Feeds:
Articoli
Commenti

Archivio per 22 gennaio 2012

Movimento dei Forconi, ecco cos’è cambiato: Benzina a 3.50 al litro!

.

Catania si sveglia con file kilometriche presso i benzinai…
Io con una segnalazione che ha dell’incredibile!

-

M., in fila dalle 2 di notte in un benzinaio di Aci Castello, mi scrive:

«Ciao, vi scrivo per segnalarvi che stamattina, dopo aver cercato imperterrito benzina per oltre 5 ore, mi sono imbattuto in un benzinaio inusuale e – a mio avviso – “usuraio del petrolio”, il quale ha cercato di vendermela, sottobanco, a dosi da 10 litri per 35 euro; quindi 3.50 al litro! »

Dopo il danno la beffa, mi verrebbe da pensare. A questo è servita la loro protesta. I loro blocchi. Le loro minacce, il loro disagio. Non hanno fatto altro che creare disagi alla Sicilia e ai siciliani, non toccando minimamente gli organi alti della Nazione, o comunque i veri colpevoli.

 « La trovo una cosa alquanto assurda che i distributori abbiano benzina, ma non la rivendano prezzo d’origine e devono marciare vendendola con un rincaro circa del 110 percento. »

(more…)

Read Full Post »

MiloccAix /9 Metto su casa

Maison Arnone

.

Il signor Touvet, di recente sistemato in via Chambéry, mi propone l’acquisto di due piccoli terreni: scelgo quello ai bordi del Corsuet; la strada non è ancora asfaltata ma il luogo è calmo e piano; divento proprietario di 1.200 mq a 100 franchi il metro. I miei amici Mendola mi prestano 33.000 franchi, dati in mano con molto pudore. Il 14 settembre è firmato l’atto. Il signor Triquet, architetto, mi traccia le piante della casa. Aspetto la licenza edilizia e nel frattempo preparo il terreno tagliando alberi e cespugli; approfitto dell’inverno per guadagnare denaro. Quando il mio conto in banca giunge a 25 mila franchi compro i primi materiali; la casa Blache accetta che questa spesa sia pagata a rate. La licenza di aprile arriva finalmente ai primi giorni di aprile.

Monsieur Touvet, récentement installé rue de Cambéry, me propose deux parcelles; je choisis un terrain, en bordure du Corsuet; la route n’est pas encore goudronnée.mais le coin est calme et plat; je deviens propriétaire de 1200 mètres carrés à 100 francs le mètre. Mes amis Mendola me prêtent 33.ooo francs glissés, avec pudeur, dans les creux de la main. En attendant d’obtenir le permis de construire, je prépare le terrain, cuupant buissons et arbustes; je profite de l’hiver pour gagner un peu d’argent. Lorsque mon compte en banque atteint vingt cinq mille francs j’achète les premiers matériaux; la maison Blache accept que cette dépense soit réglée par mensuualités. Le permis de construire arrive enfin le premier jours d’avril.

La zona del Corsuet

Il lunedì di Pasqua 1951 sono realizzate le fondamenta. Impiegato da Grosse, i miei capi mi rifiutano il prestito di materiale. Offeso, lascio l’impresa e contatto l’impresa Bottero che mi assume come operaio muratore. Il mio ritmo di vita si alterna tra il mio lavoro e i fine settimana di tempo libero al Corsuet! Il 15 agosto, mentre ero al cantiere della mia casa, un vicino mi viene ad annunciare che mia moglie ha messo al mondo una bambina: Anna Maria. Ciò mi consola dei due bimbi morti appena nati, tra Salvatore e Anna Maria.

Le lundi de Pâques 1951 je coule les fondations. Employé chez Grosse, mes chefs me refusent le prêt de matériel. Vexé, je quitte l’entreprise et je contacte l’enterprise Bottero, qui me recrute comme ouvrier maçon. J’entretiens le rythme hebdomadaire entre ma vie professionelle et les week-ends de loisir au Corsuet! Le 15 août, étant sur le chantier de ma maison, un voisin vient m’annoncer que mon épouse vient de mettre au monde une petite fille: Anne-Marie. Cela me console des deux enfants motrs nés entre Salvatore et Anne-Marie.

