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Archivio per 26 febbraio 2012

Nè assolto nè condannato

La inGiustizia

di VOX

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Dopo le arringhe, il risultato :
è reato prescritto, non assolto !
Il Cavaliere, però, ha brindato:
questa sentenza la temeva molto.

I Giudici non l’hanno condannato,

ma dall’accusa non l’hanno prosciolto.
Una sentenza degna di Pilato,
ne può gioire solo uno stolto !

Per una legge fatta su misura,

tipica d’un regime feudale,
si è costretta la Magistratura

a questo tragicomico finale:

benché ci sia stata corruzione,
non ci sarà la giusta punizione !

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Milena come Milano

Milena metropolitana pareggia con Milano e batte il paese Campofranco

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A Milano il Carnevale non termina il martedì grasso, ma il sabato seguente, perché, secondo la tradizione, Sant’Ambrogio, Patrono di Milano, era impegnato in un pellegrinaggio e chiese alla popolazione di aspettare il suo ritorno per iniziare le liturgie quaresimali.

Perciò oggi nell’arcidiocesi di Milano, il rito delle Ceneri si celebra la prima domenica di Quaresima, secondo il rito ambrosiano.

A Milena il Carnevale non è terminato il martedì grasso, ma questo sabato. Come a Milano.

Ma non perchè aspettavano l’Arciprete impegnato altrove, semplicemente perchè la pioggia e il maltempo hanno impedito la sfilata dei carri e delle maschere con la premiazione finale, la spaghettata e i fuochi d’artificio conclusivi.

Per la via principale del paese, la Nazionale, si sono divertiti in tanti. A sfilare soprattutto i bambini in maschera accompagnati dai genitori.

Tutti contenti.

Quasi tutti. Si registrano alcune critiche agli organizzatori per non aver tenuto conto della Quaresima e all’amministrazione comunale per avere consentito il replay dell’ultima giornata rovinata e bagnata dalla pioggia.

Ma alla fine su ogni considerazione ha prevalso la voglia di non fare riuscire inutili e frustranti gli sforzi di lunga durata dei carristi.

A Campofranco

Nella vicina cittadina invece niente Carnevale!!!

Il sindaco ha negato il permesso di festeggiare il Carnevale molto probabilmente per rispettare la tradizione della Chiesa che vuole aboliti i divertimenti e le abbuffate nel periodo della Quaresima.

Parecchi suoi concittadini sono scesi in piazza con le facce mascherate. Alcuni hanno agitato uno striscione con il quale lo mandavano praticamente a quel paese.

E non era per niente uno scherzo di Carnevale!!!

Gruppetti di campofranchesi mascherati sono saliti in macchina fino a Milena dove hanno potuto sfogarsi.

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L’assassinio di Re Umberto

L’assassinio di Re Umberto

di Angelo Agrò

recitato da Paolo Garrasi

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Sintìti amici e ascuntati tutti

Omini ‘ntlligenti e genti dotti,

l’albiru bonu fa boni frutti

la terra bona fa boni raccolti

l’albiru malu fa mali li frutti

produci mali lu jornu e la notti.

Ora sintìti sti versi ‘ntrodotti

murì lu nostru Re campari nun potti.

Nel seculo millenovecentu orribili spaventu

e casu stranu ‘na tristi novella

rappresenta angustiu pi ogni cristianu.

A Monza successi un grandi avvenimentu

l’uccisioni del nostru Sovranu

e pi l’Italia fu ‘n grandi spaventu

commessu lu duvèri italianu.

Li vintinovi lugliu la sera

scendeva Umbertu di Reggia riali

pi cuntintizza tutta Monza c’era

gridannu “Viva Umbertu” a vuci uguali.

Lu Re pi so buntà, anima sincera

Rinnìa saluti a tutti in uguali.

Mezzu la folla ‘nta nna balbuniera

chi s’avvicina subbito a lu so rivali

e s’avvicina quell’anima ribella

pallidu ‘nfaccia e la so barba nera

e s’avvicina a la carrozzella

pi guardari s’Umbertu dintra c’era.

Dal fianco scorciò la rivoltella

tirò quattro colpi subbito ‘n carriera.

Gaetano Bresci s’appella

fici nesciri di luttu la bannera.

Nò mentri la carrozza era ‘n caminu

Lu populu gridava a voci forti

“pigliatilu, pigliatilu l’assassinu

statici attenti cu l’oricchi accorti”

fu pigliatu pi sò amaru destinu

tintava di scappari ma ogni voti

lu populu urlava di continu

di farici fari ‘n orribili morti.

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Sicilia al voto il 6 e 7 maggio

Sicilia alle urne il 6 e 7 maggio

In Sicilia si voterà il 6 e 7 maggio, per il rinnovo degli organi amministrativi, in 148 comuni siciliani, 16 circoscrizioni e 2 province regionali.

L’eventuale ballottaggio è fissato per il 20 e 21 maggio.

Lo ha deciso, su proposta dell’assessore per le Autonomie locali e la Funzione pubblica Caterina Chinnici, la giunta regionale riunita a Palazzo d’Orleans sotto la presidenza di Raffaele Lombardo.

