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Rimane sequestrata la Mercedes andata a fuoco nel tardo pomeriggio del 29 dicembre scorso a Milena.
Come è noto la berlina appartiene all’imprenditore agricolo Paolino Diliberto che ha denunciato (e quindi ha contribuito a fare condannare in primo grado) diversi estortori residenti a Milena, nell’ambito dell’operazione “Uragano” del 2005. Va da sé quindi che il primo pensiero, nonostante l’ora insolita del rogo, corra ad un incendio di matrice dolosa.E tuttavia, fino a ieri i carabinieri confermavano di non avere rinvenuto alcun elemento utile a privilegiare tale pista, anche se rimane apertissima anche per loro la possibile ritorsione. E proprio per rinvenire eventuali elementi utili a corroborare tale tesi investigativa, l’auto sarà fatta analizzare dagli esperti del Ris di Messina.
Se qualcuno però pensava ad una bottiglia incendiaria lanciata contro l’auto di questa non c’è traccia, così come non c’è traccia di altri elementi utili ad escludere la causa accidentale, alla quale invero credono in pochi. Quindi rimane alta la tensione nella cittadina milocchese. All’incendio dell’auto hanno fatto seguito altri episodi delinquenziali: il furto di cavi di rame, furti commessi in danno di abitazioni private e tentati furti sventati per caso. Una cittadina insomma abbastanza inquieta.
Circa il rogo della Mercedes nessuno comunque ha visto né sentito nulla, né esistono riprese da telecamere anche private. Le indagini proseguono dunque coi metodi tradizionali.
Ricordiamo che il coraggioso imprenditore agricolo Paolino Diliberto, nel 2005, con le sue dichiarazioni permise alle forze dell’ordine di sgominare l’organizzazione vicina a cosa nostra e dedita alle estorsioni, ai danneggiamenti e agli incendi. Una quindicina di affiliati al clan finirono in manette nell’ambito dell’operazione “Uragano”. Diliberto si costituì parte civile nel processo di primo grado e collaborò con gli inquirenti.
Questo mese riprenderà in appello il processo nei confronti di cinque affiliati, già condannati in primo grado e arrestati proprio nell’operazione “Uragano”. Parti civili si sono costituiti l’imprenditore Diliberto, la Fai (Federazione antiraket) e anche Comune di Milena che con il sindaco Peppuccio Vitellaro in testa, ha espresso incondizionata solidarietà all’imprenditore.


















