La morte passo dopo passo
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Fenomeni Abiotici Immediati, i segni immediati della morte, sono intuitivi: la perdita di coscienza, l’insensibilità, l’immobilità, la mancanza di tono muscolare, la cessazione della circolazione e del respiro.
Sui Fenomeni Abiotici Consecutivi che sono i seguenti bisogna soffermarsi un po’.
- Il Raffreddamento corporeo che rappresenta l’ovvia conseguenza della cessazione delle combustioni organiche vitali; in 22-24 ore la temperatura del cadavere perde quella sua interna per adattarrsi a quella dell’ambiente in cui si trova.
- L’Evaporazione cutanea che avviene nei punti in cui lo strato corneo dell’epidermide è più sottile o manca proprio. Nell’occhio questa evaporazione determina una minore tensione del globo oculare, un raggrinzimento della cornea, la comparsa della “macchia scleroticale” del Larcher di colore nerastro: è dovuta al trasparire della sottostante coroide.
- L’Ipostasi, che consiste nella comparsa di macchie rosso-livide nelle parti declive del cadavere, sui fianchi o sul dorso se esso poggia su questo, praticamente dove, cessato il movimento della circolazione, va a raccogliersi il liquido sanguigno per forza di gravità.
- La Rigidità muscolare, o cadaverica o “rigor mortis” che prende prima i muscoli della mandibola, poi quelli della nuca e del dorso, infine quelli degli arti superiori ed inferiori. Essa scompare dopo qualche tempo nello stesso ordine con cui è comparsa.
Più impressionanti e poco noti sono i FENOMENI TRASFORMATIVI
- La Putrefazione, dovuta per massima parte, all’azione di microbi anaerobi, col concorso però, di batteri aerobi, di artropodi e di vermi. Questa “fauna del cadavere” è favorita nella sua opera di sfascio putrefattivo sui tessuti cadaverici da fattori extra-cadaverici: temperatura, umidità e grado di ventilazione ambientale; ed intra-cadaverici: succulenza dei tessuti, modo della morte, ecc. La putrefazione passa per 4 diversi stadi: stadio colorativo, gassoso, colliquativo, della riduzione scheletrica.
- La Macerazione, che si verifica specialmente sul cadavere degli annegati, consiste in una forte imbibizione della pelle che si fa bianca, livida, facilmente lacerabile in lembi.
- La Mummificazione che si riscontra principalmente in cadaveri di individui asciutti o che si sono notevolmente prosciugati negli ultimi giorni di vita per fatto morboso (forti diarree e sudorazioni profuse, ecc.); l’ambiente caldo, secco, ben ventilato favorisce il processo di mummificazione in quanto favorisce l’evaporazione cutanea.
- La Saponificazione che si verifica specialmente nel cadavere degli annegati o in quello inamuto in terreno molto umido.
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Nel caso della foto accanto che ritrae un annegato si possono notare l’imbibizione e la ipertrasparenza degli occhi e il “fungo” che si è formato sulla bocca.
Il cosiddetto “fungo” è una piccola massa di schiuma formata di liquidi misti a aria respirata istanti prima di morire per asfissia da annegamento in acqua.












Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
miiiiiiiiiii………….
ma cose più allegre no???????
e che è…!!!