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Archivio per 5 febbraio 2012

La Sicilia s’allontana

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Nel 1958 dopo che la mia casa è finita, concretizzo il mio sogno: acquistare una macchina. Ho imparato a guidare nel 1942 durante il servizio militare, ma  non ho mai guidato. Supero l’esame pratico ma non riesco nell’esame del codice stradale. Ripasso la prova il 14 gennaio 1958: capito un eseminatore che suggerisce le risposte; sullo slancio compro una Simca Châtelaine. Passano alcuni mesi prima di consegnarmela, me ne servo solo la domenica, la settimana uso il mio motorino, è più economico.

En 1958 ma maison achevée, je concrétise un rêve: acquérir une voiture, J’ai appris à conduire wn 1942 au cours de mon service militaire, mais je n’ai mais conduit. J’obtiens facilement la conduite, mais je rate le code. Je repasse cette épreuve le 14 janvier 1958: je tombe sur un eximinateur qui donne les réponses; dans la coulée j’achète une Simca Châtelaine. Il me faut quelques mois pour l’avoir en main. Je m’en sers que la dimanche, la semaine j’utilise mon vélomoteur, c’est plus économique.

Bambini in vacanza con una simca chatelaine

Arriva l’estate e partiamo per le vacanze in Sicilia. La macchina e carica zeppa. Partiamo tutti, anche la piccola Santina, nata il 12 settembre 1957. Per attraversare l’Italia occorrono tre giorni. Ritroviamo tutta la mia famiglia, in particolare Carmela non ha visto i suoi da 12 anni! Riprendo le vecchie abitudini come quella di approfittare del momento della giornata in cui in cui il sole è meno forte per chiacchierare con gli amici nella dolcezza della sera. Non è facile fare capire che in una quindicina d’anni ho potuto realizzare ciò che qua non hanno potuto fare nemmeno in tutta una vita. Dopo qualche giorno i bambini vogliono andarsene: torniamo a casa nostra: in Francia.

L’été arrivant, nous partons en vacances en Sicile. La voiture est pleine comme un oeuf, y compris la petite Santine née le 12 septembre 1957. Trois jours sont necessaires pour traverser l’Italie. Nous retrouvons toute la famille; en particulier Carmela qui n’as pas vu ses parens depuis douze ans! Je reprends mes anciennes habitudes comme celle-ci: profiter du moment de la journéee où le soleil est moins ardent, pour discuter longuement avec mes amis, dans la douceur du soir. Il n’est pas facile de faire admettre qu’en une quinzaine d’années j’ai pu réaliser ce qu’ici ils ne peuvent faire pendant toute une vie. Au bout de quelques jours, les enfants trouvent le temps long, nous revenons chez nous: en France.

Il 23 giugno 1960 la famiglia cresce, nasce il piccolo Giovanni. Da notare quest’evento che mi ricorda un debito nei riguardi del mio paese natale: una lettera mi domanda il rimborso della mia divisa militare. Ovviamente, avendo disertato, non ho masi avuto l’occasione di restituirla. Il prete della missione cattolica di Chambery risponde per parte mia ma non abbiamo nessuna risposta: quelli che sono rintracciati e presi sul posto sono mandati incarcere, mentre gli emigrati come me sono graziati.

Le 23 juin 1960 un petit Jean agrandit la famille. À noter un petit évènement qui vient me rappeler la dette envers mon pays natal: un cuurrier me demande le remboursement de ma tenue militaire. Bien sûr, évadé, je n’ai jamais eu l’occasion de la rendre. Le curé de la mission catholique de Chambéry répond à ma place et nous n’avons jamais de réponse; ceux qui sont attrapés sur place font de la prison, les expatriés, comme moi, sont graciés.

Come ogni anno, trascorriamo le vacanze a Milena. I figli man mano che crescono non vi si trovano bene. Così su consiglio dei miei cugini, i Cannella, affittiamo una casa a Asti, in Piemonte. Le vacanze sono piacevoli. Visitiamo la regione. I bambini passano le loro giornate fuori con i loro nuovi amici. Nel 1961 approfittiamo della nostra presenza per partecipare a Torino alla festa del Centenario del Risorgimento: Il Sessantuno.