(more…)

Read Full Post »

E lo scuolabus rimase a secco…

AL DISSERVIZIO DEI CITTADINI

.

Da giovedì resta ai box il pulmino scolastico che trasporta alunni di ogni ordine e grado. L’unico mezzo che raccoglie porta a porta la popolazione scolastica del paese. Fine settimana amaro.

I genitori hanno accompagnato i loro figli a scuola utilizzando il proprio mezzo privato mentre quelli che stanno nelle vicinanze sono andati a scuola a piedi. Una passeggiata che poteva essere anche salutare se non ci fosse stato il pessimo tempo di questi giorni di freddo e pioggia.

Le lamentele, cominciate giovedì, sono andate via via crescendo. Non mancano commenti al veleno, ma servono più a sfogare il malcontento che a sollecitare la soluzione del problema. Un problema che va detto subito e in modo chiaro  non doveva nemmeno esistere. Si trattava in fondo di recuperare qualche decina di litri di carburante in attesa che lo sciopero dei tir finisse venerdì sera, come poi è finito. Abbiamo visto già oggi le pompe di benzina locali erogare il prezioso carburante.

Le proteste dei genitori e dei loro figli si riaccendono nel vedere il pulmino di Bompensiere continuare a fare il suo giornaliero servizio di collegamento con la scuola media di Milena e nell’apprendere che non un guasto aveva bloccato lo scuolabus di Milena ma la mancanza di rifornimento.

“Non ci potevano pensare prima a fare il pieno e a mettere da parte un po’ di gasolio?”

E’ l’accusa che gira sulla bocca di tutti. E’ una domanda intelligente che aspetta dagli amministratori una risposta altrettanto intelligente che non sia la banale: “c’era lo sciopero”.

Quanti amministrano il paese hanno il dovere di prevedere e se il caso di procurarsi delle scorte per non interrompere i servizi essenziali.

E qualcuno che la sa più lunga si chiede ironicamente se quest’altra farsa pirandelliana milocchese si sia ripetuta in altri comuni: sarebbe triste apprendere di essere stati l’unico paese del nisseno con lo scuolabus rimasto a piedi! A secco, pardon.

A piedi invece ci son rimasti i ragazzi.

E adesso i loro genitori pretendono di conoscere il perchè.

In breve, se sono stati motivi di:

  1. mancanza di carburante
  2. negligenza del personale
  3. strafottenza amministrativa
  4. incapacità politica.

Read Full Post »

Infiltrazioni mafiose?

I media parlano di infiltrazioni mafiose tra i protestanti

.

Sacrosanta – scrivono – la protesta dei tir che lottano per motivi evidenti: carburante senza accise, sconto sulle autostrade etc…

Hanno manifestato e quindi ripreso il lavoro.

Ma gli altri, questi con i “forconi” cosa vogliono?

E qualcuno, come Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria siciliana, paventa infiltrazioni mafiose tra i manifestanti.

La stampa non è tenera con il movimentismo irresponsabile dei forconi strumentalizzato e probabilmente infiltrato che rappresenta, secondo un giornalista su Libero, la Sicilia peggiore… non a caso nessuna forza politica se l’è sentita di dare il suo appoggio fino in fondo.

Sarà vero?

La foto direbbe di no

Intanto la morsa si è allentata

Read Full Post »

Un altro colpo alla cosca

Mafia: altri tre arresti nel Vallone

di Roberto Mistretta

.

Col supporto logistico di un elicottero che sorvolava il Vallone, si è conclusa stamattina l’operazione “Repetita iuvant”. I carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta hanno eseguito un decreto di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia nei confronti di tre soggetti, già noti alle forze dell’ordine e ritenuti responsabili del reato di associazione di tipo mafioso.

Gli arrestati sono Antonio Calogero Grizzanti, 56 anni, ritenuto il rappresentante della famiglia mafiosa di Sutera, Salvatore Pirrello 55 anni e Ambrogio Vario 59 anni, accusati di essere affiliati alla famiglia mafiosa di Campofranco.
I tre, dopo l’arresto, sono stati trasferiti nel Comando di Compagnia di Mussomeli per le operazioni di rito e da lì, a sirene spiegate e con l’elicottero che forniva copertura dall’alto, in mattinata sono stati trasferiti presso il carcere di Caltanissetta. La notizia si è sparsa in un baleno ed i commenti, come sempre avviene in questi casi, sono di rassegnazione e presa di distanza.

