Milena e Milocca «sorelle» separate
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Nonostante che i contributi economici annuali da parte del Comune siano stati dimezzati, quello attuale è veramente un momento d’oro per il calcio milocchese.
Il Milena del presidente Carmelo Palumbo, che milita nel campionato di Prima categoria, domenica scorsa ha imposto il pareggio alla supercapolista Serradifalco (1-1 gol di Galione) e s’è portato al sesto posto in classifica a quota 21, a – 5 dalla zona play off.
Il Milocca del presidente Piero Venturelli, battendo fuori casa 3-0 il Riesi, è balzato al primo posto nel campionato di Terza categoria a quota 19 e aspira ad una promozione in Seconda categoria che, qualora dovesse concretizzarsi, rappresenterebbe un piccolo record per una società nata da pochi anni, appena tre stagioni, ma già in grado di esprimere una cifra calcistica notevole sia con la prima squadra che con il settore giovanile.
E se in casa Milena, con i vari Piero e Matteo Vitellaro, ma anche con Lombardo, Biancola, La Porta e Di Marco, il sogno si chiama play off, in casa Milocca invece si sogna la promozione in Seconda categoria, tanto che, per la gara di sabato in casa del Real Petilia c’è grande attesa e i tifosi del Milocca stanno già preparando questo evento con grande passione e partecipazione. Di certo, un primato meritato, quello del Milocca che sta avendo in Garrasi una delle sue bandiere, con i nisseni Fiorino, La Mattina, Foderà, Laiacona e Lana sugli scudi e con i vari Mazzara e Randazzo che stanno dando quantità e qualità alla formazione allenata da Cardaci.
Insomma, un calcio milocchese che, paradossalmente, nonostante la crisi, a Milena non sembra conoscere crisi, nemmeno di fronte all’avvenuto dimezzamento dei contributi economici da parte del Comune.











”MOMENTO D’ORO PER IL CALCIO MILENESE” ???
Punti di vista caro Caronte, a mio avviso, paradossalmente, questo è il momento più basso del calcio Milenese.
Due società che si odiano dove i il ruolo di protagonisti è riservato ai dirigenti.
Giocatori “milenesi” assenti o che non trovando spazio, non possono crescere, e quindi abbandonano.
Giocatori forestieri, mercenari allo stato puro, per nulla attacccati alla maglia, pronti a cambiare casacca per 5 euro in più.