Gli unici capoluoghi coinvolti sono Palermo e Trapani. Tra gli altri centri maggiori che andranno al voto: Marsala, Misterbianco, Paternò, Alcamo, Sciacca, Barcellona Pozzo di Gotto, Caltagirone, Avola e Castelvetrano. Gallodoro, in provincia di Messina, è invece il comune più piccolo con 389 abitanti.

Oltre che negli enti il cui rinnovo era già fissato per scadenza naturale, si voterà anche a Campobello di Licata, Sciacca, Aci Catena, Militello Val di Catania, Palagonia, Tremestieri Etneo, Fiumedinisi, Altavilla Milicia, Scicli e Salemi, dove i sindaci si sono dimessi o sono stati sfiduciati.

Interessati al voto sono poco più di 2 milioni e mezzo di siciliani, compresi coloro che andranno alle urne per il solo rinnovo delle province regionali di Ragusa e Caltanissetta. Entrambe, in attesa del completamento dell’iter legislativo del disegno di legge sui liberi consorzi, infatti, sono inserite nell’elenco.

Saranno ricompresi nell’elenco anche tutti quei Comuni nei quali gli organi amministrativi dovessero cessare dalla carica anticipatamente e la cui definizione dei provvedimenti dovesse avvenire prima della firma, da parte dell’assessore Chinnici, del decreto di indizione dei comizi elettorali, ovvero tra il 60° e il 55° giorno antecedenti le elezioni.

Sono 148 i comuni siciliani nei quali si voterà domenica 6 maggio, dalle 8 alle 22, e lunedì 7, dalle 7 alle 15, per le amministrative.

Quattordici i comuni interessati dalla tornata elettorale in provincia di Agrigento: Agrigento, Aragona, Bivona, Campobello di Licata, Casteltermini, Cattolica Eraclea, Comitini, Lampedusa e Linosa, Montallegro, Racalmuto, Raffadali, Santa Margherita Belice, Sciacca e Villafranca Sicula.

Nel nisseno i comuni chiamati al voto sono 9: Acquaviva Platani, Butera, Campofranco, Marianopoli, Niscemi, Resuttano, San Cataldo, Santa Caterina Villarmosa e Sommatino.

Ventuno, invece, quelli in provincia di Catania: Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Calatabiano, Caltagirone, Castiglione di Sicilia, Fiumefreddo di Sicilia, Licodia Eubea, Linguaglossa, Mazzarrone, Militello in Val di Catania, Mirabella Imbaccari, Misterbianco, Nicolosi, Palagonia, Paternò, Raddusa, San Michele di Ganzaria, Sant’Agata Li Battiati, Santa Maria di Licodia, Tremestieri Etneo e Vizzini.

In provincia di Enna si vota in 7 comuni: Barrafranca, Centuripe, Nicosia, Nissoria, Regalbuto, Sperlinga e Villarosa.

E in provincia di Messina in 43: Acquedolci, Alcara Li Fusi, Barcellona Pozzo di Gotto, Brolo, Caprileone, Castelmola, Castroreale, Cesarò, Fiumedinisi, Francavilla di Sicilia, Gaggi, Gallodoro, Gioiosa Marea, Itala, Letojanni, Librizzi, Lipari, Longi, Malfa, Mazzarra’ Sant’Andrea, Meri’, Mirto, Montalbano Elicona, Motta d’Affermo, Nizza di Sicilia, Novara di Sicilia, Pagliara, Pettineo, Piraino, Roccavaldina, Roccella Valdemone, Rodì Milici, San Pier Niceto, San Piero Patti, Sant’Alessio Siculo, Santa Marina Salina, Santa Teresa di Riva, Santo Stefano di Camastra, Saponara, Savoca, Sinagra, Venetico e Villafranca Tirrena.

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Lavoratori dimezzati

Tempi di Part time

di Romaniello
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Dedicata a tutti quei lavoratori che come me si ritrovano, dopo lunghi anni di duro precariato in un ente pubblico, a barcamenarsi tra un contratto part time orizzontale, uno stipendio DA FAME (ndr: circa 750 euro mensili!) ed ora l’improvvisa prospettiva di chiusura dell’ente nel quale lavorano, che – magari non servirà pure a un cazzo – ma col quale io e gli altri miei 117 colleghi cerchiamo comunque di camparci!
Ora, la prospettiva sarebbe il passaggio ad un altro ente ma mantenendo però la stessa tipologia contrattuale. Il che si tradurrebbe dunque in un precariato a vita. Praticamente, sono ufficialmente un precario a tempo indeterminato!

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Ripassiamo la storia con Pagano

Cooperazione e solidarietà reciproca dell’Europa o sarà depressione!

di Alessandro Pagano

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La storia si sta ripetendo.