Comme chaque année, nous passons nos vacances à Milena. Les enfants qui hrandissent ne s’y plaisent pas. Aussi sur le conseil de mes cousins, les Cannella, nous louons une maison à Asti, dans le Piémont. Les vacances sont agréables. Nous visitons la région. Les enfants passent leur journées dehors avec de nouveaux copains. En 1961, nous profitons de notre précence pour parteciper, à Turin, à la fête du Centenaire de l’Unité italienne: Le Sessantuno.

Gli affitti che incasso fanno crescere il mio risparmio. Senza mutuo, comincio la costruzione di una seconda casa; il 15 settembre del 1951 affitto senza difficoltà questa dimora. I bambini crescono; nel 1965 presto la mia macchina a Totò (diminuitivo di Salvatore). Ne ha bisogno per raggiungere la sua morosa a La Ravoire vicino Chambery: Suzanne Berthoud. Si sposano e vengono ad abitare da noi. Il 25 agosto nasce Stefano, primo nipotino di una lunga stirpe. I figli entrano nella vita attiva, fanno vari  mistieri. Non avendo più figli a carico e grazie ai mie risparmi e all’eredità dei miei genitori, decido di comprare ad Asti una residenza secondaria: vi trascorreremo le vacanze estive.

Les loyers que j’encaisse gonflent mon bas de laine. Sans emprunt, j’entame la construction d’une deuxième maison: le 15 septembre 1951 je loue, sans difficulté, cette demeure. Les enfants grandissent. En 1965 je prête ma voiture à Totò (diminutif de Salvatore). Il en a besoin pour rejoindre sa bien-aimée à La Ravoire près de Cambéry: Suzanne Berthoud. Ils se marient et viennent habiter chez nous. Le 25 août vient au monde Stéphane, premier petit-fils d’une longue lignée. Les enfants entrent dans la vie active, exercent divers métiers. N’ayant plus d’enfants à charge, grâce è mes économies et à l’heritage de mes parents, je décide d’acheter à Asti une résidence secondaire; nous y passerons nos vacances d’été.

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Riparato il tetto del centro commerciale

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Sono stati completati i lavori di riparazione della copertura del centro commerciale. La struttura, che di recente è stata affittata dall’amministrazione comunale ad un gruppo di imprenditori locali, rinuniti nel Consorzio “San Miceli”, presentava problemi alla copertura.

Per questa ragione il Comune, onde evitare possibili danni derivanti da infiltrazioni di acqua, ha deciso di intervenire.E’ stata la ditta Palumbo Santo ad effettuare i lavori di riparazione al tetto del centro commerciale e il costo di tale riparazione è stato di 1.197 euro.

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Milocca e Milena vincono e convincono

Il derby del vallone va al Milocca che sconfigge la Chiaramontana di Mussomeli con il risultato di 2-1.

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Succede tutto nel secondo tempo, dopo che la prima metà della gara era finita 0-0.
Una dura battaglia per i nostri ragazzi che trovano il vantaggio al 61′ con Lana che insacca di testa, gli ospiti non ci stanno a perdere e reagiscono buttandosi nella nostra metà campo, e all’78′ gli viene concesso un penalty che realizzano.
A questo punto il Milocca prova il tutto per tutto spinto dai propri fantastici ultrà, così all’83′ Lana con una prodezza dai 40 metri realizza il secondo goal che decide il match e ci proietta di nuovo in testa alla classifica in attesa della partita del Real Petilia che in caso di vittoria ci raggiungerebbe in vetta, anche se ciò non ci preoccupa consapevoli delle nostre potenzialità.

FORZA RAGAZZI CONTINUIAMO A VOLARE.

