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Archivio per 4 febbraio 2012

Giornata mondiale contro i tumori

Tumori. Più malati meno morti

di Angelo Torrisi
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Poco più di 2,2 milioni: tanti sono gli italiani che oggi vivono in Italia con una diagnosi di cancro.

Oggi ci si ammala di più, si muore di meno e si può convivere con il cancro anche per anni: il tumore tende a essere sempre più una malattia «cronica», nonché una «patologia sociale di massa», con un impatto sulla società che va ben al di là degli aspetti strettamente sanitari.

Ma attenzione: si muore di meno nella misura in cui da parte di tutti si attui una collaborazione sociale e si collabori nella prevenzione: che si tramuta in successi soprattutto nel cancro al seno, al collo dell’utero e per talune forme di leucemia. Proprio a questa ottica si ispira la Giornata mondiale contro il cancro che si celebra oggi all’insegna dello slogan «Together it is possibile» e cioè «insieme è possibile». Ognuno, insomma, deve fare la propria parte per centrare l’obiettivo di ridurre entro il 2025 del 25% i decessi prematuri legati alle malattie non trasmissibili.

«Il tumore è una patologia sociale, perché se colpisce la salute delle persone e chiede una risposta medica e assistenziale all’altezza, coinvolge anche la vita delle persone, i ruoli sociali, l’insieme delle attività e le relazioni», afferma il presidente del Censis, Giuseppe De Rita. E per la prima volta, ai problemi e alle speranze dei pazienti viene dato ascolto voce attraverso «ad alta voce», la prima grande indagine nazionale sui pazienti oncologici realizzata dal Censis, in collaborazione con Favo e le associazioni federate.

Indagine che rivela un’assistenza a due facce. I pazienti valutano positivamente la qualità dell’assistenza erogata dal Servizio sanitario. È invece negativo il giudizio sui servizi sociali, su quelli del territorio e sulle varie forme di tutela, inclusi i supporti economici.
«È il volontariato oncologico ancora una volta a supplire a gravi carenze delle istituzioni, non soltanto con servizi mirati – accompagnamento, riabilitazione, informazioni personalizzate, assistenza domiciliare, cure palliative e sostegno psicologico – ma anche attraverso la sollecitazione e l’ottenimento di norme legislative per la tutela sul lavoro» sostiene Francesco De Lorenzo presidente Favo.

«Finalmente comincia a diffondersi la percezione che i tumori non sono un male incurabile. Di conseguenza acquistano maggior peso le preoccupazioni e le implicazioni su tutto ciò che è extra-sanitario: come conciliare le terapie con il lavoro, come mantenere il più possibile le proprie abitudini e il proprio stile di vita» sostiene Marco Venturini, presidente Aiom.
Oggi i pazienti chiedono alla Sanità non la semplice sopravvivenza, ma una capacità d’intervento che acceleri il ritorno alla normalità. I dati della ricerca sono disponibili sui siti http://www.adaltavoce.info e su www.favo.it.

PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE

di Francesca Mancuso

Si celebra oggi la Giornata Mondiale contro i tumori. In quest’occasione, l’Unione internazionale contro il cancro (Uicc) ha lanciato una campagna informativa volta a mettere in guardia su alcuni comportamenti poco salutari, che aumenterebbero il rischio di contrarre un tumore. “Anche il cancro può essere prevenuto” questo il tema della campagna.

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Roma affonda nella neve

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Domani a Palermo /10 La Magione

La Magione

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LA MAGIONE

La Basilica ed il complesso monastico della SS. Trinità, meglio noti, come “ La Magione ”, furono fondati, tra il 1190 e il 1193, per volere di Matteo d’Aiello cancelliere dell’ultimo re normanno Tancredi quindi possiamo affermare che  La Magione  è l’ultima  chiese edificata durante la dominazione normanna.
 
Nel 1197  fu ceduta all’ordine dei Cavalieri Teutonici e divenne la sede del “Mansio”, ossia del precettore dell’ordine: da qui il nome di Magione.
 
Dopo vari passaggi di mano nei primi anni dell’Ottocento, il Sacro Tempio fu praticamente ricostruito e l’edificio medievale fu trasformato in neoclassico.
L’entrata è preceduta da un portale barocco  a cui si accede da un viale costeggiato da giardini. La facciata è formata da tre portali a sesto acuto, di cui quello centrale è l‘ingresso alla chiesa sopra ogni portale c’è una monofora.
Archi ogivali dividono l’interno a pianta basilicale in tre navate, il coro è molto ampio.
 
A fianco della chiesa  si ammira il chiostro cistercense, dove è possibile vedere i resti di una torre araba, al cui centro un pozzo con iscrizioni in lingua ebraica.
 
Del complesso fa parte   la Cappella di Santa Cecilia, che conserva: un grande affresco della Crocifissione, un frammento di affresco duecentesco.
 
Particolarissima la  bifora che sulla colonnina centrale porta  un’iscrizione in lingua araba, che significa “Allah è misericordioso”.

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I Giorni della Merla. Riscopriamo la leggenda

da Eco di Torino

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Tradizione vuole che le ultime tre giornate del mese di gennaio (29, 30 e 31) vengano riconosciute come “Giorni della Merla“, ossia il periodo più freddo dell’inverno.

