Tumori. Più malati meno morti
di Angelo Torrisi
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Poco più di 2,2 milioni: tanti sono gli italiani che oggi vivono in Italia con una diagnosi di cancro.
Oggi ci si ammala di più, si muore di meno e si può convivere con il cancro anche per anni: il tumore tende a essere sempre più una malattia «cronica», nonché una «patologia sociale di massa», con un impatto sulla società che va ben al di là degli aspetti strettamente sanitari.
Ma attenzione: si muore di meno nella misura in cui da parte di tutti si attui una collaborazione sociale e si collabori nella prevenzione: che si tramuta in successi soprattutto nel cancro al seno, al collo dell’utero e per talune forme di leucemia. Proprio a questa ottica si ispira la Giornata mondiale contro il cancro che si celebra oggi all’insegna dello slogan «Together it is possibile» e cioè «insieme è possibile». Ognuno, insomma, deve fare la propria parte per centrare l’obiettivo di ridurre entro il 2025 del 25% i decessi prematuri legati alle malattie non trasmissibili.
«Il tumore è una patologia sociale, perché se colpisce la salute delle persone e chiede una risposta medica e assistenziale all’altezza, coinvolge anche la vita delle persone, i ruoli sociali, l’insieme delle attività e le relazioni», afferma il presidente del Censis, Giuseppe De Rita. E per la prima volta, ai problemi e alle speranze dei pazienti viene dato ascolto voce attraverso «ad alta voce», la prima grande indagine nazionale sui pazienti oncologici realizzata dal Censis, in collaborazione con Favo e le associazioni federate.
Indagine che rivela un’assistenza a due facce. I pazienti valutano positivamente la qualità dell’assistenza erogata dal Servizio sanitario. È invece negativo il giudizio sui servizi sociali, su quelli del territorio e sulle varie forme di tutela, inclusi i supporti economici.
«È il volontariato oncologico ancora una volta a supplire a gravi carenze delle istituzioni, non soltanto con servizi mirati – accompagnamento, riabilitazione, informazioni personalizzate, assistenza domiciliare, cure palliative e sostegno psicologico – ma anche attraverso la sollecitazione e l’ottenimento di norme legislative per la tutela sul lavoro» sostiene Francesco De Lorenzo presidente Favo.
«Finalmente comincia a diffondersi la percezione che i tumori non sono un male incurabile. Di conseguenza acquistano maggior peso le preoccupazioni e le implicazioni su tutto ciò che è extra-sanitario: come conciliare le terapie con il lavoro, come mantenere il più possibile le proprie abitudini e il proprio stile di vita» sostiene Marco Venturini, presidente Aiom.
Oggi i pazienti chiedono alla Sanità non la semplice sopravvivenza, ma una capacità d’intervento che acceleri il ritorno alla normalità. I dati della ricerca sono disponibili sui siti http://www.adaltavoce.info e su www.favo.it.
PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE
di Francesca Mancuso
Si celebra oggi la Giornata Mondiale contro i tumori. In quest’occasione, l’Unione internazionale contro il cancro (Uicc) ha lanciato una campagna informativa volta a mettere in guardia su alcuni comportamenti poco salutari, che aumenterebbero il rischio di contrarre un tumore. “Anche il cancro può essere prevenuto” questo il tema della campagna.




Altri invece raccontano di una merla perseguitata dal mese di gennaio, che allora aveva 28 giorni. Gennaio, infatti, trovava divertente aspettare che la merla uscisse dal nido per cercare cibo, e ricoprire la terra di freddo e gelo. La merla, stanca di questo vile comportamento, decise di fare provviste per tutto il mese, ritirandosi poi nel suo nido. Il 28 la merla, credendo di aver ingannato Gennaio, uscì e iniziò a cinguettare per prenderlo in giro. L’offesa arrecata fu tale che il primo mese dell’anno chiese tre giorni in prestito a Febbraio e li utilizzò per scatenare bufere di neve, vento gelido e pioggia.