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Il Milena affoga il Bivona nel pantano

Mantione e Caldiero telecommentatori del Milena

 

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Sabato 4 febbraio 2012, alle ore 09.30 raduno in piazza Falcone/Borsellino, per far sentire la voce e la partecipazione cittadina, ai magistrati che ogni giorno sono impegnati sul fronte antimafia, a rischio della loro vita e dei loro cari.

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La lotta al fenomeno mafioso non è un fatto privato di alcuni magistrati .

La magistratura è l’anticorpo della società civile. Ogni giorno, questi eroi, combattono, il malaffare che immobilizza e fa regredire la società civile verso livelli sempre più bassi.

La mafia, per noi siciliani, non è una condanna biblica: è il peggio del nostro essere uomini civili che lasciamo vivere, crescere e danneggiarci tutti, con la nostra tolleranza e a volte accondiscendenza.

La denuncia è l’arma del cittadino.

Accanto a queste manifestazioni di presenza, incoraggiamento e solidarietà, deve esserci la denuncia: tutto quello che ci insospettisce o di cui dubitiamo essere un fatto legale, deve essere denunciato.

Dobbiamo sgomberare il campo, tra noi cittadini e la piovra !

Invito tutti i compagni, tutti i militanti delle organizzazioni politiche della sinistra, a titolo individuale, ad essere presenti in massa al raduno di cui alla locandina di cui sopra.

Lo dobbiamo fare, non solo perchè crediamo in una società libera dalle mafie, ma anche per non dimenticare quanti nostri compagni hanno dato la vita nella lotta contro la mafia.

Voglio ricordare alcuni nomi ” i contadini di portella della ginestra, Pio la Torre, i sindacalisti come Placido Rizzotto e Salvatore Carnevale, il militante comunista Peppino Impastato.

La lotta alla mafia è un nostro patrimonio genetico e culturale che non possiamo abdicare a nessuno, abbiamo un obbligo morale e culturale di partecipazione.

Salvatore Ferlisi

 

Particolarmente forti e sentite le parole del giudice Giovanbattista Tona: «La dobbiamo finire di dividerci nella lotta contro la mafia, ritenendo che nel gruppo contrapposto al nostro ci sia infiltrazioni mafiose e nel mio no: se crediamo in qualcosa tutti dobbiamo stare dalla stessa parte e quindi contro la criminalità organizzata, svolgendo ciascuno di noi un lavoro a sostegno della tenuta delle istituzioni. Se crediamo in qualcosa possiamo arrivare insieme da qualche parte; se invece non ci crediamo fermamente nell’esserci in alcune battaglie allora non andiamo da nessuna parte. Per questo c’è bisogno di punti fermi in una comunità e noi magistrati faremo certamente di tutto per essere dei punti fermi soprattutto per i giovani».

Poi, rivolto più specificatamente agli studenti, ha aggiunto: «Se voi continuerete a dare la vostra disponibilità alla ricerca della verità ed al rispetto delle regole dello Stato, se offrirete la vostra intransigente fermezza per resistere alle blandizie ed alle minacce dei mafiosi l’intera comunità ne trarrà giovamento. La mafia infatti non è una cosa lontana da noi, essa cerca sempre di infiltrarsi in mezzo a noi con tutti i modi ed i mezzi: ed è per questo che dobbiamo fare il possibile per non essere contaminati dal fenomeno mafioso, La nostra nuova “battaglia” deve essere l’impegno quotidiano da parte di tutti, sapendo che se non questo non viene fatto non si va da nessuna parte. Ed oggi abbiamo dato vita ad una nuova tappa fondamentale nel cammino che ci deve consentire di raggiungere l’obiettivo dell’affermazione delle regole».