Secondo la leggenda una merla e i suoi piccoli (originariamente di colore bianco), per ripararsi dal freddo, trovarono dimora in un comignolo. Quando poi arrivò febbraio, uscirono fuori, tutti colorati di nero per la fuliggine. E’ per questo che ora i merli sono neri, narra la storia.
Altri invece raccontano di una merla perseguitata dal mese di gennaio, che allora aveva 28 giorni. Gennaio, infatti, trovava divertente aspettare che la merla uscisse dal nido per cercare cibo, e ricoprire la terra di freddo e gelo. La merla, stanca di questo vile comportamento, decise di fare provviste per tutto il mese, ritirandosi poi nel suo nido. Il 28 la merla, credendo di aver ingannato Gennaio, uscì e iniziò a cinguettare per prenderlo in giro. L’offesa arrecata fu tale che il primo mese dell’anno chiese tre giorni in prestito a Febbraio e li utilizzò per scatenare bufere di neve, vento gelido e pioggia.
La povera merla dovette trovare riparo in un camino, dove rimase fino a febbraio. Quando uscì dal suo nascondiglio si ritrovò con le piume tutte rovinate e annerite dal fumo e da allora tutti i merli nascono neri.

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SvalutAuto

Le auto che hanno perso più valore

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In tempo di crisi il mercato delle auto usate se la passa solitamente meglio del “fratello” del nuovo; gli ultimi mesi d’incertezza hanno reso questo vantaggio decisamente meno visibile, ma sta di fatto che molti automobilisti cerchino ancora oggi di risparmiare quanto più possibile, magari acquistando proprio una vettura di seconda mano piuttosto che affrontare i costi ben più elevati di un modello alla prima immatricolazione.

Ma quanto si sono svalutate le nostre vetture nel 2011?

Forse alcuni non lo sanno, ma le quotazioni dell’usato non sono semplici proporzioni fatte in base all’anzianità della vettura, bensì possono oscillare da un anno all’altro, a seconda di particolari eventi che hanno coinvolto la Casa automobilistica di produzione o eventi esterni, come l’introduzione di nuove tasse, di limiti più stretti alle emissioni inquinanti e così via.  A venirci in aiuto ci pensa l’Eurotax, ovvero uno dei punti di riferimento per il mercato dell’auto usata, sia per chi compra che per chi vende.

I Brand che si sono svalutati di meno:

  • Abarth -9,58%
  • Alfa Romeo -9,63%
  • Infiniti -9,82%
  • Nissan -10,06 %
  • BMW -10,42%
  • Skoda -10,67%

I Brand che si sono svalutati di più:

  • Mitsubishi -24,51 %
  • Chevrolet -22,37 %
  • Dacia -20,57 %
  • Suzuki -20,25 %
  • Toyota -17,76 %
  • Subaru -16,56 %
  • Citroen -16,15 %

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Di Scilipoti ne basta uno!

Razzi con Berlusconi

IL VOLUME DEL DEPUTATO ANTONIO RAZZI

E alla presentazione del libro Scilipoti manda il sosia: lui è a Copacabana

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L’uomo, intervistato dal Tg3 sui motivi della sua presenza ha risposto che «siccome a Scilipoti hanno tolto la scorta, a volte “noi” usciamo per qualche mansione»

INTERVISTATO IL SOSIA DI SCILIPOTI

MESSINA – Alla presentazione del libro «Le mie mani sono pulite» del deputato Antonio Razzi, oltre a Berlusconi, che ha speso elogi per l’ex dipietrista («In lui riconoscerete un cavallo di razza»), c’era anche un sosia di Domenico Scilipoti, il deputato di Barcellona Pozzo di Gotto che insieme a Razzi allungò circa un anno fa la vita al governo Berlusconi, definiti entrambi dall’ex premier «due esempi che confortano». L’uomo, intervistato dal Tg3 sui motivi della sua presenza nella sala del Mappamondo a Montecitorio ha risposto che «siccome a Scilipoti gli hanno tolto la scorta, a volte noi usciamo per fare qualche mansione», lasciando intendere che i sosia di Scilipoti siano più di uno.

Quello vero tuttavia si trova a Copacabana in Brasile da oltre una settimana, per cui difficilmente poteva presenziare alla presentazione del libro.

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Ora i giudici tremano

Responsabilità civile, governo battuto

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Il governo è stato battuto sull’emendamento del leghista Gianluca Pini che prevede la responsabilità civile dei magistrati. I voti a favore sono stati 261, 211 i contrari.

L’esecutivo aveva espresso parere contrario all’emendamento che prevede, in particolare, che “chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento” di un magistrato “in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni o per diniego di giustizia”, possa rivalersi facendo causa allo Stato e al magistrato per ottenere un risarcimento dei danni.

A pagare sarà dunque la toga. Ovviamente, il testo deve ancora avere l’ok del Senato

‘La norma Pini è vergognosa, demagogica ed incostituzionale e avrà effetti devastanti perchè creerà contenziosi a catena che paralizzeranno il sistema giustizia e in particolare quello civile” attacca la capogruppo del Pd in commissione Giustizia alla Camera, Donatella Ferranti.

“L’Idv non fa parte di questa maggioranza e registra con sgomento che ieri, per colpire in modo vendicativo i magistrati, è tornata in auge la stessa maggioranza berlusconiana che ha approvato vergognose leggi ad personam distruggendo questo Paese” afferma in una nota il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando.

Dall’altra parte della barricata il Pdl. “C’è un larghissimo consenso popolare in favore di questa decisione e questo orientamento dei cittadini non potrà essere certamente ignorato in occasione dell’esame del provvedimento a Palazzo Madama” dice  il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri.

Questo nonostante il governo non abbia fatto nascosto il giudizio negativo sulla vicenda auspicando una correzione in Senato.

Nel frattempo le toghe sono in allarme.

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