Gli arresti di ieri si inquadrano nell’attività di contrasto condotta contro “cosa nostra” nissena e che nei mesi scorsi, con l’operazione “Grande Vallone”, aveva già colpito le strutture di vertice delle “famiglie” mafiose operanti nel “Vallone”. Di fatto era stata documentata la composizione organica delle consorterie mafiose e gli interessi illeciti coltivati mediante l’infiltrazione negli appalti pubblici, nel mercato del movimento terra e delle forniture di materiali per le costruzioni, nonché nella gestione monopolistica di apparecchiature e macchine da gioco.
Insomma un impianto accusatorio messo in piedi grazie alle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Maurizio Carruba, e che una volta riscontrate dalle indagini del R.O.S. e del Comando Provinciale di Caltanissetta, oltre a fornire circostanziati elementi in ordine al ruolo e alle condotte poste in essere dagli indagati nel corso del tempo, hanno consentito la ricostruzione di vicende relative al contesto associativo operante nel territorio del Vallone.
Altri elementi di conferma circa la fondatezza delle accuse sono derivati inoltre dalle dichiarazioni di Ciro Vara, già uomo d’onore di Vallelunga ed oggi collaboratore di giustizia che vive in una località segreta, che ha raccontato nei dettagli le vicende riguardanti i tre arrestati. Vara avrebbe avuto contezza del loro ruolo, nel corso della sua militanza in “cosa nostra” e dalla quale poi si dissociò – come ha detto – provando ribrezzo per la mafia che non aveva esitato ad assassinare il piccolo Giuseppe Di Matteo, tenuto nascosto per un certo periodo anche a Vallelunga. Da quell’episodio cominciò il pentimento di Ciro Vara le cui dichiarazioni hanno scardinato la mafia nel Vallone e che per ritorsione, aveva programmato di assassinarlo.

Ad Ambrogio Vario e a Salvatore Pirrello è addebitata la partecipazione attiva alle dinamiche interne al sodalizio mafioso. In particolare a Vario si contesta l’adesione alle riunioni destinate all’attribuzione formale delle cariche o a dirimere controversie sorte all’interno della “famiglia”. Pirrello, stante alle dichiarazioni rese sul punto, era rispetto a Vario, più votato a prendere parte a problematiche criminose spiccatamente operative. Il pentito Maurizio Carruba ha precisato che, in epoca immediatamente seguente alla sua nomina a reggente, ebbe a proporne personalmente la riabilitazione, atteso che era stato “posato” da Domenico Vaccaro a seguito di una controversia insorta negli anni ’90. Un fatto emblematico della pervasiva attività di controllo del territorio esercitata dalla “famiglia” mafiosa coinvolse Vario quando, per via di un furto in abitazione da lui subito, essendo risultati vani i tentativi della “famiglia” di individuare i colpevoli, il reggente della stessa deliberò una ritorsione violenta (incendio dell’autovettura) nei confronti di una persona da poco trasferitasi a vivere in paese, sulla base della sola coincidenza tra il suo arrivo a Campofranco e il furto.
La qualità di “uomo d’onore”, tuttavia, non valse a Vario la possibilità di sottrarsi a dinamiche di taglieggiamento poste in essere dagli stessi membri del sodalizio, circostanza verificatasi nella metà degli anni ’90, quando la ditta di Vario aveva impiantato un cantiere a Santa Caterina Villarmosa per la realizzazione dei lavori di metanizzazione. In quell’occasione Lorenzo Vaccaro incaricò i fratelli Carruba di compiere un atto intimidatorio, con l’intenzione di proporsi poi allo stesso Vario come intermediario – dunque celandogli le sue responsabilità, ma facendo apparire l’atto come proveniente da altri – e lucrare somme anche da lui.

Dalle indagini, altresì, è emerso il profilo di Maurizio Carruba tratteggiato dalle dichiarazioni del collaboratore, la cui carriera mafiosa, avviata in qualità di avvicinato alla famiglia per il tramite del fratello, sfociò, dopo la morte di quest’ultimo, nella sua formale affiliazione caldeggiata da Salvatore Termini, e raggiunse infine l’apice con la carica di reggente, esercitata dal 2003-2004.