Nel 1931 la Germania era messa su per giù come oggi si trovano la Grecia, la Spagna, il Portogallo e l’Italia. Il suo debito pubblico era enorme a seguito degli esiti nefasti della 1^ guerra mondiale e dei successivi pesantissimi risarcimenti bellici che erano stati imposti dai vincitori del conflitto; l’economia era crollata e la Cancelleria di allora per recuperare denari commise l’errore di aumentare le imposte e i tassi di interessi bancari, di fatto peggiorarono le cose.

La crisi tedesca fu gestita malissimo dalla comunità internazionale dell’epoca.  La storia dimostró infatti che se gli Stati vincitori della Grande guerra avessero avuto una visione piú solidaristica avrebbero chiesto alla Germania indennizzi equi e generosi piuttosto che insostenibili e le cose sarebbero andate diversamente. Fra tutti gli Stati, per durezza si segnalò la Francia che allora era particolarmente ricca. Di fatto era come la Germania di oggi, visto che aveva una bilancia dei pagamenti in surplus, buoni conti pubblici e notevoli riserve auree.

In Germania nel frattempo, sull’onda della terribile crisi economica, crebbe un odio antieuropeo e un sentimento super nazionalistico, che nell’arco di un paio d’anni fece andare al potere il NazionalSocialismo.

Per uscire dalla depressione la Germania non riconobbe il debito con i paesi esteri, cominciò una politica militare fatta di investimenti nell’industria bellica e aumentò gli organici militari mandando milioni di ragazzi al fronte e  preparando così una nuova guerra (queste ultime due cose di fatto risolsero il problema occupazionale). L’altro grande stato europeo, l’Inghilterra, prese le distanze dall’Europa e cominciò a relazionarsi economicamente quasi esclusivamente con i Paesi del Commonwealth e con gli USA.

Le conseguenze di tutto ciò le patì soprattutto la Francia che, nell’arco di pochi anni perse tutti i crediti vantati dalla Germania, senza contare che la sua economia da ricca si ritrovò in stagnazione. Dietro a tutti questi problemi ci stavano non incolpevolmente gli Stati Uniti d’America che avevano patito la Grande Crisi del 1929; la quale aveva contagiato il mondo.

Alessandro Pagano

Perchè all’inizio scrivevo che la storia si ripete ? Perchè la crisi di oggi è simile a quella europea del 1931, la quale a sua volta era figlia della crisi americana del ’29. Oggi patiamo gli effetti della crisi americana del 2008, dovuta al collasso provocato dai subprime americani, veri e propri titoli “tossici” che hanno infettato i bilanci delle banche di mezza Europa.

Oggi come allora, ci sono stati europei che hanno debiti pubblici assurdi (i Paesi mediterranei, l’Irlanda, la Francia, l’Austria e molti altri) derivanti dalle pessime politiche assistenzialistiche di stampo vetero socialista. Oggi come allora, l’Inghilterra si é sfilata dall’Europa, ne ha preso le distanze (specie nelle politiche finanziarie e monetarie) e ha riallacciato relazioni forti con gli USA.

Tutti gli effetti che oggi stiamo constatando, si erano già manifestati nel 2008, solo che 4 anni fa le buone iniziative prese sembravano aver risolto il problema; problema che come si vede é tutt’altro che risolto.

Cosa aveva fatto di buono l’Europa nel 2008?

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PRECISAZIONE ATO

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Elisa Ingala

Sulla recente notizia apparsa su molti organi d’informazione riguardante la presunta esenzione dalla Tarsu dei garage interviene la dott.ssa Elisa Ingala, liquidatore Ato Cl1 per dare gli opportuni chiarimenti. Questo al fine di evitare inutili e dispendiosi contenziosi.

Sull’argomento è già intervenuto il Comune di Catania che con una lunga nota pubblicata sul giornale La Sicilia del 15 febbraio 2012 ha chiarito in modo puntuale e preciso i termini della questione.La tassabilità di quest’ultimi è stata sancita dalla Suprema Corte di Cassazione, la quale ha sentenziato in difformità da quanto sostenuto dalla Commissione tributaria regionale, affermando ( “…..che i locali destinati a cantina e garage sono inclusi nella presunzione relativa di produzione di rifiuti e l’uso saltuario o la limitata presenza antropica in tali locali non li esclude dalla tassazione se non ci sono prove oggettive della loro inidoneità a produrre rifiuti ai sensi del Dlgs 507/92”.)

La stessa Cassazione nel 2009 ha sancito che l’inutilizzabilità di tali locali è subordinata alla presentazione di idonea documentazione tecnica atta a dimostrare le condizioni di esclusione o esenzione lasciando a carico del contribuente il relativo onere. In soldoni quanto sopraesposto significa che se il locale è in condizioni dimostrabili di decadenza e fatiscenza l’utilizzatore (inagibilità) del garage non dovrà pagare alcuna tassa, se invece lo stesso locale è in perfette condizioni e quindi fruibile per l’uso per il quale è destinato, lo stesso legittimamente è tenuto a pagare la Tarsu.

In definitiva, nell’ambito dei principi di tassabilità fissati dalla Suprema Corte di Cassazione, ogni amministrazione comunale potrà decidere liberamente metodologie d’ imposizione differenti riguardanti tali locali.

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,12-15

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Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva:
«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».

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