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Preistorielle

Quando raccontavano le fiabe ai loro bambini, gli uomini peistorici iniziavano dicendo: “Ci sarà una volta…” (Giovanni Mosca)

Ancora oggi molti uomini vivono nella preistoria, soprattutto per quanto riguarda le buone maniere. (Oscar Wilde)

La più grande invenzione dopo la scrittura è stata la lettura (Mark Twain)

Se fin dalla preistoria ci fosse stato il “copyrìght” su invenzioni e scoperte, l’umanità sarebbe ancora ferma all’Età della Pietra” (Enzo Biagi)

Dopo avere assistito allo spettacolo del secondo tramonto, il primo uomo disse: “Uffa, cominciano già con le repliche!”. (Dario Fo)

Quando un uomo costruì la prima capanna, tutti quelli che vivevano nelle grotte cominciarono a sentirsi infelici. (Roberto Benigni)

da Relax

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Nuove povertà e vecchie ideologie.

Alessandro Pagano

Il Governo Monti e il rapporto Caritas sulla povertà, fra inquietudine e preoccupazione

Enza Fornero ce l’ha in testa dal primo giorno in cui si è insediata quale ministro del welfare del governo Monti. L’ha chiamata “Salario Minimo Garantito” ed è la sua idea per riformare il sistema degli ammortizzatori sociali. Un’idea che persino i Sindacati e Confindustria, pur essendo sostenitori di questo governo tecnico, hanno contestato.

Questa del Salario Minimo Garantito è storia vecchia. In Sicilia, negli anni ’80, la peggiore partitocrazia di sinistra e di centro la partorì in maniera spregiudicata. Migliaia di ragazzi intorno ai 20 anni furono “infilati” in sovrannumero in tutti gli enti pubblici possibili e immaginabili. Per loro nessuna formazione, nessuna remunerazione decorosa, nessuna qualificazione seria. Nei piani di chi li volle c’era solo la volontà di fare consenso (meglio chiamarla clientela). Dicevano che questa misura avrebbe eliminato la disoccupazione invece servì solo per bieco assistenzialismo.

Quell’assistenzialismo impoverì le casse della regione e atrofizzò pian piano la volontà di quei ragazzi.Un’intera generazione fu illusa e violentata nella dignità. Oggi essi hanno mediamente 45 anni, in qualche caso si sono depressi e hanno dato pochi contributi alla crescita degli enti dove lavorano; in molti altri casi però sono diventati autentiche colonne portanti delle loro amministrazioni. Ma in entrambi i casi il risultato economico è stato disastrosamente identico, visto che attualmente guadagnano più o meno, 700 euro al mese.

Il ministro Fornero

Ecco quale mostro ha saputo generare il compromesso storico e culturale di tipo ideologico ed egualitarista in salsa siciliana. Povertà economica e culturale in nome non del lavoro, ma del “posto” di lavoro.

In Italia, specialmente al sud, sono ormai 40 anni che le intelligenze vengono mortificate con questa mentalità secondo cui lo stato deve intervenire con “concessioni e cure di mantenimento per povertà di lungo periodo” (XI Rapporto Caritas sulle povertà). Tale comportamento culturale ha di fatto “mantenuto” le povertà e non ne ha consentito l’affrancamento, per cui il diritto al lavoro, all’educazione e persino a farsi una famiglia sono andati a farsi benedire.

Nel 2010 dice sempre il Rapporto Caritas, solo il 57% dei cittadini ha un lavoro regolarmente retribuito (la % più bassa dell’occidente), il 14% circa è povero (oltre alle famiglie numerose, sono in aumento anche quelle che dipendono da un lavoratore autonomo), e in futuro questa percentuale aumenterà visto che gli attuali quarantenni quando andranno in pensione nel 2035, prenderanno al massimo 600 Euro.

Perchè tutto questo ? Perchè in tanti continuano a propinare queste ricette nonostante i tristi risultati ? “Erogare contributi economici non fa uscire dal disagio ma lo rende cronico, tant’è che nonostante le risorse siano aumentate sempre più, gli italiani poveri non sono calati“, dice sempre il Rapporto. E siccome i poveri, oltre a costare tanto, aumentano ogni anno di più, non dovrebbe essere difficile capire che le politiche di contrasto alla povertà di stampo assistenzialistico sono tutte sbagliate.