Grizzanti guidava la «famiglia» mafiosa

Anche sull’amena Sutera, che da tempo grazie alla solerte opera di amministratori illuminati mira a consolidarsi come borgo turistico d’eccellenza, la mafia aveva allungato le sue mire.
Ad Antonio Calogero Grizzanti è attribuita dalla Dda, la responsabilità di aver rappresentato la “famiglia” mafiosa di Sutera. Tale “famiglia”, per una prassi consolidatasi nel tempo, a seguito di una decisione dei vertici provinciali di “cosa nostra” risalente agli anni ’80, sarebbe tenuta a condividere nella misura del 50 % con la “famiglia” di Campofranco, i proventi estorsivi relativi alle attività che ricadono sul proprio territorio. La famiglia di Sutera sarebbe insomma aggregata a quella di Campofranco, secondo gli inquirenti, in ragione dell’esiguità dei propri membri.

(more…)

Read Full Post »

L’occasione fa l’uomo…..

Chi di cellulare ferisce di cellulare perisce

by Antonio

.

Per un’intera legislatura, dal 2001 al 2006, ben 700 persone hanno usufruito di schede telefoniche che i parlamentari dell’Assemblea Regionale Siciliana avrebbero girato ad amici, parenti e persino a qualche amante.
E’ iniziata prontamente  una generosa raccolta di denaro per l’acquisto di un cellulare per questi parlamentari  …. per il trasporto nelle patrie galere:

“Chi di cellulare ferisce di cellulare perisce”

Read Full Post »

Forconi, aumenta la tensione: volantini offensivi contro i 4 deputati

Scritto da redazione
.
Gela.
Volantini con le facce dei quattro deputati e del sindaco e la scritta «Chi l’ha visto». Manifesti in pieno centro storico con i volti dei parlamentari gelesi insultati pesantemente. Il clima si accende. Siamo nel pieno dell’emergenza sociale.
-

-

Intanto altri politici fanno a gara per esprimere solidarietà e avanzare proposte.

Giacomo Ventura

Interviene Futuro e libertà attraverso il suo coordinatore provinciale, Giacomo Ventura.

«Le ragioni della protesta nascono da una crisi economica non più tollerabile in alcuni settori. Gli autotrasportatori non sopportano più i costi dei carburanti, che già da tempo assorbono i risicati ricavi dei trasporti. Oltre a più razionali liberalizzazioni nel settore occorre ridurre le accise. Gli agricoltori, da anni, vengono depredati dei prodotti, frutto dei loro sudori, a prezzi di miseria, che si accrescono oltre misura fino al banco di vendita, favorendo invece l’arricchimento sproporzionato degli intermediari. Senza dire che commercianti senza scrupoli importano prodotti agricoli dall’estero, contrabbandandoli per nazionali»

La deputazione siciliana di FLI, martedì prossimo, rivolgerà una question time al governo su tutta la problematica. Anche i capigruppo del Consiglio comunale hanno dichiarato di essere disponibili a qualsiasi iniziativa possa essere utile per l’istituzione di tavoli di concertazione istituzionali, pur rimanendo distanti da qualsiasi atto inconsulto o di violenza verso gli operatori commerciali».

Raimondo Torregrossa

Anche l’on. Torregrossa annuncia un suo intervento per martedì in Aula: forte impegno del Pdl con proposte sulla grave crisi evidenziata in questi giorni.

Per sostenere le richieste dei lavoratori protagonisti della grande manifestazione popolare di questi giorni è necessario provvedere alla riduzione delle accise regionali che incidono negativamente su tutte le attività produttive, ipotizzare un contributo agli autotrasportatori per il traghettamento per e dal Continente per alleviare il costo del trasporto e attivare un piano straordinario di ritiro degli agrumi per non mettere in ginocchio gli agrumicoltori che rischiano il fallimento”. Lo sostiene il deputato del PdL all’Ars Raimondo Torregrossa.

(more…)

Read Full Post »

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,14-20

.

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva:
«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».
Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini».
E subito, lasciate le reti, lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti.
Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguiro

Read Full Post »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 74 follower

%d bloggers like this: