepararsi al più grande mistero di fede cristiana: la Pasqua con la resurrezione di Gesù.
E così il sindaco Salvatore Mistretta alla richiesta di fare sfilare di nuovo i carri, venerdì mattina ha convocato i giovani al palazzo comunale e alla fine i carri sono rimasti al chiuso dei magazzini. Lo stesso però non è avvenuto in altri centri della provincia, con dispiacere dei responsabili diocesani e del clero locale.
Il vicesindaco di Acquaviva, l’imprenditore Salvatore Caruso dice: «Martedì, a causa del maltempo, i carri di Carnevale non hanno sfilato, qui da noi come negli altri centri del Vallone. Il che ha provocato dispiacere ai tanti giovani che vi avevano lavorato tant’è che avevano proposto di organizzare una sfilata sabato o domenica, non riflettendo sul fatto che dopo il Mercoledì delle Ceneri si entrava in periodo quaresimale. Ovviamente il parroco era nettamente contrario, tant’è che quando lo abbiamo interpellato ha espresso il suo parere non favorevole. Il sindaco a quel punto ha ritenuto di riunire i ragazzi in Comune insieme all’amministrazione comunale per spiegare loro che era giusto rispettare la Quaresima. C’è stato come è naturale che sia, un dibattito, ma alla fine ha prevalso il buon senso, e si è deciso di rimandare, ammesso che in estate siamo di nuovo al governo cittadino, di fare sfilare ad agosto i carri allegorici».
Il sindaco Toto Mistretta aggiunge: «Quando sono venuti i ragazzi a chiedermi l’autorizzazione alla sfilata ho detto loro che da sindaco non potevo negare un’autorizzazione che gli spetta per legge, ma da cristiano ho aggiunto che tutti noi la domenica andiamo in chiesa a prendere la comunione e quindi forse bisognava riflettere sul fatto che in Quaresima non è giusto fare sfilare i carri. I giovani hanno convenuto su queste motivazioni e insieme si è deciso di rispettare la Quaresima».
Insomma ad Acquaviva Platani i tempi scanditi dal calendario religioso sono stati rispettati e la Quaresima non è stata “offesa” da sfilate carnascialesche.
Lo stesso dicevamo non è avvenuto altrove dove in effetti non sono mancate le polemiche tra contrari ai riti pagani e favorevoli al divertimento ad oltranza.
Nel merito abbiamo sentito il vicario diocesano don Pino La Placa che ci ha detto: «La Chiesa è contraria alle sfilate di Carnevale nel periodo quaresimale, perché c’è un tempo per ogni cosa. Prendiamo atto della sensibilità di quegli amministratori che hanno deciso di non fare sfilare i carri in piena Quaresima, così come prendiamo atto di chi invece ha autorizzato le sfilate.
Essere cristiani significa rispettare i precetti di Madre Chiesa e non solo mettersi in prima fila durante le processioni, ma ognuno ovviamente risponde secondo la propria coscienza cristiana».