Il governo Monti attraverso la Fornero continua a proporre regalie, tipo Reddito Minimo, per tenere buoni i giovani, quando dovrebbe mettere in pista autentiche politiche familiari. Tutti i modelli economici di sviluppo e di crescita, da Solow a Keynes (che non dovrebbe essere distante dalla Fornero) fanno riferimento alla “crescita della popolazione” per l’aumento della produttività, del risparmio, degli investimenti. Senza contare che i costi sociali del welfare (sanità e pensione su tutto) con una popolazione più giovane sarebbero destinati a ridursi.

Che cominci una volta per tutte un serio dibattito sul “fattore famiglia” (il vecchio “quoziente familiare” riveduto e migliorato) è oggi assolutamente indispensabile .

E per amor di Dio, c’e` qualcuno in Italia che lo possa far capire anche alla Fornero ?!

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Davanti il palazzo di giustizia. Ha minacciato di darsi fuoco per protesta contro le Istituzioni

«Non riesco a vedere i figli»

di Vincenzo Pane

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Una precedente protesta di Bello

Si era cosparso il corpo di benzina e voleva darsi fuoco davanti al Palazzo di Giustizia, ma la sua plateale azione si è conclusa con la denuncia, da parte della Polizia, per procurato allarme. Un gesto di protesta contro le Istituzioni che, a suo dire, non lo tutelerebbero visto che sostiene di non poter vedere i suoi figli, affidati a una comunità dopo la separazione dalla ex moglie.

Il nisseno Giuseppe Bello (45 anni), intorno alle 7:45 di ieri mattina, si è presentato davanti al Palagiustizia, fermandosi all’altezza del parcheggio con il cancello d’ingresso elettrico, riservato ai magistrati. Aveva con sé due bidoni di benzina, uno da 40 litri e uno da 20 e si è cosparso con un po’ di benzina minacciando di darsi fuoco se non fosse stato ricevuto da un magistrato. Sembrerebbe addirittura che volesse farsi ricevere dal procuratore generale Roberto Scarpinato, al quale voleva raccontare la sua vicenda e chiedergli aiuto.

I primi ad avvicinarsi a Bello, già in passato autore di sit-in e proteste plateali davanti al Palazzo di Giustizia, sono stati i metronotte della Ksm che svolgono il servizio di vigilanza all’ingresso del “palazzaccio” e hanno cercato di farlo desistere dal suo proposito suicida, avvisando contemporaneamente i Vigili del Fuoco e la Polizia. Nel frattempo si è avvicinato pure un carabiniere in servizio alla sezione di Polizia giudiziaria della Procura e lo ha convinto a calmarsi e a ritornare a casa promettendo che avrebbe fatto di tutto per farlo parlare con un giudice.

Sul posto sono poi arrivati i poliziotti della sezione Volanti – che lo hanno denunciato, come detto, per procurato allarme – e una squadra di Vigili del Fuoco che hanno sequestrato i bidoni di benzina.

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Ci sono o ci fanno?

Politici e giornalisti bugiardi e spudorati, o solo ignoranti?

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di Veronica Tussi
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Togliere un pezzo di pane a chi, oltre a quello, a tavola mette solo un piatto di minestra, significa imporgli un sacrificio.
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Togliere un pezzo di pane a chi ha la tavola imbandita con ogni ben di Dio, e al posto del pane può mangiar focaccia, non significa imporgli un sacrificio.
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Ora, quando si parla di sacrifici necessari per tutti al fine di salvare il Paese, e ci si limita a togliere un pezzo di pane dalla tavola povera e dalla tavola ricca, o non si conosce bene il significato dei vocaboli “tutti” e “sacrifici”, oppure si mente sapendo di mentire.
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Si sarebbe, poi, bugiardi e spudorati se si parlasse di sacrifici necessari per tutti, e si facesse sì che dalla mensa povera venisse a mancare il pane, e alla mensa ricca si aggiungessero ostriche e champagne.

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,29-39

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E, usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni.
La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei.
Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati.
Tutta la città era riunita davanti alla porta.
Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava.
Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce
e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!».
Egli disse loro: «Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

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